PlIlCfllOGU 1 1 iMIli Ì>1 FRpCESCU ^RDISSON L Parte Priuui F L O R I D E E -c^|^4-. VAISI': NE ANTICA TIPOCaAFrA FERUI DI MAJ E ^rAT,^■ATI 1883. (J}ij ^ ^' D Li n iiijj !E. n 111 PREFi^ZlONE DELL'AUTORE L'opera che ora ho la soddisfazione di presentare ai cultori della fìcologia è frutto di molti anni di lavoro, ed è stata compiuta colle contribuzioni di tutti i naturalisti che più si sono occupati dello studio delle alghe che crescono nel Mediterraneo. Essa comprende Tepilogo dei diversi la- vori parziali sulle alghe italiche da me qua e là pubblicati in varie epoche e che ormai riescono tutti più o meno incompleti e spesso anche disformi dalle opinioni che al presente professo intorno ad alcuni dei più gravi quesiti di fìcologia sistematica. Non è in me la lusinga che quest'opera possa presen- tare a lungo un quadro completo delle alghe del Mediter- raneo, né che in essa la disposizione delle specie possa riposarsi, poiché non mi è dato dissimularmi che sarebbe così chimerico lo sperare di poter esaurii'c la dora marina come il credere possibile di poter sempre assegnare dei limiti precisi alla variabilità delle specie che essa comprende e di poter disporre tutte queste specie secondo le loro naturali aflìnità. Come egregiamente disse il Marchese Massimiliano Spi- nola, la vita del naturalista, qualora sia diretta dal costante / f ? ; / ==^ VI ^ e dairunico amor del Vero, è una catena di successivi pentimcnii, però da questi pentimenti, come da quelli che segnano altrettanti passi verso la meta, non già sconforto ma soddisfa?ione il naturalista deve trarre. Allo scopo che mi sono prefìsso di produrre un qua- dro completo delle alghe mediterranee, ordinato in quel miglior modo che si possa nello stato attuale della scienza, io ho dedicato le mie più assidue cure, e quantunque non sieno nò pochi nò brevi i tratti delle costiere bagnate dal Mediterraneo dai quali io non sono riuscito a procurarmi alcuna raccolta, pure credo che i materiali accumulati nella mia collezione possano mostrare la flora di questo mare senza grave lacuna. L'Adriatico, l'Jonio, il Tirreno, il Mare ligustico, il Golfo di Lione sono stati esplorati da me stesso e da mol- tissimi raccoglitori, fra i quali devo ricordare con partico- lare distinzione: il benemerito Signor Idelfonso Strafforello di Porto Maurizio che con rara costanza e perspicacia esplorò palmo a palmo tutta la costa della Liguria compresa fra il Capo di Noli ed il Varo ; la egregia Signora Favarger di Neuchatel esploratrice oculatissima ed instancabile del Golfo di Napoli, della Corsica, della Provenza; la distin- tissima Signora Marchesa Vittoria Altoviti Avila nei Tosca- nelli alla quale devo la conoscenza delle alghe che crescono nelFArcipelago toscano; i chiar. Signori Dott. G. Zanardini, F. -Hauck, P. Titius, ai quali devo larga copia di specie dell'alto Adriatico e delle coste dalmate; il chiar. Signor Prof. De Romita di Bari che mi fece parte di abbondanti raccolte da lui fatte nel basso Adriatico; Tegregio Signor Vito Beltrani di Licata che aggiunse non poche specie alle collezioni di alghe sicule fatte da gran tempo da me stesso e posteriormente arrichite coi doni dei Signori Dott. Lan- genbach, Dott. Vicari e di altri raccoglitori. — VII — Al cliiar. Signor Rodrigncz di Malion devo molto alglic dello Isole Baleari, ai Signori Figari e W. Barbey parecchie specie interessantissime delFArcipelago greco, dell' Egitto, della Siria , ai celebri algologi G. Agardh , G. Tliurct , Ed. Bornet, parecchie rarità di varie regioni mediterranee che mancavano nella mia collezione. Le collezioni del Rabenhorst, dcirilohenacker, del- l' Erbario crittogamico italiano da me possedute, più volte mi tornarono utilissime, come pure mi riuscì molto prolit- tevole il permesso di visitare il vasto erbario crittogamico del chiar. Signor Conte Vittore Trevisan di S. Leon, quello del R. Museo fiorentino, ove da qualche tempo venne traspor- tata la preziosa collezione fìcologica del Prof. Meneghini, nonché quello del mio maestro G. De Notaris, il cui ge- neroso aiuto non mi mancò che col mancare della sua vita. Soltanto dal Mar Nero, dal Mar di Marmara e dal Mare d'Azof io non sono riuscito a procurarmi materiali di qualche importanza; perciò credetti opportuno di esclu- dere intieramente dal mio lavoro la flora di questi mari. Del resto quantunque essi geograficamente appartengano al gran bacino mediterraneo, pure spero che la loro esclu- sione possa qui non essere troppo lamentata, poiché per la loro giacitura possono anche considerarsi come costi- tuenti un bacino separato. Per la classificazione delle floridee, delle quali tratta esclusivamente questa prima parte del mio lavoro, mi sono attenuto all'ultima parte dello Species Algantm di Giacobbe Agardh, però non ho mancato di discostarmcne tutte le volte che ciò mi è parso opportuno. Anche la nomenclatura sino ad oggi adottata dagli autori, talvolta mi é parso di doverla mutare in omaggio alle leggi relative proclamate dal Congresso internazionale di botanica tenuto a Parigi nell'anno 1867. In quanto airaccettazìonc delle specie di autonomia contestabile, ho creduto di dover adottare il massimo ri- gore. La malaugurata tendenza a salutare con nuovo nome qualsiasi più lieve diversa apparenza di una stessa cosa, che nella prima metà di questo secolo recò alla ficologia sistematica T ingombro di centinaia e centinaia di nomi, destinati ad essere inesorabilmente condannati alla proscri- zione, non poteva non farne sentire il bisogno. Per poco che tale tendenza avesse prevalso, alla determinazione delle alghe sarebbe venuto a mancare qualsiasi base sicura. Ora dunque, mentre è ad augurarsi che l'esperienza del passato valga por l'avvenire, giovi accettare soltanto quelle specie che si possono distinguere colFappoggio di caratteri sicuri e costanti. Nel far man bassa sulle specie che mi sembravano men buone, mi è parso di non dover dare troppo peso al nome del loro autore, perciò fra le specie da me proscritte al- cune ne figurano fra quelle ammesse od instituite dallo stesso Giacobbe Agai'dh, la cui somma perspicacia e dili- genza pure credo non possano mai essere abbastanza ap- prezzate ed ammirate. Se ho ardito proporre qua e là delle rettificazioni di dettaglio all'opera del sommo Maestro, si è perchè sono convinto che a chiarire certe controversie di storia naturale, i buoni materiali spesso valgano meglio d' ogni più eletta qualità personale. Non pretendo che tutte le specie da me accettate possano essere conside- rate come di autonomia assolutamente sicura, ma credo che di quelle da me proscritte, ben poche potranno es- sere riammesse, se pure ve ne sarà qualcuna degna di risorgere. In ogni caso, ove per avventura avessi ecce- duto nel lavoro di demolizione che mi sono imposto, vogliasi di grazia attribuirlo a difetto di oculatezza o ad insufTicienza di materiali, non già a deliberato proposito — IX — di scostarmi dalle norme tassonomiche oggigiorno general- mente seguite. Ogni volta che nelle specie da me proscritte ho po- tuto riconoscere qualche mediocre carattere differenziale, non ho mancato di tenerne conto per proporre delle va- rietà, ma nella maggior parte dei casi ciò non mi e stato possibile. Del resto non è delle alghe come delle fanerogame che per lo più si possono studiare su di un sulFiciente numero di esemplari e seguire nei loro diversi stadi di sviluppo e nelle variazioni recate dal variare delle condi- zioni esterne. Il ficologo che deve tracciare una diagnosi giudicare delFautonomia di una specie, spesso non ha a sua disposizione che pochi ed imperfetti saggi diseccati. È naturale perciò che la fìcologia sistematica ancora non abbia potuto raggiungere quel grado di perfezione che i progressi della fìtogràOa potrebbero far desiderare. Por- tarla a tal grado non può essere che Topera deiravvcnire. Cure, tempo e fatiche non risparmiai airmcliè la si- nonimia riuscisse esatta e sufficiente senza cadere nel su- perfluo. Veramente spesso ho citati dei semplici cataloghi ai quali il lettore non potrebbe chiedere che delle indica- zioni sull'abitazione o sulla stazione delle specie, ma io spero che queste citazioni non saranno giudicate del tutto inutili, perchè esse non solò interessano la geografia bo- tanica, ma possono anche in molti casi facilitare degli utili riscontri. Le citazioni sono state quasi tutte riscon- trate da me stesso. Alcune di opere antiche le ho accet- tate sulla fede degli autori, ma ogni qual volta ho ciò fatto, non ho trascurato d' indicarlo. Tutte le volte che ho potuto, ho esaminati gli esemplari autenti i di De Notaris, Zanar- dini, Meneghini, Kiitzing, prima di riferire le specie di que- sti autori ed altre più anticamente note. Fn quanto alla disposizione della sinonimia ho creduto bene di sacrificare la rigorosa osservanza delFordine cronolo- P5ÌC0 aireconomia di spazio. Spero che questo sacrificio potrà tornar comodo a quanti vorranno flire un largo uso del mio libro, permettendo loro di meglio abbracciare a colpo d'occhio tutta la storia di ciascuna specie. Il metodo in ciò da me seguito verrà fatto palese dall'uso. Del resto consul- tando r Elenco degli autori da me citati, che è posto in testa dell'opera, chiunque all'uopo potrà facilmente ridurre nell'ordine cronologico rigoroso qualsiasi serie di citazioni. L'abitazione delle specie generalmente l'ho indicata in modo sommario, avendo reputato superfluo di moltipli- care le citazioni di località vicine. I nomi dei raccoglitori li ho fatti seguire a quelli delle località in cui essi raccol- sero le specie descritte. Non lasciai senza indicazione del nome del raccoglitore altre citazioni all' infuori di quelle dovute alle raccolte fatte da me stesso. I casi in cui l'abi- tazione delle specie l'ho riferita sulla fede degli autori, si trovei^anno indicati. Per r indicazione delle profondità a cui giungono le varie forme, mi sono attenuto alla distinzione in zone, quale è già stata proposta nella Knumerazione delle alghe di Li- guria che alcuni anni or sono pubblicai colla collaborazione del Signor I. Strafforello. Finalmente le descrizioni delle specie e le note criti- che, ho creduto ben fatto di estenderle più o meno a se- conda del bisogno e di non ommetterle se non quando sarebbero state superflue od avrebbero corso il rischio di riuscire inesatte per insufficienza di materiali. Del meglio che si potrà desiderare e che io non ho potuto saputo raggiungere non mi faccia troppo carico il lettore benevolo. 3£ilano, Ottobre 1882. INTRODUZIONE Giace il Mediterraneo al mezzodì dell'Europa ed al settentrione dell'Africa fra i gradi 4ó e 32 di latitudine boreale, ed i gradi 8 di longitudine occidentale e 33, 3o di longitudine orientale dal me- ridiano di Parigi. I.a sua superfìcie ò eguale a circa 2,5oo,ooo chi- lometri quadrati e lo sviluppo delle sue coste, escluse le isole, raggiunge la lunghezza di circa chilometri 18000. La sua lunghezza dallo stretto di Gibilterra alle coste della Siria è di oltre 4ooo chi- lometri, mentre la sua larghezza massima raggiunge i 1000 chi- lometri e quella minima, la quale trovasi fra la Sicilia e l'Africa^ non è che di 120 chilometri. Il Mediterraneo comunemente si divide in parecchie regioni le quali seno : Il Mediterraneo propriamente detto, il Mare ligu- stico, il Tirreno, l'Jonio, l'Adriatico e l'Egeo mare dell'Arcipe- lao^o srreco. Chiamasi Mediterraneo propriamente detto l' immensa distesa di acque che dallo stretto di Gibilterra si estende da una parte sino all'estremità orientale del golfo di Lione bagnando le coste della Spagna, della Francia e quelle occidentali della Corsica e della Sardegna e dell'altra si avanza sino alle coste della Siria toccando tutta la costiera settentrionale dell'Africa e, verso setten- trione, il lato sud-ovest della Sicilia nonché l'isola di Candia che la separa dall'Arcipelago greco. Mediterraneo occidentale può dirsi tutta quella porzione di questo mare che giace a ponente di Tu- nisi e Mediterraneo inferiore l'altra. Mare ligustico o Golfo di Genova dicesi quel tratto del Me- diterraneo che dal limite orientale del Golfo di Lione si avanza sino verso l'Arcipelago toscano, toccando verso mezzodì l'estremità settentrionale della Corsica. Chiamasi Tirreno tutta quella porzione del Mediterraneo che è compresa fra l'Arcipelago toscano a settentrione, le coste orien- tali della Corsica e della Sardegna a ponente, quelle della Ma- remma, della Terra di Lavoro, della Calabria a levante, e quelle settentrionali della Sicilia a mezzodì. Però alcuni distinguono col nome di mare di Sicilia quella parte inferiore del Tirreno che è compresa fra il Golfo di Napoli e lo stretto di Messina. Mare Jonio dicesi la regione del Mediterraneo compresa fra le coste orientali della Sicilia e quelle occidentali della Grecia. È que- sta regione quella che verso settentrione forma il golfo di Taranto ed il canale di Otranto, il quale dà accesso all'Adriatico che, a guisa di canale scorrendo fra l' Italia e la Dalmazia, raggiunge a Trieste una latitudine che può dirsi l'estremo limite settentrionale di tutto il Mediterraneo, poiché il Mar Nero ed il Mare d'Azof che pure oltrepasserebbero questa latitudine, costituendo un bacino quasi del tutto separato dalle altre regioni mediterranee libera- mente comunicanti fra di loro, possono anche considerarsi come parti di un mare particolare, (i) Poiché la vegetazione delle alghe ha luogo soltanto su di una zona compresa fra la superficie di livello e la profondità di cento metri o poco piìi, sarebbe qui superfluo dilungarsi sulla idrografia del Mediterraneo e di esporre i risultati dati dallo scandaglio in questo mare. Gioverà quindi piuttosto accennare alla opportunità di dividere in varie zone la regione di vegetazione marina, giacché l'osservazione mostra che molte specie di alghe soltanto a deter- minate profondità trovano le condizioni necessarie al loro sviluppo. La regione di vegetazione marina si può dividere in tre zone: r' zona, fra la più alta superfìcie di livello e la profondità di cinque metri ; 2^ zona, fra la profondità di cinque metri e quella di tren- tacinque : 3^ zona, fra la profondità di trentacinque metri ed il li- I Per le ragioni già addotte nella Prefazione dell'Opera, il Mar Nero ed il Mar d'Azof, come pure il Mar di Mannara, non possono qui essere compresi colle altre regioni mediterranee; quindi va da se che Je indicazioni geografiche trascritte in principio della pesente Introduzione, suppongono esclusa da' Mediterraneo tutta quella porzione di questo mare che si estende a levante dello stretto dei Dardanelli, mite estremo della vegatazione marina. La prima zona poi a sua volta si può suddividere in tre sotto zone: r' sotto zona, fra la più alta superficie di livello e la superficie di livello medio ; • 2'* sotto zona, fra la superficie di livello medio ed un metro di profondità al disotto della superficie di livello più bassa ; 3^' sotto zona, fra quest'ultimo limite e la profondità di cinque metri. Ciascuna di queste zone e sotto zone è caratterizzata da una vegetazione speciale ; ma prima di esaminare le differenze che la vegetazione del Mediterraneo presenta su di una linea verticale a'ia superfìcie di livello, conviene esporre i caratteri generali della flora di questo mare e le differenze che essa appalesa in con- fronto di quelle degli altri mari. Il Mediterraneo potrebbe chiamarsi la regione delle briossidi ma anche le alimenie, le cistosire ed i cerami vi sono prevalenti. La flora marina del Mediterraneo è eziandio caratterizzata da parecchi generi monotipi, quali sarebbero Glojocladia, Le Jolisia, Jau- cieiushia, Espera, Schimìnehnannia, dei quali l'ultimo soltanto si avanza sino poco oltre l'estremo confine della regione. Le laminariacee che con i Fncus prevalgono nella regione atlantica fredda, nel Mediter- raneo sono appena rappresentate, e lo stesso si può dire delle cau- lerpe e dei sargassi che abbondano nel Mar Rosso, il quale del resto, come è facile a prevedersi, malgrado l'estrema sua vicinanza col Mediterraneo, possiede una vegetazione quasi intieramente diversa. Poche specie sono comuni al Mar Rosso ed al Mediterraneo e que- ste sono fra quelle che crescono eziandio nell'Atlantico e nel Pa- cifico e che per conseguenza possono dirsi cosmopolite. Nello stato attuale della ficclogia, le specie e varietà principali di alghe del Mediterraneo, escluse le diatomee, possono valutarsi a circa seicento. Di queste settanta per lo meno possono dirsi cos- mopolite; ottanta si estendono più meno nella contigua regione atlantica temperata, cento sessanta sarebbero comuni anche colla regione atlantica fredda, nella quale sì comprendono i mari del nord d' Europa. Ben trecento forme sarebbero dunque particolari al Mediterraneo, ma e probabile che ulteriori ricerche giungano a di- mostrare che questo numero è troppo elevato. Nel Mediterraneo abbondano specialmente ; nei porti e nelle località riparate le Ulva Laduca, U. Enleromorpba, la Porphyra leiico- slìcla ; sugli scogli più esposti alla violenza delle onde la Cysiosira amenlacea, la 'Bangia fusco purpurea, la Rissoeìla verruciilosa, alle quali qua e là si frammischiano i Ceramiuìu ciliatum e C. ruhruni, la Clado' phora cateuata, la Ci. prolifera, VHypiiea musciforinìs,\di Corallina oljicinaìi.s. A poca profondità predominano : Spbacelaria scoparla, Cladosle-^ 4 phns myriophyìlum, Cyslosini ahrolanìfolia, Piuìina Pavoiu'a, Halyscrìs po- lypodioides, Polys'phonia Jniticiilosa, Ryliphìaca piìinslro'uìcs, R. ì'niclorin, Jnnia riiheus, che tutte però si spingono più o meno in basso e che incontransi su tutte le spiaggie ove vengono trasportate dalla vio- lenza delle onde che le strappano dal fondo. Altre come lo Sphnc- rococcus coronopifollas, la ThyUophora nervosa, la PcyssoncUia Squainnria, mentre sono comunissimo verso il limite inferiore della prinia zona ed anche nella seconda, riescono piuttosto rare a poca distanza dalla superficie delle acque. Meno abbondanti, ma quasi egualmente comuni, sono i Callì- thiiiniiioìi aninit'aliim e C. cniciahim, il Nemalion lubricuiìi, la Polysiphonìa scrhilarioliìes, la Rivularia nilida, che crescono soltanto presso la su- perficie delle acque; la Bryjpsis BaJbìsiana che predilige le acque tranquille dei porti; la Bryopsis ìciitiissiiiia ^ V Hnìinicdn Tiiiia, la Bor- uetla secundijìorn, il Callilhamnioìi 'Borrcri, che s' insinuano nelle ca- vità degli scogli dove non giunge la piena luce sciare; il Gelidium corìieum, il G. crinale, la Spyrjdla filaìuenlosa, le Lanrcncla obhisa e L.pinnatifida, la Chrysymenia nvarìa, la Scinaja furcellata, che raramente mancano o sulle scogliere o sulle spiaggie di qualsiasi regione mediterranea. Per quanto è noto appartengono soltanto all'Adriatico la Ga- laxaura adriatica, il CalUtbainnion roscuni, i Ceraniinm Kcllneri, C. radi- cnlosnm, C, Biasoìcttianniìì, le Polysipboiiia ornata, T. slictophlaea, Dasya corymhifera, Chylocladia uncinata, Rljodynunia lignlata ed il Nitopì^yllnni Sandriannm. Al mare ligustico sono particolari la Lejolisìa mcditer' ranca, la Cruoria cruciata, la Rìjodymenia coraJlicola, la Rhodophyìlis Slrajforellii, la PolysipJ.wnia rcpcns, la Saccorìyiia bulbosa mediterranea, il Gelidinm ramellosum, gli Sperniothaniìiion /labellahnn e Sp. flagellifernm, alle quali specie verso il Golfo di IJone si aggiungono altre rarità Ira le quali spiccano le Halymcnia spatbulata e PI. patens e la Polysipbonia joeniculacea, che sino ad Oggi sono state cercate invano su elitre spiaggie. L'alto Tirreno possiede la rarissima llalyinenia Corìnaldii e V Ha. Inrus cqnisetifolius, ma più numerose sono le rarità pescate nel basso Tirreno, infatti le coste orientali della Sardegna possiedono il Gym- nogongrns crcnnlatns ed il Golfo di Napoli può vantare la Lygislcs ver- micnlaris, la Cronauia Scbonsboci, la Janciewshia verrucacjormis, nonché parecchie specie appartenenti alle regioni più meridionali quali : Jlcanlbopbora Delilci, llalynìcìiia Monardiana, Ainpbiroa cxi'is, Cordylc' da dia conferta. Crescono nell'Jonio la Mentasloma ntarginifcra, la Scbiniinchnannìa Ornala, la Polysipbonia cladorbiia , la Cìadopìora monilijorniis, e nel Mediterraneo inferiore VAsparagopsls Deliìcl , la Conìyìecìaiììa hetero- cladn, la CaUihkphnrìs jnhala, le quali ultime però si rinvengono ezian- dio sulle coste dell'Algeria insieme alla Cysbsira sedoides. Final- mente fra le specie più rare e ad area più ristretta, si può citare la Rbodymenia Palmelta che è nota soltanto dall'Arcipelago greco. La vegetazione della prima zona di profondità è caratterizzata dal predominio delle alghe verdi, quali sarebbero le ulvacee, le confervacee, le briossidi, ma a queste si frammischiano le ficocroma- cee ed una folla di generi appartenenti alle alghe brune e rosse. Crescono nella prima sotto zona: Riviiìaria nilìda , Lynghyn ncrugiuosn. Bangia fusco purpurea, Porpbyra lencostkla, Neiviiìion lubricuni, Rissoelhi verrncniosa , Rai/sìa, Oscilla ria v. sp-, Chaetovìorpha, insieme a Litho- phyllum crìstatum, CaUilhnìunion cruciatinu, C. granu/aluiii che non hanno bisogno del continuo contatto dell'acqua per vegetare e che non s'incontrano mai a qualsiasi benché minima profondità. Nella seconda sotto zona abbondano le Uha, le Cladophora, la Pnnctarìa, il Centroceras davulaiiim, parecchie Bryopsis insieme a Ta- dìna Pavonia, Haìyseris polypodìoìdes, Cladoslephus myriophyìlum, Sphaceìaria scoparla, che però crescono di preferenza nella terza sotto zona fra molte specie che si avanzano sino alla superfìcie di livello e fra altre che si spingono in basso sino nelle zone inferiori. Vegetano nella seconda zona: Codium Biirsa, Arlhrocladia villosa, Sporochiiiis pedunculatus, Cyslosira Moiitaguci, C. opuiitioides, Sargasuim Ilornschuchii. rida'/a voinhilis, Phyllophora Heredia, Dasya elegans, alle quali si associano Codium 'omenlosum, Haliineda Tuna, Udotea Desfoii- tainii, Caulcrlìa prolifera, Lia gora viscida, Spbaerococcus coronopifoUiis , Phyllophora nervosa, Digenea simplex, che si spingono nella prima zona talvolta sino a pochissima profondità. La terza zona, che può dirsi zona delle alimenie, oltreché dalle specie di questo genere, è caratterizzata eziandio dalla Schiiymenia marginata, dalla Kallynicnia Requieuii, dalla Fauchea rcpcns, dalla Dasya plana, che a buon dritto possono figurare fra le specie più belle e più rare della flora del Mediterraneo. Dal confronto dei risultati qui esposti apparisce un fatto che da gran tempo già è stata riconosciuto: cioè che il numero delle specie marine va gradatamente decrescendo procedendo dall'alto verso il basso; e ciò é ben naturale poiché le condizioni lisiche a poca distanza dalla superfìcie di livello devono subire delle varia- zioni assai più rapide e molteplici di Cjuello che a ragguardevole profondità. Oltre a ciò se è vero che le condizioni lisiche varino di poco nelle diverse regioni di uno stesso mare, sembrerebbe si dovesse verificare che l'area delle specie abitatrici delle acque profonde fosse estesissima, ma la geografia ficologica e lullora troppo imperfetta perchè su ciò si possano fornire dei dati posi- tivi. Soltanto quando le ricerctie potranno moltiplicarsi su tutte le costiere ed estendersi nell'alto mare sino al limite della vegeta- zione marina, questo ramo negletto, ma pure importante delle scienze biologiche, potrà essere in grado di dare quei risultati che la lìlosofia naturale sino da oggi può da esso a buon dritto ripro- mettersi. CENNO STORICO É soltanto verso la metà del secolo passato che i naturalisti incomincia- rono ad occuparsi dello studio delle alghe con indirizzo veramente scientifico, né ciò deve recare troppa meraviglia quando si consideri che anche tutte le altre crittogame rimasero pressoché trascurate dagli antichi botanici, dapprima distolti dall'esame della natura da vani commentari su Teofrasto, Dioscoride Plinio e -quindi quasi esclusivamente occupati dallo studio delle piante supe- riori, che allora naturalmente si dovevano considerare come sotto ogni rap_ porto più importanti. Le prime ricerche scientifiche sulle alghe sono dovute a Reamur, Donati, Grisellini, Ginanni, Ellis, Dillenius, nonché all' Hornemann ed all'Oeder che sì occuparono di queste piante nella loro splendida Flora danica, all' Hudson che non le trascurò nella sua Flora anglica, al Gunner ciie parecchie ne illustrò nella sua Flora norvegica, ma la prima opera generale importante di algologia descrittiva è dovuta al Gmelin e vide la luce a Pietroburgo nel 1106. In questa stessa epoca o poco dopo si occuparono delle alghe il Forskael nella sua Flora Aegyptiaoo Arabica, il Lightfoot nella Flora scotica, Goodenough e Woodward in più scritti pubblicati dalla Società Linneana di Londra, lo Smith neìVFnglish òotany, il Roth nella Catalecta lotanica , l'Esper nella sua magnifica opera intitolata Icones fucorum, nella quale egregiamente di- pinse tutte le sp3cie allora conosciute. Ma questi autori col riferire tutte o quasi le specie di alghe allora note agli alcuni generi per queste piante am- messi da Linneo, non potevano far guari progredire la tassonomia fìcologìca. Piuttosto i loro lavori giovarono come preparazione ad ulteriori e più accu- rati stuli che infatti, verso il principio del secolo presente, venivano intrapresi col più gran successo dallo Stackhouse, dal Dillwyn , dal Turner, ai quali poco dopo si aggiungevano altri tre insigni campioni quali il Lamouroux, il Lyngbye, Carlo Agardh, nelle cui opere si trovano le fondamenta della mo- derna classificazione ficologica. Scrissero sulle alghe in questo spazio di tempo il Bertoloni, il Bivona, il Delle Chiaje, il Pollini, il Moris, il Naccarì in Itaha; il Bonnemaison ed il Gaillon in Francia, il Greville in Inghilterra, illustrando le flore locali, por- tando nel campo scientifico la cognizione di nuovi fatti, proponendo l'appli- cazioae di nuovi criteri tassonomici. q 8 Alle opere memorabili del Greville sulle alghe delle coste britanniche, tennero dietro a breve distanza 1 lavori del Duby, del Bory de Saint -Vincent, del De Caisne, di Postels e Ruprecht, e quelli minori del Nardo, di Tommasini e Biasoletto, del Martens, del Risso che nella sua Flore de Nice può dirsi che non dimenticò le alghe, quantunque vi sia luogo a credere che nella determi- nazione delle specie egli non sempre si sia apposto. Intanto i perfezionamenti incessanti recati al microscopio, le raccolte fatte dai viaggiatori in tutte le parti del mondo, i progressi dell'anatomia e della tisiologia vegetale, nonché quelli della fìtografìa, imprimevano nuovo e più vi- goroso impulso agli studi di botanica crittogamica, né la llcologia rimaneva estranea al generale movimento scientifico, anzi le scoperte che essa faceva nel campo biologico erano tali da spargere la più viva luce sulle più ardue que- stioni relative alla vita delle piante. Quest'ultimo periodo della storia della fìcologia veniva splendidamente aperto da Federico Kùtzing colla sua Phjcologia generalis, opera memorabile sopratutto per le analisi dei generi, che per la prima volta si trovarono esposte con un esattezza capace di soddisfare le esigenze della moderna micrografia. Ma se al Kùtzing spetta il vanto di aver, primo fra tutti, illustrata l'anatomia generale delle alghe in modo da rimanere sino ad oggi pressoché insuperato, a Giacobbe Agardh compete la gloria di avere gettate le basi di quella classi- ficazione delle floridee che oggigiorno viene generalmente seguita, di aver condotta la tassonomia fìcologica sul retto sentiero e di avere, col suo Species Algarum, arrichita la scienza di un'opera imperitura, che per la sua accuratezza è ben degna di essere proposta a modello. La fìcologia sistematica in questo frattempo ebbe altri insigni cultori nel Montagne, nell'Harvev, nel Meneghini, nello Zanardini. Questi due ultimi riu- scirono particolarmente benemeriti per i loro studi sulla fìcologia mediterranea, che ebb3 un altro valente cultore in De Notaris, per tacere di tanti altri che con le loro raccolte e coi loro studi in più modi contribuirono alla sua il- lustrazione. ' Fra la schiera degli illustri naturalisti che più contriburono all' incremento degli studi biologici e morfologici sulle alghe oltre il Vaucher, che colla sua classica Histoire des conferves d'eau doiice si fece iniziatore di questi studi, emer- gono Naegeli, Derbes e Solier, Thuret e Bornet, Pringsheim, Cohn, De Bary, Janczewski. Ma le pazienti indagini e le scoperte, talune stupende, importantissime tutte, di questi autori, non potrebbero essere ricordate nei limiti di un sem- plice cenno storico, dettato soltanto per segnalare una volta di più all'ammi- razione dei giovani studiosi di fìcologia, i nomi dei Maestri che li hanno pre- ceduti nell'arduo cammino della scienza e che hanno impresso su di esso un'orma più duratura. Del resto questi mancanza non potrà essere guari lamentata, poiché ormai la fìcologia fìsiologica non può più restare ignorata da chiunque coltivi le scienze biologiche, né v'ha certamente botanico che non conosca i titoli di gloria degli autori che più la illustrarono. ELENCO DELLE OPERE, MEMORIE, NOTE, EXSICCATA RELATIVE ALLE ALGHE DEL MEDITERRÀNEO e spiegazione delle citazioni bibliografiche e d'autori praticate nel corso della presente opera Dal sottoposto Elenco ho creduto opportuno dì esclùdere le opere degli autori anteriori a Linneo, nonclié quelle relative alle alghe delle regioni oceaniche che, non potendo in nessun modo interessare la ficologia mediterranea, io non avrò mai occasione di citare nella presente opera. I lavori di cui segue l'indicazione si potrebbero dividere in tre categorie: 1^ opere generali; 2' opere e collezioni speciaU ad alcune regioni oceaniche ma che interessano in qualche modo la ficologia mediterranea ; 3^ opere, mem.orie, note e collezioni speciali alla ficologia mediterranea. Naturalmente le mie più assidue cure sono state rivolte a ciò che quest'ultima categoria riuscisse se non assolutamente completa almeno tale da non lasciare sensibile lacuna. Anzi, per raggiungere questo risultato, non ho ommesso di dar cenno anche di quelle opere, note o memorie sulle alghe mediterranee o che comprendono qualche parte relativa a queste, che per buone ragioni non vengono mai citate o lo sono assai raramente. Le abbreviazioni dei lavori e delle collezioni speciali re- lative alle alghe del Mediterraneo le ho poste fra parentesi, cosicché la biblio- grafia della ficologia mediterranea si potrebbe agevolmente separare dal sotto- posto Elenco, aggiungendo alle opere non precedute dalla indicazione della lo abbreviazione usata per indicarle, tutte quelle altre la di cui indicazione ab- breviata trovasi fra loarentesi. Tutti i lavori più importanti intorno alla morfologia ed alla fisiologia delle alghe sono stati da me posti accanto alle opere d'indole sistematica, però ho rinunciato ad introdurre in guest' Elenco tutti quei lavori di fìcologia fisiologica che io non avrò occasione di citare nel corso della presente opera. Le opere da me possedute le ho distinte col doppio asterisco, quelle che io non ho, ma che ho potuto consultare nelle biblioteche Nazionale di Brera, del R. Istituto lombardo, dei RR. Orti botanici di Genova, Pavia, della Società crittogamologica italiana, del Conte V. Trevisan, le ho distinte coll'asterisco semplice. Delle pochissime non distinte da alcun asterisco io non ho mai po- tuto averne notizia senonchè dalle indicazioni bibliografiche degli autori. Noto per ultimo che nel sottoposto Elenco si troverà eziandio un brevis- simo cenno degli autori di specie ammesse o citate che o non lasciarono al- cuna pubblicazione o pubblicarono soltanto delle opere che non interessano la neologia mediterranea. Adans. FaM. des pl. Adanson M. — ''^ Famiiles des plantes. Paris 17G3 Ag. SyxV. Agardh Car. — ** Synopsis Algarum Scandinaviae. Lundae 1817 » Sp. Agardh Car. _- ** Species Algarum rite cognitae Voi. I, II. Griphiswaldiae 1821-28 » SysT. Agardh Car. — ** System x Algarum. Lundae 1821 » Aur-z. Ag irdh Car. — * Auf^àhlg. in Flora. Regensburg 1827 J. Aa. Symb. Agardh Jacobo Georg. — * In historiam Algarum Symbolae (Linmea, toh XV, p. 443). 1811 ( » Alg. MED.) Agardh Jacobo Georg. — ** Algae maris Mediterranei et Adriatici. Parisiis 1812 » Advers. Agardh Jacobo Georg. — ** In sistemata Algarum hodierna adversaria. Lundae 1844- )) Alg.Liebm. Agardh Jacobo Georg. — Nya alger fran Mexico (Òfversigt of Koìigl. VetensMps-Akad.J. Stockholm 1847 » Sp. Agardh Jacobo Georg. — *' Species genera et ordines Al- garum. Voi. I, II. Lundae 1848-63 » Epicr. Agardh Jacobo Georg. — ** Epicrisis systematis Floridearum. Lundae 187G 11 J. Ag. Florio. Morph. Agardh Jacobo Georg. — ♦* Florkleenies Morphologi (med 33 taflor). Stockholm 1879 Di quest'opera avvi una traduzione latina dell'autore, pub- blicata a Lipsia nel 1880 col titolo MorpJiologia Floridearum, come continuazione dello Species Aìganim. Negli Atti dell'Accademia di Stockholm trovansi altri scritti di questo autore che vengono qualche volta citati sotto l'indicazione di Act. Hohn. Anioni C. — * Flora pedemontana. Angus. Taurinorum 1785 Ambronn in Box. Zeit, Ambronn li — * Ueber einige FuUe von Bilateralitat bei den Florideen (Bot. Zeit. 1880 N.^ 10-,U, Taf. Ili, IV). Leipzig 1880 Arcangeli G. — * Su alcune alghe del gruppo delle Celoblastee, con 3 tav. (Nuovo Giornale botanico italiano, rei. VI, p. 474). Pisa 1874 (Ardiss. Enum. Alg. Sicil.) Ardlssone F. — ** Enumerazione delle Alghe di Sicilia (Com- mentario della Società crittogamologica italiana voi. I,p. 39I-A3G). Genova 1861 Ardlssone V. — ** Annotazione al N.° 135 dell'Enumerazione delle Alghe di Sicilia (l. e. p. 447). Genova 186-1 Ardissone F. — ** Appendice all'Enumerazione delle Alglie di Sicilia (l. e. voi. II, p. 228 e seguenti). Genova 1865 Ardlssone F. — ** Appendice 3' all' Enumerazione delle Alghe di Sicilia (l. e. p. 492 e seguenti). Genova 1667 ( » Enum. Alg. Ancona) Ardissone F. — ** Enumerazione delle Alghe della Marca di Ancona. Fano 186G ( y> Prosp. Ceram. IT al.) Ardlssone F. — ** Prospetto delle Ceramiee italiche, con 3 tav. color. Pesaro 1867 ( » Fl. ital.) Ardissone F. — ** Le Floridee italiche descritte ed illustrate, voi. I, II, con 36 tav. color. Milano e Firenze 1868-78 (I fascicoli -2, 3, 1, del voi. I, sono stati pubblicati nel Nuovo Giornale botanico italiano, il fascicolo 3 del voi. Il, negli Atti della Società crittogamologica italiana. Il fascicolo 1 del voi. I» è accompagnato da 3 tavole stampate a Milano, indipendente- mente dal Giornale in cui questo fascicolo venne pubblicato). 12 Ardissone F. _ ** Su due specie nuove per la Flora italiana (Rendiconti del B. Istituto lomhardo di scienze e lettere^ ser. II, voi. XIII, i3. 281). Milano 18bO Ardissone F. — **^ Nota sullo Spermothamnion torulosum (Atti della Società crittogamologica italiana voi. Ili, p. 24), accom- pagnata da ima tavola. Milano 1880 Ardissone F. — ** Su di un caso anormale di fruttificazione nelle Floridee (Rendiconti del R. Istituto lomhardo di scienze e let- tere, ser. II, voi. XIV, fase. V, p. 1). Milano 1881 (Ardiss. e Straff. Exum.-Alg. Lig.) Ardissone F. e Strafforello I. — ^ ** Enumerazione delle Alghe di Liguria. Milano 1877 Aresch. Areschoug J. E. — Prof, emerito dell'Università di Upsala e autore di varie opere sulle alghe della Scandinavia, nonché della Monografia Hidlo corallinee che fa parte dello Species Algarum di Giacobbe Agardh. Fra i varii suoi scritti si citano particolarmente i seguenti: » IN LiNN. — Algarum minus cognitarum pugillus primus [Linnaea XVI, p. 235], cum 1 tab, » Observ. Phyc. — * Observationes l'hycologicae (Nova Ada 'ì\eg. Soc. scient. Upsalae), 3 part., cum 9 tab. Upsalae 180(3-75 « IN Box. NOTIS. — • * De copulatione microzoosporarum Enteromorpliae com- pressae (L.) (Bot. Notis. 4876, N.° S). Lund 187(3 Arnott Arnott Valker. — Botanico scozzese autore di varii scritti, (Ohs. in Mem. of the Vernerian soc, in Edimb. pMlos. journ., in Mém. de la Soc. d'hist. nat. à Paris. 2 ) e collaboratore di Hooker in una delle ediz. della Brit. FI. Berthold in Mittheil. ecc. Berlhold G. — ** Zur Kenntniss der Siphoneen und Ban- giaceen (Mittlieilungen aus der zoologischen Station zu Neapel Zweiter Band, I Heft 4880). Leipzig 1880 Bertoloni A. — * Lettera al Lamouroux (Opuscoli scientifici di Bologna voi. V, p. 286-292). Bologna 1818 (Bertoe. Amoen.) Bertoloni A. — ** Amoenitates italicae (1) (con sei tavole delle quali tre relative alle alghe), Bononiae 1819 I Ne esiste un'edizione anteriore negli Opuscoli scientìfici di 'Bologna, La parte relativa alle alghe porta il titolo di Hislona fucorum maris ligtutici. 13 Bertoloni A. — Memoria sopra alcune produzioni naturali del Golfo della Spezia (Atti dell'Accademia delle scienze di 3fodena, tom. XX), con 1 tav. color. Modena 1832 Bertoloni A. — ** Flora italica cryptogama. l'ars secunda. Ijononiae 1862 Biasoletto B. — * Viaggio di S. M. Federico Augusto Re di Sassonia per l'Istria, Dalmazia e Montenegro. Trieste 1811 Altri scritti di questo autore trovansi nella Zinnaea 1837. Bìvona Bernardi Antonio. ■ — Sciiinia algarum marinarum no- vum genus [nel giorn. Viride ,?> p. in 8" con 1 tav. l'alcrmo 1822 BoNNEM. Bonnemaison Thóophile. — * Essai d'une classilication des Hy- drophytes loculées ou plantes marines qui croissent cn France (Journal de Physique, tom. XCIV, p. a 4-203 J. Paris 1822 » Hydr.loc. Bonnemaison Tliéophile. — ** Essai sur les Hydrophytes locu- lées ou articulóes de la faniille des Epidermóes et des Ceramiées (Mémoires du Mu-seum d'Mstoire naturelle de Paris 1828, torti. XVI, p. 49-148), avec 6 pi. Paris 1828 Bornet Ed. — ** Description d'un nouveau genre de Flori- dées des còtes de la France, avec 2 pi. [Ann. des se. nat. 4 ser- tom. XI, p. 88). Paris 1859 BORN. ET THUR. FEO. DES FlORID. Bornet Ed. et Thuret (1. — ** Reclierches sur la fécondation des Floridées, avec 3 pi. (Ann. des se. nat. 8 ser. tom. VII). Paris 1867 BORN. ET ThUR. Xot. AlG, Bornet Ed. et Thuret G. — ** Xotes Algologiques fase. 1, 2 avec. 50 pi. Paris 1876-80 (BoRY Morèe) Bory de Saint- Vincent. — ** Expedition scientiflque de Morée. Section des sciences physiques tom. Ili, 2 part. bota- nique, av. atlas in fol. de 38 pi. Paris 1832 Borzi A. — ** Note alla morfologia e biologia delle alghe fi- cocromacee (Nuovo Giornale botanico italiano voi. X, N.° 3, XI, - N." 4, XIV, N." 4), con 10 tav. Pisa 1878-82 Borzi A. — ** HaucUa, nuova palmellacea dell'Isola di Fa- vignana (Nuovo Giornale botanico italiano, voi. XII, p. 290), con 1 tav. Firenze 1880 Carmich. Carmichael D. — Alcune specie di quest' autore vennero de- scritte nella Brit. FI. dell'Hooker. 14 Castagne L. — ** Catalogue des plantes qui croìssent natu- rellement aux environs de Marseille, avec. 7 pi. Aix 1815 Castagne L. — ** Supplément au catalogne des plantes qui croissent naturellement aux environs de Marseille, avec 4 pi. Aix 1851 Chauv. Chauvin J. F. — Algues de la Normandie (exsiccata) N.'^1-2UU. Caen 1827 » Recher. Chauvin J. F *Recherches sur l'organisation, la fructitìcat. et la classif. de plus, genres d'Algues. Caen 1813 Clem. Ens. Clemente Simon de Roxas. — ** Ensajo sobre las variedades de la vid comun que vegetan en Andalucia, con un indice etimològico y tres listas de plantas. Con 2 laminas. Madrid 1807 , Colmeiro Miquel. — ** Enumeracion de las Cryptogamas de Espana y Portugal. Madrid 1867-68 Corinaldi J. — * Elenco di alcune alghe del mare Labronico. Pisa 1839 Di questo autore si hanno inoltre alcuni cenni su varie alghe di Livorno (Polysiplionia parasitica. Conferva Biicliingeri, C. difma ecc.) negli Atti dslla 5.''* Riunione degli scienziati italiani p. 333, 347, 369 (Lucca 18 H) ed in quelli della /." Riunione p. 155 (Pisa 1810). Crouan in Ann. ecc. Crouan frères. — * Études microscopiques sur quelques al- gues nouvelles ou peu connnes constituant un genre nouveau, Cylindrocarpus (Ann. des se. nat. 3 ser. tom. XV). Paris 1851 » Alg. Finist. Crouan frères. — * Algues marines du Finistére. Exsiccata. Brest 1852 » OBSERV. Crouan frères. — ♦* Observations microscopiques sur l'orga- nisation, la fructilication et la dissèmination de plusieurs genres d'algues appartenant à la famille des dictyotées [Bul- letin de la Société botanique de France].. Paris 1857 » Alg. mar. Brest. Crouan frères. — ** Note sur quelcfues algues marines nou- velles de la rade de Brest fAnn. des se. nat. 4 ser. tom. IX, p. 69], avec 1 pi. color. Paris 1858 » IN Ann. ECC. • Crouan frères. — " Notice sur le genre Hapalidinm (Ann. des se. nat. 4 ser. tom. XII, p. 284), avec 1 pi. Paris 1859 15 Crouan in Ann. ecc. Crouan frères. — * Xotice sur quelques espòces et genres nouveaux d'algue^ maniies de la rado do Brest [Ann. des se. nat. 4 ser. tom. XII, i). 2S8J, avec 1 pi. Paris ISoU » Flou. Finist. Crouan frères. — ♦ Florule ila Finistére, avec 32 pi. Paris 1807 De Bary A. u Strasburger E. — * Acetabularia mediterranea [Bot. Zcit. 1877, p. 713, 729, 743, T. XIII). Leipzig 1877 Debeaux 0. — ** Enumeration des algues marines de Bastia Corse (Revue des se. nat.). Paria 1871 De Caisne Pl. Arab. De Caisne J. — * Plantes de l'Arabie heureuse [Arcìi. du Mtiséum), avec 3 pl. Paris 1839 » Ess, De Caisne J. — * Essais sur une classitìcation des àlgues et des polypiers calcifòres. Mémoire sur les Corallines [Ann. des se. nat. 2 ser. tom. XVII], avec 4 pl. Paris 1842 De Cand. Fl. fr. De Candolle A. P. — * Flore fram^aise, tom. 2 (troisieme edit.l. Paris 1805 (Delile ÉGYPT.) Dolile A. Raffeneau. — ** Flore d'Égypte, avec G2 pl. [De- scription de VÉgypte). Paris 1813 (Delle Chiaje Hydr. Neap.) Delie Chiaje S. — * Hydropliytologiao Regni Neapolitani Ico- nes (con 100 tav. color.). Neapolis 1829 De Notar is G. — *'* Sul Fucus Nemalion di Bertoloni [Atti della 2.'^ Riunione degli scienziati italiani in Torino p. 170). Torino 1841 De Notaris G. — ** Su quattro nuove specie di alghe del mare ligustico [l. e. p. 200). Torino 1811 (De Not. Sp. Alg. lig.) De Notaris G. — * Specimen Algologiae maris ligustici [Mem. della R. Accademia delle scienze di Torino, ser. 2.'^ tom. 4, p. 273), cum 7 tab. Aug. Taurinorum 1842 De Notaris G. — ** Sopra alcune alghe del mare ligustico [Giornale botanico italiano 1844 e Atti della 6.^ Riunione degli scienziati italiani in Milano, pag. 329). Firenze 1844 De Notaris G. — ♦♦ Osservazioni sulla struttura della Gin- 10 ìiania furccUata [Atti della 6/' Riunione degli scienziati italiani in Milano p. 493), con 1 tav. Milano 1845 De Not. Nov. Algol.) De Notaris G, — ** Novità Algologiche [Prospetto della Flora ligustica jiella Descrizione di Genova e del Genovesato, pub- blicata per cura del Municipio di Genova in occasione del Congresso degli scienziati italiani tenuto in questa città nel- l'anno 1816), con 1 tav. Genova 1846 Derb. et. Sol. Mém. Derbés et Solier. — ** Mémoire sur quelques points de la physiologie des algues, avec 23 pi. color. [Supplément aux Comptcs rendus des séances de l'Académie des sciences). Paris 1856 Derbés et Solier. — * Description d'une nouvelle espèce de Floridées ecc. [Ann. des se. nat. 4 ser. tom. V, pag. 209). Paris 1856 Desf. Fl. atl. Desfontaines K. — * Flora atlantica, 2 voi , cum 261 tab. Parisiis 1798 DeSMAZ. l'L CRYPT. Desmazieres I. B. li. 1. — * Plantes cryptogames de Franca 1.' Ser. N.« 1-2200. DlLLEN. IIlST. MUSO. Dillenius John Jac. — " llistoria muscoruni, cum 85 tab. ;La prima edizione porta la data del 1711). Londini 1768 DiLLW. CoNF. Dillwyn Lud. Weston ** British conferveae, w. 115 plat. col. London 1809 Donati V. — ** Essai sur l'histoire naturelle de la mer Adria- tique, avec 10 pi. Traduit de l'italien, A la Haye 1758 L' edizione originale italiana fu stampata a Venezia nel 1750. Draparn. Draparnaud F. P. R. — Prof, a Montpellier, visse al princi- pio del secolo, si occupò delle alghe, ma non lasciò alcun scritto intorno ad esse. Duby Bot. Gall. Duby J. E. — * Botanicon Gallicum , pars secunda. Parisiis 1830 » Mém. I Ceram. Duby J. E. — * Mémoire sur le groupe des Ceramiées [Me- 17 moires de la Sooièté de phjsiqne et d'Mstoire nafurellc de Ge- nève toni. V p. 321)3 avec -* pi. Genève 1832 Duby Mém. II Ceram. Duby J. E. — * Second Mcmoire sur le groupe clos Cera- miées [l. e. toni. VI /.* part. p. 1-2S), avec 5 pi. color. Genève 1833 » Mém. Ili Ceram. Duby .1. E. — * Ti'oisieme Mémoire sur les Ceramiacées [l. e. tom. Vili, p. 27), avec 2 pi. Genève 1853 (DucLUZ. Ess.) Ducluzeau .J. A. P. — ** Essai sur l'histoire naturelle des conferves des environs de Montpellier. Montpellier 1809 Dufour L. — : ** Quadro delle Melobesie del mare di Genova [Commentario della Società crittogamologica italiana voi. I, p. 37-40). Genova 1861 Dufour L. — ** Elenco delle Alghe della Liguria [l. e. voi. II, p. 28-70). Genova 1864 Ellis Corall. Ellis John Bapt. — * Naturai Hj^story of corallines. London 1755 Di quest' opera avvi una traduzione francese stampata a la Haye nel 1756. Gli altri scritti algologici di quest'autore, trovansi nel voi. 57 p. 436 e seguenti delle Philos. Transact. 1768. Endl. Gen. Endiicher Stephan. — '^* Genera plantarum secundum ordines naturales disposita, cum 5 supplementis. Yindobonae 1836-47 (Erb. critt. ital.) Erbario crittogamico italiano. — ** Serie 1.^ N.° 1-1500. Genova 1858-67 — ** Serie 2.» N." 1-1200, in cont. Genova-Milano 1868-82 EsPER. IcoN. Esper Eagen. .Jo. Christ. — ** Icones fucorum, cum 184 tab. col. Norimb. 1797-99 (Falkenberg Meeralg. Ne\p.^ Falkenberg 1'. — ** Die Meeres-Algen des Golfes von Neapel [Mittìieilungc.n am der zoologis''^lien Station zìi Neapel, Erster Band, II Heft). Leipzig 1379 Farlow Mar. alg. Farlow W. J. -- *♦ Marine Algae of New England and adiacent coast. Washington 1881 » Alg. Amer. bor. Farlow, Anderson e Eaton. — ** Algae exsiccatae Americae borealis, fase. I-IV. Bostoniae 1877-78 18 Fl. DAN. Flora danica. — * Icones plantarum sponte nascentium in regnis Daniae et Norvegiae, editae ab Oedero, Mullero, Vahlio, Hornemanno, fase. I-XXVII. Hafniae 17614830 FoRSK. Fl. Aegypt. Arab. Forskael P. — ** Flora Aegyptiaco-Arabica. Hauniae 1775 Fortis A. — * Viaggio in Dalmazia (2 voi.). Venezia 1774 Frauenfeld G. — ** Die Algen dei- dalmatischen Kùste und des Adriatischen Meeres, m. 26 color. Kpfrt. Wien 1854 Fr. Pl.homon. Fries E. — ** Systema Orbis vegetabilis, Pars I, Plantae homonemeae, • Lundae 1825 » Fl. Scan. Fries E. — ■ Flora Scanica. Upsalae 1835 » SUMMA VEG. SCAND . Fries E. — ♦ Summa vegetabilium Scandinaviae etc. Holmiae et Lipsiae 1846-49 Gaill. Ess. Gaillon Benj. — Essai sur l' ètude des Thalassiophytes. Rouen 1820 » FRUCT. ThALASS. Gaillon Benj. — * La fructif. des Tlialassiopliytes symphy- sistées. Rouen 1821 » Résum. Gaillon Benj. — * Résumé métodique des classifìcations des Thalassiophytes [Dictionnaire des sciences naturelles tom. IV). Strasbourg 1828 Geyler in Jahrb. ecc. Geyler Th. — * Zur Kenntniss dar Sphacelarieen [Jahrb. Bd. IV). Leipzig 1866 Ginanni G. — * Opere postume, 2 voi. con 93 tav. Venezia 1755 Gm. Hist. fuc. Gmelin Sam. Gotti. — ** Historia fucorum, cum 35 tab. Petrop. 1768 GoOD. KT WOODW. Goodenough et Woodward. — ** Observations on the British Fuci ecc. w. 4 plat. [Trans. Soc. Linn, Voi. Ili, p. 84]_. London 1795 GouAN Gouan Ant. — Autore di varie opere quali : Hortus monspe- liensis Lugd. 1762, Flora monspeliensis lugd. 1765, Ilhistra- tiones et observationes botanicae. Turic. 1773 Gratel. Grateloup L P. A. G. — Observations sur la constit. de 1806 avec un appendix sur lea conferves. Montpell. 1806 19 Altri scrìtti ficologici di quest' autore trovansi inseriti nel Journal de Medicine. Grev. Scott. Greville Rob. Kaye. — * Scottish cryptogamic Flora, voi. 1-VI, w. 3G0 pi. ' Edinburgh 1823-29 » Edin. Greville Rob. Kaye. — Flora Edinensis. Edinburgh 1824 » Alg. br. Greville Rob. Kaye. — Algae britannicae. Edinburgh 1880 Griff. Griffìth William. — Autore di varie opere sulle piante del- l'india, pubblicate a Calcutta, Grisellini F. — * Observations sur la Scolopendre mai'ìne, luisante et la Baillouviana. Venise 1750 GuNN. Fl. NORV. Gunner T. Va-w. — ** 1^'lora norvegica, pars prior, cum 3 tab. Nidrosiae 176U — *♦ Flora norvegica, pars post., cum 9 tab. Hafniae 1772 Harv. Man. Harvey W. II. — ** Manual of the British marine algae. 2.=! ed. w, 27 col. plat. London 1849 » Phyc.br. Harvey W. H. — * Phycologia britannica, 3 vols. w. 360 col. plat. London 1810 51 » Ner. bor. amer. Harvey W. H. — ** Nereis Boreali-Americana , 3 vols. w. 50 col. plat. Washington 1852-57 (Altri scritti di quest'autore senza contare le sue notis- sime opere sulle alghe dell'emisfero australe, trovansi in HooTier Brit. fi. — fi. antarct.). (Hauck Meeralg. Triest) Hauck F. — ** Verzeichniss der im Golfe von Triest ge- sammelten Meeresalgen [Oesterr. hot. ZeitscTirift). Wien 1875-76 Hauok F. — ** Beitriige zur Kenntniss der adriatischen Al- gen [l. e). Wien 1877 Heufler Lod. — ** Specimen florae cryptogamae septem insularum editum juxta plantas Mazziarianas Inerbarli Heu- fleriani [Atti dalla I. R. Società Zoologico-lotanica di Vienna). Vienna 1861 HoHenack. Meeralg. Hohenacker R. F. — ** Algae marinae siccatae N," 1-600. Kircheim 1851-63 Huds.Fl.angl. Hudson Gul. — ♦ Flora anglica ed. l.'"» London 1763 (L'edizione 9.^ a Londra 1777, l'edizione 3,^ pure a Lon- dra nel 1798). Janczewski. — * Études anatomiques sur les Porpkyra et les propagules da S2)'hacelana scojjaria [Ann. des se. nat. S ser. tom. XVII, p. 241). Paris 1873 Jancz. in Mém. ecc. Janczewski. — * Observations sur 1' accroissement du thalle des Phéosporées [Mém. de la Soc. des se. nat. de Cherbourg 4875). Cherbourg 1875 » IN Mém. eco. Janczewski. — * Notes sur le développement du cystocarpe dans les Floridées [Mém. de la Soc. des se. nat. de Cherbourg tom. XX). . Cherbourg 1877 Kny L. — ** Ùber die Morpliologie von Chondriopsis coeru- leseens Crouan, m, Kpfrt. Berlin 1870 (Ka. Actien) Kiifzìng F. T. — * Verzeichniss verkaufliclier Algen, in Flora 1836. Intelligenzblatt p. 13, 16. Le piante di questa collezione trovansi negli erbarii dei sottoscrittori. Kg. Phyc. Kiitzing F. T. — ** Phycologia generalis, cum 80 tab. color. Leipzig 1843 » Phyc.germ. Kiitzing F. T. — ** Phycologia germanica. Nordhausen 1845 » Sp. Kiitzing F. T. — ** Species algarum. Lipsiae 1849 » Tab. Phyc. Kutzing F. T. — ** Tabulae Phycologicae. Cent. I-XIX. Nordhausen 1819-69 Altri scritti di quest'autore trovansi inseriti nella tin- naea e nella Botanìsche Zeitìing. Lamck. Lamarck. — Nell'opera Histoire des animaux $an$ verletres sotto il nome di Millepora descrisse alcune corallinee. LaMx. Dissert. Lamouroux Felix. — * Dissertations sur ))lasieurs espèces de facUs ecc., 1 fase, avoc 36 pi. Agen 1805 » IN Desy. .Tourn. de bot. Lamouroux Felix. — Exposition des caractéres du genre Dictyota, et tableau des espèces qu' il renierme [Journal de ho- tanique 1809, tom. II). » ÉiTR. — Extraits du Journal de botaniqUe. » Ess. Lamouroux Felix. — ** Essai sur les genres de la famille des Thalassiophytes non articulées, avec 7 pi. [Ann. du Musemn d'histoire naiìtrelle). Paris 1813 21 Lamx. Polyp. flex. Lamouroux Felix. — ** Histoire des Polypiers coralligénes flexibles, avec 19 pi. Caen 181G Langenbach G. — ** Die Meeresalgen der Inseln Sicilien und Pantellaria. Berlin 1873 Latour. Latourrette M. A. — Vari scritti ficologici di quest'autore trovansi inseriti nel Journal de Physique del 1782. Le Jol. List. alg. Cherb. Le Jolis A. — ** Liste des algues marines de Cherbourg, avec (i pi. Paris 18G3 LlGHTF. Fl. SCOT. •• Lightfoot J. _ Flora scotica, 2 voi. London 1777 Una seconda edizione di ifuest' opera porta la data del 1789. L. Syst. NAT. Linneo C. — ** Systema naturae^ edit. XIL Holmiae 1766 u VEG. Linneo C. — ** Systema vegetabilium , edit. XVI curante Curtio Sprengel (Voi. IV, pars. 1.» Class, XXIV, p. 311-375). Gottingae 1827 Lorentz J. R. — ** Vertheilung der Organismen in Quar- neris Golfe. Wien 1863 Lyngb. Hydr. Dan. Lyngbye H. C. — ** Tentamen Hydrophytologiae Danicae, cum 70 tab. Hafniae 1819 Magnus Sphac. Magnus P. — Zur Morpliologie der Sphacelarieen. [Festsclirift. Gesellsch. Naitcrf. freunde], Berlin 1873 » BGT. Ergeb. Magnus P. — ** Die botanischen Ergebnisse der Nordseefahrt vom 21 Juli bis 9 Sept. 1872, m. 2 Kpfrt. Berlin 1874 Martens Georg. — Reise nach Venedig. 1828 Martens IX BoT. Zeit. ecc. Martens Georg * Amphiroa pustulata [Allgemeine hofanischg Zeitung A"." 31, p. 487]. Regensburg 18:36 Martius Bras Martius Car. Phil. Fr. — * Nova genera et species pianta- rum brasiliensium, voi. 2. Monadi. 1824-26 » Fl.Bras. Martius Car. Phil. Fr. — ♦ Flora br.asiliensis , tom. i." Stuttgardiae et Tubingae 1833 22 Meneghini G. — ♦ De Bi'yopsidum fructificatione [Allgemeine Utaniscìie Zeitnng). Regensburg 1837 Meneghini G. — ** Cenni sulla Organog. e Fisiologìa delle ^'S^i'^- Padova 1838 Meneghini G. - * Lettera al Dott. Corinaldi. Pisa 1840 Meneghini G — ** Su varie alghe nuove {Atti della S.'^ Riti- nione degli scienziati italiani in Torino, p. 172]. Torino 1811 Meneghini G. — * Alghe mediterranee italiane, fase. 1." Pisa 1841 Meneghini G- — ** Le specie nuove o rare o finora non per anco da altri trovate nell'Adriatico annoverate nel manoscritto della sua, Algologia Adriatica [Atti della 5.^ Riunione degli scienziati italiani in Firenze, f. 42S-431). Firenze 1811 Meneghini G. — * Monografia Nostochinearura Italicarum [dfem. della R. Accademia delle scienze di Torino, ser. II, tom. V). ■ Torino 1812 IMeNEGH. ALG. ITAL. E DALM.) Meneghini G. _ ** Alghe italiane e dalmatiche (5 fascicoli con ó tavole colorate, opera rimasta incompleta). Padova 1812-43 Meneghini G. — ** Sui generi Ziagora, Nemalion, Mesogloja ecc. [Atti della 4.^ Riunione degli scienziata taliani in Padova, j). 303). Padova 1813 Meneghini G. — * Algarum species novae vel minus cognitae [Giornale botanico italiano anno 1.^ tou. I, p. 296-306). Firenze 1814 Meneghini G. — * Di alcune specie di Bryopsis [l. e. p. 246-254). Firenze 1844 Meneghini G. — * Due nuovo specie di Briossìdi adriatiche (l. e. torà. II, p. 383 388). Firenze 1844 Meneghini G. — * Del genero Ceramium e di alcune sue specie (/. e. anno /." p. 118-186). Firenze 1814 Meneghini G. — * Nuove specie di CalUthamnion e di Grif- Jìthsia trovate in Dalmazia dal Signor Yidovich (?. e. p. 283). Firenze 1814 Meneghini G. — ** Osservazioni su alcuni generi delle Cor- dariee [l. e. p. 291 e Atti della 6.'* Riunione degli scienziati italiani in Milano, p. 433). Firenze 1844 Meneghini G. — **Ti'entatre nuove specie di alglio (Aiti delia G ' Riunione degli scienziati italiani in Milaìio, p. 500). Milano I8il Mert. Mertens Frane. Car. — Algologo Autore di varii scritti pub- blicati nelle Mém. dti Mns. 1819. (MoNTG. Crypt. Alg.) Montagne C. — * Cryptogames Algériennes ecc. (Ann. des sc_ nat. 2 ser. tom. X, ^. 268 et 334). Paris 1838 » Otia hisp. Montagne C. — * Otia bispanica, auctore P. Barker Webb. Pentas MI. Phyceas sistens novas aut minus cognitas cuni tab. G (L'edizione citata è quella posteriore, vedi P. Webb). Parisiis et Lendini 1839 » Canar. Montagne C. — * Phytograpliia canariensis. Sectio ultima plantas cellulares sistens (Histoire noMrelle des Canaries ]}ar Pli. Bavler Wcbl et Sahin Berihelot). Paris 1840 » BoNiTE Montagne C. — * Voyage autour du monde exécuté pendant les années 1836 et 1837 sur la corvette la Bonite. Crypt. cellul. un voi. avec 10 pi. Paris 1844-40 » V. P. S. Montagne C, — ** Voyage au Pole Sud et dans l'Oceanie, exécuté par les corvettes l'Astrolabe et la Zélée ecc. Plantes cellul. un voi. avec un Atlas in fol. de 20 pi. color. 1842-45 ( » Fl. d'Algér.) Montagne 0. — * Exploration scientiiìque de l'Algerie. Algues tom. 1, p. 1-109, avec IG pi. color. Paris 184G » Syll. Montagne C. — "" Sylloge generum specierumque plantarum cryptogamarum. Parisiis 185G Altri scritti di quest'autore trovansi sparsi negli Ann. des se. nat. • Moris G. — ** Stirpium Sardoarum elenchus, fase. III. Taurini 1829 Moris G. et De Notaris G. — ** Florula Caprariae. Con 6 tav. delle quali 3 sulle alghe (Mem. della R. Accademia delle scienze di Torino, ser. ^/' tom. II). Torino 1840 Naocari F. L. — * Notizie intorno i cerami veneziani. Let- tera al Don Giuseppe Monico (Giornale sulle scienze e lettere delle Provincie venete). Treviso 1827 Nacoari F. L. — Delle ulvacee veneziane (8 pag. inserite nel N.o 78 del Giornale suddetto). Treviso 1827 Naccari F. L. — Notizie intorno le zonarie delie acque adria- ticlie (Nello stesso Giornale). Treviso 1827 (Nacc.Alg.adr.) Naccari F. L. — * Algologia adriatica. Bologna 1828 ( » Fl. VEN.) Nacoari F. L. — ♦* Flora veneta o descrizione delle piante elle nascono nella provincia di Venezia. Voi. VI, con una tav. contenente tre figure sulle alghe. Venezia lS2d 3 è4 Naeg. Algensyst. Nageli C. — * Die neuern Algensysteme und Versuch zur Begriindung eines eigenen Systems der Algen und Florideen, m. 10 Kpfrt. Neuenburg 1847 » P>E[TU. Nageli C. — ^* Beitriige zur Morpliologie und Systematik der Corainiucciie (Sitzungshcrichte der libnigl. hayer. Akacl. der Wissen- schajten zìi Milnchen J8G f, II, Heft. Ili), m. Kpfrt. Miinclien 1861 Nani A. — * Storia Naturale della Corallina di Corsica, con 1 tav. color. Milano 1813 Nardo <>. M. — De novo genere algarum cui nomen est Ihhlbrandtia prototyptis (Isis fase. G, p. Tii-l'Pt]. Leipzig 1881 Nardo G. M. — De Corallinis et Nulliporis auctorum [Isis 1. e.]. Leipzig 18::54 Nardo Cf. ]M. — De genere Baillonviana Grisellini [Isis 1. e). Leipzig 1834 Nardo G. M. — De algarum genere Stifftia (Isis 1. e). Leipzig 1834 Queste quattro memorie, con l'aggiunta di alcune consi- derazioni generali sulle alglie, vennero pubblicate insieme col titolo comune De Algis. Nardo G. M. ** Nuove osservazioni sulla struttura, abitu- dini e valore dei generi Stifftia, Hiìdhraìidtia ed Agardhina, nonché sullo sviluppo e sul modo di propagazione della Con- ferva catenata. Mscr. (Riportato in estratto negli Atti della 5." Rmnione degli scienziati italiani in Torino). Torino 1841 Nardo G. M Notizie sullo Sferococco confervoide delle venete lagune e sugli usi medici ed economici dello stesso. Venezia 1853 Olivi G. — * D&WUlva atropurpurea, specie nuova e tintoria dello lagune venete, memoria botanica, con 3 tav. [Nuovi Saggi dell' Accad. di Padova, III, 1, p. U4-f54J- Padova 1793 Piiilippi. — Sulle Coralline di Sicilia osservate durante gli anni 1830 32. 1837 Piccone A. ** Florula algologica della Sanlegna [Nuovo Giornale hotaiiico italiano, voi. X, p. 289 e seguenti). Pisa 1878 Piccone A. — ** Catalogo delle alghe raccolte durante le crociere del Cutter Violante (Mem. della R. Accademia dei Lin- cei, ser. 5.'' vol.IV). Pioma 1870 Pollini C. — * Flora Veronensis, voi. Ili, p. 504-5 18. Verona 1824 Post, et Ruì>r. Illustr. Postels A. et Ruprecht F. — ** lllustrationes Algarum Oceani Paciiici imprimis septentrionalis, cum 11 tab. color. Petropoli 1810 pRiNGs. Beitr. Pringsheim N, — * Bsitrage zur Morphologie der Meercs- AÌgen, mìt 8 Taf. (Physikalische Ahliandlungen der libniglichen Akad. der Wissenscha/lcn zu Berlin IS62). Berlin 18G3 Rabenh. Deutsch. Fl. Rabenhorst !.. — * Deutsclilands Kryptogamen-Flora, Bd. 2." Sch. ■?." Algon. Leipzig 1847 » Alg. Sachs. Rabenhorst L. — * Die Algen Sachsens N." 1-1000. Dresden 1818-00 » Alo. Eaixop. Rabenhorst F. — * Algen Europa 's N." 1000-25':0. Dresden 1801-70 » Fi.. Eur. Alg. Rabenhorst L. — ** Flora Europaea Algarum aquae dulcis et submarinae. Lipsiae 1801 RcHB. CoNSP. Reichenbach H. G. L. — Conspectus regni vegetabilis per grad. nat. evol. Lipsiae 1828 Reinke J. — * Ueber das Wachsthum und die Fortpflanzung von Zanardinia collaris [Monatsher. Akad. Wiss. Berlin, pag. S6S), rait 1 Taf. Berlin 1870 Reinke -I. — ** Entwicklungsgescliichtliche Untersucliungen ùber die XHutleriaceen des Golfs von Neapel, mit 4 Taf. {Nova Ada der Ksl. Leop.-Carol. Beuisohen, Akad. der Naturforscher, Band XL, N. 2 pag. 57-96). Dresden 1878 Reinke F. — ^* Entwicklungsgeschichtliclie Untersuchungen l'iber die Dictyotaceen des Golfs von Neapel, mit 7 Taf. [Nova Ada der Ksl. Leop.-Carol. Beutschen Akad. der Nattirforsdier, Band XL, N. 1, pag. 4-66). Dresden 1878 Reinke .T. — * Ueber die Entwickelung von Phyllitis, Scyto- siphon und Asperococcus (Jahrh. Bd. XL, p. 262). Leipzig 1878 Reinke J. — * Ueber die Geschlechtspflanzen von Bangia fusco purpurea (l. e. p. 274). Leipzig 1878 Reinsch Contrib. Reinsch P. F. — ** Contributiones ad Algologiam et Fun- gologiam, cunì 131 tab. color. Lipsiae 1875 Risso A. - ** Flore de Nice, avec 24 pi. Nice 1842 ROSANOFF MÉLOB. Rosanoff 8. — * Recherches anatomiques sur les Mélobésiées (Mém. de la Soc. des se. nat. de Cherboiirg). Cherbourg 1800 RoTH Cat. Roth A. G. — * Catalecta botanica, fase, I-IIl, cuni 21 > tab, Lipsiae 1707-180G 2Ò Rouss. Fl. du Calvad. Roussel H. F. A. — Flore du Calvados etc. Caen 1796 S.a edizione 180(3 Ruchingsr G. — * Flora dei lidi veneti. Venezia 1818 Rudolph!. — **Lettera al Naccari (Flora veneta del Naccari, VI, p. 50 ed Algologia adriatica dello stesso autore, p, 32). SCHMITZ UnTERS. SqUAM. Schmitz F. — Untersu'ihungen liber die Fruclitbildungder Squa- marieen (Sitzimgslericlit der niederrhcin Gesellscli.) Bonn 1871) ScHousB. Schousboe — Botanofilo notissimo per le grandi raccolte di alghe da lui fatte al Marocco e che si trovano nell'erbario Tliuret ora posseduto dal Dott. Bornet di Parigi. Egli non lasciò alcuna pubblicazione algologica. Sm. Engl. bot. Smith .T. E. and Sowerby J. — * English botany, plat. 1-2f0'). London 1790-1814 Solano. Solander D. C. — Botanico inglese del secolo passato che nel 178G pubblicò i manoscritti di Ellis sulle coralline. Solier A. — * Mémoire sur deux algues zoosporées devant former un genre distinct, le genre Derbesia (Ann. des se. nat^ 3 ser. voi. VII, p. 157, pi, 9). Paris 1817 Soims-Laubach H. — * Note sur le JanczewsMa nouvelle flo- ridée parasite du Chondria obtusa (Mém. de la Soc. des se. nat. de CTierUurg, tom. XXI, p. 209 224, pi. 3). Cherbourg 1878 SoIms-Laubach II. — ** Die Corallinenalgen des Golfes v. Neapel, mit 3 Taf. Leipzig 1881 Stack. Ner. br. Stackhouse J. — ** Nereis britannica ed. 1.'^ cum 17 tab. color. Bathoniae 1801 Una seconda edizione di quest'opera è stata pubblicata ad Oxon nel 1816. » IN Mém. ]Mosca. Stackhouse J. — Tentamen marino-cryptogamicum. 1807 Avvene una 2." ediz. negli Atti della Società dei natu- ralisti di Mosca (1809) ma è stata quasi intieramente distrutta all'epoca dell'incendio di questa città. Altri scritti di questo autore trovansi inseriti nelle Trans. Soc. Linn. III. Suffren March, de. — "' Principes de botanique extraits des ouvrages de Linné et suivis d'un catalogue des plantes du Frioul et de la C-arnia ecc. Yenise 1802 SuHR IN Florv Suhr T. X. — Yarii scritti algologici di questo autore trovansi inseriti nel giornale Flora. lìegensburg 1831-10 27 Thur. Rechercii. Thuret G. — * Recherches sur les zoospores des algues et les antheridies des cryptogames, avec ?>l pi. (Ann. des se. nat. 3 ser. hot. toni. XIV, XVI). ■ Paris 1850-53 Thuret G. — * Note sur la synonymie des Ulva Lactuca et U. la- tissima (Mem. de la Soc. des se. nat. de Cherhourg). Cherboiirg 1854 » IN Mém. ecc. Thuret G. — * Note sur un nouvcau genre d' algues de la famille des Iloridées [Mém. de la Soc. des se. nat. de Cher- hourg III). Cherbourg 1855 » FUCAC. ANTH. DES ALG. Thuret G. — '^* Recherches sur la fécondation des fucacées suivies d'observations sur les antheridies des algues [Ann. des se. nat. 4 ser. tom. II et III, avee 7 pi.). Paris 1855 » ÉTUD. Fhyc. Thuret G. — ** Études Phycologiques, avec 51 pi. Paris 1878 Tjtius T iti US Pio. — ' Botanofilo noto per le sue collezioni d'alghe adriatiche. Tommasinl e Biasoletto. — Streifzug von Triest nach Istrien ecc. (linnaea 1887, p. 438). Halle 1837 Tornabene F. — ** i^aggio di Geografia botanica per la Si- cilia (Atti della 7.^' Rmnione degli seienziati italianiìn NafoliJ, a pagina 925 avvi un Elenco di alghe. Napoli 1846 Trev. Saggio Trevlsan V. — ** Saggio di una Monografia delle alghe coc- cotalle. Padova 1848 TuRN. Syn. Turner Dawson. — ** Synopsis of the british Fuci. London 1802 » HisT. Turner Dawson. — **Historia fucorum, 4 voi. cum tab. 258 col. London 1808-19 Webb Ph. Barker. — ** Otia hispanica seu delectus l'ianta- rum rariorum aut nondum rite noturum per hispanias sponte nascentium (con 45 tav. delle eguali quelle 4-10, raccolte in un solo foglio, sono relative alle alghe). Parisiis 1843 Wigg.Fl.hols. Wiggers F. IL — Primitiae Florae holsaticae. Kiliae 1780 WiTHER. Withering Gul. — Medico inglese morto nel 1799. Autore della « A systematieal arrangement of british plants » di cui la 5." ed. a Birmingham 1812 WoRON. Res. Woronin M. — Researches in Aeetalularia and Espera. S. Peterb. 1801 28 (WULF. CrYPT. AQ-l Wulfen F. Xaver — ** Cryptogama aquatica, cnm 1 tab. (Archiv. fìlr Botnnili del lìòmer, III, p. 1-01). Lipsiae 1808 Zanardìnì tì. _ * Sopra un'alga nuova o meno nota delle lagune veneziane decorata del nome specifico di Ranieriana (HutcMnsia). Venezia 1834 Zanardini G. _ * Sopra le alghe del mare Adriatico (Lett. l-"» e 2^ inserite nei tomi 96 e 00 della Biblioteca Italiana]. INlilano 1840 (Zanard. Syn. alg.Adriat.) Zanardini G — * Synopsis algarum in mare Adriatico hucusque coUectarum, cum tab. 8 color. (Meni, della R. Accademia delle scienze di Torino, ser. 2.^ tom. IV, p. Ì0S-25S). Taurini 1841 ( « Saggio) Zanardini G. — ** Saggio di classilìcazione naturale delle fìcee, aggiunte due memorie sull'Androsace degli antichi e sulle alghe dalmatiche, con una tav. color. Venezia 184 j Zanardini G. — * Sulle Coralline. Rivista (Enciclopedia italiana, Jasc. 106 ed Atti del R. Istituto veneto, ser. 4.^ voi. III). Venezia 1844 Zanardini G. — * Delle Callitamnie e di alcune nuove specie del genere CalUthamnion (Giornale botanico italiano, anno II, tom. /." 'g. 2S-40J. Firenze ISld Zanardini , ciò che è conforme a quanto disse il Thuret (1) della strut- tura deUe favelle, le quaU si devono appunto considerare come serie raggianti subdicotorae di spore, inserite su di una placenta cellulosa. Pare però che I Tharet Q. — Note sur un noureau genre d'algues do l» famitle de» floridées. !\Cim, dt la Soe. fiHp, de} te. naif d$ Chcrhourg, IH. 56 oltre queste favelle distese, su altri callitanni (C. seirospermum, C. versicolor) si trovino altri organi simili ad esse, distinti per la loro posizione terminale e per la forma arrotondata delle articolazioni, i quali non sarebbero che una modificazione della fruttificazione tetrasporica [Bornet et Thur. Not. Alg. I,p. XV). Dai CalUthamnion il Kùtzing separò tutte le specie che hanno la fronda inferiormente corticata, per costituirne un nuovo genere che chiamò Phlebo- thamnion. D'altra parte Thuret separò dal genere CalUthamnion, quale era stato pi'imitivamente limitato dal Lyngbye e accettato dall'Agardh, tutte le specie che hanno i rami conformi alle frondi primarie , per riferirle in parte al vecchio genere Chantransia di Fries ed in parte al suo nuovo genere Thamnidium, secondo che presentano sole spore indivise , oppure delle vere tetraspore divise a croce. Poi separò ancora le specie a rami opposti o verti- cillati ed a tetraspore divise a croce per farne il genere Antitliamnion che, con diversi limiti, era già stato proposto dal Naegeli, e le specie a rami distico- pennati, colle pennette opposte e le tetraspore divisa a triangolo, per farne il genere Ptilothamnion. In quanto alle specie riferite al genere Chantransia, parmi che per i ca- ratteri della fruttificazione non solo non possano appartenere al genere CalU- thamnion, ma non possano neppure mantenersi nella famiglia delle ceramiacee. Del genere Thamnidium non è qui il luogo di occuparsene perchè le specie (C. Rothii, C. Jloridiilum] che comprende mancano nel Mediterraneo (1). É certo però che queste specie sono ben distinte dalle Chantransia, ed anche, per qualche rapporto meno importante, dai callitanni delle altre sezioni. La distinzione proposta dal Kùtzing in callitanni a fronda nuda [CalU- thamnion Kg.) e callitanni a fronda più o meno corticata [Phlebothamnion) evi- dentemente non regge, poiché le fibre corticali dei callitanni non sono che rametti, e l'aderenza o meno di questi alla fronda non costituisce un carattere al quale si possa dare importanza. Più difficile è per me il decidere sulla ammissibilità del genere Antithamnion (C, cruciatum, C. plumula, C. crispum) poiché per una parte sta il tipo della ramificazione, il modo di divisione delle tetraspore, per l'altra sta l'assoluta conformità di struttura della fronda e del cistocarpio. Comunque siasi è certo che le specie riferite al genere Antithamnion costituiscono un gruppo naturale che per lo meno può considerarsi come una sezione. Lo stesso si può dire dei Ptilothamnion, Dall'antico genel-e CaUithamnion oltre tutte le specie che costituiscono il genere Chantransia, ne ho dovute eliminare molte altre che vanno riferite ai generi Crouania, Grifjithsi%, Monospora, Spermothamnion. t Secondo il Signor P, Falkenberg (Alg, "ìLeap. in iSCUtlieHungen ^ool. Slal. Neap. 1S79 //, f. aja^ il C, floridulum crescerebbe nel golfo dì Napoli, ma io non ho mai potuto vedere esemplari mediterranei di questa specie. 57 PROSPETTO SINOTTICO DELLE SPECIE DEL GENERE GALLITHAMNION. Sez. 1.' Eucallithamnion. — Callithamnion Thur. Rami alterni, tetraspore divise a tiiangolo. 1. Rami distici, più volte pennati; pennetta inferiori decomposte, C. Thuyoides pennette inferiori ascellari e distanti dalle altre. C. tripinnatum 2. Rami inferiori sorgenti per ogni verso, pennette distiche; penne nude alla base, pennette aperte, semplici , quasi flabellate, C. Borreri penne semplici o provvedute di pennette talvolta unila- terali, pluinule a circoscrizione ovato-lanceolata, C. scopulorum pennette tenuissime, corimbose. C. tentiissimum 3. Rami inferiori e superiori sorgenti per ogni verso. A. Rametti pennati ; penne nude per lungo tratto verso gli apici, C. caudatiim penne allungate, decomposte e quasi corimbose verso gli apici, C. roseum penne a circoscrizione lanceolata. C. Giraudii » » » C. lyssoides » » » C. suUilissimv,m B. Rametti superiori quasi dicotomi; fascicolato-corimbosi, C. corymlosnm tenuissimi, allungati, pennicillati, jalini. C. seirospermum » » » » C. graniferum G. Rametti più volte dicotomi. C. granulatum 4. Rami inferiori sorgenti per ogni verso, rametti distico- pennati volti verso la rachide. C. tetragonum Sez. 2.* Ptilothamnion. — Ptilothamnion Thur. Rami distico-pennati colle pennette opposte, tetraspore divise a triangolo. C. elegans Sez. 3.* Antithainnion. — Antithamnion Tliur. Rametti opposti o verticillati, tetraspore (^vise a croce ; rametti decussati, densissimi verso gli apici, C. cruciaium rametti verticillati, pennette unilaterali, spiniformi; C. pluimda pennette sottili, semplici od irregolarmente ramose. C. cladodermnm Sect. 1.^ E^iicallithamnion (Callithamnion Thur.J. Ramis alterniSy tetrasjmris frìangule dimsis. 1. Ramis disticMs deconqwsifo-^nnnatìs. 58 d. CALLITHAMNION THUYOIDES (Sm,) Ag. C. caesjntosum, suhjlaccìdum, roseo-vidlaceum; fronàibus ('2-3/100 M. long. 2/10 Mm. crass.) alterne deco7n_poslto~;pinnatìs distichiSy lìlumidis decomjìositis, f innula articuU infimi pinn/xe cujusvis sefiuentibus aeciuali aut majori magisve conij^osita ; articulis diametro 1 1/2 — 2/;/o lonjiorihus, supremis hreviorihcs ; tetrasporis ex terminali articvlo pinnidae comjmsitaeformatis in pinnula ^pUirilus. CALLITHAMNION Thuyoides Ag. Sj). II, ]}. 172. — J. Ag. Alg. med. ]). 73. — Sp. II, p. 44. — Kg. Sp. p. 645. — Tab. Phyc. XI, 74, //, 'ìwn Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig.p. 170. Conferva Thuyoides 8m. (sec. auct.). Geramium roseum Ag. Syn. 62. Abit. Alto Adriatico a Venezia (Zanardini), a Pirano (Titius) ed a Miramar (Hauck); — Tirreno nel Golfo di Na- poli (sec. Falkenberg.). Costituisce dei cespuglietti delicatissimi che misurano appena pochi cen- timetri di altezza. Le frondi sono alterno -ramosissime , distiche, per lo più quadripennate , ed hanno le ultime pennette corte , avvicinate , sottili , mag- giormente svolte verso le articolazioni inferiori delle pennette maggiori da cui procedono. Le articolazioni in lunghezza oltrepassano di una volta e mezza o di due volte il loro diametro, eccettuate però quelle delle ultime pennette le quali hì mostrano più brevi, e quelle dei fili primari che sono invece più al- lungate. Le tetraspore provengono dalle articolazioni terminali delle pennette. Il colore è di un bel roseo violaceo che si conserva discretamente negli esem- plari diseccati. La sostanza della fronda è membranacea alquanto flaccida, cosicché colla diseccazione ^derisco bene alla carta. Questa elegantissima specie trovasi anche su tutte le coste di Europa ba- gnate dall'Oceano Atlantico. In quanto al callitannio di Liguria già riferito al C. Tlmyoides, credo che debba considerarsi come una forma anormale del C. Borreri. 2. CALLITHAMNION TRIPINNATUM (Gratel.J Ag. C. caespitosum, rigldinscuhim, roseum; froìuUhus ("2-4/100 M. long. 15-18/100 Mm, crass.) alterne decomjìosito-pinnatis ii\r 5^ ferne cortìcatis distìchis, pmìiuUs patentlhus snhfalcatls, in- fima xnnnae cujiisvis suMxillan a sequentihus remota; articidis diametro 2-oj)lo longiorlhts in pinmdis Iremoribus; tetrasjjoris sessilihis, olovatis. in immilla {j^raedime axillari) interiore latere secnndis. Oallithamnion tripinnatum Ag. S'j). II, j). 168. — /. Ag. Alg. med. p. 72. ! — Sj). II, 'p. 46. / — Zanard. Icon. Phyc. Ili, lì, 11, T. L XXXII, B. Phlebothatvinion tripinnatum Kg. Tal). Phyc. XI, 99, //. Mertensia tripinnata Gratel. mscr., (sec. Ag.). Oallithamnion trifarium MenegJi, Qiorn, lot. ital. 1844, p. 286, (ex sjpec. anth.). Abit. Golfo di Lione a Cette (G. Agardh) ; Adriatico sulle coste della Dalmazia (Erb. Trevisan); rarissimo. Questa specie sarebbe egregiamente caratterizzata dalle pennette inferiori di ciascuna penna che risultano ascellari e distanti da quelle seguenti , ma tale carattere non è sempre manifesto. Infatti dalla figura di Kùtzing , che pure è citata dall'v^gardli {Bpicr.p. 30) esso non apparisce punto. È per questo che ho riportato fra i sinonimi del C. tripinnatum il C. trifarium Menegh. del quale ho potuto studiare un esemplare autentico nell'Erbario del Conte V. Tre- visan, quantunque nella specie Meneghiniana si veda appena qua e là qualche pennetta ascellare. Secondo le indicazioni degli autori il C. tripinnatum crescerebbe eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste della Francia e dell'Inghilterra. 2. Ramis inferiorìhis q_vo(ivorersv.m egredienfihns, sni)eriorih(S disti clieplwnosis. o. CALLITHAMNION BORRERI {Sm.) lìarv. C. caesintosum , purpireuiìi , rlgidulum; frondihus (^S-i^lOO M. long. 15-18/100 Mm. crass.) alterne decoìnposito-irinnatis, ramis inferiorihus qicoquoversum egredientihiis, plumulis subdistiche pinnafis amlìitir late triawjvlarìlnis, pinnis basi nndis supra 60 medmm jììnnulatis, jìinnulis patentihis simpUcmsculis sub- Jlabellatis; articulis suj^eriofilus diametro aecpiantihis vel sesduiloiigiorlhus, genìciUis mx contractis, primariis inferio- rlhus lìlerumque du^lo longiorihus ; tetrasj^oris sessilihus, interiore lettere pinmdarum juxta lasem secnndatis. Callithamnion Borreri Harv. — Kg. S'j). j). 643. — Tai. Phyc. XI, 71. — /. Ag. Sj). II, ]). 49. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. i\^." 114. — Ardiss. e l^traff. Enum. Alg. Lig. ;p. 170. — Eri), critt. ital. Ser. II, N."" 375. Conferva Borrert f^m. Engl. lot. tab. 1741, (sec. auct.). Callithamnion seminudum Ag. in Bot. Zeit. 1827, ;p. 637. — Sj). II, Xi- 167. — /. Ag. Alg. med. ]). T2. — Erb. critt. ital. Ser. I, N."" 135. G. MiNiATUM De Nat. S^. Alg. lig. iV.° 111. Geramium miniatum Ag. Syst. ^. 141. — Conferva miniata Dra- j^arn, mscr., (fide J. Ag.), Geramium pinnulatum Ag. Syst. j!?. 139. Callithamnion Vidovichh MenegJi., (ex sjpec. autli.). C. GALGARATUM De Not. Nov. Algol. p, 66. C. siGULUM Ardiss. Enum. Alg. Sicil. N.^ 112. — Prosj). Ceram. ital f. 25, T. II, f. 1-5. Abit. Golfo di Lione, Mare ligustico, Tirreno, Ionio, Adriatico. Comune nei crepacci e nelle cavità poco illuminate degli scogli riparati e poco profondi , raramente tro- vasi aderente alle alghe abitatrici delle acque profonde. Incontrasi in ogni stagione ma quasi sempre sterile ; soltanto di rado trovasi con la fruttificazione tetraspo- rica e più raramente ancora con quella polisporica. et Le ffondì, che sono densamente cespugliose, per lo pu\ misurano da tre a quattro centimetri in altezza e quasi un quinto di millimetro in grossezza verso la loro base. I rami si alternano sorgendo per ogni verso e riescono per lungo tratto nudi o quasi. Soltanto verso l'alto essi portano delle penne al- terne, assai aperte, distiche, gradualmente più brevi verso gli apici, in maniera da formare col loro insieme altrettante piume tte spiegate a ventaglio. Delle pen- nette similmente disposte spesso veggonsi sulla metà superiore di queste penne. Le articolazioni primarie eguaghano in lunghezza e talvolta oltrepassano del doppio il loro diametro, ma quello delln penne e delle pennette ordinaria- mente riescono più brevi. Tutte poi mostransi appena ristrette verso la re- gione dei setti. Le tetraspore svolgonsi verso la parte interna delle pennette sulle quali compariscono sessili. Esse hanno forma un poco oblunga ed il nucleo diviso a triangolo; ma, nella specie qui descritta, oltre le tetraspore normali talvolta se ne incontrano altre che hanno il nucleo diviso in otto parti. Le favelle trovansi solitarie od appajate verso la base delle ultime ramificazioni della fronda. Gli anteridi occupano la stessa posizione delle tetraspore, hanno forma oblunga e constano di numerose cellule minutissime, jaline, disposte attorno di un asse centrale (1). La sostanza della fronda è alquanto rigidetta, però colla diseccazione ade- risce sufficientemente alla carta. Il colore spesso è di un bel purpureo, qualche volta è roseo o quasi coccineo, raramente verdastro. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste dell'America boreale e dell'Europa occidentale , da dove mi venne comunicata dal Cli, Eaton , dal Ch. Le Jolis e dalla egregia Signora Favarger. È specie piuttosto polimorfa, cosicché gli autori ne distinguono parecchie varietà. Alcune sue forme giovani , ad occhio nudo mal si distinguono dai CalUthamnion scopidorum e C. caudatiim ; ma nel C. Borreri la fronda è più robusta. Il mio C. siculum ora inclino a considerarlo come una forma nana della specie qui descritta, dalla quale si distinguerebbe soltanto per avere i rami provveduti di penne sino dalla base. Prima che dall'Harvey, la Conferva Borreri Sm,. sarebbe stata trasportata nel genere Callithamnion da Carlo Agardh {Sp. II, p. 170), ma questo autore paro che l'abbia confusa con altra specie (vedi /. Ag. Sp. II, p. SO). L CALLITIIAMNION SGOPULORUM Ag. 0. caesiùtosìim, pitpìifeum , siih/laccldimi ; frondihis f 1-2^1 00 M. lonj. 8-iO/lOO Mm. crass.) alterne decomjwsifo-'jpmnafis, ramis iìiferlorihus quocpiODersicm egredlentihtcs, lalumulis suMìsticlie jpinnatis, pinnis simjìUclhus aut sursum secunde lìectinatis ; I Dtrbes et Soli-r. — Mèm. sur qnflques points de la phys'ol. dcs alg. in Sup. aux Comp. rend. l856. PI. i6, fig. jo-:;, 52 articulis inferioribus diametro 5-6/>?o, ;pinnarum sesqui ad diiplo longiorihus; tetras^oris sessilihis , dhov>atis, interiore latere ninnar um secundis. GALLiTHA]\mioN scopULORUM Ag. Sjh II, jp- 166. — /. Ag. Alg. med. p. 73. / — iS>. //, ]). 47. / — Kg. 8]p. jp. 644. — Tal. Phyc. XI y 70, //. — Dìif. Elenc. Alg. Lig. N. * 85. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. . II, p. 41. / — Tlmr. Étnd. Phyc. PI. XXXIII-XXXV. — Eri. critt. ital. >Ser. II, iV." 1144. Phlebothamnion gorymbosuxM J^g. Sj). p. 057. — Toh. Phyc. XII, 9, //. PoEGiLOTHAMNioN GORiMBOsuM Nacgeli Die Neuern Algen syst.j)' 206. Geramium gorymbosum Ag. S'yn. j). XXVII. — Duby Mèm. II Ceram, T. V, fig. 3 et 7. Conferva gorymbosa Sm, Engl. bot. T. 2352 (sec. aAict). Geramum byssoides Ducluz. E ss. p. 66. Gallithamnion versigolor Ag. ISp. II, p. 170, (excl. syn.). — /. Ag. Alg. med. f. 73. — Sp. II, p. 41, (excl. syn.) — Ardiss. e Straff. Envm. Alg. Lig.xì. 171. — Hokenacker Meeralg. iV.° 435. Phlebothamnion versigolor Kg. Phyc. j). 375, T. 44, /. //. — Sja. jp. 657. — Tab. Phyc. XII, 10, /, (excl. syn.). non Conferva versicolor Draparn. Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (Stralforello); Tir- reno airisola cr Ischia (Signora Favarger), in Sicilia ed in Sardegna (sec. gli autori); Adriatico a Venezia (Signora Favarger), sulle coste dell'Istria e della Dal- mazia (Titius, Hauck, Zanardini, Hohenacker, Trevisan). Su scogli poco profondi. In primavera si trova con la fruttificazione tetrasporica e con gli anteridi, ed anche con le favelle ma più raramente. È particolar- mente abbondante nell'Alto Adriatico. iùaf. ooryiia.l3lf©r"u.ia3. cwticidis omnibus diametro sesquilongìoH'h'us, Phlebothamnion gorymbiferum Kg, Sj'). f- 657. — Tol). PJiyc. XII, 9, a, h, Abit. Alto Adriatico a Muggia (Hauck). Le frondi per lo più in buon numero trovansi associate a cespuglio. Esse misurano da pochi centimetri sino a mezzo decimetro di altezza e raggiungono alla base quasi un terzo di millimetro di grossezza. I rami ed i rametti ai quali danno origine per ogni verso, si alternano distaccandosi sotto un angolo piuttosto acuto. Però i rametti terminali compariscono dicotomi e si dispongono quasi a guisa di corimbo. Tutte poi le parti più adulte si mostrano legger- mente corticate. Le articolazioni primarie superano in lunghezza dalle quattro alle sei volte la misura del loro diametro e le ultime delle pennette di tanto 8i accorciano che talvolta appena giungono ad eguagliare questa stessa misura. Le tetraspore si svolgono verso il lato interno e verso le ascelle dei ramoscelli superiori sui quali trovansi sessili. Esse hanno forma oblunga e mostransi fornite di margine diafano mediocremente esteso. Gli anteridi trovansi aggre- gati in gran numero verso i rametti e per lo più compariscono unilaterali. La sostanza della fronda è piuttosto flaccida per cui bene aderisce alla carta colla diseccazione. Il colore è di un bel purpureo violaceo che spesso volge qua e là al verdastro od al giallastro, rendendo cosi la fronda elegantemente variegata. I] Phlebothamnion corymUferum di Ki'itzing si distingue dal C. corymhosnm soltanto per la bre^/ità delle articolazioni primarie e per la maggiore densità delle ultime ramificazioni della fronda, le quali si dispongono precisamente a corimbo. Mi è parso perciò che si potesso riferire al C. corymhosum , mante- nendolo però distinto come varietà. Da tale varietà va escluso il C. corymhi- ferun Ardisi, e Straff. [Enum. Alg. Lig. iV." ^16), il quale pare si possa consi- derare come una forma del C. granulatum. Nel riferire il C. versicolor di Carlo Agardh al C. corymhosum Lyngh. non faccio che seguire il parere del Thuret (Ètud. Phyc. p. 70) il quale confron- tando gli esemplari adriatici di questa specie con quelli della Conferva versi- color del Draparnaud esistenti nel Museo di Parigi , trovava che queste due forme non possono ridursi in una stessa 8 ecie e che quella adriatica è estre- mamente affine al C. corymbosum. Il vero C. versicolor (Conferva versicolor Draparn.) perciò mancherebbe al Mediterraneo e sarebbe piuttosto affine al C. teirospermum. Io ho accettato di buon grado il parere del Thuret, perchè avendo potuto confrontare il C. versicolor Ag. dell'Adriatico con numerosi esemplari del C.co- rymbosttm della Manica e delle coste d'America, nonché con esemplari di Trieste riferiti al C. corymbosum da Giacobbe Agardh, non ho potuto rilevare alcuna notevole differenza fra tutte queste forme. 12. GALLITHAMNION SEIKOSPERVIUM Gri/f. C. l'oseum, siéjdatiìio^iim ; frondibus (1-2/100 31. lon;/. 14-16/100 Min. cniss.) alterne decomjìosito-ramisis sursmn lonje corti- catls, ramis ramullsciice cpio^piouersum egredien^ibits, ramulis in ramo caulescente siibinnnatlm disj^tositls , terminallìms di- cliotomo-fasti'jiatis erecto-patenHbus fasciculato - covymhosiò' ; articulis cylindi'ìcis diametro C)-^j)Io ìongiorihì's ; setrosjjoris in corymbo terminalibv.s. CIallithamnion reirospermum Ciriff. mscr. — ./. Ay. iS'j). IL ii. 4'2. — Ardiss. e Strnf. Ennm. \ilg. Lig. N."" 417. Phlebothammon seirospeu.mu.m Kg. ì^j). i». 057. .Seirospora flaccida Kg. Tab. Pliijc. XII, 17, //. Abit. i>Iare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello); Adria- tico e Jonio (sec. gli autori). In estate ed in autunno sulle cistosire nella seconda zona di profondittà. Aderisce alle cistosire clie abitano le acque profonde, sotto forma di fioc- chetti quasi gelatinosi di un color roseo palidissimo. Nei miei esemplari di Liguria le fron:li misurano appena uno o due centimetri di altezza ed un sesto di millimetro alla base, ma in quelli provenienti dall'Oceano Atlantico esse raggiungono dimenVioni notevolmente maggiori. La forma ligustica per il ca- rattere dei rametti terminali j alini, molto allungati, delicatissimi, e per avere le articolazioni cilindriche , assai lunghe, tanto da oltrepassare di sei volte e più la misura del loro diametro, coi-rispondo abbastanza bene con la citata figura del Kùtzing. In questa spezio le così dette seirospore sono terminali e perciò non de- vono confondersi con le seirospore laterali del C. graniferuui, le quali rappre- sentano le favelle distese e prive del loro periderma. Su frondi distinte da quelle che portano le seirospore, io ho potuto osservare le tetraspore. Di queste alcune appariscono bensi divise a croce, come nota Giacobbe Agardh, ma per la maggior parte però esse mostransi divise a triangolo. Del resto il C. seiro- spermum non è la sola specie che presenti tale anomalia, la quale è più ap- parente che reale, 6 li 15. CALLITHAMNION GRANIFERUM Mencgh. ■ C. roseum, submucosum ; frondihis (3-5fl00 M. long. 20-252100 i/w. crass.) tenue corticatis, irregìilariter ramosìs, ramis alternis quoquovefsum egreclientihis articulo am^MÌUformi apìcuìato terminatis, Tamulìs ìiltimis tenuissimis pluries dicliotomis longissime penicillatis ; artindis longìttidine varia, in ramnlis diametro usgue decuj^lo et tiltra longiorihis, genimilis elevatis; tetrasjwris obovatis vel antheridiis ovoideis, in individìiis di- stinctis, locum eundem tenentihis ; seirosporis oiì^ositis nndis. CALLITHAMNION GRANIFERUM Menegli. in Giorn. lot. ital. 1844,j9. 285. — Zanard. Icon. Pliyc. I, ^;. 43, T. XI, ! non Kg. Toh. Pliyc. XII, 12, L G. APiGULATUM MenegJi. l. e. ]). 302. Phlebothamniox AriGULATUM Kg. Sp. p. (558. CALLITHAMNION GLAYELLATUM Kg. Tul. PJujC. XI. p. 22, T. 67, /. C. PEREGRINUM lig. I. c. p. 25, T. 78, I. ? Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (StraCforello); Tir- reno in Sardegna (sec. Piccone); Adriatico sulle coste della Dalmazia (Zanardini). Le dimensioni sopra indicate sono quelle dell'esemplare comunicatomi dal chiar. Zanardini , il quale però assicura che la fronda di questa specie può raggiungere l' altezza di otto cantimetri e la grossezza di mezzo millimetro. Quest'esemplare mostra gli anteridi sotto forma di piccoli tirsi formati, come in tutte le altre specie del genere, da piccole celiale sferiche ed jaline. Su frammenti da ma trovati su altre alghe estratte dall'alto mare in pros- simità di Porto Maurizio, ho potuto vedere delle favelle normali sulle stesse f rondi che portavano le te traspore. Per l'aspetto ricorda il C. corymhosum, ma se ne distingue facilmente per la maggiore lunghezza delle articolazioni, per la sottigliezza delle ultime ra- mificazioni che sono assai allungate e sopratutto per le articolazioni ampolli- formi che costituiscono gli apici dei rami. Il 0. granlferum Kg. (Tah. Pliyc. l. e.) è totalmente diverso dalla specie omonima del Meneghini e pare possa piuttosto avvicinarsi al C. granulatum . 7:) 44. GALLITIIAMNION GIIANULATUM fDuduz.) Ag. C. densissime caesjntosum, subs_pongiosum ; frondihis (^3-6^100 M. long. 30-45/100 Ifm. crass.) sursum long e corticatis , alterne decomposito-ramosis , ramulis su^periorihiis dichotomis siilco- rymljosis ; artlculis diametro sesgiii vel dw^lo longiorihus ; tctras]}oris oUongis, sessilihis, in ranmlo diviso jtixta axillas interiore latere sjKcrsis. Gallithamnion granulatum Ag. S'j). II, ]}. 177. — De Nat. S'j). Alg, lig. iV." 110, cum icone, l — J. Ag. Alg. med. p. 64. — Sp. II, p. 01. — Montg. FI d'Algèr. p- l'i7, T. 4, fig. I — Duf. Eìenc. Alg. lig. iV." 85. / — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 171. — Eri. critt. ital Ser. I, N.° 575. — Ra- lenli. Alg. Europ. iV." 1398. Phlebothamniox granulatum Kg. Pìiyc. p. 375. — Sp. p. 658. — Tal). PJiyc. XII, 11, c-e. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. N." 117. — Emim, Alg. Ancona p. 2?. — Holienack. 3Ieeralg. N."* ^òX. Ceramium granulatum Duclaz. Ess. p. T2. Gallithamnion grande /. Ag. Alg. med. p. 73. — Sp. II, p. 63. — Duf. Elenc. Alg. Lig. N.'' 86. Phlebothamnion grande Kg. Sp. p. 658. — Tal. Pliyc, XII, 13, /. Gallithamnion spongiosum Rarv. — Holienack. Meeralg. iV.° 273. Phlebothamnion spongiosum Kg. Sp. p. 658. — Tal. Pliyc. XII, 13, e-g. Geramium Gratelouph Duly — G. frutigulosum Sclwusl. C. musgorum Draparn., (sec. auct.). Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo, manca per quanto pare sulle coste dell'Istria. A fior d'acqua, comunissimo. In primavera trovasi con entrambe le fruttificazioni. 7i Costituisce dei densi cespugli quasi spongiosi di un' altezza variabile fra i tre ed ì sei centimetri, i quali aderiscono agli scogli o ad altre alghe ma trovansi soltanto a lìor d'acqua. Le frondi primarie che sono intieramente corticate e ramosissime, arrivano a misurare quasi mezzo millimetro di gros- sezza. I rami ai quali danno origine riescono alterni e terminano con dei sot- tili e" brevi ramoscelli dicotomi, densi, quasi disposti a corimbo. Altri rametti brevi, divaricati, pullulano qua e là sui filamenti e sui rami primarii, ed è a questi rametti che le frondi devono il loro aspetto spugnoso. Le articolazioni riescono piuttosto brevi e nelle forme più comuni non superano in lunghezza il doppio del loro diametro. Le tetraspore nascono sulle ultime ramificazioni della fronda, mancano di pedicello ed hanno forma piuttosto oblunga. Gli an- teridi (1) occupano lo stesso posto delle tetraspore. Anche le favelle nascono sui rametti superiori e per lo più trovansi appajate. 11 colore é di un purpu- reo sbiadito che talvolta volge al giallastro od al verdastro e si fa bruno negli esemplari diseccati. La sostanza della fronda è membranacea floscia e colla diseccazione aderisce discretamente alla carta. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste della Francia e dell'In- ghilterra da dove ne ho esemplari favoritimi dall'Hohenacker e dal Le Normand. Il C. sponrjiosum anche per parere di Giacobbe Agardh va fuso col C. gra-. milatum , ma quest' autore nella sua ultima opera (Eficr. p. 43) persiste a considerare il C. (jra'iide come una specie distinta. 4. Ramis inferioribus riito'iuovei'siim ejredientilnn , ramulls di- stiche phimosis lahcs plamim rachidi adzertentilJus. lo. CaLLITIIAMNIOX TETP.AGONUM C^Vither) Ag. C. caesjìitosum , rìgidulnm , roseum ; fromlihus (^5-9/100 J/. long. 4-6/10 3LiL crass.) alterne decomposito-j)innatis, inferne dense corticatis , ramis inferioribus (iuo(iuoversurn egredientihus lìlumas distiche j)innatas subfasciculato-fastigiatas, latus sié- plamim rachidi adcerfentes, gerentibus, pinnis siibsimjìlicih's iìKKrris ac'uminatis ; articulis diametro ^-Splo longìorihus ; tetrasjmrìs inferiore ìafere jjinnanim snbsecundis. Callithamnion tetragonum Ag. Sjp. II, p. 17ti. — /. Ag. Alg. med. p. 74. — iSpj. II, p. 53. — Kg. Tab. Phyc. XII, 8, /. Phlebothamnion tetragonum Kg. Sp. p. 654. Conferva tetragona Wither, (sec. J. Ag.). I Derbes et Solier Mém. sur quelq. points de la pliys. des alg. PI. XVH, fit- 3. 7.) Abit. Golfo (li Lione a Cette (sec. G. Agardh). È una delle specie più robuste del genere. Le frondi alte sino a quasi un decimeti'o , gi'osse alla base sino a più di mezzo millimetro , crescono a ce- spuglio e sino dalla base mostransi per ogni verso ramose. Lo strato corticale che le riveste intieramente in tutte le loro parti più adulte, e costituito da tìbre strette, allungate, dense, ma che tuttavia al microscopio lasciano tra- sparire le grosse cellule assili, le quali compariscono da due a tre volte più lunghe del loro diametro e meuo alla base della fronda. Dai rami primarii sorgono alternandosi fra di loro , delle plumule distiche , aperte , che verso il basso però spesso ti'ovansi ridotte ad una semplice pennetta terminata da un articolazione spiniforme. Similmente terminano le pennette delle plumule le quali mostransi anche più o meno incurvate. Tutt? poi le plumule volgono la loro faccia verso la rachide. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sia sulle coste europee come su quelle americane. Il C. hracUatnm Harv. non è che una varietà del C. tefraqonnm. Si:cT. "ì:' PliloiiQagìlilìon fPlilolhamnion Thur.J. R'imis dlstlclie pìmiafls pinmiUs opposifìs , fetrasjmrls trimigule divisis. 16. CALLITKAMlXION ELECANS Sdioxish. e. rnimtuìtim, molaceim ; frondihus ^0-12/1000 M. long. 2/100 Mm. crass.) lìHmarlis repentihus , sectindarus eredls suMìclioio- mis, inferne nudis siqìerne distiche i^lumosìs amlitu linear iìms, iminis oj^positis; articulis diametro sesguilongiorilus ; tetra- sporis oUongis in artiailo tefminali pinnarum nidiilantihus. Gallithamnion elegans Ag. Sj), II, i). 162. — J. Ag. Sp. II, ]ì. 25. — Born. et Thur. Not. Alg. I, p. 82, T. 10. — Ardi ss. e Straff. Eiiuni. Alg. Lig. p. 173. — Erh. critt. ital. ser. II, N." 770. Al)it. Marc ligustico ad Alassio ed al Porto Maurizio (Straf- forcHo); Tirreno a Napoli (sec. Falkenberg) ed all'Isola d'Elba (Signora Toscanelli). 76 Trovasi in estate con entrambe le fruttificazioni sui sassi su altre alghe quasi a fior d'acqua e nel fondo delle nicchie formate dai massi delle gettate; raro. Questa bellissima specie dapprima acoperta dallo Schousboe a Tangeri^ in seguito veniva raccolta a Biarritz, in due distinte località del mare ligustico e nel Tirreno. I signori Bornet e Thuret, nel primo fascicolo delle loro splen- dide note algologiche, ne diedero una illustrazione magistrale nella quale si trova una descrizione completa dello sviluppo d el frutto polisporico. Gli stessi autori hanno potuto osservare nel C. eìegans anche degli anteridi, i quali co- stituirebbero dei brevissimi rametti subdicotomi, posti verso le estremità delle pennette, cosicché le piumette anteridifere comparirebbero circondate da un margiiie diafano. Per tale disposizione degli organi maschili, insolita nei calli- tanni, i signori Bornet e Thuret credono che il C. elegans potrebbe traspor- tarsi nel genere Ptilota, abbenchè la sua fronda non sia punto corticata. Col C. eìegons dello Schousboe non si deve punto confondere la specie omonima del Kùtzing (Tab. Phyc. XI, 99) la quale proviene dall'Oceano At- lantico e che per il suo modo di ramificazione non potrebbe neppure appar- tenere alla stessa sezione. Al vero C. elegans sembra piuttosto doversi riferire il C. microptenim Kg. {Tal. PTiyc. XII, 1, c-d) che ne rappresenterebbe una forma giovanissima. Anche il C. pinastroides del Reinsch (Contrib. p. 48, T, XXVII ) pare potersi considerare come una forma rudimentale della specie qui descritta la quale per conseguenza apparterebbe anche all'Adriatico. Nessun callitannio del Mediterraneo potrebbe confondersi col C. elegans, il quale rassomiglia soltanto al C. Piuma dell'Oceano Atlantico^ rimanendo però ben distinto anche da questo. Segt. o.a AnUlliamiiìoil (Aniìlhamnion ThurJ. J^amv.lis ojìjjositìs md certicillatis , fefrasjjoris cniciatm dimsls. 17. CALLITllAMNION GRUCIATIJM Ag. 0. caes2Mosìim, j^turjjw'eum ; frondlhis fl-o^luu J/. long. 8-12^100 3Im. crass.) j)arce ramosis, dense pinnatis, pinnis pinmdatis ojìpositis md verticillatls tetrasticMs aince ramonim conglo- meratis, innmiìis simplicmsculis, inferionhns oppositìs, supe- riorihus saepe aìtemis seciindisve; articnlis diametro 2-^plo loìigioribus ; tetra spoìds oUongìs, loco xnnmdarvm inferiornm mediae frondis. S.i. (Hallithamniox crugiatum À//. Boi, Zelt. 1827 i). G37. — /S'/^. //, p. IGO. — De Noi. Sp. Alg. lig. N."" 113./ — /. Ag. Àlg. med. i). 70. — >S^;. //, p. 27. — Zanard. Saggio p. 57. — Kg. Sp. p. 649. — Tah. Phijc. XI, 87. — Anìiss. Enum. Alg. Sicll. p. 29. — Alg. Aìicoiia jp. 22. — Biif. Elenc. Alg. Llg. p. AL! — Ardiss. e Straf. Enum. Alg. Lig. p. 172. — Ei'h. crilt. ital. Ser. I, iV'." 733. — Hoìienacl. Meeralg. N."" 528. Antithamnion crugiatum A^aeg. Gallithamnion imbrigatum SchonsT). — Sfili r Regensl. FI. 1840, p. 281. — Kg. Sp. p. 650. C. Naggarium RudolpM in Hit. ad Naccarifm (Nacc. Fi. venet. VI, p. 56 et Alg. Adriat. p. 32J. (:. PUMiLUM Uovi*. C. DUBiuM Zanard. Syn. Alg. Adriat. 172. 0. DEGiPiENs /. Ag. Alg. med. /;. 70. C. FRAGiLissiMUxM AfdÀss. Emim. Alg. Sicil. N.° 116. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Comunissimo sugli scogli o su altre alghe a fior d'acqua. In primavera trovasi con le tetraspore. Molte frondi insieme unite costituiscono dai densi cespugli che ordinaria- mante si innalzano appena sino a poco più di un centimetro, ma clie qualclie volta raggiungono un altezza due o tre volte maggiore. Le frondi alla base misurano un decimo od anche un ottavo di millimetro in grossezza. Esse mostransi poco ramose ma densamente rivestite di rametti opposti, decussati, più meno aperti, densissimi verso gli apici. Da questi rametti o penne pro- cedono le pennette che ora risultano opposte, ora alterne od anche unilaterali e per lo più disposte su di uno stesso piano. Anche la lunghezza delle artico - zioni è assai variabile. Infatti in alcune forme quelle primarie mostransi lunghe appena quanto il loro diametro , mentreché in altre foi-me lo oltrepassano di ben sei volte; cosi pure quelle delle pennette, quantunque per lo più riescano brevi, talvolta sino a poco sotto gli apici mantengono ancora una lunghezza di tre o quattro volto maggiore del loro diametro. Le tetraspore svolgonsi in gran numero sui rametti della porzione mediana della fronda al posto delle pennette inferiori , esse sono sessili ed assai grosse in proporzione delle di- 78 mensioni della pianta. La fruttificazione polisporica non è mai stata vecìuta. Il colore varia fra il purpureo intenso ed il rosso ranciato. La sostanza della fronda ha consistenza diversa a seconda dello stadio di sviluppo della pianta. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sia sulle coste d'Europa come su quelle dell'America boreale, da dove mi venne comunicata dai signori Eaton e Richter Lajos. A questa specie assai polimorfa appartengono gli esemplari che all'epoca della stampa della mia Enumerazione (Mìe Alghe di Sicilia riferii al C. frogi- lissiinv/in Zananl. In questo mio callitannio, dei ramoscelli brevissimi, opposti e decussati, spuntano da poco sotto di ciascuna giuntura del filo primario che rivestono in tutto il suo percorso, ma le pennette non risultano r?golarmente alterne, distiche ed in numero di cinque, quali dovrebbero essere per corri- spondere esattamente alla descrizione della specie Zanardiniana , che io del resto, in vista della grande variabilità del C. cruciatum, inclino a considerare come non ammissibile. Sulla opportunità di liunire al C. cruciatum i C. im- Iricatum, C. duhium, C. Naccarianum, C. pumilum , C. decipiens . non occorre far parola, su ciò gli autori essendo tutti d'nccordo. 18. CALLITHAMNION PLUMULA {FJUsJ Ag. 0. rosewn, rigidulnm ; frondìhus f 2-5/1 00 M. long. 35-30;100 Mm. crass.) vage ramosis ad articulos ramelUferis , ramellis op- 'lìositis aut oerticillatis tetrastìchis refractis pinnulatls, pin- ■niilis numerosis ramosis secundis spinesceiìtilus ; articulls diametro 2-'3y;?o longiorihus ; tetrasjjoris oUongis, loco pinnu- larum inferionim super ioris frondis , numerosis , sessiUhis. Callithamnion PLUMULA Ag . S'p. II, 2^. 159. — De Not. SjJ' Alg. lig. N."" 112. — /. Ag. Alg. med. p. 71. — >S>. II, p. 29. — Zanard. Saggio p. 57. — Montg. FI. d'Algèr.p. 147. — Kg. Sp.p. 647. — Tal. Phijc. XI, 83, /. — Di'f. mene. Alg. Lig. N."" 78. — Ardiss e Strajf. Enwn. Alg. Lig. p. 172. — Uri), criff. ital. Ser. II, N.^im, 1036. Antithamnion PLUMULA TJiur. Geramium PLUMULA Ag. Sgsf. p. 142. G. GRispuM Ducluz, Ess, p. 47. GoNFERVA TuRNERi Ungi, hot T. 1637, {non T. 2339;. G. PLUMULA Ellis Phil. Trans, 57,, ih '(26, T. \^,(sec. anct.). — Mlw, Con/, T, 50. 7f» Galltth\m\'iox refractum JCg. PJiìjc. p. 378. — Sp. p. G50. — Tal). Pìiìjc. l'I, 84, /. — Ardiss. Knv.m. Alg. Ancona p. 22. — Rohenack. Meeralg. N° 527. G. POLYAGANTHUM Kg. Sp. p. 648 . — Tal). Phyc. XI, 83, //. G. MAGROPTERUM Menegli. in Kg. fSp. p. 650. G. Bebbii Reinsch Contri}), p. 47, T. XXVIII. G. Abietinu.m Reinsch l. e. p. 48, T. XXIX. G. SP. Reinsch I. e. p. 4(), T. XXIV, 2. Abit. In tutte lo regioni del iMecliterraneo. Comune sugli scogli a poca profondità. Frequente in primavera con la fruttificazione tetrasporica , rara- mente trovasi con le favelle. Qdestji specie egregiamente distinta fra tutte le congeneri per il carattere dei ramoscelli opposti o verticillati, refratti e superiormente spinoso-pennati, che si distaccano da poco sotto le giunture delle articolazioni dei rami, essendo assai polimorfa, dagli autori è stata smembrata in una quantità di forme che a mio avviso non meritano punto di essere distinte. La fruttificazione polisporica non lio potuto vederla che su esemplari pro- venienti dal Clolfo di Trieste, nei cfuali le favelle in numero di due o di quattro trovansi svolte verso i rametti superiori , le cui pennette loro costituiscono quasi un involucro. Gli anteridi occupano lo stesso posto delle tetraspore, ossia le pennette inferiori delle porzioni più giovani della fronda , ma io non ho mai potuto vederli. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste dell'Europa e dell'Ame- rica boreale , ed anche nell'Oceano Australe , cosicché può figurare fra le specie che hanno una distribuzione geografica più estesa. 19. CALLlTHAMiMON CLADODERMUiVI Zanard. O. frondihis (^2-8/100 J/. long. 3-4210 3Im. crass.) ramosissimis, superile maxime attenuatis, raniis primanis obsolete coHicatis alternis, caeteris opposife pinnatis, pinnis distiche pliimosis, pinnulis ultimis patentibics siniplicihus vel irregulariter pin- nulatis ; articulis diametro ^plo longioribus ad lasim injlatis ampvÀloceis, in pinnulis ultimis diametro sesciuilongiorihus. Callithamnion gladodeumllu Zanard. OalUtam. in Crioni. hot. ital. 1846, — Icoii. Phìjc. 1,1).^, T. Ili, A. I — Falkenherg Meeralg. Neay. f. 255. Abit. Tirreno a Messina (sec. Falkenberg); Adriatico sulle coste della Dalmazia (Zanardini). Nella seconda zona di profondità. Il tessuto del quale è inferiormente corticata la fronda, proviene dalle pen- nette che vegetano addossate alla rachide, le quali confluiscono per modo da formare uno strato corticale delicatissimo, composto di cellule minute che altro non sono che le articolazioni delle pennette stesse. Per questo carattere è specie distinta da tutte le congeneri,, le quali quando sono fornite di strato corticale, lo hanno formato da fibre radiciformi articolate per lo più dicotome e scorrenti lunghesso la parete del tubo primario. Le tetraspore e le favelle essondo state vedute dal Falkenberg, che pure nel suo Catalogo delle alghe del Golfo di Napoli el.)be a mantenere questa specie fra i callitanni, è a ritenersi che si presentino come nelle specie con- generi. Così resterebbe escluso il sovfpotto che il C. claioclernmm pot 'sse ap- partenere al genero Spermothamnion. ORIFFlTII§14 Ag. Frons fiUj'ormis, ijlus mlnus regularltei' dichofome ramosa, arti- cidata, monosìplionia , nuda. Favellae saepe pUcres, incolsero ' regidarl, ramellis incurvatis plurìms coastituto, sessili ani pedimculafo, terminali inclusae. Tetrasporae morphosi ramuli formatae, interiore latere involucri, ramellis incurvis plurimis constituti, seriatae, sphaericae, trìangule dicisae. Antheridia eundem locum tetrasporarnm occupantia, itidemgue inwhicrata, plerumque thyrsoidea e cellnlis hyalinis minutissimis circa axim dispositis, constitiita. Griffithsia Ag. Syn. p. XXVIII. — Sp. II, p. i^G. — A'g. Fhyc. p. 373, T. U, V. — I. Ag. Sp. II, p. 76. Frondi filiformi piì^i o meno regolarmente dicotome, raramente provvedute di rametti laterali, articolate , costituite da una semplice serie di cellule sovrapposte per lo più notevolmente ristrette verso le giunture, nude. Favelle per Io più ternate, cinte da un involucro co- mime costituito da diversi ramoscelli incurvati, sviluppato lateralmente alle j^iunture ovvero verso l'apice di brevi l'ametti costituiti da una o da poche articolazioni. Tetraspore sferiche, divise a triangolo, por- tate da ramoscelli distinti, sviluppati a verticillo attorno alle giun- ture, ovvero agli apici dei rametti in forma di ombrella. Anteridi occupanti il medesimo posto delle tetraspore e similmente involucrati, per lo pii^i tirsoidei, composti di minutissime cellulette jaline, disposto intorno ad un asse comune ramoso, costituito da grosse cellule con- tenenti dei granuli colorati. &^ Dal genere Grijfitlisia quale venne primitivamente stabilito da Carlo Agardh conviene escludere la Gr. multijida (Wrangeìia multijida J. Ag.) e la Gr. eqvi- setifoUa (Halurus equisetifoìms Kg.). Alle Griffithsia non può neppure appar- tenere la Gr. sccnndiflora J. Ag. avendo da gran tempo il Thuret dimostrato elle questa spr>cif p n- i caratteri del cistocarpio, deve costituire un nuovo ge- nere (Bormtia) riferibile alla famiglia delle Vrangeliacee. Le Gr. crassa, Gr. cy- miflora, Gr. ligustica del Kùtzing non essendo die forme della Gr. secundiflora devono seguire la stessa sorta. Anche la Gr. torulosa Zanard. vuol essere ri- mossa da questo genere e trasportata ù'aMUSpermothamnion , coi quali ha co- muni i caratteri della fruttificazione. PROSPETTO SINOTTICO DELLE SPECIE. Sez. !.•' Sphondylocladia. Involucri delle tetraspore costituiti da ramoscelli sempUci, brevi, incurvati, disposti a verticillo attorno alle giun- tui-e delle articolazioni della fronda; svolti su varie articolazioni di seguito, Gr. Schoushoet svolti soltanto poco botto gli apici. Gr. phjUaniphora Skz. 2.'' Sphondylotrichum. Involucri delle tetraspore costituiti da ramoscelli fila- mentosi, tenuissimi , disposti a verticillo attorno alle giunture delle articolazioni della fronda. Gr. barbata Sez. S.*"* Acrocladia. Involucri delle tetraspore costituiti da ramoscelh più o meno brevi, incurvati, disposti alla sommità di un ra- metto laterale formato: da una sola articolazione, Gr. o^mntioides da più articolazioni. Gr. setacea » » » Gr. irregularis note soltanto noho stato sterile. Gr. furcellata Gr. tennis Sect. l.a l§i»hoiic1yloeladia. Ttivoìucm tetrasporaruni ramellis slmpliclhus (ibhremoiis Incurcis constaìitia, circa genicula froMis verticillatim dis])oslta. 1. GPiIFFITHSIA SCHOUSBOEI Montg. Or. caesjìltosa; frondihus ('1-4/iuO 31. long. V-lo^lO 3Im. crass.) (lichotomis snljìalellatis, seg mentis erectls ; articulis diamefro duplo longioribus, genìcidis valde constrictis f r iteti feris ; ra- miilis involuc)%intiì)iis vertìcillatis sìmpliciMs. (jRiFFiTHsiA ScHouòBOEi Moutg. Ot. Hisp.]_). 11. — FI. d'Algé)'. p. 143. — /. Ag. Alg. med. p. 77. — tSp. II, p. 78. — Kg. Sp. p. 661. — Tal). Pliyc. XII, 27, //. — Zanard. Icon. Phyc. I p. 83, T. XX, A. — Duf. Blenc. Alg. Zig. N:' 85. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 173. — Eri. critt. itoì. 8er. I, N."" 1027. Gr. Opuntia /. Ag. Syml). p. 40. (ìr. imbricata Schonslj. mscr., (sec. J. Ag.). (ìr. (tiraudii Solier mscr., (sec. J. Ag.). Abit. Frequente in tutto il Mediterraneo, ma sempre scarsa. Predilige la seconda sottozona di profondittà. In primavera trovasi con la fruttificazione tetra- sporica. In esemplari di straordinario sviluppo le frondi raggiungono sino quattro centimetri di altezza ed un millimetro e mezzo di grossezza, però ordinaria- mente esse sono assai i)iù umili. Queste frondi si dividono ripetutamente per dicotomia mantenendo i segmenti diritti e quasi spiegandosi a ventaglio, ma verso le dicotomie talvolta danno origine a dei rami che le fanno comparire policotome. Le articolazioni hanno forma diversa a seconda della regione della fronda su cui si esaminano. In generale quelle inferiori compariscono quasi cihndriclie e di lunghezza eguale al triplo del loro diametro , quelle superiori invece sono rotonde o quasi rotonde. Le tetraspore si svolgono attorno alle 83 giunture delle articolazioni, sul lato interno di rametti brevissimi ed un poco curvi che loro costituiscono un involucro. Anche le favelle e gli anteridi na- scono similmente verso le giunture delle articolazioni, ove trovansi accompa- gnate da un involucro in tutto simile a quello che circonda le tetraspore. 11 colore è di un bel rosso variegato negli esemplari diseccati i quali riescono anclie luccicanti. Gli esemplari freschi sono iridescenti. La sostanza della fronda è mcmbriinacca piuttosto flaccida per cui aderisce bene alla cai-ta colla diseccazione. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico , però soltanto nella regione più temperata. Alla Gr. Schoushoei oi-a riferisco senza esitazione l'esemplare comunicatomi dal Titius sotto il nome di Gr. corallina. La vera Gr. corallina Ag. per quanto mi è noto non è mai stata trovata nel Mediterraneo. Io ne ho esemplari pro- venienti dalla Manica e credo che sia ben distinta dalla Gr. Schoushoei per la grossezza minore e l'altezza maggioi-e della fronda, nonché per la forma delle articolazioni. La Griffitlisia di Zara di cui parla Zanardini come di specie, per dimensioni e portamento, in tutto simile alla Gr. corallina, forse none che una forma della Gr. Sclumshoei, e la Gr. corallina della Fiorala della Capraja di Moris e De Notaris probabilmente va riferita alla Gr. opuntioides. In quanto alla specie dell' Amei-ica del Nord distribuita dal chiar. Eaton sotto il nome di Gr. corallina cui ebbe a riferirla l'Harvey [Ner. ber. amer. p. 228, T. XXXV), noterò che da Giacobbe Agardh (Epicr. p. 67) è stata descritta sotto il nome di Gr. glohifera Harv. mscr. — Ad essa corrisponde- rebbe la Gr. glohdifera Kg. (Tah. Phyc. XII, 30, I). Però a questi nomi per legge di priorità deve preferirsi quello di Gr. Bornetiana Farlow [Proc. Am. Acad. Voi. XII, p. 244) sotto del quale è stata distribuita dai Signori Favlow, Anderson e Eaton fAlg. Exsic. Am. Bor. II, 88). 2. GIKFFITHSIA PHYLLVMPHOUA /. Ag. Gr. rejìens ; fTonìlihii.s (^1-3/100 J/. lowj. 2-3^10 Mm. crms.) inferne dichotomis superne SK^secwide ramosis, segmentis pafentihus; articuUs siiperiorihcs cylindraceo-oUongis diametro k-^plo long iorihus, feri ilihus pyriformibvs artlaclo simulici ampul- laeformi paucisve coronatis , intra involucnmi, ramellis sim- plicihts alìbreviatis incurvis constans, tetrasporas gerentibus. Griffithsia phyllamphora /. Ag. Alg. med. p. 77. .' — Sp. II, p. 81..' — Florid. Morpli. T. I,f. 8..' — De Not. Nov. Alg. '23. 66. — Kg. Sp. p. 661. — Tal). Phyc. XII, 29. — Bnf. Elenc. Alg. Lig. iV.° 90. — Ardlss. e Straf. Enum. Alg. Lig. p. 173. — Eri), critt. ital. Ser. II, iV." 771. 8t Abit. Mediterraneo occidentale alle Isole Baleari (Rodriguez); Mare ligustico a Nizza (G. Agardh), Monte Carlo , Porto Maurizio (Straff.) , Capo Mele (Straff.) , Alassio (Straff.), Noli, Portofino; Tirreno allusola d'Elba (Si- gnora V. Toscanelli), all'Isola d'Ischia (Signora Favar- ger), a Palermo (Beltrani); Adriatico sulle coste dalmate (Hauck). Su altre alghe nella prima zona di profondità, poco abbondante. Cresce serpeggiando su alghe maggiori aulle quali forma dei cespuglietti brevi ed intrigati. Le frondi in basso si dividono poche volte per dicotomia e verso l'alto spesso mostransi provvedute di rametti unilaterali, assai aperti, costituiti da poche articolazioni. Le articolazioni in lunghezza oltrepassano da quattro a sei volte la nàsura del loro diametro ; quelle inferiori compariscono cilindracee e le altre piuttosto oblunghe e notevolmente ristrette verso la re- gione dei setti. Poco sotto gli apici delle ultime ramificazioni della fronda e attorno alle giunture delle articolazioni, svolgonsi gli involucri te trasporiferi, i quali sono costituiti da rametti semplici, incurvati, brevi e grossetti. Il colore è carneo, ma gli esemplari diseccati riescono variegati o per ineguale ditfusione per parziale alterazione della materia colorante. La sostanza della fronda è membranacea e colla diseccazione aderisce discretamente alla carta. Sect. 2.^ {iphoncl^lolrichuin. Involtwra tetras^poranwi ramelUs inliformiUis constantia , circa genicula frondis verticillaiim disjìosita. 5. GRIFFITHSIA BARBATA CSm.J Ag. G)'. caespitosa ; frondibìfs fS-S^lOO M. long. 30-35^100 Mm. crass.) dichotomo-fastigiatis, .segmentìs erecto-jìfitentlhis ; . 132. — K^. iS^). ^. 660. ■— Tal). PJiyc. XII, 24. — /. Ag. S]), II, ^. 80. — Zanard. Icon. Phyc. II, p. 39, T. L. ClERAMiuM BARBATUM Bubìj 3Ièm. II Cevctm. T. IV,fi(j. 2. — Con- ferva BARBATA Eìigl. l)ot. t((ì). 1 8 1 4 , ("ó'C^. /. Ag.). Griffithsia pogonoides Menegli. ! Stephanogomiu.\[ adriatigum A''g. Toh. Pliyc. XII, j). 5, T. 16, a-à. Abit. Golfo di Lione (sec. Castagne); Alto Adriatico e Golfo di Napoli (sec. esenapl. dell'Erb. Trevisan e sec. Falkenberg). Sulle cistosire e sui sargassi, rara. É specie distintissima dalle congeneri pei rametti pilifbrmi , coronanti a verticillo le articolazioni della fronda e che pare si facciano caduchi mano a mano che la fronda procede nel suo sviluppo. Essi si rendono persistenti nel solo caso che sulla loro articolazione basale si sviluppi una tetraspora. Nelle frondi che portano le favelle, i rametti verticillati veggonsi soltanto verso gli apici dei segmenti. La sostanza della fronda è membranacea, piuttosto flaccida nelle parti. più giovani che colla diseccazione' aderiscono bene alla carta. Il colore è di un rosso cinabro che volge al rosso vinoso negli esemplari diseccati. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste della Francia e su quelle meridionali della Gran Bretagna. Sect. 5.^ yt crocia flia. Involucro tetrasjm'ariim ravielUs incurvis constantia, in ramtdo laterali terminalia. k. GRIFFITHSIA OPUNTIOIDES /. Ag. Gr. frondi bus f 2-3/1 00 M. long. 5;10 3Im. crass.) dichotomo-fasti- gidtis, segmentis erectiusculis ; articulis inferiorihus cylin- draceis, sìqìeriorìbus ollongls diametro 4-6^Zo longioribus, fertilihus fyriformibus in ramvlo abbreviato terminalibus, 80 intra mwlucrum , raiìiellls slmplicihus aMreciatis incurcìs constims, tetrasjìoras (jerentihus. (Iriffithsia opuntioides /. Ag. Alg. med. ;p. 76. — Sj). II, p. 82. — Fiorici. Morj^li. T. I,f. 9. — Montg. FI. cVAlgér.p. 143. — Kg. Sjj.P' 6G1. — Tal). Phgc. XII, 27, 1? — Ditf. Elenc. Alg. Lig. N." 91. — Zanarcl. Icon. Phyc. IL lì. 97, T. LXIV, B. — Ardiss. e f^fraff. Enum. Alg. Lig. p. 174. Gr. corallina tenuior De Not. Sj). Alg, lig. iV." 103. / Gr. neapolit^na Noeg- in Kg. Tal). PJiyc. XII, p. 9, T. 28, a -e. ! — Ardiss. Unum. Alg. Sicil. iV." 120. A Gn. DALMATICA Kg. Tal). Pliyc. XII, p. 9, T. 28, d-f. Abit. Su tutte le spiaggie del Mediterraneo , ma ovunque scarsa e poco frequente. Cresce nella prima zona di profondità. In inverno trovasi con la fruttificazione tetrasporica. Misura comunemente da due a tre centimetri di altezza e mezzo millimetro di grossezza. Le frondi sino dalla base si dividono per dicotomia, mostrando i segmenti similmente e più volte divisi alla distanza di poche articolazioni, poco aperti ed appressati, e quasi si spiegano a ventaglio. Le articolazioni in- feriori compariscono cilindracee, quelle superiori mostransi invece piuttosto oblunghe , alquanto ristrette verso le giunture ; sia le une che le altre supe- rano da quattro a sei volto la misura del loro diametro. Distinte da tutte queste riescono le articolazioni apicali , le quali risultano minute e quasi ro- tonde. Le tetraspore si svolgono verso gli apici di rametti laterali costituiti da una sola articolazione piuttosto breve e superiormente assai rigonfia. 11 loro involucro è composto di rametti semplici, incurvati, unicellulari o bicellu- lari per la comparsa di un'articolazione apicale brevissima. La sostanza della fronda è membranacea. 11 colore è di un bel roseo ma volge al rosso vinoso negli esemplari diseccati, i quali riescono variegati o per ineguale diffusione o per parziale alterazione della materia colorante. 5. GUIFFITHSIA SETACEA (IIilIs:) Ag. Gr. caespitosa ; frondibus f 4-8/1 00 M. long. 3-4/10 Mm. era ss.) dlclLofomo-fastigiatis, segmentis erediuscidis acuminatis ; ar~ ticìdis cgllndraceis ad genicula dIx contractis, diametro ^-oplo 87 ìongioriUis ; ramnlls fructifer/s ìaferalihts sjìfirsìs 02)2)0si- tisijue, 2-3 ariìculatls^ intra involucrum terminale mìibellatum, ramellis furcatis incurvis convergentih'.s constitutum, tetra- sjjoras focentiìjus. Griffithsia setacea Ag. Syn. p. XX Vili. — Sp. II, ih 129. — Bonnem. Hydr. ìoc. i). 94, PI. 8. — Kg. Sp. p. 660. — Tah. Phyc. XII, 20, g~k. — /. Ag. Sj). II, p. 8i. — Puf. Elenc. Alg. Zig. iY.° 93. — 'Ardiss. e Straff. Emim. Alg. Lig. ]). 174. — TJmr. Ètiuì. Phyc. 7;. 71,' T. XXX VL — HohenacJi. Meeralg. N.'' 125. Geramium setageum Duby Mèm. II Ceram. tal. IV, fig. 1. Conferva floggulosa EUis Ph. Tr. 57, tal. i^,fig. e, (sec. Tlmr.). G. setacea Huds. FI. angl. ]). 599. — Dìllw. Oonf. talj. 83. Geramium pedigellatum PC. (sec. J. Ag.]. Abit. Mediterraneo occidentak} alle Isole Baleari (Rodriguez); Mare ligustico a Genova ed alla Spezia (Caldesi) ; Egeo sulle coste della Grecia (Mac Adam); Mediter- raneo inferiore a Licata in Sicilia (Beltrani); Adriatico in Dalmazia (sec. Frauenfeld). Su varie alghe nella prima zona di profondità, rara. var. si>l:i.»©ricei. , caesj)itihus densiorihus hremorihus lie^ onisphaericis. Griffithsia sphaerica ScJioksI). mscr. — Ag. /S^. //, p. 130. — /. Ag. Alg. med. ]). 75. — Kg. Sp. p. 6G0. — Tal). Phyc, XII, 26, /. Geramium penicillatum Plichi:. Ess. p. 51. Abit. Golfo di Lione a Marsiglia (Sig.** Favarger); Mare ligu- stico a Cannes (Sig.* Favarger) e ad Antibes (G. Agardli); Mediterraneo inferiore a Licata in Sicilia (Beltrani); Adriatico in Dalmazia (sec. Frauenfeld); Tirreno al- l'Isola di Capraja (sec. Moris e De Not.). ss Cresce In cespugli che comunemente s'innalzano sino all'altezza dì sei od otto centimetri. Le frondi eguagliano la grossezza di cii'ca un terzo di millime- tro e compariscono dicotomo-fastigiate. Le dicotomie riescono distanti, acutissime ed i segmenti diritti, assottigliati verso l'alto. Le articolazioni sono cilindracee ed appena un poco ristrette verso le giunture; in lunghezza oltrepassano di quattro o cinque volte la misura del loro diametro. I rametti fertili mostransi laterali e costituiti da due o tre articolazioni, delle quali quella superiore (1) porta l'involucro nel quale si svolgono o le tetraspore o le favelle od anche gli anteridi. I ramoscelli di questo involucro constano di parecchie articola- zioni cilindriche alquanto allungate , sono semplici o ramosi e convergono tutti verso l'asse. Quelli più esterni risultano anche più allungati. La sostanza della fronda è membranacea. Il colore è roseo carneo ma volge facilmente al bruno negli esemplari diseccati i quali compariscono variegati. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste della Manica ed alle Isole Canarie. Secondo gli autori abiterebbe anche l'Oceano Australe. 6. GRIFFITHSIA IRREGULARIS Ag. Gr. frondibus (ì-^iìOO M. long. 4-5210 Mm. cross.) Infenie cTìcho- tomis, superne snòsecuncle ramosìs, ramis pafenHJjus ; articuUs (ìmmetro sesgid duplove longiorìhus ad nodos pernio incras- satis ; ramulis fructiferis lateralihis sjìarsis 2 articulatis, intra involucrum terminale umbellatum, ramelUs furcatis in- curms convergentihus constitutuììi, tetrasjwras foventihis. Griffithsia IRREGULARIS Ag. S]). II, i^. 130. — /. Ag. Alg. med. p. 75. — Sj). II, p. 81 — Kg. S^p.p. 660. — Tal). Phyc. XII, 25, d-f. ? ? Gr. fumila De Not. Nod. Algol. ]). 70. .' — • Diif. Elenc. Alg. Lig. iV." 92..' — Ardiss. e Straf. Enum. Alg. Lig. ^;. 174. Abit. Golfo di Lione (secondo gli autori); Mare ligu.stico a Genova ed al Porto Maurizio (StralTorello) ; Adriatico (secondo gli autori). Su varie alghe nella prima zona di profondità. In autunno ed in inverno si trova con entrambe le fruttificazioni ed anche con gli anteridi. I Secondo Naegeli (Biilr. ^ur OtCorph. timi Syst. Cercim. p. }<)i) e Tliiiret fi/ui. Phyc. p. ya) l'Involucro è portato non ijià dall'ultima ma dalla penultima articolazione del rametto fruttifero, però a sviluppo completo la cellula apicalc di ([uesto rametto non è piti visìbile o lascia appena qualche traccia di ae. • 80 Qaantaur|no le doscrizioiiL deìh Gr. irregiiUrìs ù Gr. puntila dato dagli autori non sieno pienamante concoi-dauti , pure credo clie queste due forme debbano essere riunite in una sola specie. Nella Gr. irregularis la fronda sa- rebbe più alta, le articolazioni più allungate. Però G. Agardh descrivendo la sua specie dice « articuU longitudiìie variantes, quidam Apio, alii 2plo longiores, aia et praecipue summi diametro aeqttales » ciò che non discorda troppo da (guanto può osservarsi nella specie del De Notaris. NoìlaGr. pumila, secondo la descrizione datane da De Notaris, i rametti che portano le favelle sarebbero monoarticolati , ma io su esemplari riveduti dall'autore, li ho visti formati da duo articolazioni, come quelli che recano le tetraspore e gli anteridi e come è proprio della Gr. irregularis , nella quale anzi, secondo Giacobbe Agardh, potrebbero constare anche di tre articolazioni . Per ultimo vuoisi ancora avvertire che la Gr. irregularis disegnata dal Kùtzing non combina punto con la specie omonima di Carlo Agardh. Specie ijole soltaijto ijello stato sterile 7. GRIFFITHSIA FURGELLATA /. Ag. Gì', caesjìlfosa ; fromUhus (•ì-QiiOO M. long. 15-20/100 3/m. crass.) dlcliotomo-fastlgiatis , segmentìs erecthisciclis , terminalihus furcatis ; arficulls cìjUndracels ad genlcula mx contractls, diametro 3-8/jIo longiorihics. GRIFFITHSIA FURGELLATA J. Ag. Alg. ffied. J3. 75..' — S2). 21,2). 83./ — Kg. Sj). ]). 661. — Tal). Phyc. XII, 30, e-g. Gr. Ardissonei Zanard. Icon. Phyc. II, f. 95, T. LXIV, A. ! Ctr. sphaeriga Ardiss. Emm. Alg. Sicil. iV." 119, non Sclionsb. Gr. ramellosa Kg. Tal). Phyc. XII, ]). 10, T. 31, I. Abit. Tirreno ad Amalfi (G. Agardh) ed a Napoli (Signora Favarger) ; Jonio ad Acireale in Sicilia. Sulla Phyllophora nervosa e probabilmente su altre alghe. 90 Cresco in cespnglietti ordinariamente alti appena duo o tre centimetri, ma che in esemplari di straordinario sviluppo giungono a misurare sino il doppio di questa misura. Le frondi alla base raggiungono appena la grossezza di un sesto o tutt'al più di un quinto di millimetro ; esse si dividono ripetutamente per dicotomia e si mostrano assai assottigliate verso gli apici. I segmenti, negli esemplari più sviluppati, per due terzi dalla base della fronda sorgono a grandi distanze e risultano invece appressati verso l'alto, ove in alcune forme si mostrano provveduti di rametti unilaterali, brevi, semplici, ora scarsi, ora numerosi. Le articolazioni in generale risultano cilindracee ed appena ristrette verso le giunture ove spesso compariscono anche alquanto ingrossate. La lun- ghezza ne è variabilissima, tintocliè se ne vedono alcune lunghe appena quanto il doppio del loro diametro od altre che oltrepassano questa stessa misura di sei od anche di otto volte. Il colore varia fra il roseo ed il rosso ranciato. La consistenza della fronda è membranacea , alquanto rigidetta nelle parti più adulte. Questa specie da me dapprima erroneamente riferita alla Gr. sphaerica, da Zanardini venne considerata come nuova e battezzata col nom? di Gr. Ardis- sonei. Ma io che in seguito ne ebbi parecchi esemplari di Napoli e che potei confrontarla con esemplari autentici di Gr.furcellata, comunicatimi dal Conte Trevisan, non potrei conservare alcun dubbio sulla identità della mia pianta con la specie Agardhiana. La forma descritta da Gr. Agai'dh non differisce della mia di Sicilia se- nonchè per il grado di sviluppo. Identica in entrambi le forme è la grossezza della fronda, il suo modo di ramificazione, la forma e la lunghezza delle arti- colazioni, il colore. Soltanto gli esemplari di Napoli, favoritimi dalla Signora Favarger, differiscono alquanto dagli altri per avere gli ultimi segmenti prov- veduti di rametti unilaterali, ci(j che m'indusse a riferire, fra i sinonimi della specie qui descritta, anche la Gr. rcuneìlosa Kg. Noterò per ultimo che la Gr. fnrzellata disegnata . OGl. — Tah. Phyc, XII, 31, c-d. 91 Gallithamnion tenue Harv. Ner. doì\ amer. Ili, p. 130. Abit. Alto Adriatico a Venezia (Zanardini). Per la sottigliezza della iVonda ricorda la Gr. fiircellata , dalla quale però si distingue facilmente per il modo di ramiilcazione. HJlLURUS Kg. Frons jlUfofmis ramosa, articnlata, monosiiìhonia, ramellis al- 'breviati's mcurvis verticiUatis vestita. Favellae saejte plures 'oerticillo ramellorum fronclis suffultae, in ramulo dbhremato terminales. Tetrasporae interiore latere involucri, ramellis incicrvis frondis constittcfi, ]}lurimae siìliaericae triawjule di- visae. Antheridia eundcni locum tetrasporaruni occupantia, itidemq;ue invohicrata, glomendis celhdarum minntissimarum constantia. Halurus Kg. Phyc. p- 37i. — Rare. Phìjc. òr. T. LX VII. — J. Ag. Sp. II, p. 89. Griffithsiae S2). Auct. — Vertigillaria Cfratel. Fronda filiforme, spongiosa, ramosa, costituita da un asse arti- colato composto di una semplice serie di cellule sovrapposte e da ramoscelli pure articolati, incurvi, dicotomi, disposti a verticillo attorno alle giunture delle articolazioni del tu])0 assile, che rivestono in tutta la sua estensione. Favelle svolte in ]3arecchie verso gli apici di brevi rametti e circondate dai ramoscelli costituenti il supremo verticillo degli stessi rametti. Tetraspore sferiche, divise a triangolo, numerose e sparse verso il lato interno di ramoscelli verticillati co- stituenti un involucro svolto verso gli apici di brevi rametti ascellari denudati. Anteridi occupanti lo stesso posto delle tetraspore e simil- mente involucrati, composti di cellule minutissime agglomerate in piccole masse. HALURUS EQUISETIFOLIUS fLìghtf.J Kg. Hai. frondihis vage et qiioqnoversiim ramosis, ramellis incttrvis fiircatis dichotomisDe dense vestitis ; articidis ramellorum diametro kr^plo longiorihus. 93 Halurus equisetipolius Kg. Pliyc. p. 374. — 8p. p. 662. — Tal). Phyc. XII, 34, //. — /. Ag. Sp. II, p. 90. Griffithsia equisetifolia Ag. iSp. II, p. 133. — J. Ag. Alg. med. p. 78. — Montg. FI. (TAlgèr. p. 144. Vertigillaria equisetifolia Grateì. mscr., (fide J. Ag.), Conferva equisetifolia Lightf. — Dillw. Con/, tàb. 54. Halurus simplicifilum Kg. Sp. p. 663. — Tal). Pliyc XII, 34, /. Griffithsia simplicifilum Ag. Sp. II, p. 134. Abit. Tirreno a Livorno (Erb. Trevisan). Benché comune nell'Oceano questa specie è rarissima nel Mediterraneo, se puro oggigiorno non è scomparsa intieramente dall'unica località di questo mare in cui è stata veduta. €ROtJiiMI4 /. Ag. Frons feretiuscula ramosa, axi artimilato monosiplionio nudo avi jibris articulatis angustiorilus corticato, ramiscpiie verticilla- tis dicliotomo-fastigiatis invìcem liheris, stratnm siihcontìnuum peripliericum initio formantihis, demum distantihns , consti- tufa. Favellae ramiilo Grecissimo sujfnltae suUaterales autin longiore terminales, ramellis cinctae. Tetrasjìorae in ramvlis sessiles spliaericae et trianguìe divisae mine oUongae et cru- ciatiììi subdivisae. Antlieridia cellulis hyalinis ad apices Jilo- lorum peripliericorum evolutis, constitv.ta. Crouania y. Ag, Alg» med. p. 83. — Sp. II, p. 104. — Epicr. p. 83* Mesoglojae sp. Ag. et Anct. — Giuffithsiae sp. Ag. Sp. — Cal- lithamnii sp. Kg. Frondi arrotondate, gelatinose, in più modi e per ogni verso ramose, costitnite da un asse articolato monosiionio nudo o percorso longitudinalmente da sottili fibre articolate e da uno strato perife- 93 rico composto di rHiaetti dicotomo-fastigiati, scambievolmente liberi, disposti attorno alle giunture del tubo assile in verticilli ora assai appressati ora distanti a guisa di nodi. Favelle solitarie od appajate, ora sostenute da brevissimi rametti e quasi laterali, ora svolte agli apici di rametti più lunghi, in ogni caso circondate dai filamenti dello strato periferico, Tetraspore sessili, sferiche, col nucleo diviso a triangolo, oppure oblunghe col nucleo trasversalmente bipartito come in quelle imperfettamente divise a croce, svolte verso la base dei rametti periferici. Anteridi costituiti da cellule jaline svolte verso gli apici dei filamenti periferici. A questo genere, dapprima fondato per la Mesogloja attenuata Ag., poste- riormente Gr. Agardh riferì parecchie specie dell'Oceano Australe ed il Bornet una nuova specie da lui raccolta a Biarritz e che trovasi eziandio nel Medi- terraneo , cosicché ora le Crouania note non sono meno di nove. — Per la struttura della fronda le Crouania ricordano le Diidresnaja e le N'accana, ma per i caratteri della fruttificazione sono ben distinte e da queste e da quelle. 1. CROUANfÀ ATTENUATA fAg.) J. Ag. Or. frondihus f 2-4/1 00 J/. long. 3fl0 3Im. cross.) j)ì/mmidaHm ramosis sursum affenuatis nodtdosis, rmnìs ^atentllus decom- positis ad geniada l'erficillathn ramellosis, ramellis tri-dìcho- tomis fasciculatim adiwoximatis ; aHiculis rameìlornm ad ge- nicula contractis, intimis obovatìs diametro majori 'parum ìongiorihns ; ietras])oris trìangide divisìs. Crouania attenuata ,/. Ag. Alg. med. j). 83. — /S^;. //, 'p. 105. — Epicr. lì. 84. — Ai'dìss. e tSfrqf. Enum. Alg. Lig. p. 174. Mksogloja attenuata Ag. Syst. p. 51, {fide J. Ag.), Callithamnion nodulosum Kg. Pligc. p. 373. — Sp. p. (i51. — Tal. Phgc. XI, 90, /. GmFFiTHsiA NODULosA Ag . Sp. II, p. 136. Callithamnion condensatum Kg. Tal). Pliyc. XI, p. 28, T. 89, II. G. Batraghospermum Kg. l. e. I, 91 Crouaxia Solierii De Nof. Nod. Algol, p. 7(). / — Diif. Elenc. Alg. Lig. N.° 94./ — Eri). critL Hai. Ser. I, iV.° 751. Cr. densa Eeinsch Contril). p. 54, T. 40. Abit. Golfo di Lione al Capo Groisetto presso Marsiglia (sec. Castagne); Mare ligustico, qua e là in tutta la Liguria occidentale; Tirreno a Palermo (sec. Kny), nel Golfo di Napoli (sec. Falkenberg); Alto Adriatico sulle coste dell'Istria (Titius). Cresce per lo più su altre alghe, ora Innalzandosi sino a due, tre od anche quattro centimetri, ora mantenendosi all'altezza dì appena pochi millimetri. _Le frondi sino dalla base mostransi provvedute di rami assai aperti, decom- posti, distribuiti per ogni verso senza alcun ordine preciso, più brevi verso l'alto. I ramoscelli verticillati che ne costituiscono lo strato periferico , hanno l'altezza massima di un decimo di millimetro, ed alla base il diametro di due o tre centesimi della stessa misura. Essi sono tri-dicotomi ed assai assottigliati agli apici, costituiscono dei fascetti che dapprima si distaccano dall'asse quasi ad angolo retto e quindi si piegano verso l'alto. Nelle parti più giovani questi ramoscelli si accostano così da nascondere intìeriamente l'asse, ma nelle parti più adulte, mantenendosi distanti, rendono la fronda nodosa. Le articolazioni assili ora hanno la forma di un uovo rovesciato, ora sono cilindriche alquanto ingrossate verso le estremità e lunghe quanto due volte il loro diametro. Verso l'alto però esse sono sempre assai più brevi. Le articolazioni dei ramoscelli periferici sono cilindriche , ora ristrette ora ingrossate alle estremità , ed in lunghezza non superano mai il doppio del loro diametro. Le tetraspore secondo G. Agardh sarebbero divise a triangolo, ma nei miei esemplari esse mostransi semplicemente bipartite mediante una sezione trasversale. Del resto esse hanno forma elittica e sono assai grosse relativamente alle dimensioni della pianta, misurando i loro due diametri cinque ed otto centesimi di millimetro. La so- stanza della fronda è gelatinosa, cosicché aderisce tenacemente alla carta colla diseccazione. Il colore è di un purpureo sbiadito che imbi-unisce negli esem- plari diseccati. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. 2. CROUANIA SGIIOUSBOEI Thur. Or. frondihus fl;10 31. long. 5-6/10 Mm. crass.) 'pyramidatim ra- mosis snrsum attenuatis nod.ulosis, ramis patentissìmis vagis (lecomposifìs, ad genicida verticìllatim rameMosis, ramelUs di- 95 cliotomis moìlissimis horhontaUhvs; articulis mmeìlomm dia- metro 2-^ìo longlonhus, articulis intimis ad genicula vix contradis, diametro stil) duj)lo longiorìhis, Crouania Sghousboei TJmr. mscr. -^ Ardiss. ^^ii due sp. n. in Ren^ diconti del R. Istit. lomh. Serie II, voi. XIIL -^ Bornet et TJnir, lYot. Alg. II, p. 185, T, XLIX,l Abit. Tirreno all'Isola d'Ischia (Signora Favarger). nn..^'-'°'''^' sono alte sino un dechnetro e grosse circa mezzo millimetro o poco più esse mostransi assottigliate verso l'alto, piramidato-ramose decom- poste, ed I rami di qualsiasi ordine, che sono sempre assai aperti, pi^oceTono 1^1- ogni verso e compariscono distribuiti in più modi. I rametti v Sati che partono dalle giunture delle articolazioni assili , sono tenu s mf d asla de jcati. Essi ramificandosi per dicotomia formano dei fascetti eh a stonda della regione della fronda su cui si esaminano, misurano da un decimo ad un quarto di millimetro di altezza. Questi rametti si distaccano ad a'oT ret^o ma per l'espandersi delle loro ramificazioni, quelli di ciascun ^^rMlo nei mmi, vengono a toccarsi con gli altri dei verticilli contigui. Le arUcotion di CUI sono coixiposti, verso gli apici misurano appena un duecen es Z^^^ millimetro di diametro e mostransi torulose, più o meno allun"T tXoltt quasi moniliformi. La parete cellulosa che le riveste é estremam nl^ ditta icche appariscono costituite da masse di endocroma discontinue Le art?' Nerflr^^-^ appena un poco ristrette versale g^untu" Nelle fiondi primarie esse nanno la grossezza di circa un terzo di miUim tÌo la pai-ete assai crassa e percorsa da fibre longitudinali articolate Qu se aHi' ^r ZsLSq:^!:;;^ s^^--- ^^ --^° - -^^^ dei fascetti di filamenti periferici orizzontali:'l:sic^ch e roncli"; .iiSt" giunture, ma eziancho su tutta l'estensione de^li infp,.^f,-.; /"'^ ^^^^o Z*^ quesfulttoa regione la densità dei ...nosoeUi ^'alfmi™;. """*™^" ™ vivi nnr.i«ni; T . . conno gli altri, in modo da costituire auasi no 1 cjstoeaipi e compariscono sotto forma di vescichette composte di poche articolazioni assai brevi, circondate dai filamenti dello strato periferico. I.e tetraspore rimangono tuttora ignote. La consistenza della fronda è gelati- nosa. Il colore è di un bel roseo violaceo pallido. Raccolta a Tangeri dallo Schousboe sino dal 1829, questa specie venne in seguito (1808) riveduta a Biarritz dai Sig. Bornet e Thuret. Thuret le diede il nome e la descrisse, ma la sua descrizione rimase inedita sino all'epoca della stampa del 2.° fascicolo delle Notes AJgologiques. Questi dettagli che io potei ottenere dalla gentilezza del Dott. Bornet da me consultato in proposito prima della pubblicazione del citato fascicolo delle Kot. Alg , mi tolsero la briga di creare un nuovo nome per l'alga in discorso quando io per primo ne pubbli- cava la descrizione nei Rendiconti del R. Istituto lombardo. CER^MBUil Lyncjh. Frons Jiliformis, dicTiotoma a ut pìnnatim ramosa, articulata, mo- nosijìhonia, ad genicula strato cellidarum definito aut decur- rente et interstitia oMucente corticata , celluìis geniculorum nullo ordine disjjositis. Favellae ad ramulos sessiles, ramellis conformihus plnrihus involucratae. Tetrasjiorae morjììiosi cel- lularum corticalium formatae, lìlii^s minus extra stratum cor- ticale p'ominentes, spliaericae , triangule divisae. Antheridia ad siqìerficiem ramulorum extensa. Geramium Lyngb. Hydr. Dan. jp. 117, {excl. sp.). — J. Ag.SjJ. II, ^. 113. — Ilormoceras, Gongroceras , Trichoceras", Ecliino- ceras, Acanthoceras et Geramium Kg. Frondi filiformi, articolate inonosifonie, dicotome e spesso late- ralmente ramose, provvedute verso le giunture di uno strato corti- cale costituente delle zone e composto di due strati di cellule, delle quali quelle più esterne sono minute, rotondate, intensamente colorate, disposte senza alcun ordine distinto, e le altre ampie, rotondato-an- golose e quasi scolorate. Zone ora tutte nettamente distinte e separate da interstizi nudi per lo più lucenti, ora, per lo scorrere e diradarsi delle loro cellule periferiche marginali, quasi riunite l'una con l'altra [zone decorrenti) od anche conjlnenti in modo da formare uno strato corticale continuo o quasi. Cellule corticali periferiche spesso trasfor- mate in peli od in setole ed in alcune specie, verso le giunture, co- stantemente in peli continui od articolati. Segmenti terminali della fronda raramente semplici o semplicemente forcuti, per lo i)iù forcuti «>7 e forcipati , spesso circinati agli apici. Favelle laterali , sessili , cir- condate da un involucro costituito da parecchi rametti simili alle frondi primarie , semplici od appena divisi , alti quanto il frutto o più. Tetraspore provenienti dalla trasformazione delle cellule corti- cali, ora sporgenti ora immerse, sferiche, divise a triangolo. Anteridi distesi, sotto forma di uno straterello di cellule incolore minutissime, alla superfìcie delle porzioni più giovani della fronda. L'instituzione del genero Ceramium rimonta al 1780 ed è dovuta a Wiggers, ma quest' autore estese questo genere in modo da comprendervi le cose più diverse. In seguito Carlo Agardh (Syn. p. XXVI) lo circoscrisse meglio senza tuttavia restringerlo nei suoi naturali confini, come fece poco dopo il Lyngbye quasi felicemente. Da ultimo il Kùtzing lo smembrò in ben otto generi, che però oggigiorno vengono generalmente rifiutati. Fra i vari generi nei quali il Kùtzing ebbe a smembrare i cerami, il genere Trichoceras, clie sarebbe caratterizzato dai peli sparsi sulla fronda, dev'essere il primo a proscriversi, poiché nulla avvi di più incerto della presenza di questi peli, alcuni dei quali non raramente veggonsi sparsi qua e là anclie su specie che non sono abitua,lmente pelose, fformoceras e Gongroceras a mio avviso appena possono costituire una sola sezione, e così pure Bchinoceras ed Acan- thoceras. In quanto alla limitazione delle specie di questo genere, credo che ove si volesse tener conto di tutte le variazioni che esse presentano, si potrebbe an- cora accrescere il numero già stragrande delle forme che vennero proposte come autonome da parecchi autori, ed in ispecie da Kutzing e Meneghini. Ma quantunque io stesso in passato abbia accettate non poche delle supposte specie Kùtzingiane e Meneghiniane , pure ora ritengo che convenga ridurre queste forme in gruppi abbastanza caratterizzati perchè possano riconoscersi con sicurezza. Le specie indicate nel sottoposto Prospetto sinottico credo che soddisfino a questa condizione, ma forse non sono tutte di autonomia incontestabile. I Ceramium elegans e C. strictum si avvicinano così , mediante un' infinità di forme intermediarie, che riesce assai difficile di stabilire un limite preciso di separazione fra l'una specie e l'altra. Cosi pure i C. Kellneì'i e C. fastigiatwn, benché assai differenti per l'aspetto, pure al microscopio giungono a rassomi- gliarsi in modo che si sarebbe tentati di fonderli in una sola specie , ove il carattere della diversa distribuzione delle tetraspore non fornisse un buon dato distintivo. Fra le specie non ancora abbastanza note, perchè si possano con- siderare come di sicura autonomia, si può per ultimo citare il C. radiculostim, che io conosco soltanto nello stato secco e che ho da ima sola località. 08 PROSPETTO SINOTTICO DKLLK SPECIE DEL GENERE CERAMIUM. SÉz. 1.* Hòrmocéras. _ Honnoceras, Gongi-oceras Kg. Strato corticale interrotto, zone inermi. 1. Zone tutte distinte, tetraspore disposte a verticillo at- torno alle giunture, immerse; involucro delle favelle costituito da 3-5 rametti semplici appena più alti del nucleo, C. diaphanuìti involucro delle favelle costituito da rametti assai più alti del nucleo, C. elegans » » » » » C. strictVAìi involucro delle favelle costituito da rametti forcipati quasi disposti ad ombrella. C gracilUmum 2. Zone tutte distinte, tetraspore prominenti; zone nodiformi, artic. iuf. cuneate, C. temUssimnm zone appena nodiformi nella porzione inferiore della fronda, artic. inf. ellittiche, C. Kellneri zone brevissime, art. inf. quasi ovate, C. J'astigiatuu zone nodiformi, art. inf. non cuneate. C. radiculostiu 3. Zone superiori confluenti; zone inferiori distinte, C. Biasolettiamim zone inferiori decorrenti. ' C. circinatum Sez. 2.^ Phleoceras, — Ceramium Kg. Strato corticale continuo. C. rubrum » » » C. Derbesii Sez. 3.^ Echinoceras. — Ecliinoceras, Aconthoceras Kg. Strato corticale interrotto, zone aculeate ; aculei articolati, llaccidi, C. ciliatum aculei inarticolati, rigidi. C. ecMonotura Sect. l.^HormoceraiS {HormocerasKg., Gongroceras Kg.) . Strato corticali interruyto, lonis inermihus. 1. Zonis omnibus distinctiSj tetrasyoHs circa genicula verticillatis immersis. 1. CERAMIUM DIAPHANUM (Lightf.J fìoth. O.frondibus f5-l 5/100 J/. long. 20-4(i/l(i0 jI/w. crass.) dichotomis et suUateraliter ramulosis, segmenti^ erecto-patentìhns termi- (Mi wdihusforcijKito-eredis; artkuUs inferìovihns (ìimnefro 3-4^?o, mediis 2-Sj)lo ìongiorihns , super lorihìis aecpiaUlus, zonis om- nibus distinctìssimis, interstitiis pelhicidis ; tetrasporis sim- ulici serie circa genicula Terficillatis;favellis lateralihis, in- volucri rameUis 3-5 simplicihcs favellam vico superaniibus. Geramium diaphanum Rotìi Cai. Ili, p. 154, {sec, aiict.). — Ag. Syn. p. 61, et /Sj). II, y. 151, (excl. p.). — J. Ag. Alg. med. [}. 81. — Sp. II, p. 125. — Montg. FI. d'Algér. p. 146. — Ardiss. Enum. Alg. Ancona p. 23. — Hauch Alg. Triest in Oesterr. bot. ZeifscJi. 1875, ^j. 247. / Conferva diaphana Liglitf. FI. scot. p. 996, fjlde J. Ag.). Geramium diaphanum pulghellum Ardiss. FI. ital. I, 2, p. 36, (spec. Ancon.). HoRMOGERAs PULGHELLUM Kg. )Sfj). j). 676. — Tab. Phyc. XII, 75, d-li. H. MONiLiFORME Holienacli. Meeralg. iV." 533, non Kg. Tal). Phyc. XII, 69, //. Abit. Mare ligustico e Adriatico; Mediterraneo occid. sulle coste dell'Algeria (secondo gli autori). Sugli scogli e su altre alghe, nella prima zona di profondità. Costituisce dei cespugli poco densi che misurano sino dieci od anche quin- dici centimetri di altezza. Le frondi in grossezza eguagliano da due a quattro decimi di millimetro, ma verso l'alto mostransi notevolmente assottigliate. Esse riescono dicotome e quasi lateralmente ramose , coi segmenti diritti , di- scretamente aperti, forcipati agli apici. Le ai-ticolazioni inferiori in lunghezza per lo più superano di tre volte il loro diametro, raramente si allungano sino al punto di superarlo di quattro volte. Quelle mediane sono un poco più brevi e quelle superiori mostransi ancora più brevi, tantoché in lunghezza eguagliano appena il loro diametro. Le zone compariscono tutte ben distinte, pochissimo rilevate, di altezza eguale a circa due terzi del diametro. Esse trovansi sepa- rate da interstizi jalini e lucenti che, nelle porzioni superiori della fronda, di- ventano brevissimi e leggermente colorati in purpureo violaceo. Le tetraspore in iscarso numero si svolgono attorno alle giunture e si dispongono su di una serie semplice. Le favelle nascono in rametti laterali e trovansi circondate lf)0 da un involucro costituito da 3--"} rametti indivisi , la cui alte^iza di poco su- pera quella del nucleo. La consistenza della fronda è rigidetia , alquanto flaccida nelle parti più giovani che colla diseccazione aderiscono bene alla carta. Il colore è purpureo scuro o violaceo cupo e qualche volta si comunica alla carta su cui è preparata la pianta, come è proprio di più specie di cerami. Secondo gli autori cresce eziandio nell'Oceano Atlantico e nei mari australi. La specie che ho qui descritta e che corrisponde al Ceramiiim diaphannm di Roth, ha caratteri abbastanza costanti perché si possa sempre distinguere con sicurezza da quelle affini. Ad essa Carlo Agardh riferì erroneamente il C. elegans Duchiz. che come si vedrà in seguito deve costituire una specie distinta. Anche il C. arachnoideum, considerato dallo stesso autore come una varietà del C. diaphanum, deve piuttosto avvicinarsi al C. tenuissimum. * h'Hormoceras diaphanum di Kiitzing è certamente diverso dal C. diapha- num Roth e pare doversi riferire al C. strictum Grev. et Harv. Quest'errore del Kùtzing generò una strana confusione nella determinazione dei cerami mediterranei , ed io stesso nella mia Rivista dei cerami italici (FI. ital. I, 2) avendo preso le mosse da una base erronea, non potevo giungere che a delle conclusioni totalmente sbagliate. Al C. diaphaìmni Roth corrisponderebbe piuttosto V Hornioceras pnlchellum Kg. il quale perù non è Identico al mio H. pulcheìHm di Sicilia. Tuttavia anche quest'ultimo credo che non si possa separare dalla stessa specie. U Hormoceras monili/orme Kg. (Sp. Alg. et Tab. Phyc) pare possa appar- tenere al C. elegans, ma VE. monili/orme pubblicato dallo Hohenacker nelle sue Meeralgen è invece il vero C. diaphaniirii Roth. Probabilmente oltre V Hormoceras pulchcllum altre specie ancora, come H. cateniforme (Toh. Phyc. XII, 7i, e g) e //. silipiosum (l. e. 76, a-c), do- vranno riferirsi al C. diaphanum. Per ultimo aN'vertirò che quantunque il C. diaphanum nanum della mia Rivista dei cerami italici ora inclini a considerarlo come una forma del C. gra- cillimum, e nella Emmierazione delle Alghe di Liguria sia detto che questa sola forma trovasi nel mare ligustico, pure nel Catalogo delle alghe di Liguria deve tattoj'a figurare il vero C. diaphanum , che io ho trovato nel porto di Genova nello stato di fruttificazione tetrasporica sino dal Marzo ISVf), ma che prima d'ora non avevo potuto determinare con sicurézza. 2. CERAMIUM ELEGANS Duduz. 0. frondihus ("G-D/lOO M. long. 15-20/100 3fm. crass.) dichotomis segmentis erecto-patentihiis terminaUhts forcipato-erectls; ar^ tiailis inferiorihìts diametro '^-^2^lo longioHbus Inter stitìis ^elhicidis, zonis distinctissimis tumentiMs diametro hreviori- hus j tetras^oris s?fh dujjJici serie circa genicnla reriicilìatls; ÌOl favelUs in ramuìo suhtermìnaUhis , invohicri ramellis suMi- visis favellam longe suj^eì'anfibiis. Geramium elegans Ducili:. Ess. jp. 53, {excl. syn. et var.). — J. Ag. S]o. II, lì. l^i. — Eri), crift. ital. Ser. II, iV." '279. C. DIAPHANU.M BREVTARTIGULATUM Aì'dìSS. FI, itul. I, '2, J). 3G. C. DIAPHANUM ATTENUATUM ArdiSS. l. C. G. ATTENUATUM Meìiegli. in Cfiorn. lot. ital. 1844, j>. 182. / HoRMOGERAs POLYGONUM Kg. Tal). Pliyc. XII, i). 21, T. 67, c-e. H. PYGMAEUM Kg, Sp, p. 076. — Tal). Phyc, XII, 75, a-c, H. MONiLiFORME Kg. tu Limi. 1841, j;. 733. — Phyc. T. ^^,fig. 9. — S]), p. 675. — Tah. Phyc, XII, 69, e-i. H. POLYGERAs Kg. ili Linti. 1842, ;p. 732. — S^). X). 674. — Tab, Phyc. XII, 66. Trighogeras glavatum Kg. Toh. Phyc. XIII, p. \, T. l,f. c-d. GONGROGERAS GYMNOGONIUxM Kg. iS^J), p. 679. Geramium gymnogonium Menegh. in Giorìi. hot. ital. 1844,^;. 183. — Afdiss, e iStraff, Enum. Alg, Lig. %), 176. G. gapitellatum De Not. herl. ! — Dtcf. Elenc. Alg, Lig. iV." 101. .' Abi^ Golfo di Lione, Mare ligustico, Tirreno, Ionio e Adriatico. Frequente in primavera ed in estate sugli scogli a poca profondità. Le frondi per lo più sono alte appena pochi centimetri, grosse circa due decimi di millimetro, e verso l'alto un poco assottigliate. I segmenti, nei quali si dividono per dicotomia, compariscono diritti, piuttosto aperti, forcipati agli apici, talvolta anche proliferi. Le articolazioni inferiori comunemente in lun- ghezza superano di tre volte la misura del loro diametro , ma spesso compa- riscono anche un poco più brevi , tanto da superare il diametro soltanto di 103 (lue volto, r.o zone sono tutto ben distinto, più o mono turgido, qualche volta quasi nionilifin'mi. La loro altezza è sempre inferiore al diametro. Gli inter- stizi niostransi j alini e lucenti , ed anche nelle articolazioni superiori , le quali in lunghezza non superano il loro diametro , essi risultano abbastanza distinti per separare nettamente ciascuna zona da quelle contigue. Le tetra- spore nascono attorno alle giunture ove trovansi disposte senza alcun ordine fisso, ora su di una sola serie, ora quasi su due serie distinte. Le favelle si svolgono sotto gli apici dei segmenti terminali od in rametti laterali e tro- vansi circondate da un involucro per lo più costituito da 3-5 rametti che su- perano di parecchie volte l'altezza del nucleo e che qualche volta risultano anche ulteriormente ramificati. La consistenza della fronda è alquanto rigi- detta specialmente nelle parti più adulte le quali colla diseccazione aderiscono debolmente alla carta. Il colore è di un purpureo ranciato o purpureo violaceo più meno intenso. Cresce anche nell'Oceano Atlantico. Sì distingue facilmente dal C. diaphanum per la fronda più gracile, per le zone più o meno turgide, nonché per i ramoscelli costituenti l'involucro delle favelle, i quali anziché superare appena l'altezza del nucleo, la oltrepassano di parecchie volte. Il C. attenuatum del Menegliini, di cui ho potuto consultare degli esem- plari autentici, credo che non si possa distinguere da questa specie, quantunque secondo la descrizione datane dall' autore abbia le articolazioni inferiori più allungate. h'Hornioseras pohjgonum Kg., secondo la figura datane dall'autore, sembre- rebbe non potersi distinguere dal C elegans , ma il C. pohjgonum della mia Rivista dei cerami italici , corrisponde meglio con H. gracilliniuni Kg. di cui sarà questione fra poco. Il C. pohjceras, od almeno la forma chrj io ho indicata con questo nome nella mia Rivista dei cerami italici , potrebbe costituire una varietà distinta per la maggiore brevità delle articolazioni , per la turgidezza marcatissima delle zone che talvolta superano anche il loro diametro in altezza e che in alcuni tratti della fronda si fanno confluenti, nonché per gli apici diritti e per le numerose, tenui e brevissime prolificazioni che trovansi sparse qua e là sulla fronda. È una formi, ben distìnta dn, tutte le congeneri anche per l'aspetto. Ad essa pare si possa anche avvicinare il Gongroceras macrogonium Kg. (Tah. Phyc. XII, p. 26, T. 82). In quanto al C. gymnogoniuni, rimettendomi al parere di parecchi autori, lo considero come una forma mostruosa della specie qui descritta. Del resto il carattere delle favelle nude si riscontra eziandio in altre forme [C. acrocar- fum Kg., C. splnulosam Kg.) che sembrano appartenere al C. diaphamim. 5. CERÀMIUM STRICTUM Grev. et Ilarv, 0. ftondibils (^2-8/100 J/. long. 2-4;10 Mm. crass.) r egida? Iter cU- choiomo-decoììijjositis fastìgiatis, segmentis erecto-jiatentihns terminalihis forcÌ2ìotis; artiaUis iìifei'iorihns diametro S-ìJjilo ìongiorìlms, zonis àisiinctissimis diametro hreDÌorihis , inter- stitiis elongatis ])ellìiciilis ; tetras])orìs simplici serie verticil- laiis; favellis in segmento laterallhus involncri ramellis elon- gatis 2^lurimis favellam demum long e snjìeranti'bus. Geramium strigtum (jfev. et Harv. — J. Ag. S_p. II, p. 123. — Ardiss. e Btraff. Enum. Alg. Lig. ']). 17G. — Etò. crìtt. ital. Ser. I, iV." 34. GoNGRocERAs PELLUGiDUM Kg. S2h ]). 678. — Tal). Phìjc. XII, 78, a-c , [excl. syn.). — Ralenh. Alg. Sachs. N.° 753. HoRMocERAs DiAPHANUM Kg. iìi Unn. 1842, ^;. 733. — Sj^. p. G75. — Tal). Pliyc. XII, 68, a-f. H. Gatenula Kg. Tal). Pliyc. XII, 70, e-g. Geramium diaphanum gracile Ardiss. FI. ital. I, 2, ^. 36. G. GAPiLLAGEUM MenegJi. in Oiorn. lot. ital. 1844,^. 182. / — Ralìenli. Alg. Euro2). iV.° 1133. Abit. Mare ligustico, Tirreno, Jonio, Adriatico. Frequente in primavera sulle foglie della Zostera e su varie alghe che crescono a qualche profondi tea. Si trova spesso con entrambe le fruttificazioni. Le fi'ondi ora gracili ed alte appena pochi centimetri , ora grosse sino a quattro decimi di millimetro ed alte quasi un decimetro , mostransi regolar- mente e ripetutamente dicotome, fastigiate, forcipate agli apici, talvolta prov- vedute di rametti laterali sparsi. Le articolazioni inferiori in lunghezza per lo più superano il diametro di tre o quattro volte, ma in alcune forme sono anche più allungate. Le zone mostransi tutte distintissime, poco o punto spor- genti e di altezza minore del diametro. Gli interstizi sono jalini, lucenti, ed anche assai allungati in conseguenza della brevità delle zone. Le tetraspore si dispongono a verticillo verso il mezzo delle zone, sulle quali riesono più o meno sporgenti, ma talvolta, per imperfetto sviluppo di una parte di esse, se ne vedono soltanto alcune in ciascuna zona , cosicché quasi compariscono unilaterali. A tale circostanza prohahilmente è dovuto che ad una forma di questa specie (Gongroceras pellucidnm) sia stato attribuito il carattere delle tetraspore unilaterali. Le favelle nascono in rametti laterali ed hanno l' involucro costi- tuito da parecchi ramoscelli che le superano anche di parecchie volte in al- 8 lOi tezza. La consistenza della fronda varia col variare dell'età e delle condizioni di sviluppo della pianta. Il colore è di un bel roseo più o meno intenso od anche di un bel purpureo violaceo che si conserva bene negli esemplari diseccati . Trovasi anche sulle sponde orientali ed occidentali dell'Oceano Atlantico. Si distingue dal C. elegans per la maggiore lunghezza delle articolazioni inferiori, perle zone non turgide e per gli interstizi più allungati. Oltre a ciò, secondo Giacobbe Agardli, il C. strictum differirebbe dal C. elegans per avere le tetraspore disposte su di una serie semplice , anziché su di una serie quasi duplice. Del C. strictnm G. Agardh ne distingue due varietà, ma a queste se ne può aggiungere una terza distinta dal Thuret (v. Zostericoìa Tlmr. in Le Jol. List. alg. Cherh. p. 420) e che corrisponde al C. diaphanum minor Crouan (in Desmaz. PI. crypt. N.'> 1008). Anche questa varietà, insieme ad alcune forme più tenui e ad altre più robuste, trovasi nel Mediterraneo. Mi sono astenuto dal citare fra i sinonimi del C. strictum il Gongroceras strictum Kg. (Tal. Phyc. XIL, 78, de) la cui figura poco vi corrisponde. Al C. stHcUim piuttosto rassomiglia il Gongroceras pelltccidum, dal Le Jolis erroneamente riferito al C. tenuissimum , forse sulla fede del Kùtzing che a torto cita C. nodosum Harv. come sinonimo di G. pellucidiim. Anche VHormo- ceras diapìianum Kg. ed il C. capillaceum Menegh., di cui lio potuto consultare esemplari autentici, non si possono distinguere dalla specie qui descritta. -Il C. capillaceum pubblicato dal Rabenhorst non è identico a quello del- l' erbario INIeneghini, ma entrambi le forme però vogliono essere riferite ad una stessa specie. var. loreTTi sk,rrtXG\xl.s^t\xjDci.9 articuUs inferiorlhus dia- metfo^^lo longioribìis, zonis distinctissimis, parum tumidulis, diametro Ireviorihns, mterstitiis ^ellucidis. HoRMOGERAs DiAPHANUM Holiendck. Meerolg. N.^ 532. — Ardiss. Enum, Alg. Sicil. N."" 124, non HolienacTi. Meeralg. i\^." 329. Ceramium diaphanum gragillimum Ardiss. FI. ital. /, 3, p. 36. HoRMOGERAS GRAGILLIMUM Kg. ìu Limi. 1842, ^A 733. — Sj^.p. 675. — Tal. Phyc, XII, 68, g-Jt. — HohenacJi. Meeralg. N^ 367, non C. GRAGILLIMUM Oriff. et Harv. Ceramium polygonum Ardiss. l. e. HoRMocERAR PATENs Kg. — HolienacJi, Meeralg. iV." 328. Ceramium patens Menegh. in Giorn. lof. Hai. 1844, j»;. 182. 105 Abit. Alto Adriatico, Jonio e Tirreno. Misura circa mezzo decimetro in altezza e tre o quattro decimi di milli- metro in grossezza. Le frondi sono dicotome , talvolta prolifere , alquanto as- sottigliate verso l'alto ove compariscono forcipate. Le articolazioni inferiori misurano in lunghezza circa il doppio del loro diametro, ma quelle superiori risultano assai più brevi. Le zone mostransi tutte distinte ed un poco turgide. La loro altezza é sempre inferiore al diametro ed anzi per lo più non giunge che a superarne appena la metà. Gli interstizi sono lucenti ed jalini. Le te- traspore si svolgono attorno alle giunture, sono relativamente assai grosse e ({uasi sporgenti. La consistenza della fronda é membranaceo rigidetta. Il colore è di un rosso carneo piuttosto pallido. Questa varietà si distinguerebbe per la brevità delle articolazioni inferiori e per avere le zone alquanto turgide, il qual ultimo carattere l'avvicina anche al C. elegans , che per conseguenza si troverebbe ad essere assai affine al C. strictum. * A. CERAMIUM GRACILLIMUM Gnf. et Ilarv. C. caesintosuw, Jlaccidissùnum, pmyureum ; frondilus (^1-2^100 M. long. 10-12;100 Mm. crass.) dichotomis saepe ramìilisque la- ter alihus óbsitis ; artìculis inferiorihcs diametro ^-Qplo lon- gioTibus Inter stitiis liyalinis lonis hrevissimis , artìculis su- periorihis diametro subaequalilus ad genicula nodosis inter- stitiis ablrematis jgulclire violaceis ; tetrasporis sicbverticillatis ; favellis in ramulo sulterminalthus, ramellis invoUicrantihcs elong atis forcij^atis plurimis patenter ìirnhellatìs. Geramium GRàciLLiMUM GHf, et ffarv. — J. Ag. S]). II, p. 118. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 176. — Eri. critt. ital. Ser. II, N° 71, 768, non Hormogeras gragillimum Kg. G. DiAPHANUM NANUM Ardiss. FI. ital. I, 2, p. 36. G. DIAPHANUM TENUE ArdiSs. l. C Hormogeras flaggidum Ifarv. — Kg. Tal*. PJiyc. XII, p. 21, T. 69, a-d. Geramium flaggidum Ardiss. l. c.jp. 40. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. ^;. 176. Hormogeras purpureum Ardiss. Enum. Mg. Sicil. N.^ 125. lOG Abit. Golfo di Lione a Marsiglia; Mare ligustico; Tirreno sulle coste della Corsica, della Sardegna (sec. Piccone); Jonio ad Acireale in Sicilia; Basso Adriatico a Bari (Castracane). Nella prima zona di profondità; tutto Tanno. Tro- vasi in primavera con la fruttificazione polisporica. Cresce per lo più su altre alghe alle quali qua e là sì attacca mediante delle fibre radiciformi che talvolta in gran numero partono dalle giunture, e forma dei cespuglietti densi che per lo più misurano appena da dieci a quin- dici millimetri di altezza. È specie ben distinta da tutte le congeneri per la sottigliezza e flaccidità della fronda, per la brevità delle zone delle articolazioni inferiori, le quali però riescono più o meno allungate a seconda delle forme, per la grossezza relativa delle cellule corticali e finalmente per il colore pur- pureo assai intenso o violaceo che spesso si comunica alla carta su cui si prepara. Ne ho esemplari anche dall'Oceano Atlantico. La forma che io avevo dapprima distinta col nome di C. diaphanum narnim e che ho potuto raccogliere in gran quantità nel porto di Genova ed alla spiaggia dei Catalani presso Marsiglia, si distinguerebbe per le articolazioni inferiori più brevi, di tanto da superare appena di tre volte il loro diametro. In tutto il resto essa combinerebbe bene col C, gracillimum, ma io la conosco soltanto nello stato sterile. A questa forma si deve riferire il C. gracillimum pubblicato al N.° 7GS Ser. II dell'Erbario crittogamico italiano. 2. Tefrasjmris irrominentibus. 5. GERAMIUM TENUISSIVIUM J. Ag. 0. caespitosum, rigiclnisndmn ; frondihus {3-6/100 M.long. 1-3/10 Mm. crass.) dicliotomis ramidiscpie siésecundis oTjsìtis, seg~ mentis erecto-j)atentihus terminalìhus slmiMcihKS Del furcatis rectis ; articulis inferiorihns cnneatis (liometro h-7)plo longìo- rihits, su])erioribus diametro dìij)lo vel sesquilongioribìis, conis nodiformihis distinctissimis ; tetrasjmris siihinilateraìibiis. Geramium tenuissimum /. Ag. /S^. //, p. 130, oion Gongrogeras TENUISSIMUM Kg. C. DiAPHANU.M V. TENUISSIMUM Lynglj, Hgdì\ dan. p, 130. 107 Ceramium nodosum Harv. Phyc. Ir. T. 90. HoRMOGERAs KODOsuM Kg. /S^J.^;. G74. — Tah, Phyc. XII , 67, a-lj.7 Ceramium Or^inianum Meneglu Gìovn. dot itaì. 1844,^;. 183./ G. erumpens Menegli. l. e. ! Gongrogèras tenuigorne Kg. S^p. 20. 080. — Tal). Phyc. XII, 83, d-e. G. NODIFERUM Kg. ^iì. p. G78. — Tal). Phyc. XII, 79, d-e. non G. NODIFERUM /. Ag. Ceramium araghnoideum J. Ag. S2). H, P- H'i'. G. DIAPHANUM Y. ARAGflNOIDEA Ag. /S^. //, ]). 153. Abit. Mare ligustico a Diano nella Liguria occidentale (Strafforello) ; Tirreno a Palermo (Beltrani), ed a Ca- gliari (sec. Piccone); Mediterrano inf. sulle coste della Sicilia a Licata (Beltrani); Adriatico alla spiaggia di Cattolica (Galdesi) e sulle coste della Dalmazia (Erb. Meneghini). Estate ed autunno. Su scogli a poca profondità e sulle spiaggie rigettato dalle onde ; poco frequente. Trovasi con la fruttificazione tetrasporica. L'identità dei Ceramium, tenuissmum, C. nodosum e Gongroceras nodiferum essendo generalmente ammessa non ha bisogno di essere dimostrata. Però occorre notare che il Kùtzing sotto il nome di Gongroceras iemiissimìim (Tab. Phyc. XII, 82, I) rappresentò una specie che se non mostrasse delle tetra- spore prominenti si potrebbe riferire al C. gracillmmm. I Ceramium Orsinianum e C. erumpens che io ho potuto studiare su esem- plari autentici , ritengo che non si possano distinguere dalla specie qui de- scritta. E neppure credo se ne possa distinguere il Gongroceras tenuicorne, del quale però io non lio mai potuto vedere esemplari provenienti dall'autore. In quanto al C. arachnoideum di Giacobbe Agardh noterò clie lo stesso autore nell'ultima sua opera (Epicr. p. 94) ebbe a considerarlo come una varietà del C. temùssimum, il quale del resto, come la più parte delle specie congeneri, è assai polimorfo. 108 Questa specie cresce anche nei mari australi e nell'Oceano Atlantico. Io ne ho esemplari della Manica favoritimi dal Lebel che combinano abbastanza bene con quelli del Mediterraneo. 6. GERAMIUM KELLNERI Menegli. 0. caes2ntosum, Tiguìmsr.ulum^fusco-imrimreum ; frondìhfs f2-3^ 1 00 M. long. 10-12^100 Mm. crass.) dicJiotomis fasfigiatis, ramuìis inaequalihus ;patenfissimis subsecìindis odsitis, segmentis erectis terminalihus simiMcihus vel forclpaiis ; articulis mferioribus diametro "^-k'plo ìongioriìms, siiiìeriorihus aeqiialihus Ireviorì- Imsqiie , zonis injimis nodiformihis, supenorihts ayproximatis aliqtiando ^iligeris, interstitiis x^lerumgiie imlclire violaceis longitudine zonas sìqìerantihus ; tetrasporis unilateralibus. Geramium Kellneri Menegli. Qiorn. lot. Hai. 1844 , p. 183. / GoxGROGERAs Kellneri Kg» Sii' P' 679. Geramium fragile Ardiss. in Eri. critt. ital. Ser. II, N."^ 280. Abit. Adriatico a Fano ed a Pesaro nelle Marche , sulle coste della Dalmazia (Erb. Menegh.). Da Agosto a Novembre abbonda sulle pietre del Molo di Fano nella seconda sottozona di profondità. Cresce in densi cespugli alti appena pochi centimetri. Le frondi che in grossezza misurano appena un decimo di millimetro o poco più, si dividono ripetutamente per dicotomia e portano qua e là dei rametti ineguali, assai aperti, quasi unilaterali. I segmenti sono diritti e assai poco aperti; quelli terminali riescono semplici od appena forcipati. Le articolazioni interiori hanno forma ellittica e superano in lunghezza di tre o quattro volte il diametro, quelle superiori compariscono invece rotonde ed anzi verso gli apici diventano ancora più brevi. Le zone nelle porzioni più adulte delle frondi riescono no- diformi, ma in quelle più giovani sporgono poco o punto. Verso gli apici trovansi assai appressate , ma in ogni altra parte mostransi distintissime. Talvolta sono assai strette e costituite da poche cellule corticali angolose re- lativamente assai grosse, fra le quali qua e là spuntano dei peli o delle fibre radiciformi più o meno allungate. Spesso nelle parti più giovani gli interstizi veggonsi tinti in un bel violaceo. La consistenza della fronda è alquanto ri- gidetta, cosicché gli esemplari diseccati aderiscono poco o punto alla carta. Jl 109 colore é dì un purpureo sbiadito clie colla diseccazione volge al purpureo lodco. L'esemplare dell'erbario Meneghini porta le tetraspore che sono unilate- rali, grosse e prominenti, ne mi lascia alcun dubbio circa la sua identità col C. fragile dell'Erbario crittogamico italiano. Però le affinità di questa specie col C. fastigiatiim, sono così grandi clie la sua autonomia non si può ritenere come sicura. Veramente nel C. fastigiatum le tetraspore sarebbero verticillate, ma io non potrei assicurare clie quelle del C. Kellneri sieno sempre unilate- rali quali le ho vedute nell'esemplare dell' ei-bario Meneghini. Ove la distinzione delle due specie potesse appoggiarsi a questo carattere, si potrebbe aggiungere clie nel C. Kellneri le dicotomie sono più scarse e le ascelle più acute di quello che lo sieno nel C. fastigiaHm , e che la consistenza della fronda, il colore ed i rametti laterali, clie nel C. Kellneri spuntano qua e là sui segmenti, possono ancora fornire qualche altro dato distintivo. 7. CERAMIUM FASTIGIATUM Harv, C. caespitosum, fiacciduni , roseiim ; frondihis f 2-3^1 00 M. long. 15/100 Mm. crass.) dichotomìs fastigiatis, segmentìs erecto- lìatentibus terminaUhus forcijpatis ; artictdis subovatis infe- rioribiis diametro o_plo, mediis sesquilongioribus, zonis omni- his distantibus brevissimìs ; tefras])ons ad genicida ;pluribics subjprominentibìis. Geramium fastigiatUìM Earv. — /. Ag. S;p. Il, %). 119. GONGROGERAS FASTIGIATUM^. y5^.^. 678. — Tal. Pkl/C. XII, 79, tt-C. Abit. Alto Adriatico a Venezia (Signora Favarger). Ne ho esemplari della Manica e delle coste orientali dell'America setten- trionale che combinano sufdcientemente con quelli dell'Adriatico, ove pare del resto che questa specie sia assai rara. Piccone la cita fra le alglie di Sardegna , ma non senza qualche dubbio. 8. GERAMIUM RADIGULOSUM Grunoio C. intricatum, 2^urpMreum ; frondihcs ('3-4^100 M. long. 20-25/100 3fm. crass.) subdichotomis ranndis stcbdissimilibus lateralibvs obsitis ; articiilis primariis diametro Sj)lo longioribus zonis nodiformibus, sujjerioribus diametro aequalibus interstitiis 110 2)ulcJire violaceis ; tetrasjwHs su') prominentihis circa genì- cula verticillatis. Geramium radiculosum Grunom in HaucJi Meeralg. Triest (Oesterr. lot. Zeitsch. 1875, p. 248;. Abit. Adriatico a Trau in Dalmazia (Liechtenstein). È specie ben distinta dalle congeneri per la ramificazione irregolarmente dicotoma nonché per i numerosi rametti tenui , più o meno allungati, aper- tissimi, che spuntano in ogni regione della fronda. Nella breve descrizione datane dall'Hauck nell'Elenco delle Alghe di Trieste , vengono accennati gli anteridi che sporgerebbero sul tessuto delle zone, e le favelle che sarebbero laterali e circondate da un involucro costituito da tre o quattro rametti assai aperti e spesso forcuti agli apicij ma né quelli ne queste io ho mai potuto ve- dere sui miei esemplari. 3. Zonis sìiperiorihns conjlìientihus. 9. CEP» AMILI U BIASOLETTIANUM fKg.J Ardiss. C. caesjniosiim, siéflaccidum , ])ìirpureìim ; frondihìis ^6-8^ 100 M. long. 3^10 Min. crass.) dichotomis ramnliscpie ìateralihis vci- omilosis, segmentis erecto-2JCitenHh(S fermvnalihis circinato-for- cijpatis ; cirticiilis vnferiorihus sidjcyUndricis diametro 2-3j)ìo longiorihiis interstitiis ojnicis, sujìerioribus diametro siibaerpia- lidìis zonis conjluentibus. Geramium Biasolettianum Ardiss. FI. itoì. 1, 2, ]}. 43. — Havck Meemtg. Triest. N."" 16. HoRMOCERAS BiAsoLETTiANUM A"^. /S^;.^;. G7(). — Tal. Phgc. XII, 74,7. Geramium diyarigatum Ardiss. l. e. ;p. 44. G. LAETUM Meneglh. lierl). — Ardiss. l. e. ]}. 43. Abit. Alto Adriatico a Venezia (Erb. Meneghini) e sulle coste d'Istria (Titius, Hauck). Cresce su altre alghe in cespugli che s'innalzano sino a più di mezzo de- cimetro di altezza. Le frondi che sono grosse sino a quasi un terzo di milli- metro si dividono ripetutamente per dicotomia, ma in basso le dicotomie sor- Ili gono a grandi distanze, mentre verso l'alto trovansi invece più appressate. I segmenti risultano diritti, alquanto aperti e quelli terminali mostransi forcipati e circinati agli apici. Qua e là poi veggonsi dei rami laterali più o meno al- lungati e clie alla loro volta si dividono per dicotomia come 1 segmenti da cui procedono. Le articolazioni inferiori hanno forma quasi esattamente cilin- drica; soltanto qualclio volta mostransi sensibilmente ristrette verso le estre- mità. Esse in lunghezza oltrepassano di due o tre volte il loro diametro e presentano delle zone alte quasi quanto il diametro , ben distinte, e separate da interstizi piuttosto opachi. Le articolazioni superiori sono lunghe quanto il diametro od anche meno ed hanno le zone confluenti. Quelle mediano linalmente presentano delle zone decorrenti. Le tetraspore e le favelle riman- gono tuttora ignote. La consistenza della fronda è membranacea piuttosto flaccida. Il colore negli esemplari diseccati è di un purpureo assai intenso. 10. CERAMIUM CIRGINATUM fKg) J. Ag. C. laxe caes^itosum, rigidmn , carneum vel rulrum ; frondilus ('5-102100 31. long. 3-4^10 Min. crass.) dicliotomo-fastigiatiSy segmentis erecto imtentihus, ierminalìhus leviter ciirvidis aut rectis, apicihis circinatis ; articuUs inferioribus diametro 1 Ìf2 — 2^Zo longioribus, zonis inferìoril)US decurrentiUis su;perìo- Tibus conJitientiMs , celUilis corticalibus longitudinaliter se- riatis circa genicuìa densioribus ; tetras^oris simjflici serie circa genicuìa verticillatis. Geramium CIRGINATUM /. Ag. >Sj). II, j). 120. — Ardìss. e Straff. Ennm. Alg. Zig. ]). 177. HoRMOGERAs CIRGINATUM Kg, i% Linn. 1842, j?. 733. — /S);. 7;. 675. — Tal). Phyc. XII, 70, a-d. Trkjhogeras transgurrens Kg. Tal). Phyc. XII, 99, e-h. — Eri), critt. ital. Ser. I, N° 951. Geramium transfugum Ardìss. FI. ital. I, 3, ^, 44. — Ardìss. e Straff. Knum. Alg. Zig. p. 176. Hormogeras transfugum Kg. Sp. p. 676. Abit. Mare ligustico. Comune alla scogliera di S. Nazaro presso Genova, poco frequente altrove. Nella seconda sottozona di profondità; in primavera ed in estate trovasi qualche volta con le tetraspore. vai', lo. cou.fi VI!. eirs, aHicuììs inferiorihus diametro aequalihiis. HoRMocERAs GONFLUENS Kg. iti Llun. 1842, 2>- '''34. — Sj). lì. 675. — Tal), Phyc. XII, 72, e-li, non Holienack. Meeraìg. N."* 535. H. DECURRENS Kg. in Limi. 1842, ^;. 733, — Sj). !>. 675. — Tal). Phyc. XII, lì, a-d. Abit. Adriatico (Erb. Meneghini). var. o. dixx'lu.scui.l-u.ricx, articulis inferiorihus diametro ^~^plo longiorihus , l'Onis distinctis, interstitiis elongatis. HoRMOGERAs DURiusGULUM Kg. hi Linu. 1842, j9. 734. — S]^.]). 675. — Tab. Phyc. XII, 72, a-d. 1 H. SYNTROPHUM Kg. Pliyc. p. 291. — Sj). ]ì. 676. — Tab. Phyc. XII, 76, dr-e. Abit. Adriatico (Kutzing). Cresce in cespugli poco densi clie s'innalzano sino ad un decimetro. Le fi'ondi, clisin grossezza giungono ad eguagliare tre o quattro decimi di milli- metro, si dividono ripetutamente per dicotomia e mostransi qua e là provve- dute di rametti laterali più o meno allungati e numerosi. I segmenti terminali compariscono diritti o leggermente curvati, ora sono elegantemente circinati agli apici, ora, come nelle varietà, sono forcipati e circinati. Le articolazioni inferiori oltrepassano in lunghezza di una volta e mezza o due volte il loro diametro, nelle varietà però riescono o più brevi o più allungate. Procedendo verso l'alto queste articolazioni si fanno gradatamente più brevi, tantoché verso gli apici raggiungono appena la metà del loro diametro. Le cellule cor- ticali, costituenti le zone inferioi'i e mediane, compariscono addensate verso le giunture delle cellule assili e quindi diradate e quasi scorrenti in file longitu- dinali. Soltanto nella seconda varietà gli interstizi riescono nudi ed allungati, mentre nelle altre forme risultano tutti brevissimi o quasi nulli. Al microscopio però spesso veggonsi le porzioni più dense delle zone alternarsi regolarment) con bellissimo etfetto con gli interstizi leggermente corticati che le separano. Le zone superiori riescono confluenti, mu in conseguenza della disposizione 113 trasversale regolare delle cellule che le costituiscono , fra l'una e l'altra si di- stingue una linea jalina di separazione, che è dovuta alla minima, ma pure apprezzabile distanza, che passa fra zona e zona e che è maggiore della di- stanza che separa le file trasversali di cellule di una stessa zona. Le tetraspore, che io ho potuto osservare nella forma corrispondente aH' Hormoceras transfu- gum, nascono nelle porzioni mediana ed inferiore della fronda. Esse trovansi immerse nello strato corticale e disposte in numero di dieci o dodici verso il margine superiore delle zone. Il loro nucleo è diviso irregolarmente cosicché ora apparisce quadripartito a croce ora a triangolo. Le favelle per quanto mi è noto non sono mai state vedute. La consistenza della fronda è rigida quasi cartilaginea. Il colore varia fra il carneo ed il rosso. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico da dove mi venne comunicata dal eh. Dott. Lebel. Sect. 2.«» Phleocerais CCerammm Kg.). Strato corticali continuo. 11. CERAMIUiM RUBRUM {HudsJ Ag. O. caespitosuìn ; frondiljus ('S-lSflOO M. long. 3-4/10 3Im. crass.) dichotomo-fastigiatis ramulisqiie lateralihus ramulosis, seg- mentis erecto patentihis terminalibus incurvis forci])atisve ; articuìis inferiorihis diametro duplo longiorihis plus minus dense corticatis ad genicula siibcontractis , superiorilus dia- metro subaequalibus ; tetrasporis circa genicula irregularius seriatis; favellis lateralihus, ramellis invohccrantihus, 3-5 mi- cletc7n aequantibus aut super antihcs. Geramium RUBRUM Ag . Sgn. p. 60. — Sp. II, p. 146. — J. Ag. Alg. med. p. 81. — Sp. II, p. 127. — De Not. Sp. Alg. lig. . iV.° 107. / — Montg. FI. d'Algèr. p. 145. — Kg. PJiyc. T. 47. — Sp. p. 685. — Tab. Phyc. XIII, 4. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. iV." 132. — Emm. Alg. Ancona p. 23. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. iV.° 440. Conferva rubra Huds. FI. angl. 'p. 600. — Dillw. Conf. tab. 34. Geramium nodulosum Diicluz. Ess. p. 61. Conferva nodulosa Lyghff. FI. scoi. ^;. 994, (sec. auct,), BoRYNA vARiABiLis Bomieiii. Hydì\ loc. p. 53. st. caL©cu.r»r©i:i.s /. Ag., interstitiis jtivenilibus midis , cv.m aetate sensim corticatis conjliientibus , adultis corticatis sni- pellucidis. J. Ag. Sj). II, p. 127. Trighogeras tillosum Kg. ^jp. ^;. 680. — Tal. Phyc, XII, 84, li « 1d. i3i"olif©i»\i.iia. lyngl)., interstitiis juvenilihis temie corticatis, ramulis ad genicula lìlurilus aggregatis siìbverti- cillatisve, ramellis involucri favellam longius sujperantihis. Lyngl). Hydr. Dan. p. 119. — Ag. S;p. II, i). 149. FuGus Lagasgae Clem. Ens. p. 315. e s©cixn.ca.si,tvi.m. Ag., interstitiis juvenilihis tenue cor- ticatis, ramulis introrsum sitbsecundatis ad genicìila singulis ramellis involucri favellam aerptantiìms aiit super antihus., Ag. Sih li, P' 149. — J. Ag. Sp. II, p. 127. — Eri. critt. ital. 1, N!" 623. Gerarhum segundatum Lyngl). Hydr. Dan. p. 119, tal). 37, A. G. BARBATUM Kg. Sp. p. 687. — Tal). Phyc. XIII, 9. — Frauen- feld Die Alg. dalm. p. 45, cicm icon. S>. ;p. 687. — Tal). Phyc. XIII, 14, a-e. — J. Ag. Sp. 11, ]). 130. G. RiGiDUM Ardiss. Enum. Alg. Sicil. N."* 133. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. j;. 178. Abit. Golfo di Lione all'Isola di Riou presso Marsiglia (sec. Castagne); Mare ligustico al Porto Maurizio (Straffo-. rello); Jonio ad Acireale in Sicilia, a Malta (Signora Toscanelli). Su scogli a poca profondità, raro. Trovasi con en- trambe le fruttificazioni. Le frondi, che sono irregolarmente ramose, alla base giungono sino a più di un terzo di millimetro, ma verso l'alto vanno gradatamente assottigliandosi. I rami riescono dicotomi, gracili, spesso curvati e fra di loro intrigati. I seg- menti terminali ora sono egregiamente forcipati , ora ineguali e più o meno curvati. Le articolazioni inferiori mostransi lunghe quanto il diametro o poco più, ma quelle superiori si fanno gradatamente più brevi, sino a che verso gli apici l'iescono alte appena quanto la metà del diametro. Tutte poi trovansi rivestite da un denso strato corticale, cosicché al microscopio non si possono scoprire le giunture delle cellule assili, senza portare al foco il piano sotto- stante alla superfìcie della fronda. Con analogo artificio si riesce anche a constatare che la superficie dello strato corticale non è già liscia, ma bensi aspra ed ineguale per lo sporgere di molte delle sue cellule, le quali verso 1Ì7 l'esterno vongono a foniiarò quasi altrettante papille. Spesso queste papille si allungano e divenfano setole brevi, jaline e rigide, che qualche volta formano dei fascettie che si trovano particolarmente abbondanti nelle porzioni corri- spondenti alle giunture. Però nelle porzioni più giovani della fronda, la su- perficie dello strato corticale non è ineguale come nelle altre , le setole sono più rade e sparse, ed in qualche caso sostituite da peli molli più o meno al- lungati. In quanto alla struttura della fronda vuoisi ancora avvertire che lo strato corticale non ha sempre uu eguale spessore. Infatti le articolazioni in- lin-iori si mostrano più oscure verso le giunture, perciocché ivi le cellule cor- ticali riesi^ono maggiormente addensate. Le tetraspore svolgonsi nei penultimi segmenti dell* fronda, trovansi immerse nello strato corticale ed in iscarso numero disposte con poca regolarità attorno alle giunture. Le favelle nascono poco sotto ai segmenti terminali e trovansi accompagnate da un involucro costituito da cinque rametti, circa del doppio più alti del nucleo ed interna- mente curvati agli apici. La consistenza della fronda è rigida , quasi cartila- ginea nelle parti più adulte. Il colore è di un roseo violaceo che imbrunisce negli esemplari diseccati. Quantunque le descrizioni di questa specie date da Giacobbe Agardh e da Kùtzing sieno piuttosto discordanti , tuttavia ritengo che non si riferiscano a forme abbastanza diverse per meritare di essere distinte. Infatti 1' esistenza delle setole e dei peli non è costante, ed in quanto al carattere assegnato dal Kùtzing alle articolazioni inferiori, che sarebbero lunghe appena quanto la metà del diameti'o, potrebbe darsi che si riferisse all'apparenza zonata dello strato corticale, il quale essendo densissimo , difficilmente lascia trasparire le cellule assili. La forma che io avevo distinta col nome di C. rigidum sembrami troppo affine al C. Derhesii per poternela separare con vantaggio. Tuttavia credo dover notare che nel C. rigidum di Sicilia le articolazioni inferioi'i mostransi neasibilmente ingrossate verso le giunture là ove si svolgono le tetraspore. Sect. 3.* Ecliìnoceras {Echìnoceras, Acanthoceras Kg.). Strato corticali mterrupto, lonis aculeatis. io. CERAMIUM CILIATUiM fEllisJ Ducluz. 0. dense caes^itosiom, rigidulum, lutescens ; frondihus ^3-15/100 M. long. 2-3/100 Mm. crass.) regulariter dichotomo-decompositis fastigiatis, segmentis ;patentihus terminalihus forcipatis incur- ms ; articulis inferioribus diametro ^-^plo longiorihis, inter stitiis ])elhccidis midis, geniculorum s^inuUs verticillatis^ ar^ 118 ticulatis, hyalinis; tetrasimris simplìci serie circa genicula Derticillatis; favellis in segmento lateralibus singulis nimellis inrolucrantihus 3-4 cinctis. Ceramium ciliatum DmcUiz. Ess. ]). G4. — Ag. iS'j). Il, 'p. 153, (partiìn). — Belle Chiaje Hydr. Neap. tal. LXXIV. — De Not. Sp. Alg. lig. iV.° 109. / — /. Ag. Alg. med. p. 81. — Sp, II, p. 133. — Montg. FI. d'Algèr. p. 146. — Ardlss. e Straff. Emm. Alg. Lig. N."" 438. — Eri. critt. ital. Ser. 1, N. 213, 855, Ser. II, N. 278, 7G7. EcHiNOGERAS CILIATUM Kg. in Limi. 1842, p. 736. — Sp. p. 680. — Tal. Phyc. XII, 86, a-c. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. iV.° 129. — Enum. Alg. Ancona p. 23. — Rabenli. Alg. Enrop. N. 912, 1017. HoRYNA GiLiATA Bomiem. Hydr. lociil. p. 57. Conferva giliata Ellis Phil. Tr. 57, p. 425, tal). 18, fig. li. — Dillw. Conf. tal. 53. — Engl. lot. tal. 2428. C. piLosA Roth Cat. II, tal. o,Jig. 3, (sec. auct.). ECHINOGERAS HIRSUTUM, JULAGEUM, IMBRIGATUM, DIAPHANUM, HySTRIX, SPINULOSUM, SEGUNDATUM, HAMULATUM, PELLUGIDUM, PUBERULUM, KUDIUSGULUM, TENELLUM, DISTANS , PATENS Eg. Sp. Ct Tal). Phyc. XII. E. suBSPiNosuM Kg. in Holienack. Meeralg. N.^ 440. CeRAMIUM UNIFORME, GRISTATUM, RAMULOSUM, GIGANTEUM, TUMIDULUM, HORRiDUM Menegli. Gìórn. lot. 1844, p. 184-85. G. FORGIPATUM TitìuS. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Comune sulle scogliere a poca profondità. Trovasi tutto Tanno ed in primavera con entrambe le frutti- ficazioni. Cresce in cespugli alti da pochi centimetri sino ad un decimetro e mezzo. Le frondi, che sono grosse circa un quarto di millimetro, mostransi ripetuta- 119 mente dicotome, fastigìato , più o mono aperte allo ascelle , prolifere con le prolificazioni laterali sparse. I segmenti terminali compariscono forcipati , od anche ineguali e quasi diritti o più o meno curvati. Le articolazioni inferiori in lunghezza superano il diametro di 2-i volte; ora sono cilindriche, ora ri- strette alle giunture là ove si distende lo strato corticale por formare le zone, le quali riescono più o meno alte a seconda delle forme e qualche volta anche un poco tumide. È da queste zone che partono le spine verticillate, articolate, jaline, caratteristiche della specie e che, variando assai per la loro lunghezza e disposizione, hanno dato luogo alla distinzione di moltissime supposte specie, oggigiorno però dagli algologi generalmente rifiutate. Queste spine per lo più constano di 3 o 4 articolazioni delle quali quella inferiore è la maggiore e terminano in punta acutissima. Talvolta mancano verso il lato interno dei segmenti terminali. Gli interstizi che separano le zone mostransi pellucidi, nudi e più o meno allungati nelle diverse forme. Soltanto in alcuni casi, per lo scorrere delle cellule marginali delle zone, essi riescono parzialmente coperti da un tenuissimo strato corticale. Le tetraspore si trovano disposte a verticillo attorno alle giunture. Le favelle riescono solitarie e laterali, per lo più svol- gonsi nelle prolificazioni della fronda ed in ogni caso trovansi accompagnate da un involucro composto di tre o quattro ramoscelli che superano del doppio l'altezza del nucleo. La consistenza della fronda è piuttosto rigidetta. Il colore comunemente è di un giallognolo sbiadito che colla diseccazione volge facil- mente al bruno. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. \L CERAMlUiVI ECriIONOTUM J. Ag. . fronUhiis ('2-3/100 M. ìoìig. "25/100 Mm. crass.) regitlarifer di- chofomo-cleconipositis fasflgiatis, segmentis erecto-patentibns terminalihus forcipatis incurvìs ; articnlis inferiorihis àia- metro 2-^2^lo longìorihus, interstitus j^ellncidis midìs, genicu- lorum s])inulis sjìavsis, inarticulatis, sqnarrosis, liyalmis ; tetrasporis externo forcij}um ledere ad genicida singulis ; fa- velUs in segmento lateralibus suhgeminis, involucro iMyiìliyllo cìnctis. Crramium ECHroNOTUxM J. Ag. Advers. p. 27. — >S^j. II^j). 131. — Duf. Alene. Alg. Lig. i\^." 09. — Ardiss. e Straff. Ennm. Alg. Lig. p- 177. AcANTHOGERAs EGiiioNOTUM Kg. Sjì.i). G8i. — Tal). Pliì/C. XII, 97, a-d. — Holienacli. Meeralg. i\^." 368. CHA.ETOGRRAS EGHioNOTUM Kg. Bot. Zeit. 1847, p. 35. 9 Ì30 ECHINOGERAS OXYAGANTHUM K(J . PliyC. gevm. ])' 292. Geramium eghinophorum Menegli. Giorn. lot, ital. 1844, j?. 186./ Aganthogeras transgurrens Kg. Sji- i?. 684. — Tat. Phyc. XII, 97, e-g. Abit. Mare ligustico, Tirreno e Adriatico. A poca profondità, spesso su altre alghe. Cresce in cespuglietti che spesso si trovano intrigati con alglie maggiovi. Le frondi sono alte appena poclii centimetri, grosse un quarto di millimetro, ripetutamente dicotome e fastigiate e mostrano dei segmenti terminali egre- giamente forcip-xti. Le articolazioni inferiori per lo più superano di due o tre volte il diametro e compariscono un poco ristrette alle giuntare. Quelle supe- riori riescono gradatamente più brevi , non mai però brevissime. Tutte poi hanno zone distinte o quasi ed interstizi nudi. Le spine jaline , inarticolate, rigide, più o meno allungate , sottili ed acutissime, che caratterizzano questa specie, si vedono a partire dalle zone in buon numero ed in ogni direzione. Le tetraspore si svolgono verso il lato esterno dei segmenti terminali, in nu- mero di una o di due, in quella regione delle zone che corrisponde alle giun- ture delle cellule assili. Le favelle mancano nei miei esemplari e secondo la figura di Kùt^ing sarebbero circondate da un involucro costituito da ramoscelli poco più alti del nucleo. La consistenza della fronda è piuttosto rigidetta. 11 colore è di un bel roseo o roseo-ranciato. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico, ove anzi pare che raggiunga delle dimensioni assai maggiori di quelle che ordinariamente assume nel Medi- terraneo. Del C. echinophorum ho potuto consultare degli esemplari autentici e credo che non si possa in alcuna maniera distinguere dalla specie qui descritta. Del- l' Acanthoceras transcurrens ho esaminali degli esemplari che ignoro se sieno stati riveduti dall'autore della specie, ma che corrispondono in tutto alle li- gure delle Tavole ficologiche. Questa forma dilferkebbe dal C. ecMonotum or- dinario per avere le articolazioni inferiori più brevi, con gli interstizi brevissimi per lo scorrere delle cellule marginali delle zone. Anche le zone superiori si distinguerebbero per essere confluenti; ma non credo che tali caratteri pos- sano dar base a delle buone distinzioni specifiche. Per ultimo noterò che al Q. echionotum sembra si debbano riferire egualmente i C. dalmaticum e C. azo- ricum del Meneghini. CErVTROCERA^ Kg. Frons fiUformis, dichotomd aiit p'oUjicationibus ramosa, articii- lata monosijìhonia, strato celhdis longitìicìmaìiter et transverse seriatis liexaedrìs rei recfaìigitlarllus composito, corticata. Fa- vellae adramidos sessiles, ramelUs conformibus ;pluribus sub- regulariter involucratae. Tetrasjmme morjìliosi cellularum corticalmm formatae, phis mimis extra stratum corticale pro- minentes, s])haericae, triangtde dicisae. Antlieridia ignota. Gentrogeras Kg. in Linn. 1841, j!?. 741. — Phyc.jp. 381, T. 46, V. — /. Ag. Sp. II, jp. 147. — Geramii sp. Ag. et cmct. — Spi- RiDiAE sjp. J. Ag. Alg. med. p. 80. Frondi filiformi, regolarmente dicotome e fastigiate, forcipate agli apici , spesso prolifere , costituite da un asse monosifonio arti- colato e da uno strato corticale composto di cellule esagonali, qua- drate rettangolari, disposte in file longitudinali o trasversali, più denso verso le giunture delle cellule assiti. Favelle sessili, spesso ap- paiate nei rametti laterali e circondate da un involucro costituito da quattro cinque ramoscelli superanti l' altezza del nucleo. Te- traspore svolte nelle prolificazioni laterali della fronda o nei suoi segmenti terminali, sparse o disposte a verticillo attorno alle giun- ture, più meno sporgenti sullo strato corticale, sferiche, col nucleo diviso a triangolo. Anteridi ignoti. Questo genere pirnii di autououiia contestabile, poiché le poche specie che comprende non ditìeriscono dai cerami propriamente detti senonchè pei* la forma e la disposizione delle cellule corticali. 1. GENTROGERAS Gf.AVLLATUM (Ag.) Montg. C. dense caesjntostim, ^iirpureicm , siiljfr agile ; frondihus (^4-8/100 M. long. 10-122100 Mm. crass.) regidariter dicìiotomo-fasti- giatis,* demum ex axillis j)roliferis, segmentis terminalibus incurvato-forcipatis ; articulis inferioribus diametro k-^iiilo lon- giorihus geniculorum spìmilis verticillatis ; tetrasporis circa genicida pvolijlccdionum verticillatis emergentilns ; favellis geminatis involucri ramis ì-^ favellam super antihns, Gentrogeras clavulatum Montg. FI. d'Algér. j). 1 iO. — /. Ag. S2Ì. II, p. 148. — Ardiss. e Straff. Emim. Alg. Lig. 7;. 178. — Eri), critt. itcd. Ser. I, iV^." (324. — Ilolienack. Meeralg. N."" 536. — RaUnh. Alg. Evroj). N."" 1559. Spyridia clavulata ./. Ag. Aìg. mciì. ih 8Ò. Geramium clatulatum Ag. Sjh II, p. 152. BoRYNA TORULOSA Bomiem. — B. ciliata Bory. — B. Borbonica Gratel., (sec, auct.). Geramium Gasparinii Menegli. in Giora. hot. ital. 1844, ^;. 186, Gentrogeras Gasparinii Kg. Sp, ]). 689. G. LEPTAGANTHUM Kg. hi Limi. 1842, ]). 741. — 8p. p. 689. — Talj. PhìjC. XIII, 18, e-g. — Ardiss. Emm. Alg. Sicil. N."* 134. — Holienack. Meeralg. iV." 369. G. CRYPTACANTHUM Kg. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Nel mare aperto sugli scogli a fior d'acqua. Abbonda in alcune località, quali ad esempio la scogliera della Cava a Genova e la Darsena di Villafranca presso Nizza, ma in generale è poco frequente. Cresce in densi cespugli che comunemente misurano circa mezzo deci- metro di altezza e che in esemplari di straordinario sviluppo s' innalzano sino a quasi il doppio di questa misura. Le frondi in grossezza eguagliano appena un decimo di millimetro o poco più, ma verso l'alto mostransi grosse quanto alla base. Esse si dividono ripetutamente per dicotomia e verso le ascelle portano delle prolificazioni che le fanno comparire policotome. I segmenti sono diritti, quelli terminali riescono forcipati come nella più parte dei cerami. Le artico- lazioni inferiori per lo più oltrepassano di quattro o sei volte la misura del loro diametro, ma qualche volta riescono anche più allungate. Quelle superiori si fanno gradatamente più brevi, sino a diventare brevissime verso gli apici. Dalle giunture di tutte queste articolazioni veggonsi a spuntare delle spinole per lo più biarticolate e disposte a verticillo, le quali però su qualche porzione della fronda trovansi scarse, poco sviluppate od anche intieramente assenti. Le cellule dello strato corticale compariscono esaedriche o rettangolari e disposte in file longitudinali, senza però che le congiunture di quelle che riescono la- teralmente contigue si trovino sempre tutte su di una stessa linea trasversale. Le favelle secondo le indicazioni degli autori, nascerebbero per lo più ap- paiate e si troverebbero circondate da un involucro costituito da quattro o cin- que rametti disposti ad ombrella e superanti di circa due volte l'altezza del nucleo. Le tetraspore svolgonsi nelle prolificazioni ascellari, dove trovansi di- sposte a verticillo attorno alle giunture e quasi prominenti. La sostanza della fronda colla diseccazione aderisce poco alla carta e facilmente si spezza. Il calore è di un purpureo più o meno intenso che negli esemplari diseccati volge facilmente al bruno. Cresce eziandio nelle regioni calde e temperate degli Oceani. Anche questa specie è stata smembrata dal Kùtzing in molte forme, delle quali io mi sono limitato ad indicare soltanto quelle che sono state citate come abitatrici del Mediterraneo. Però seguendo il parere di Giacobbe Agardh, al Cen- troceras davidattim riferisco tutte le supposte specie di questo genere descritte e disegnate dal Kiitzing, di parecchie delle quali si possono vedere esemplari nelle Meeraìgen dello Hohenacker. 2. CENTROCERAS CINNABARINUM (Grat.J J. Ag. C. caes2nfosum, 2^urpureum ; frondibus ('2-oiiOO 31. long. Ì2-Ìo2ì00 Mm. crass.) regiilariter dlchotomo-fasfigiatis, p^oliferis, j^ro- lijlcationihus sjjarsis, segmentis terminalilms suhforci^atis, erectiusailis ; artìcuUs inferiorihus diametro 2-'^j)lo longiori- his, ramonim minoricm aeqimliìms cmt sesqiiilongiorilìtis. Centroceras CINNABARINUM /. Ag . S]). II, '£). 148. — Duf. Elenc. Alg. Lig. N!^ 104. / — Haiick Meeralg. Triesf. in Oesterr. lot. Zeifschr. 1875, ^;. 248. .' — Ardiss. e Straf. Fmmi. Alg. Lig. 2). 178. Geramium ordinatum Kg. PJigc. ^;. 381. — S'2). I>. 08G. — Tal). Phyc. XIII, 1, a-c. C. RUBRUM TENUE Kg. AcUen 1836. BORYNA GINNABARINA Gfatél. DìSCV. — B. ELEGANS B GINNABARINA Bonnem., (sec. auct.). Abit. Marc ligustico a Gornigliano (Dufour) ; Tirreno a Na- poli (sec. Falkenberg) ; Adriatico sulle coste della Dal- mazia (Ilauck) ; raro. Costituisce dei cespuglietti alti appena pochi centimetri. Le frondi, che alla base misurano poco più di un ottavo di millimetro, riescono appena un poco assottigliate agli apici. Esse si ramiticano regolarmente per dicotomia, ma qua 124 e là mostrano delle i)rolificazioni più o meno sviluppate, talvolta ramose. I segmenti terminali sono diritti od appena incurvati e forcipati. Le articolazioni inferiori in lunghezza oltrepassano di due o tre volte la misura del loro dia- metro, quelle dei rami invece oltrepassano il diametro soltanto di una volta e mezza od appena lo eguagliano. Le cellule corticali sono quadrate o quasi e cosi disposte che formano delle serie longitudinali e trasversali. Per altro, esa- minate a sufficiente ingrandimento, le serie trasversali non si mostrano sempre regolari, perciocché alcune delle cellule delle serie longitudinali contigue, in- vece di riuscire opposte riescono alterne. Verso le giunture mancano le spine caratteristiche della specie precedente e soltanto si notano alcune cellule cor- ticali distinte per la loro forma irregolare. Le totraspore svolgonsi o nelle pro- lificazioni nei segmenti terminali della fronda dove trovansi sparse e poco sporgenti, talvolta in buon numero. Il loro nucleo mostrasi diviso irregolar- mente. Le favelle, per quanto mi è noto, rimangono tuttora sconosciute. La consistenza della fronda è alquanto rigidetta. Il colore negli esemplari disec- cati è di un purpureo assai intenso. llBCKO€L/ID5/lL Grev. Frons jUiformis aut com^^ressa, dichotomo-siìbjìinnata, articulata corticata ; cortice celìvlarum stvatis chwbus constante : inte- riore celììdis majorihus rotundafo-angulatis , mine minor iins interspersis ; superficiali cellulis minorihus. Favellae ad ra- mos sessiles ramellìs conformibns paucis involticratae. Tetva- sporae in segmentis peniiltìmis immersae , demum suMnordi- natae, in . cellulis tnfra-siqjerficialihics formatae , sphaericae, trianyìde aut crnciatim divisae. Antheridia ignota. MicROGLADiA Grcv. Alg . l)r. p. 99. — J. Ag. /S^;. //, p. 150. — Delesseriae sp. Ag. et. anct. Fronda filiforme o compressa, dicotoma e quasi pennata, coi segmenti spiegati a ventaglio e pii^i o meno aperti, costituita: 1." da un tubo assile articolato; 2." da uno strato corticale composto di due porzioni , delle quali quella più esterna è formata da piccole cellule intensamente colorate e l'altra da cellule rotondato-angolose più ampie frammiste ad alcune cellule minori. Favelle solitarie svolte poco sotto i segmenti terminali della fronda, accompagnate da un involucro composto di pochi ramoscelli , per lo più in numero di tre, appena eguaglianti l'altezza del frutto. Tetraspore svolte 125 verso il lato esterno dei segmenti terminali , disposte su di una sola linea longitudinale , oppure anche irregolarmente in parecchie su più linee trasversali, provenienti dalle cellule inferiori dello strato corticale, arrotondate, col nucleo diviso a triangolo. Anteridi ignoti. Il genero Microcladia si distingue dal genere Ceramium per il iiiaggiore sviluppo dello strato corticale. È anche assai affine al genere Carpohlcpharis il quale però manca nel Mediterraneo. MICROCLADIA GLANDULOSA CSolancL) Grev. M.frondihis ("4-0/100 31. long. 1/1000 31. lat.) snhfiliformihis, dì- c1iotomo-sul)p innati s, segmentis imtenWbus Jlcibellatim siibco^ Tynibosis, terminalihus forcifjatis. Microcladia glandulosa Qfev. Alg. Ir. p. 99, tal». 13. — 3Iontg. FI. d'AIgér. p. 139. — Kg. Sp. p. 689. — Tal). Phyc. XIII, '21, e-f. — /. Ag. 8p. II, jo. 151. — Eolienack. 3Ieeralg. N."" 130. Delesseria glandulosa Ag. Sj.). I, p. 182. — iSyst. p>- 2-51. Fucus GLANDULosus Soland. ìj/scr., (sec. m(ct.). Abit. Golfo di Lione e Mediterraneo occid. (sec. gli aut.). Forma dei cespugli alti da quatti'o a sei centimetri. Le frondi in grossezza misurano circa un millimetro ; esse si dividono per dicotomia, ma siccome le dicotomie riescono disugualmente sviluppate, così è che compariscono quasi pennate. I segmenti sono assai aperti , spiegati a ventaglio, quelli terminali forcipati. La consistenza della fronda è membranacea alquanto rigida, cosicché gli esemplari diseccati aderiscono poco alla carta. Il colore nella pianta secca è roseo o purpureo assai cupo. Non è rara nell'Oceano Atlantico da Tangeri sino alle coste meridionali della Gran Brettagna. CRYPTONEMIACEAE J- Ag. Algae inartimlatae, tubidosae aut magis farctae, intus Jilis ar- tiadatis percursae, extus strato continuo filornm monili for^ mium verticalium aut celUilarum cinctae. Cystocarjìia (favellae) 126 frondi immersa aut lìarum lìrominula, nucleum simj^licmscii- lum, cmyostomio lideraiìim foventìa; nucìeus saejyius sine adparatu pfoprio ]}lacentarl ad 'fila interiora siispensì(s, sim- jjìimiscìdns aut loMtus, lobis a centro radiantihis aut nullo conspicuo ordine disj)ositis, lalus minus arde coalitis, consti- iutus. Tetrasporae transformatione cellularum corticalium formatae, immersae, saepius cruciatim divisae. Gryptonemiageae Harv. Ner. lor. amer. 11, jp. 156, {excl. p.). — /. Ag. E per. ;p. 112. Gryptonemeae /. Ag. Alg, med. p. C6. — Sp. II, p. 155, (excl. ^.J. Le crittonemiacee sono alghe colla fronda piana e fogliacea, oppure cilin- dracea più o meno compressa, raramente caulescente, ora intiera o lacerata, ora dicotoma o pennata, oppure palmata od anche prolifera, per lo più di consistenza gelatinosa o carnosa, talvolta lubrica al tatto e quasi diafana nello stato fresco. La fronda delle crittonemiacee è sempre costituita da due strati distinti: lo strato esterno o corticale e lo strato interno o midollare. Lo strato esterno è composto di una , o più serie di cellule minute, arrotondate, intensa- mente colorate, avvolte da muco più o meno consistente , spesso disposte in brevi filamenti verticali moniliformi , semplici o dicotomo-fastigiati; ma in molte specie al disotto di queste cellule corticali propriamente dette, si tro- vano altre cellule più grandi, rotondato -angolose , ordinariamente disposte su più serie e costituenti quasi uno strato distinto che dalla sua posizione può dirsi strato sotto corticale. Lo strato midollare, che è più o meno sviluppato a seconda delle specie, risulta composto di filamenti articolati semplici o ra- mosi, talvolta anastomosati fra di loro e con le cellule sotto corticali , più o meno densi a seconda delle specie ed a seconda dell'età della fronda che per" corrono in varia direzione. I cistocarpi ora trovansi sparsi su tutta la fronda, ora occupano soltanto le sue ultime divisioni e per lo più riescono alquanto sporgenti. Essi, quan- tunque aderiscano ai filamenti interni, pure si svolgono nello spessore dello strato corticale od immediatamente al disotto di questo strato, il quale da ultimD si apre in forma di carpostomio. Il loro nucleo è rotondato, semplice o lobato, circondato e cimentato da sostanza mucosa. Quando è evidentemente lobato, i suoi lobi ora sembrano disposti senza alcun ordine determinabile, ora invece veggonsi raggiare da un punto basale. Le spore poi riescono rotondato- angolose per reciproca pressione; nei lobi appariscono distribuite senza alcun ordine apprezzabile, ma quando il nucleo è semplice talvolta sembrano raggiare da un punto centrale. NeWIIahjmenia ligulata le spore irraggiano da una placenta evidente (Kg. Phyc. T. LXnV, jìg. 12. — /. Ag. Florid. Morpli. T. V, fig.- 4) , ma nelle altre specie la placenta non presenta alcuno sviluppo rimarchevole. Se- 127 concio Bornet e Tlmrct (Nat. Alg. I, p. 4S, T. XIV-XV) VHalymcnia ligulata dilì'erirebbc ancora dalle altro specie congeneri per il modo di svilnppo del suo cistocarpio, nel quale le spore giungerebbero a maturanza simultaneamente, mentre nelle altre specie esse maturerebbero successivamente, venendo cosi a costituire dei lobi di età differente. Le tetraspore provengono dalle cellule corticali fra le quali si trovano sparse. 11 loro nucleo ha forma sferica od oblunga e mostrasi diviso a croce in tutte quelle specie qui descritte nelle quali questi organi sono stati osservati. Gli anteridi sì conoscono soltanto in alcune specie. Le piccole cellule biancastre che li costituiscono, si trovano sparse od agglomerate sulle ultime articolazioni dei filamenti corticali. NelVEali/mcnia Ugulata nascono sulle stesse frondi che portano i cistocarpi {Born. e Thur. Not. Alg. I, p. 45J. Dalla famiglia delle crittonemiacee, quale era stata dapprima limitata da Giacobbe Agardh, lo stesso autore in seguito ebbe ad escluderne i generi Faticheaj Glojocladia, Chrysymcma, Furcellaria, RMzopìiyllis^ oltre alcuni altri che non appartengono alla flora à<^\ Mediterraneo. In quanto ai generi Fur- cellaria e RhizophylUs parmi che la loro esclusione dalle crittonemiacee sia ben giustificata per i caratteri della fruttificazione; tuttavia, siccome non credo ben accertata la determinazione della specie mediterranea riferita al genere Furcellaria, anziché produrre questo stesso genere al posto che gli compete nella serie delle floridee, parmi miglior partito di collocarlo provvisoriamente in coda alle crittonemiacee. I generi Glojocladia e Faii,cliea con istrato midollare celluioso anziché fila- mentoso, anche a me pare che convenga escluderli dalle crittonemiacee. Boi- tanto le Chrysymenia sotto qualche rapporto sembrerebbero maggiormente affini a queste alghe, ma poiché per l'origine del cistocarpio si avvicinerebbero meglio alle rodimcnie , anche in ciò seguirò senz'altro il parere di Giacobbe Agardh. PROSPETTO SINOTTICO DEI GENERI 1. Fronda composta di due strati: strato esterno costituito da cellule minute, intensamente colorate, avvolte da muco più o meno consistente , riunite in filamenti verticali, monihfornii, dicotomo-fastigiati; strato in- terno composto di filamenti articolati, longitudinali e trasversali, densamente fra di loro intrecciati, qual- che volta anastomosati fra di loro e colle porzioni inferiori dei filamenti esterni. Fronda piana od arrotondato -compressa, gelatinoso- carnosa, dicotoma o quasi pennata, coi filamenti midollari per la massima parte longitudinali; Fronda arrotondata, gelatinosa, con la porzione assile costituita da numerosi tubi longitudinali ; Ne mas (orna Lygistes 1^8 Fronda plana od arrotondato-compressa, carnoso-mem- branacei, dicotoma o panniti, coi filamenti dello strato interno anastomosati; Graieloupia Fronda fogliacea, intiera o lacerata, membranaceo- carnosa o carnoso- cartilaginea, coi filamenti midol- lari longitudinali e trasversali, talvolta anastomosati verso la periferia. Schi:ymenia II. Fronda composta di due o di (piasi tre strati: strato corticale costituito da una o più serie di cellule mi- nute, rotondate , intensamente colorate, avvolte da muco più meno consistente; strato sotto corticale composto di più serie di cellule maggiori roton- dato-angolose , talvolta mancante; strato midollare formato da filamenti longitudinali e trasversali. A. Fronda cilindrica od appianata, gelatinoso-membra- nacea o carnosa , dicotoma o palmata oppure pen- nata od intiera; Halymenia Fronda compresso-appianata, gelatinosa, più volte pennata e piumosa. Schimmelmannin B. Fronda piana cartacea, spesso prolifera, talvolta caulescente e costata. Cryftonemia IVE:M^I§T01I4 /. Ag. Fì'ons cylindraceo-compressa aut ^lana, geìatinoso-carnosa , cU- chotoma aut siibj^innata , duplici strato constituta; interioi^e Jilis articulatis elongotis longifudìnaUliis dense intertextis constante ; esteriore jilis terticalihus fasciculatis dichotomo- fastiglatis articulatis , articulis interiorihus maJorìMs, ex- trorsum in fila moniliformia, muco laxiori aut solidescente cohihita abeimtiìjus, contexto. Facellae intra stratiim externum nidulantes, secedentibus Jilis ambientihis denium liheratae, nucleo ad^arenier simjìlici, ((nibito definito constitutae ; oiu- cleus filo vix consjncue mutato adfixiis, intra lohos oiconicos, a puncto hasali radiantes spora s oivmerosas muco cohihita fovens. Tetrasporae strato corticali immersae, sptarsae, cru- ciatini .divisae. Antheridia cellulis minutis albidis ad a/pices filorum jperipliericorum nascentilus, formata. Nemastoma /. Ag. Alg. med. p. 89, (excl. sect.). — Sp. II, p. 162. — Epicr. p. 125. 129 Fronda comi:)resso-piana , gelati noso-carnosa, dicotoma o quasi pennata, composta di due strati , cioè di uno strato interno o mi- dollare e di uno strato esterno o periferico. Strato interno formato da filamenti articolati con articolazioni cilindriche provvedute di pa- rete jalina e di endocroma giallastro per lo più raccolto in lunghe strisele, densamente fra loro intrecciati specialmente verso il centro e per la massima parte longitudinali. Strato esterno costituito da filamenti verticali, fascicolati, dicotomo-fastigiati, articolati con le ar- ticolazioni inferiori che si continuano coi filamenti dello strato in- terno più grandi di quelle superiori, le quali riescono arrotondate, intensamente colorate e circondate da muco più o meno consistente. Favelle sospese nello strato periferico, i cui filamenti da ultimo si ritirano per dare passaggio alle spore. Nucleo apparentemente sem- plice, con contorno definito, aderente ad un filamento poco diverso da quelli contigui, costituito da lobi obconici raggianti da un punto basale ed in ciascuno dei quali veggonsi delle numerose spore roton- dato-angolose, distribuite senza alcun ordine distinto ed avvolte da so- stanza mucosa. Tetraspore sparse ed immerse nello strato corticale, divise a croce. Anteridi ridotti a piccole cellule biancastre situate sulle ultime articolazioni dei filamenti corticali. Il genere Nemastoma, per ciò che lia rapporto coli' intima struttura della fronda, presenta delle analogie coi generi ScMzymenia , Nemalion, Dumontia, ma è ben disthito dal genere ScMzymenia per 1 caratteri esterni e dai generi Nemalion e Dmnontia per la diversa struttura del cistocarpio. Avrebbe pure qualche rapporto col genere QlojosipTionia, , collocato dall' Agardh in testa alla famiglia delle crittonemiacee, ma nell'unica specie conosciuta di Glojosiphonia (G. capillaris) ìQìumQniì midollari mancano nell'interno della fronda, cosicché ([uesta nella sua parte centrale si presenta vuota. Più difficile sarebbe di sta- bilire le differenze fra i generi Nemastoma e Halymenia ove a quest' ultimo appartenessero realmente tutte le specie che il Kùtzing vi ha riferite , ma le alimenie Kutzingiane che per avere lo strato periferico costituito da filamenti verticali dicotomo-fastigiati ricorderebbero maggiormente le Nemastoma, in gran parte e forse tutte devono rimuoversi dal genere. Alcune anzi non potrebbero neppure appartenere alle crittonemiacee. 130 Segt. l.a €jK^'lUlìO|illlaea fGijmnophlaea Kg.J-, Frons cylimlracco-com^ressn . ì. NEMASTOMA DICIIOTOMA /. Ag. JV. frondlhis dìchotomo-decomposltìs siibfastigiatis , segmentis ixi- teìitìhiis anguste linearibus cimeatisve. Nemastoma dighotoma /. Ag. Alg. med. p. 91. — S]). II, f. 164. — Zanard. Saggio ^.49. Gymnophlaea dighotoma Kg. PJiyc. T . 74, fig. IV. — Sp. p. 711. — Tal). Phyc. XVI, 58, g-k. — Ardiss. Unum. Alg. Sicil. f, 36. Iridaea dighotoma Endl, Halymenia Monardiana Menegli. in Atti della 3."^ Miunione degli scienziati italiani p, 426, non Montg. Gymnophlaea ingrassata, IJiasolettiana, caulesgens Kg, Ginnania irregularis Kg. Tal). Phyc. XVI, 69. Nemastoma minor Zanard. Icon. Phyc. Il, p. 153, T. LXXVII • Abit. Mare ligustico a Nizza (secondo gli autori); Tirreno all'Isola d'Elba (Signora Toscanelli), ed a Cagliari (sec. Piccone); Jonio sulle coste della Sicilia; Adria- tico sulle coste dell' Istria (Liechtenstein, Hauck), a Venezia (Signora Favarger) e ad Ancona (Caldcsi). Frequente nell'Adriatico, rara altrove. Cresce in cespuglieiìtti che raggiungono l'altezza di 4-8 centimetri. Le frondi sono ripetutamente dicotome ed incominciano a dividersi sino da poco sopra la base, però le dicotomie sorgono a distanze assai variabili e talvolta }-iescono anzi così avvicinate clu; la divisione apparisce policotoma. I segmenti IBI mostranai assai aperti e talvolta nnclio quasi divaricati; ora larghi appena un millimetro e cogli apici ingrossati ed ottusi, ora ristretti in basso ed assai di- latati su lungo percorso verso l'alto , ora ristretti in basso a guisa di caule ramoso ed in seguito dilatati e palmato-divisi. In qualche caso accade pure che questi segmenti su tutta la loro estensione si mantengano di una larghezza pressoché costante ed eguale a circa due millimetri, e che si restringano ap- pena verso la base e verso gli apici. Lo strato periferico è composto di filamenti dicotomo-fastigiati , ravvolti da scarsa mucosità quasi fluida. I filamenti poi dello strato midollare veg- gonsi maggiormente addensati nelle parti più adulte. La sostanza della fronda è gelatinoso -carnosa, però verso la base degli esemplari diseccati si trova essere assai consistente e quasi cartilaginea. Il colore è di un purpureo assai intenso eh 3 colla diseccazione diventa sempre più cupo. La Nemastoma minor di Zanardini si distinguerebbe dalla iV. dichotoma per il minore addensamento dei fili midollari, ma tale differenza probabilmente non dipende che dall'età poco avanzata della pianta. Sect. 2.^ Plaloma CP^aloma Schoush.J. Frons yìana, % NEMASTOMA CERVICORMS /. Ag. N. frondihus jildnis, subsessilìhis, (ììcliotomo-midtìfidis et a margine dense xdnnatis, segmentis ^innisq^ìce linearihns , terminaììhìts dicaricafo-multijidis, lacinulis Unearìlus obhisis. Nemastoma ceryicornis /. Ag. Sp. II, p. 167. — Epicr. p. 129. — Florid. MorpÌL T. IV, fig. h. — Erl.critt.ital. II, N'' 1261. Gymnophlaea ceryicornis Ardiss. Enum. Aìg. Sicil. p. 37. Halymenia ceryicornis /. Ag. Aìg. med. p. 97. — Kg. iS'p. p. 716. H. CYCLOCOLPA 3Iontg. FI. d'Aìgèr. p. 116, T. 11, fig. a. — Kg, Tal). Phyc. XVI, 94, a-t. Nemastoma gyclocolpa Zanard. Icon. PJiyc. II,i).ì\^, T. LXXVI. Gymnophlaea furgellata Kg. Phyc. p. 791. — iSIp. p. 712. — Tàb. ^Phyc. XVI, 60, ì)-c.? 13-2 Abit. Golfo di Lione (secondo gli autori) ; Tirreno a Mar- ciana neli' Isola d'Elba ed a Giannutri (Signora To- scanelli) ; Jonio ad Acireale in Sicilia ; Adriatico (se- condo gli autori). Nella prima e fors' anche nella seconda zona di profondità. Assai rara. Da un callo radicale alquanto dilatato sorgono le frondi, le quali innal- zandosi sino a 640 centimetri ed espandendosi quasi a circolo immediatamente al disopra di uno stipite breve e compresso, si dividono ben presto in modo da comparire dicotomo-multifìde, con le ascelle rotondate e densamente pen- nate ai margini. I segmenti sono lineari o cuneati e più o meno allargati. Le penne marginali, delle quali per lo più sono provveduti, riescono ineguali per sviluppo, lineari, più lunghe che larghe, ottuse ed un poco ristrette verso gli apici, opiJure divise in due linguette divergenti come le corna del cervo. La sostanza della fronda è gelatinoso carnosa, lubrica al tatto e quasi trasparente nello stato fresco. Colla diseccazione aderisce tenacemente alla carta. 11 colore è di un bel rosso vinoso che si fa più intenso negli esemplari diseccati. Secondo Giacobbe Agardh il Montagne sotto il nome di Halymenia cycìo- colpa avrebbe confuse due specie distinte, che sarebbero le Nemastoma cervi- cornis e N. multifida, la quale ultima si troverebbe soltanto nell'Oceano Atlantico. Per mia parte inclino a credere col Zanardini che le due specie Agardhiane non possano formarne che una sola , ma non avendo mai veduti esemplari autentici della N. multifida, ho creduto ben fatto di astenermi dal citare questa specie fra i sinonimi dell'altra, alla quale per conseguenza ho dovuto lasciare il nome imposto da Giacobbe Agardh. Noto per ultimo che i miei esemplari di Sicilia, per la straordinaria lar- ghezza dei segmenti , non potrebbero identificarsi con alcuno di quelli dise- gnati dal Montagne, dal Zanardini, dal Kùtzing, dall'Agardh. La Nemastoma inconspicua Reinsch [Contrib. p. 55 , T. XLI) con tetra- spore divise a zone, evidentemente va esclusa da questo genere. 3. NEMASTOMA MAUGlNIFEUA ,/. Ag, N. frondìhis a stipite cuneatim exj^ansls in laminam x^lanam^ integrarli mit ^arce laciniatam, a margine phyllis consimilihvs próliferam. Nemastoma Dumontioidet (J. Ag. Sp. Il, p. 164.) fronde succosa gelatinoso-membranacea, ex tereti compressa, dichotomo-decomposito-fastigiata, segmentis erectiusculis, terminalibus obtusis emar- ginato-bifidis. In mari mediterraneo ad Massiliam. Cum Halymeniis (H. jastigiata et H. trigoni) haec habet otternam quandam similitudinem, at structuram omnino diversam. ("J. Ag. Epicr. p. 126^. Nemastoma marginifera /. Ag. Sj). Il, i). 1G5. — Ejìicf. lì. 127. — Born. et Tliur. Nof. Aìg. I, :p. 47, T. XVL Abit. ionio a Messina (Signora Toscanelli). Trovata una sola volta. Dalle illustrazioni delle Notes Alffologìques e dagli esemplari di Biarritz che mi vennero comunicati dal Tlmret , risulta clie la fronda di questa specie si ramifica normalmente per dicotomia e che presenta una quantità di forme differenti per ciò che spesso i suoi segmenti non si sviluppano in eguale pro- porzione. Secondo Bornet e Thuret le prolificazioni marginali , alle quali la pianta deve il suo nome specifico , quantunque sieno frequenti pure non sa- rebbero punto caratteristiche. L'esemplare di Messina giacente nella collezione della Signora Toscanelli e che par quanto mi è noto è l'unico di questa specie che sia stato raccolto nA Mediterraneo, è sterile ed incompleto, ma tuttavia non mi lascia alcun dubbio sull'esattezza della sua determinazione. I.YOIIiTE^ /. A(/. Frons ieretmscìda, gélatinoso-inemlranace'j , suòpinnata, acci jilis- que perijphericis constitufa ; jiivenilis aoìnli filo articulato et si(b]^ohjsij)honio sensim filis decnrrentihtts cincto instmcta, aclultior tiibis mimerosis extra axilem disjpositis et anastomo- santihus unàiqiie stibreticulatim conjunctis , stratum interius, externe filis ad-reiìentihìis cinctuìn formantilus ; fila perijìhe- rìca inìtio verticillatim , demum imdique al) axi egredientia, fiascindato-fastigiata, verticillatim wnibellatim aut dichotome ramosa artìculata moniliformia, in stratum proj^riwn gelati- nosum laxe conjuncta. Favellae intra stratum, externum ni- dulantes, nucleo ad][)arenteT simplici, amlitu definito, consti- tutae ; nucleus filo nix conspiaie mntaio adfixus, intra lobos oòconicos, a puncto lasali radiantes, sporas numerosas muco cohthita fiovens. Tctrasporae Ignotae. Antheridia ignota. Lygistes /. Ag. Epicr. p. 118. Fronda arrotondata , gelatinoso-membranacea , per ogni verso ramosa e quasi pennata, costituita da una porzione assile e da uno strato periferico. Porzione assile nello stato giovine costituita da un tubo articolato circondato da filamenti longitudinali e nello stato 1S4 adulto formata da più tubi anastomosati ai quali si frammischiano dei numerosi filamenti più o meno grossi. Strato periferico composto di filamenti dicotomo-fastigiati, staccantisi ad angolo retto dalla por- zione assile, dapprima su piani paralleli ossia a verticillo e quindi da ogni parte, formati da articolazioni minutissime, piuttosto allun- gate, rotondate verso gli apici. Favelle minute, sparse fra i filamenti dello strato periferico. Nucleo apparentemente semplice, con contorno definito, aderente ad un filamento poco diverso da quelli sterili che lo circondano, costituito da lobi obconici, raggianti da un punto basale ed in ciascuno dei quali veggonsi delle spore rotondato-an go- lose, distribuite senza alcun ordine distinto ed avvolte da sostanza mucosa. Tetraspore ignote. Anteridi ignoti. La specie fondamentale di questo genere, da Giacobbe Agardh dapprima era stata riferita alle Nemastoma , dalle quali senza dubbio è distintissima in quanto alla struttura della fronda. 1. LYGISTES VERMICHLARIS /. A^j. L. frondìhcs subpinnatim ramosis decompositis , nmiiiUs super io- Tibus elongatis ìonge attemiatis acutis. Lygistes vERMiGULARis /. Ag . EpiCT. p. 119. — Florid. Morpli. T. IV, Jig. G-10. Nemastoma VERMicuLAms /. Ag. S'j). II, p. 163. Halymenia Floresia var. angusta Ag. Sj). 1, p- 209. Abit. Tirreno all'Isola crischia (Signora Favarger). Nello stato fresco le frondi probabilmente sono cilindriclie, ma negli esem- plari diseccati risultano perfettamente appianate. Esse si innalzano sino a circa mezzo decimetro o misurano in largliezza da tre a quattro millimetri. Quelle primarie sono quasi dicotome, ma i segmenti mostransi Lipennati, con le penne sorgenti per ogni verso, assottigliate alla base ed agli apici, ove anzi riescono acute. Le favelle sono assai minute ed invisibili ad occhio nudo. Esse si trovano sparse sullo porzioni più giovani della fronda. Il colore è di un bel roseo piuttosto intenso. La sostanza della fronda è gelatinoso membranacea cosicché colla diseccazione aderisce fortemente alla carta. Per l'aspetto ricorda lo forme minori deìV Hahjmenia Flonsia ed anche la Dudresnaja purpurifera. Cresce eziandio a Cadice nell'Oceano Atlantico ove venne scoperta dal Cabrerà e posteriormente raccolta anche dallo Schoushoe. 2. LYGISTES DALMATICA fZanard.J Ardiss. D. fmndihus jìcinim ramosis, ramuUs tenuissimis, spiniforrnihis, sparsis. DuDRESNAYA DALMATICA Zancinl. Icoìi. PJiyc. II, jì- 35, T. XL VII ! — ArcUss. e Straff. Enwm. AUj. Lìg. ]). 175. — Erh. critt. Hai. Ser. 21, iV." 973. Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio ed a Villafranca (Strafforello); Adriatico sulle coste della Dalmazia (Zanardini). Sugli scogli a poca profondità, piuttosto rara. In pri- mavera trovasi coi cistocarpi. La fronda, che è alta appena pochi centimetri e grossa circa mezzo mil- limetro, sino dalla base mostrasi ramosa per ogni verso, coi rami allungati, diritti, flagelliformi, indivisi o conformemente ramificati , forniti di ramoscelli tenuissimi, brevi, spiniformi, qua e là sparsi, ora alterni ora unilaterali, man- canti versole, estremità. Il tubo assile centrale risulta costituito da articolazioni cilindriche quattro o cinque volte più lunghe del loro diametro, nò mai compa- risce densamente corticato. I filamenti periferici mostransi assai brevi, dicotomo- fastigiati, moniliformi, e cosi addensati da costituire uno strato compatto. La sostanza della fronda è gelatinosa ma alquanto consistente. Il colore è di un bel purpureo violaceo che facilmente imbrunisce colla diseccazione. Ho trasportata questa specie nel genere Lyglstes in seguito alle osserva- zioni del Dott. Bornet (comunicatemi con lettera 2 Dicembre 1881) secondo le quali la pianta distribuita al X.° 1)73, Ser. II dell'Erbario crittogamico italiano, della cui identità con la D. dalmatica Zanard. non vi è luogo a dubitare, avrebbe i cistocarpi in forma di vere favelle. Il Dott. Bornet di preferenza ri- ferirebbe questa specie al genere Calosiplwnia dei fratelli Crouan ; ma io non conosco questo genere senonchè per la descrizione datane, dagli autori e d'altra parto credo che, almeno in quanto alla struttura della fronda, non vi sia diffi- coltà per avvicinare in uno stesso genere lo Lygistes vermicìilaris J. Ag. o Dudresnaya, dalm.atica Zanard. Del resto stando alle descrizioni di Giacchilo Agardh pare probabile che i due generi Calosiphonia e Lygistes non debbano formarne che uno solo. 10 13G OltATELOUPIJL Ag. Frons complesso-piana, carnoso-memlranacea, dicliotoma atd più- nata duplici strato constans ; interiore jilis articidatis in re- ticulum anastomosantihis contexfo ; esteriore jilis monilifor- mihus verticalilus muco coliihìtis constituto. Favellae infra stratum exterius utriusqiie paginae nidulantes , secedentihus filis amMentiòus demum liheratae, nucleo adparenter simplici amUto definito constittitae ; nucleus a plexu jilonim sensirn transmutato ortus, celluUs matricalilus numerosis certo ordine mx dispositis coalescentilus, demum sporas plurimas minutas gelatina amliente coJdMtas continens. Tetrasporae strati ex- terioriimmersae, sparsae, cruciatim divisae. Antlieridia ignota. Grateloupia Ag. Sp. I, p. 221. — /. Ag. Sp. Il, p. 177. Fronda assai comiiressa od anche del tutto piana, carnoso-mem- branacea, spesso car-tacea o quasi cartilaginea nello stato secco, di- cotoma pennata, talvolta prolifera anche ver.^o il disco, costituita da due strati distinti : io strato interno o midollare e lo strato esterno o corticale. Strato interno composto di filamenti articolati, percorrenti la fronda in varia direzione , spesso fra di loro anasto- mosati a guisa di rete. Strato esterno formato da filamenti verticali, moniliformi, dicotomo-fastigiati , avvolti da muco più o meno consi- stente. Favelle sparse su tutte e due le pagine della fronda e svolte al disotto dello strato esterno, i cui filamenti da ultimo si ritirano per dar passaggio alle spore. Nucleo apparentemente semplice , con contorno mal definito, quasi costituito da lobi disposti senza alcun ordine distinto, in ciascuno dei quali veggonsi numerose spore ro- tondato-angolose similmente disposte. Tetraspore quadripartite a croce e sparse fra i filamenti dello strato esterno. Anteridi ignoti. Secondo le ultime osservazioni di Giacobbe Agnrdh (Epicr. p. ^49), il oi- stocai'pio delle Grateloupia por la sua hitima struttura e per il suo modo di Sviluppo accennerebbe a quello delle gigartinacee , por conseguenza il genere Grateloupia dovrebbe essere alquanto allontanato dalle Nemastoma e dalle Scliizymenia ed essere portato in coda alle crittoneiniacee vicino al genere Prionitis. Mancando poro quest'ultimo genere nella flora del Mediterraneo, mi è sembrato che, malgrado le osservazioni dell'Agardh, potesse qui concedersi di non separare le Grateloupia da quelle altre crittonemiacee colle quali esse mostrano maggiori iMpporti in quanto alla stt'uttura della fronda. ir;- 1. GRÀTELOUPIA DICIlOTOiMÀ /. Ag. Cir. frondi'bns compresso-pìanis, linear ìliis, dichoi omo-fa siigiaUs a disco et a margine sae;pe lìrolifefis; seg m enfi s joaten film s, li- nearihus, terminalihns longe affemcatis. Grateloupia dighotoma /. Ag. Alg. med. jì. 103. — A};. 11,2^. 178. — EincT. 2^. ìo2.— Kg. S'p. lì. 733. — Tah.Phyc. XVII, 28, c-e. — Ardiss. e Sfraff. Emm. Alg. Lig. ]j. 170. Abit. Mediterraneo occidentale alle Isole Calcari (Rodriguez); Mare ligustico a Villafranca (Strafforello) e ad Antibcs (Hohenacker); Jonio sulle coste della Sicilia. Più frondi insieme unite sorgono da una stessa callosità radicalo mostrandosi dapprima ristrette alla base e quindi allargate in una lamina lineare, la quale si vede a ramificarsi nei modi più diversi quantunque per lo più lasci scor- gere il tipo di divisione per dicotomia. Delle prolificazioni marginali o proce- denti dal disco e più o meno sviluppate, veggonsi qua e là sparse ora su tutta la fronda ora soltanto sulle sue porzioni interiori. I segmenti ordinariamente misurano appena la larghezza di un millimetro , ma in alcuni esemplari gi- ganteschi, i quali non potrebbero in alcuna maniera distinguersi dagli altri senonchè per le dimensioni maggiori, essi giungono a misurare un centimetro. Anche l'altezza della fronda può dirsi assai variabile poiché va da due sino a dieci centimetri. I segmenti terminali spesso riescono per lungo tratto as- sottigliati, indivisi ed acuti agli apici, ma talvolta mostransi anche forcati. I cistocarpi sono minutissimi e veggonsi sparsi in gran numero nelle porzioni più giovani della pianta. La sostanza della fronda è carnoso-cartilaginea. Il colore violaceo. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. f. x'ex^exi.s, fronde decumhente ramis erectis> Abit. Tirreno a Napoli (Signora Favarger). f . TLk.&.xi.si9 fronde pygmaea se g mentis terminalihus dilatatisi Abit. Jonio sulle spiaggie della Sicilia. Misura poco più di un centimetro d'altezza. Le frondi, che sono piuttosto spesse e cartilaginee, si dividono molte volte e regolarmente a brevissimi' in- 138 tervalli per ilieotomia. 1 segmenti riescono assai aperti ed essendo assai densi si intrecciano fra di loro e si sovrappongono. Quelli terminali mostransi sen- sibilmente dilatati. f. I=*r ote-uis , fronde j^almato-dichotoma segmentis sursnm valde dilatatis. Grateloupia Proteus Kg. Phyc. jì- '''>97. — /S^;. p. 731. — Tah. Phyc. XVII, 33. — Zanard. Icon. Phyc. Ili, T. LXXXV. — Eri), critt. ifaì. ^er. Il, iV." 766. CtR. Cosentinii Kg. Sp. p- 732. — Tah. Phyc. XVII, 32, a-ì). — J. Ag. Epicr. p. 153. Gr. dighotoma. var. latissima Ardlss. Enum. Aìg. Sìcil. N." 164. Gr. cuneata Menegh. in Atti della 9.* Riunione degli scienziati italiani f. 173. NeMASTOMA ? CUNEATA /. Ag. Sp. II. p. 168. Abit. Tirreno a Napoli (Sig.^ Favarger); Jonio sulle coste della Sicilia. I segmenti, larghi sino a più di tre centimetri, tendono alla forma cuneata, ma qualche volta risultano anche perfettamente lineari. Per quanto mi sia affaticato afdne di distinguere la Gr. dichotoma dalla Gf. Proteus, che generalmente vengono considerate come autonome, pure io non sono riuscito a trovare im solo carattere che in ogni caso valesse a separarle nettamente. Ed infatti mentre le forme estreme di queste due sup- poste specie, hanno aspetto cosi diverso che sembrano appena comparabili, altre intermedie stabiliscono fra quelle dei passaggi talmente graduati , che riesce assolutamente impossibile di stabilire nella serie un limite qualsiasi di separazione che non sia del tutto arbitrario. 2. GRATELOUPIA FILICINA (IVulf.) Ag. Or. frondibits compresso-planis plnnatim decompositis et a disco proliferis ; pinnis linearihis acuminatis, in/erioribns longio- ribus pinnulatis, superioribus simpliciuscnlis ; favelUs fin- narum disco sparsis. Grateloupia filigiw A(/. iSfp. /, p. 223. — iSfi/6Ì. }}, 241. — /. Ag. Alg. 7ìied. p. 103. — S^. II, p. 180. — Epicr.p. 153. — De Noi. Sjh Alg. Ug, i\^.° ^5. / — iMontg. FI cVAlgér.j). 101. — Kg. Sp. i?. 730. — Tal). Phyc. XVII, 22. — Ardiss. e Straf. Emim. Alg. Llg. p. 178. — Eri), critt. ital. Ser. /, iV." 479, !^er. II, iV." 328. — Hohenack. Meemlg. N. 82, 563. Delesseria filicina Lamx., (sec. Bonnem.). FuGus FiLiGiNUs ]Vnlf. in Coli. lacqu. Ili, p. 157, lai). 15,/^. 2. — Crypt. aq. p. 54. — Esper. Icon. tal. 67. — Tìivn. Risi, toh. 150. Halymenia ramentacea Delle Chiaje Hydr. Neaj). T. XVI. Grateloupia dighotoma var. speciosa Ardiss. Enum. Alg. Sicil. iV^° 164. Gr. porracea Siflir. — Kg. Phyc. p. 397. — Sj). lì. 730. — Tal), Phyc. XVII, 25, a-c. Gr. concatenata Kg. Phyc. p. 397. — Sjì. p. 731. — Tah. Phyc. XVII, 24, c-e. Gr. horrida Kg. Phyc. T, 76, jig. L — Sp. l, e. — Tah. Phyc, XVII, 26, l)-d. Gr. filiformis Kg. S'j). l. e. — Tah. Phyc. XVII, 25, d-e. ,Gr. pennatula Kg. S'p. l. e. ~ Tah. Phyc. XVII, 21, a-b. Abit. In tutto il Mediterraneo. Comune a poca profondità e sulle scogliere alquanto riparate. Per lo più sterile, qualche volta trovasi con la fruttificazione polisporica. Le frondi sorgono in parecchie da una atessa callosità radicale, innalzan- dosi in esemplari di straordinario sviluppo sino a venticinque centimetri. La loro larghezza per lo più è eguale a circa due millimetri, ma talvolta è assai minore, mentre altre volte giunge ad eguagliare sino un centómetro. Queste frondi riescono assottigliate alla base ed all'apice ; verso il basso mostranai indivise quasi, ma però portano su quasi tutta le loro estensione delle penne 140 inarginali orizzontali, lineari, acuminate, talvolta unilaterali, le quali verso la base mostransi più lunghe ed ulteriormente pennate. Soltanto verso gli apici le frondi compariscono nude, mentre qua e là mostrano, procedenti dal disco, delle prolificazioni simili alle penne marginali già accennate. Le favelle diffi- cilmente si vedono ad occhio nudo e trovansi sparse nelle prolilìcazioni. La sostanza della fronda per lo più è membranacea alquanto consistente, cosicché colla diseccazione aderisce poco o punto alla carta. Il colore ora è purpureo -violaceo, ora quasi livido e spesso volge al verdastro. È specie largamente diffusa negli Oceani e quasi cosmopolita. l§€MEZ¥ilErVIA J. Ag. Frons plana, memlranaceo-carnosa vel carnoso-cartilaginea, inte- gra aid lacerata, dùplici strato constitiita ; interiore filìs arti- culatis longitwlinalibus transversalibuscpie dense intertextis superne aliciuando anas'omosantihus constante; exteriore Jllis moniliformihus verticalihiis dicJiotomo-fastigiatis micco soli- descente coìiibitis contexto. Faoellae infra stratum exterius ntrimiue nidulantes, secedentihis filis amMentibns dehmm li- heratae, omcleo adparenter simplici amlitu definito constitutac; nucleus filo interiore vix conspicue mutato adjixus, subspliae- ricus, intra lohos óbconicos a puncto basali si ne ordine con- spicuo conglobatas muco cohibitas fovens. Tetrasporae strato exteriori immersae, spafsae, criiciatiin dicisae. Antlieridia ignota. ScHizYMENiA /. Ag. Sp. U, p. 100. — Epicr. p. IIU. — - Florid, Morpli. T. IV, fig. 11-18. Frondi fogliacee generalmente grandi, spesso aggregate, meni- branaceo-carnose o carnoso-cartilaginee , intiere o divise per lacera- zione specialmente nello stato senile, costituite; 1." da uno strato interno formato da filamenti articolati, trasversali e longitudinali, den- samente fra l3ro intrecciati e talvolta verso la periferia fra di loro anastomosati ; 3." da uno stmto esterno formato da cellule minute, intensamente colorate, riunite in brevi filamenti verticali, monili- formi, dicotomo-fastigiati , strettamente avvicinati , conti luiantisi in basso coi filamenti dello strato interno, avvolti da mucosità piutto- sto consistente. Favelle svolle su ambedue le pagine delle frondi al Ili disotto dello strato esterno, il quale da ultimo si apre in forma di canale per dar passaggio alle spore , costituite da un nucleo appa- rentemente semplice a contorno definito e quasi sferico, aderente ad un filamento interno poco dissimile dagli altri e composto di lobi obconici raggianti da un punto basale, ciascuno dei quali 'mostra delle numerose spore rotondato-angolose disposte senza alcun ordine apprezzabile. Tetra^pore divise a croce , sparse ed immerse nello strato corticale. Anteridi ignoti. 11 genere Schizymenia, fondato da Giacobbe; Ayardli a ^[ìhì di alcune Iridaea del Greville e di alcune Halymenia, diderisce dalle Iridaea ed anche dallo Kaììymenìa per la struttura del cistocarpio. Dalle Halymenia, colle quali avrebbe comuni i caratteri della fruttificazione, si distingue n(Dn solo per le forme esteriori, ma eziandio per la struttura della fronda. \. SCHIZYMENIA MARGINATA (RoimelJ J. Ag. Sch. frondihus memh'anaceo-coì'/'aceis, oUongis ani sul ovlicula- rihus, margine subtìlitev incrassafo affions. Schizymenia marginata /. Ag. Sjh II, p. 171. — Duf. Elenc. Alg. Zig. N.° 105./ — Ardiss. e Stroff. Emim. Alg, Lìg. g. 181. NEMA.ST0MA MARGINATA /. Ag. Alg. lìied. p. 91. Iridaea marginata Endl. — Mmitg. FI. d'Algèr. p. Vlh., T. 10, jig. 3. / HA.LYMENIA MARGINATA Rouss. — Moiilg. ^gll. p. 439. — Kg. Sp, p. 717. Schizymenia minor Zanard. Icon. Pligc. II, T. LXII. ! Abit. Mare ligustico alla spiaggia di S. Giuliano presso Genova, ed al Porto Maurizio (Strafforello); Tirreno a Cagliari (scc. Piccone); Mediterr. occid. sulle coste dell'Algeria (Monard, secondo esemplari dell'erbario di Bory de S. Vincent comunicatimi da Tliuret). 14^ Probabilmente abita soltanto la terza zona di pro- i'ondità. Per lo più trovasi nello stato sterile e sempre in pochi esemplari. Variabilissima è la grandezza della fronda la quale però , avendo circo- scrizione oblunga o quasi orbicolare, raramente supera gli otto od i dieci cen- timetri nel suo maggior diametro. Tale fronda manca di stipite, è profonda- inente lacerata nello stato adulto ed ha il margine ingrossato e percorso da un solco profondamente scolpito. In quanto all'intima struttura è a notarsi che i filamenti midollari verso la periferia sono fra di loro anastomosati. Le favelle in iscarso numero trovansi sparse su tutta la fronda la cui sostanza è coriaceo-membranacea, quasi trasi^arente nello stato fresco. Colla disecca- zione non aderisce punto alla carta. Il colore è di un bel rosso sanguigno che si mantiene inalterato negli esemplari diseccati. • ^2 SCHJZYMKiMA DUBYI (CkauuJ J Ag. iSck. frondilms carnosis, obsciire purpìireis, stìjìitatis, jjlerumrpie olovato-lanceolaiìs i integris aut mqìerne denique laceratis, margine siibcrenuìatis. ScHizYMENiA DuBYi /. Ag. Sj)- H, X^- 171. — Orouan Alg. Finist. i\^." 183. — Le Jol. Lìd. Alg, Clierì). jj. 123. .' — Langerihach Die Meeresalg. Sic II. x>. IG. .' — Rabenh. Alg. Euro]). iV.° 1515. Iridaea Dubyi Huhenack. Meerolg. iV." 545. Kallymenia Dubyi Harc. Pìujc. h\ pi- 1-3. EuHYMENiA Dubyi Kg. Sj). p. 743. — Tab. Phyc. X VII, 80. Halymenia Dubyi Cìwuv. in Duby Bof. QoXl. p. 944. ScHizYMENiA MINOR /. Ag. S}). II,}). 172.?.? — Ardiss. Emim- Alg, Sicil. iV.° 160. — Erb. critf. ital Ser. I, .V.° 1025, non Zanard. Icon. PJiyc. II, p. SI, T. LXII. Nemastoma minor /. Ag. Alg. med. ]). no. ? ? Iridaea Montagnei Bory ex Montg. FI. d'Ahjér. j). 124, T, Vl.l Kg. Tab. Phyc. XVII, 5, a-b. 1 1:; ? Platymenia cordata /. Ag. Ad. Hoìm. 1849, ;p. 85. ? Sghizymenia cordata /. Ag. SjJ' H, jP- 176. Iridaea ellittica Kg. iSfj). p. 725, — Tao. Phyc. XVII, 4. Abit. Jonio sulle coste della Sicilia; Mediterr. occid. sulle coste delPAlgeria (Montagne, secondo esempi, dell'er- bario De Notaris) e su quelle di Spagna (sec. G. Agardh); Adriatico a Capocesto in Dalmazia (sec. Frauenfeld). Sugli scogli a poca profondità, comune in Sicilia ove non è rara coi cistocarpi. Da una callosità radicale minuta ma ben distinta sorge la fronda, dap- prima ristretta a guisa di stipite breve e compresso e quindi immediatamente dilatata in una lamina fogliacea obovato-lanceolata, intiera o più o meno pro- fondamente lacerata, alta sino a due decimetri, increspata od intaccata nel margine. Per lo più da uno stesso stipite non sorge che una sola fronda, ma qualche volta lo stipite si ramifica lateralmente, cosicché viene a portare più frondi che si trovano ad avere diverso grado di sviluppo. Altre volte invece lo stipite è così breve che la fronda apparisce quasi sessile. Le favelle si tro- vano sparse su ambedue le pagine della lamina e maggiormente addensate nelle sue parti superiori, partendo dalle quali vanno diradandosi sino a man- care del tutto in prossimità della base. La sostanza della fronda è carnosa, quasi opaca nello stato fresco, di consistenza variabile a seconda dell'età, co- sicché colla diseccazione non sempre aderisce bene alla carta. Il colore varia fra il roseo violaceo ed il purpureo intenso. Questa specie , malgrado le variazioni che presenta , si mantiene sempre •listintissima da quella precedente, non solo per i caratteri esterni, ma eziandio per la struttura della fronda. Infatti menlre nella Sch. marginata ì fili midol- lari più vicini alla periferia sono fra di loro anastomosati, nella Sch. Duhyi questi stessi fili risultano invece tutti liberi ed anche più grossetti. Non avendo mai potuto vedere esemplari autentici della ScTi. minor di Giacobbe Agardh, rimango incerto sulla corrispondenza di questa specie con la Iridaea Montagnei del Bory, la cui identità con la Sch. Diohyi è però da gran tempo pienamente accertata. Anzi stando all'indicazione data ultimamente da Giacobbe Agardh (Epicr. p. 122) il quale cita la Sch. minor Zanard. come corrispondente alla sua specie omonima, la specie Agardhiana si dovrebbe ne- cessariamente riferire alla Sch. marginata, poiché come é noto la Sch. margi- nata degli autori e la Sch. minor di Zanardini non sono che una stessa cosa. Neppure della Sch. cordata io ho mai potuto vedere esemplari autentici, ma rimettendomi alla descrizione dell'Autore inclino a considerarla come una forma della Sch. Duhyi. II/tLYMEI^IA Ag. (mut. charact.) J. Ag. Frons cylindracea compressa aut plana , geìatinoso-mem'hranacea 'Gel carnosa y dichotomo-fastigiata vel subpalmatim divisa aut pinnata, qttandoque indivisa, duplici strato constituta ; inte- riore Jilis articulatis simplìciMs tei ramosis versus perìphe- riam in ceìlulas rotnndato-angnlosas aheuntibus constante ; exteriore celluUs mimitis coloratis rotundato-angulosis contexto. Favellae immersae, infra stratum exterius suspensae, carpo- stomio demum lideratae. Tetrasporae strato exteriori immer- sele, sparsae, rotundatae, cruciatim divisae. Antheridia ignota. Halymenia Ag. (mut. charact.). — J. Ag. Alg. med. p. 95. — Sp. II, p. 197. — Epicr. p. 133. Frondi cilindracee oppure più o meno compresse od anche piane, gelatinoso-membranacee ovvero carnose, talvolta quasi cartilaginee nelle parti più adulte, dicotomo-fastigiate o quasi palmate od anche pennate, raramente intiere od irregolarmente intagliate, costituite da due strati distinti: lo strato interno o midollare e quello esterno o corticale. Strato interno composto di filamenti articolati, ora assai radi ora piuttosto addensati specialmente nelle parti più adulte, sem- plici od anastomosati fra di loro, per lo più terminanti verso la pe- riferia in una o più serie di cellule rotondato-angolose, colle quali talvolta si anastomizzano. Strato esterno costituito da una o più serie di cellule corticali minute, rotondato-angolose, intensamente colorate. Favelle immerse nella fronda e sospese al disotto dello strato esterno, da ultimo liberate mediante un carpostomio, costituite da un nucleo semplice quasi sferico, composto di numerose spore minute, appa- rentemente raggianti da un punto centrale o distribuite senza alcun ordine apprezzabile, avvolte da un periderma comune trasparentis- simo. Tetraspore sparse ed immerse nello strato esterno, arroton- date, divise a croce. Anteridi ignoti. AI modo (li divisione di questo genere in sessioni, fondate su caratteri anatomici, quale venne praticato da Giacobbe Agardh (Epicr. p. 134), sem- brandomi preferibile altro modo fondato sui caratteri esterni della fronda, credo di non poter evitare la creazione di due nuovi nomi per le sessioni stabilite nel sottoposto Prospetto sinottico, le quali a mio avviso potrebbero comprendez'e anche le alimenie estranee alla flora del Mediterraneo. 145 PROSPETTO SINOTTICO DELLE SPECIE DEL GENERE HALYMENIA. Sez. l." Halophyllum. Fronda piana: l. pennata; penne e pennette lineari acuminate, ff. Floresia penne cuneato-spatolate, pennette lanceolate, acute; H. Corinaìdii '2. intiera od irregolarmente divisa; cuneata od oblunga, brevemente stipitata, prolifera, IT. spathuiata coi margini dentato-ciliati ; H. iilvoidea 3. dicotomi!,; cartilaginea alla base, collo strato sotto corticale assai spesso; H. Monardiana gelatinoso-membranacea, coi filamenti interni radi. E. patens Sez. 2.^ Nemallopsis. Fronda cilindraoeao compressa nello stato adulto, dicotoma. 1. Strato sotto corticale nullo ; H. decipiens 2. Strato sotto corticale composto di una sola assisa di cellule anastomosate coi filamenti midollari; H. Ugulata 3. Strato sotto corticale costituito da poche serie di cellule granellose, delle quali quelle più interne ana- stomosate coi filamenti midollari; - H. fastigio ta 4. Strato sotto corticale costituito da cellule anasto- mosate fra di loro ; H. trigona 5. Strato sotto corticale costituito da parecchie serie di grosse cellule non anastomosate; segmenti cuneato-dilatati sotto alle dicotomie; H. dichotoma segmenti lineari superiormente corimbosi. IT. cystophora Segt. 1." Ualoph^llum. Frons ;plana. 1. HALYMENIA FLORESIA {ClemJ Ag. E. frondilms gelatinoso-memlTanaceis , inflato-;planis, sti;pitatiSf decomimsito-'pinnatis ; pinnis ;pinnulisque linearibus longe acu- minatisi ])atentil)us, integerrimis aut serrato-ciliatis, HALYMENIA Floresia Ag. Sjo. I,^. 209. — Syst.p. 343, (excl. var.). — /. Ag. Alg. mecl, ^. 96. — S;p. II, j^. 205. — Montg. Canar, 1 k; p. 168. — FI. d'Algèr. jp. 114. — KS>. j?. 716. — Tah. Pliyc. XVI, 88-89. — Ardiss. e iStraff. Emim, Alg. Lig. p. 179. — Falkenherg Meeralg. Neajjì. ^. 263. — RabenJi. Alg. Sachs. N.'' 999. — Hohenack. Meeralg. iV.° 556. — Frb. critt. ital. Ser. II, iV.° 276. H. ciLTATA Delle Chìaje Hydr. Neap. T. 57, {sec. Falkenh.). Fucus Proteus Belile Fgypt. T. 58, jìg. 1-4. F. Floresius Cìem. Ens. p. 312. — Turn. Hist. T. 256. Abit. Mediterr. occid. (scc. gli autori); Mare ligustico al Porto Maurizio ed alla spezia ; Tirreno nel golfo di Napoli (sec. Falkenberg); Alto Adriatico sulle coste deiristria (Titius, Hohenacker); Basso Adriatico a Bari (De Romita); Mediterr. inf. (sec. gli autori). Sulle spiagge ove viene rigettata dalle onde, avendo la sua dimora nella terza zona di profondità. Da una ben distinta callosità radicale, che si prolunga in un breve stipite appianato, sorgono le frondi, le quali riescono alquanto gonfie nello stato fresco e piane nello stato secco. Queste frondi, alte sino a due decimetri, lar- ghe da 5-15 millimetri , mostransi due o tre volte pennate , con le penne li- neari, acuminate , assai aperte od anche orizzontali, con le pennette similmente disposte, ma ineguali e spesso quasi spiniformi. In quanto all'intima struttura vi si distinguono due strati: quello midollare e quello corticale. Lo strato mi- dollare è composto di filamenti articolati assai radi; lo strato corticale é for- mato da due sole assise di cellule, delle quali soltanto quelle più esterne sono assai colorate e verticali in quanto che riescono alquanto oblunghe. Le favelle sono minute, puntiformi, appena visibili ad occhio nudo. Esse si trovano sparse su tutta la fronda, però verso la base sono più rade. Le tetraspore nascono fra le cellule dello strato esterno, sono rotondato-oblunghe ed hanno il nucleo diviso a croce. La sostanza della fronda, clie è gelatinoso-membi*anacea, colla diseccazione aderisce tenacemente alla carta. 11 colore è di un bel roseo che talvolta per decomposizione della sostanza rossa si muta in verdastro. Cresce eziandio nel Mar Rosso, nelle regioni calde dell'Oceano Atlantico e sulle spiaggie della Nuova Olanda. 2. HALYMENIA CORINALDII Menegh. H.frondih'us gelatinoso-memhranaceis, planis , stipitat(H'a'ìmsis ; 147 segmentis cuneato-spathulatis decom^osite '^hxnatis, piìinis iti- dem cuneato-s^atlmlatis, pinmilis lanceolatls acittis. Halymenia Gorinaldii Menegh. in Giorn, hot. ital. 1844, 'p. 297. — Zanard. Icon. Phyc. Ili, ^. 14, T. LXXXIII, fig. 1-2. Ahti. Tirreno a Livorno (secondo un esemplare deirerbario Meneghini). Da uno stipite filiforme, tenuissimo e ramoso, sorgono le primarie divisioni della fronda, le quali raggiungono appena l'altezza di poclii centimetri. Queste divisioni sono piane, cuneato-spatolate, più volte pennate, larghe 5-6 millimetri al più. Le penne, similmente cuneato-spatolate, portano delle pennette lanceo- late ed acute. Esaminata al microscopio la fronda si mostra costituita: 1.° da uno strato esterno formato da una sola assisa di cellule minute e da 2-3 assise di cellule sottocorticali più ampie; 2." da uno strato midollare composto di pochi filamenti articolati, contenenti della sostanza granellosa. La consistenza della fronda è carnoso-membranacea ed il colore purpureo scuro. Nelle Floridee italiche (Voi. II, 4 ) indicai VHalymenia Corinaldii fra le specie scoperte al Porto Maurizio dal Sig. Strafforello , ma ripresi ad esame i frammenti che avevo creduto di dover riferire a questa specie, trovai che non vi potevano appartenere. 3. HALYMENIA SPATHULATA J. Ag. H. frondihus gelatinoso-membranaceis, incrassato planis stipitatis^ cimeatis aut oUongis a margine pinnatim j^roliferis decom- positis, prolijlcationihis mox spathulaeformibuSy demum oUon- go-lanceolatis. Halymenia SPATHULATA ./. Ag. tS^p. II, p. 204. — Florid. Morphoì, T. V.fig, 1-3. — Kg. Tah. Phyc. XVI, 87, a-b. — Zanard. Icon. Phyc. Ili, T. LXXXIII, jig. 3-4. Halaraghnion spathulatum Kg. Sp. f. 722. Abit. Golfo di Lione a Marsiglia (secondo esemplari del Museo fiorentino). Da un minutissimo callo radicale sorgono le frondi, le quali sono piane, cuneate od oblunghe, brevemente stipitate, alte da 12-20 centimetri od anche 148 assai più secondo lo indicazioni degli autori. Esse mostransi fornite di proli- ficazioni per lo più marginali, raramente procedenti dal disco, che a se- conda dell'età riescono spatolate od oblungo-lanceolate. Queste frondi risultano costituite da due o tre serie di cellule corticali e da filamenti midollari radi, a quando a quando fra di loro anastomosati. Il colore è di un bel rosso cocci- neo che si mantiene inalterato negli esemplari diseccati i quali tenacemente aderiscono alla carta. Questa magnifica specie è egregiamente distinta da tutte le sue congeneri, ma non essendo nota che nello stato sterile, non si può considerare come classificata con piena sicurezza. k. HALYMENIA ULVOIDEA Zanavd. H. frondihus lìlanis, mewibranaceis, sessilihis, oUongis auf .^uhor- licnlariMs, irregulariter fissis, margine dentato-cìliatìs. Halymenia ULVOIDEA Zcincml. Icon. Phyc. Il, ]). 17, T. XL V. — Ardiss. e Straf. Enum. Alg. Lig. ^;. 180, non Kg. K\)\i. Marc ligustico al Porto Maurizio (Strafforcllo) ; Tir- reno a Napoli (sec. Zanard.). Cresce soltanto nella terza zona di profondità ed è assai rara. Da un minutissimo callo radicale sorgono le frondi che sono immetliata- mente piane, membranacee, assai sottili, oblunghe o quasi orlàcolari, irrego- larmente incise, qua eia bucherellate, cigliato-dentate nei margini. In quanto all'intima struttura è a notarsi che lo strato corticale è costituito da una sola assisa di cellule piuttosto grandi la cui parete presenta uno spessore eccezio- nale, e che lo strato midollare è formato da pocliissimi filamenti articolati le cui articolazioni superano di 2-:> volte il loro diametro. I cistocarpi secondo Zanardini sarebbero minutissimi e sparsi su ambedue le pagine. I miei esem- plari mostrano un color rosso mattone piuttosto sbiadito e poco aderiscono alla carta. 5. HALYMENIA MONARDIANA Moiitg. M. frondihis planici, carnosis, ses.'iiUlms, irregidarìler diclioiomo- Sìibpalmatis ; segmentis cunealo-dHaiaiis, nltimis ceranoideiH attenuatis S]}liat1ml(ifisve. 149 Halymenia Monardiana 3Iontg. Crypt. Alg. p. 8. — FI. (VAlgèr. f. 115, T. 11, Jig. 2. — Kg. Sj). p. 717, non Toh. Phyc. XVII, 2, d. — J. Ag. Sj). Il, p. 203. — Ardiss. Enmn. Alg. SiciL p. 37. — Zanard. Icon. Phyc. II, p. 91 , T. LXIIl. ! — Falkenberg Meemlg. Neap.p. 2G3. — Eri. critt. ital. Ser. Il, iV." 862. H. MESENTERiFORMis Monufd^ mscT. ?H. CARNOSA Hering apud Kg. Tal. Phyc. XVI, p. 35, T. 98, (sec. Zanard.). H. PALMATA Delle CMaJe Eydr. Neap. T. 15, (sec. F alleni. ]. Abit. Tirreno a Napoli, (sec. gli esemplari dell'Erb. critt. ital.); Jonio sulle coste della Sicilia; Mediterr. occid. in Algeria (sec. gli autori). Sulle spiaggle ove viene rejetta dai flutti , avendo la sua dimora nella terza zona di profondità. Qualche volta trovasi con la fruttificazione polisporica. Le frondi sorgono da una larga callosità radicale, la quale si distende su varie produzioni marine od anche sui materiali sgretolati del fondo del mare. Piane sino dalla base , queste frondi ben presto si allargano, si dividono per dicotomia e si spiegano a ventaglio. Le dicotomie (4-G) sorgono a distanze assai diverse e talvolta riescono fra di loro così vicine che la fronda compa- risce quasi palmata. Le ascelle mostransi egregiamente rotondate ed i seg- menti, che in esemplari di straordinario sviluppo giungono sino a due cen- timetri e più di larghezza, compariscono cuneato-dilatati. Gli ultimi sono però dilatati a guisa di spatola od anche divisi in lacinie che partono da un medesimo lato come le corna del cervo. L'altezza di tutta la pianta or- dinariamente è di LO-15 centimetri, ma talvolta giunge sino a due decimetri. In quanto all'intima struttura nella fronda si possono distinguere: l.^uno strato corticale costituito da due assise di cellule minutissime ed intensamente colorate; 2.° uno strato sotto corticale di parecchie (4-6) serie di cellule roton- date-an golose , vuote ovvero contenenti poco endocroma giallastro e decre- scenti nel diametro procedendo dall'interno verso la periferia; 3." uno strato midollare che esaminato a sufficiente ingrandimento si mostra costituito da filamenti articolati, trasversali e longitudinali, le cui articolazioni hanno lun- ghezza varia e contengono poco endocroma giallastro, raccolto in lunga striscia nella direzione dell'asse dei filamenti stessi. 1 cistocarpi sono minuti , puntiformi, ma facilmente visibili anche ad oc- ino cliio nudo. Es3i si trovano sparsi su entrambi le pagine della fronda e spe- cialmente addensati nei penultimi segmenti. Al microscopio si vedono a spor- gere sulla superlicie della fronda, nel cui tessuto sottocorticale trovansi innicchiati. T.e tetraspore rimangono tuttora ignote. Nello stato fresco la sostanza della fronda è piuttosto carnosa , ma colla diseecazione si fa quasi cartilaginea, specialmente nelle parti più adulte, le quali presentano uno spessore insolito nelle specie di questo genere. Il colore è di un bel rosso ranciato, ma spesso però volge al verdastro. UHalymenia Monardiana disegnata dal Kutzing (Tah. Phyc.XVII, 2) per i caratteri esterni potrebbe stare con la specie omonima del Montagne , ma per la struttura della fronda no sembrerebbe distintissima. 6 HALYMENIA PATENA J. Ag. B,fm'ndiìms])lanìs,gelatinoso-mcmì)ranaceis,s%ilsessilihis, rei)eiite dichotomis ; segmentìs suìmineato linearìhus supra sinns oh- tusos convergenfìhis, ierminalibus dilatatis ohHms mit emar- ginatis, iterumce divergenter subdivisis. Halymema patens /. Ag. tSp. II, p. 20;j. — Epicr. ]). lo9, no.i Ardiss. e Straf. Enum. Aìg. Zig. p. 180. Abit. Mare ligustico sulle coste della Provenza (sec. Gia- cobbe Agarclh); Mediterr. occid. alle Isole Baleari (Rodrigucz). Di questa rarità del Mediterraneo ne ho una figura disegnata dallo stesso Giacobbe Agardh e da lui gentilmente comunicatami. L'esemplare rappresen- tato da questa figura misura appena quattro centimetri d'altezza; i suoi seg- menti hanno la larghezza di cinque millimetri e si espandono in maniera da dare a tutta la pianta un contorno quasi reniforme. Dal Rodriguez poi ebbi una forma che in quanto alla struttura della fronda pare corrispondere abba- stanza bene colla specie Agardhiana, ma che tuttavia per l'imperfetto sviluppo dell'esemplare non vi si potrebbe riferire con piena sicurezza. (1) In quanto alla forma indicata nell'Enumerazione delle alghe di Liguria col nome di H. patens, noterò che deve invece riferirsi alla Fancliea repens, colla quale la specie qui descritta presenta infatti molta rassomiglianza sotto il rapporto dei caratteri esterni. 1 La struttura dell' H. palens viene così descritta dn Giacobbe AgarHli (Sp, l. e.) u Cellula^ superficiales rotundato-angulatae, simplici serie dispositae, cuin superficie parallelae pctius quam verti- cales. His subjacent aliae paulo majores subhyalinae; internum spatiiim filis elongatis subgtanulosis cc- cupatnr. » 151 Srct. 2." i^emallopisi»^. Froiis cìjUndracea aut comiwessa, (ìiclwtoma. 7. HALYMENIA DEGIPIENS /. Ag. H. frondibns teretmscidis, gelatinosis , dicliotomo-decoìnpositis fa- stìgiatiSy siirsum longe et imrum conspicue aitenuatis ; seg- meniis terminalihts mx angustiorihus saejie ftircatis óhtu- siuscvMs. Halymenia DEGIPIENS J. Ag. fSp. II, lì. 200. — Eincr. p. 137. — Ardiss. e Straf. Emim. Alg. Lig. p. 180. Abit. Mare ligustico alla Spezia (Piccone). Rarissima. Combina sufiìcientenien'te con gli esemplari distribuiti sotto lo stesso nome dai Signori Fariow, Andei'son, Eaton al N,° 80 della loro pregevolissima col- lezione di alghe dell'America boreale. Identica è la struttura della fronda, ma negli esemplari americani il grado di sviluppo essendo più avanzato, lo spessore dello strato midollare riesce maggiore. In ogni caso questo strato è formato da filamenti trasversali e longitudinali, radi ed jalini, mentre lo strato corticale è costituito da un sol rango di cellule minute, di forma ir- regolare e di tinta piuttosto pallida. Questa struttura non essendo pienamente conforme a quella attribuita da Giacobbe Agardli aH'ZT. decipiens, dapprima raccolta a Cadice dal Cabrerà, non saprei essere pienamente sicuro circa l'esattezza della corrispondenza della forma qui accennata con la specie Agardhiana. Del resto la pianta mediter- ranea, come quella americana, si distingue facilmente da tutte le altre ali- menie per la straordinaria sottigliezza della fronda, la quale essendo gelatinosa aderisce tenacemente alla carta. 8. HALYMElMA LIGULATA vcw. striota. H. frondihus cglindrico-compressis, gelatinoso-memlranaceìs, di- cliotomo-fastigiatis margine et disco saep e proliferi s ; segmentis linearihìis patentilus. 11 152 Halymenia ligulata Zanard. Icon. Phijc. I,2>. 159, T. XXXV IL — Ardiss. e Straf. Eniim. Alg. Lig. ^. 180. Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello) ; Adria- tico sulle coste della Dalmazia (sec. Zanard.). Aderisce alle conchiglie e ad altre produzioni marine mediante un minu- tissimo Ctillo radicale dal qilale sorge la fronda, dapprima attenuata in forma di stipite e quindi ingrossata a guisa di tubo più o meno compresso. Questa fronda si divide più volte per dicotomia, mostrando le ascelle arrotondate ed i segmenti lineari, aperti, proliferi, colle prolificazioni più o meno sviluppate, semplici forcute, assottigliate agli apici. In quanto all'intima struttura nella fronda si distinguono: 1." uno strato corticale composto di una sola assisa di cellule intensamente colorate ; 2.° uno strato sottocorticale formato da una sola assisa di cellule più grosse ; 3." uno strato midollare costituito da scar- sissimi filamenti anastomosati fra di loro e con le cellule dello strato sotto- corticale. I cistocarpi sono assai minuti e trovansi sparsi su tutta la fronda; sono sospesi fra i filamenti dello strato midollare immediatamente al disotto delle cellule corticali. La consistenza della fronda è gelatinoso-membranacea, cosicché gli esemplari diseccati aderiscono bene alla carta. Il colore è giallastro -o pur- pureo lurido. ÌJ Halymenia ligulata Ag. (Ulva ligulata Woodw.J dell'Oceano , della quale possiedo esemplari favoritimi dai Signori Magnus e Le Normand, sembra di- stintissima dalla forma qui descritta. In quella la fronda è piana , dicotoma, quasi palmata, ed i segmenti giungono a misurare parecchi centimetri di lar- ghezza, in questa invece la fronda è arrotondato-compressa, dicotomo-fastigiata, ed i segmenti sono larghi appena alcuni millunetri. Sembrando però che VHa- lymenia ligulata Ag. sia specie assai polimorfa, ho creduto di potervi riferire la forma in discorso, tenendola tuttavia distinta come varietà. 9. HALYMENIA FASTIGIATA /. Ag. H. frondihus teretmscidis, suhmenibranaceis, dichotomo-decowjmsì' tis fastigiatis ; segmentis ad ascillas dilatatis , ajncilnis acn- minatis. Halymenia fastigiata /. Ag. Sjp. II, p. 199. — Ejncr. ]). 137. — Zanard. Icon. Phyc. Ili, T. XOI, fig. 1-3. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. ]). 180. Ghrysymenia dighotoma Zanard, l. e. li, T. LXX, fig. i, non J. Ag . Abit. Mare ligustico alla Spezia (Caldesi) ; Mediterr. occid. sulle coste deirAlgeria (secondo gli autori). Trovasi rigettata ma ò assai rara. La fronda è arrotondata, ripetutamente dicotoma e, negli esemplari da me veduti, giunge a misurare da 8-10 centimetri in altezza e circa tre millimetri in grossezza. I segmenti riescono dilatati verso le ascelle ; quelli terminali mo- stransi allungati ed acuminati verso gli apici. In quanto all'intima struttura nella fronda si distinguono : 1." uno strato corticale composto di un' assisa di cellule superficiali intensamente colorate, alquanto allungate nella direzione del raggio e di tre assise di cellule sotto- stanti , irregolarmente arrotondate , pregne di sostanza granellosa ; 3," uno strato midollare costituito da filamenti contenenti della sostanza granellosa, anastomosati fra di loro e con le cellule più interne dello strato corticale. Nello stato secco la sostanza della fronda è quasi membranacea, né sempre si trova aderente alla carta. Il colore è di un roseo pallido che qua e là volge al giallognolo od al verdastro. io. HALYMEMA TRIGONA fClem.J J. Ag. IT. frondihcs cylindraceo-com2)ressis, gelatinoso-ìnem'branaceis .mi- cartilagineis , dichotomo-decomijositis fastigìatìs ; segmentis • suòcuneato linear ìhus, apicihus ohtusis. Halymenia trigona /. Ag. Sjh II, p. 201. — E per. p. 137, non Kg. Tal). Pliyc. XVI, 90. H. TRIGONA Var. CARTILAGINEA Ag . S_p. p. 211. Fucus TRiGONUs CUm. Ens. p. 318, (sec. J. Ag,). Halymenia gystophora ? Ardiss. FI. ital. I, 4, T. XIV, Jig. 9-11. FuRGELLARiA ? DiGHOTOMA Ardiss. l. c. T. XIII, fig. 15. — Voi. II, ì, :p. 64. Abit. Tirreno a Cagliari in Sardegna (Gennari, sec. esempi, comunicatimi da De Not.) ; Golfo di Lione a Marsi^ glia (sec. Castagne). Da uno stipite cartilagineo d^lla grossezza di circa due millimetri sorgono le frondi ergendosi sino all'altezza di circa due decimetri. Queste frondi ri- 154 sultano cilindraceo-compresse su tutto il loro percorso e ripetutamente {5-G) dicotome, fastigiate, coi segmenti lineari un poco dilatati sotto alle dicotomie, grossi sino a mezzo centimetro, colle ascelle rotondate, coi segmenti terminali in forma di linguetta , ottusi agli apici od anche troncati o quasi tagliati a mezza luna. In quanto all'intima struttura è a notarsi che i fdamenti midol- lari riescono assai tenui e per la massima parte longitudinali. All' infuori di questi filamenti si trovano alcune • serie di cellule ramose, anastomosato, delica- tissime e poi più serie (4-5) di cellule corticali gradatamente più minute verso l'esterno, rotondate, colorate, assai d-ense e più o meno regolarmente disposte in brevi filamenti verticali all'asse della fronda. Lo spessore dello strato mi- dollare, ed anche quello dello strato corticale, trovansi avariare nelle diverse regioni nella fronda, con ciò che risulta gradatamente minore nelle parti più giovani, le quali per conseguenza riescono sottilmente membranacee , mentre le altre presentano consistenza quasi cartilaginea. Il colore è di un bel rosso ranciato. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sulle coste della Spagna. UH. trigona J. Ag., stando alla descrizione dell'autore avrebbe la fronda grossa quanto il mignolo, ma malgrado ciò non esito a riferirvi la specie qui descritta, sembrandomi che né per la struttura della fronda né per il porta- mento possa in alcuna maniera distinguersene. L'-ff. fustigiata di Piccone (Florida alg. della Sardegna iV.° 2S0) probabil- mente è identica alla specie qui descritta. 11. HALYMENIA DICHOTOMA ./. Ag, H. frondihus subinflato4uhulosis, meìiihranaceo-carnosis, dir.hofomo- decomjìositis fastìgiatis ; segmentis cylmdraceo-compressis in- fra dichotomias sìibcuneatim dilatatis , a^iciUùs Iremter acn- minatis. Halymenia DICHOTOMA /. Ag. Fjìicr.p. 136. — Falkenlerg Ueeralg. Nea^p. p. 262. Ghrysymenia DICHOTOMA /. Ag. SjJ. II, f. 211. — Zanard. Icon. Phyc. Ili, T. XCI, Jlg. 3-5. ! Abit. Alto Adriatico sulle coste delFIstria (Titius, Zanar- dini, Haiick); Tirreno e Golfo di Lione (secondo gli autori). Da una callosità radicale piuttosto dilatata sorgono le frondi, innalzandosi sino all'altezza di circa sei centimetri e dividendosi ripetutamente (G-8) per 155 dicotomia. In basso queste frondi riescono quasi caulescenti , ma verso l'alto mostransi tubolose alquanto compresse. 1 segmenti inferiori hanno la grossezza di circa due millimetri ed appariscono ouneato -dilatati al disotto delle dico- tomie, quelli superiori riescono assai assottigliati e cogli apici brevemente acuminati. La circoscrizione generale della pianta risulta pressoché circolaro. In quanto all'intima struttura la fronda è costituita: 1." da uno strato corticale formato da una sola assisa di cellule minute, rotondate ed inten- samente colorate; S.'' da uno strato sottocorticale composto dì parecchie assise di cellule pure rotondate ma di diametro decrescente dal centro alla periferia e scolorate o quasi ; 3." da uno strato midollare composto di filamenti longi- tudinali, densissimi alla base della fronda e più radi nelle parti superiori. I cistocarpi si vedono bene anche ad occhio nudo e si trovano sparsi su tutta la pianta. La sostanza della fronda è membranaceo-carnosa nò sempre colla disoccazione aderisce bene alla carta. Il colore è purpureo scuro ma volge facilmente al verdastro. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. 12. IIALYMENIA CVSTOPHORA Monlg. ? H. frondihus cylindraceis, gelatinosis, dicliotomo-decompositis ; seg- mentis terminalihus parum attemiatis fascmilato-corym'bosis, aincihis fiircatis, Halymenia gystophora Montg. FI. d'Algèr. ^;. 114. ? Halaraghnion gystophorum Kg. Sj). ]). 721. ? Abit. Mediterr. inf. alla spiaggia di Licata in Sicilia (Beltrani). Rejetta dai flutti e rarissima. Nell'unico esemplare che possiedo di questa specie, mancando la base non è dato rilevare se la fronda sia stipitata o meno. Comunque siasi nello stato fresco essa dovrebbe essere cilindrica, benché diseccata apparisca perfettamente appianata, come è proprio delle specie la cui sostanza gelatinosa e molle colla diseccazione aderisce tenacemente alla carta. Questa fronda, che nel mio esem- plare misura circa cinque centimetri di altezza e tre millimetri di grossezza, inferiormente apparisce policotoma, però ciascuno dei segmenti che risultano dalla sua divisione primaria si mostra ulteriormente diviso per dicotomia. Verso il basso e sino oltre la metà dell' altezza, tali dicotomie sono scarse e distanti, le ascelle angolose anziché arrotondate ed i segmenti piuttosto aperti, verso l'alto invece i segmenti risultano densi, fascicolato -corimbosi, per modo che tutta la pianta, diseccata, viene ad acquistare un contorno semicircolare. 15G Inoltre è a notarsi che i segmenti terminali compariscono alquanto assotti- gliati e brevemente forcuti agli apici. In quanto all'intima struttura, nella fronda si distinguono : 1." uno strato corticale composto di 2-3 assise di cellule minute , intensamente colorate, al- lungate nella direzione del raggio; 2." uno strato sottocorticale formato da 3-4 assise di cellule rotondate, scolorate, più ampie verso l'interno; 3." uno strato midollare costituito da filamenti allungati, radi, percorsi da una striscia di endocroma qua e là interrotto. Il colore è violaceo sbiadito oppure giallognolo. All'i7. cystophora Montg., della quale non si ha che una breve frase dia- gnostica, non saprei riferire la pianta qui descritta senza qualche riserva. Ove però questa non potesse riferirsi alla specie del Montagne , dovrebbe conside- rarsi come nuova, non potendosi identificare a nessun'altra delle alimenie descritte dagh autori. SCHSlMIEJLMAI^r^BA Schoush. Frons andanti ])lana, gelatinosa, àecomposito-])innata et ])lumosa, stratis àudbus contexta ; filis interior ibiis longitvAÌinaUhis laxioribiis articìdatis et ramosis àemum densiorihis ; strato peri;pherico serie subsi7nplici celkdarum rotundatarum con- stante. Favellae marginem versus innnularum suòsingnìae insidentes , intra pericar])itcm Jiemisjìhaerice p'ominuluni excej^tae. Tetrasporae ignotae. Antheridia ignota. ScHiMMELMANNiA Scliousl). mscT. — /. Ag. Sp. II, P' 208. Fronda compresso-appianata, gelatinosa, più volte pennata e piu- mosa, costituita da due strati distinti : lo strato interno o midollare e lo strato esterno o corticale. Strato interno composto di filamenti articolati e ramosi, percorrenti la fronda nella direzione della sua lunghezza, radi nelle parti più giovani, addensati in gran numero in quelle più adulte. Strato esterno costituito da una sola serie di cellule minute, rotondate , intensamente colorate, rivestite da muco consistente piuttosto abbondante. Favelle svolte verso il margine delle pennette , per lo più solitarie , protette da un pericarpio pro- minente a guisa di emistero costituito dallo stesso strato corticale, aprentesi (sec. G. Ag.) mediante un carpostomio col margine lace- rato. Spore riunite in un nucleo semplice arrotondato e racchiuso da un periderma trasparentissimo. Tetraspore ignote. Anteridi ignoti. L'unica specie che comprende questo genere, da Giacobbe Agardh era stata dapprima coUocata fra gli Spliaerococcv.s e quindi fra le Naccaria. In seguito lo 157 stesso autore ammetteva il genere dello Schousboc, ma ultimamente (Epicr. p. 132) sollevava dei dubbi sulla opportunità di mantenere questo stesso ge- nere nella famiglia delle ci-ittonemiacee, dalla quale tuttavia non credette di doverlo rimuovere. SCHIMMELMANNIA ORNATA Schousb. S.frondihcs roseo-coccineis , lubricis, siibdiaphanis , decomposito- ^innatis , ;pinnis elong ato-ìanceolatis , ]jinmdis alternis, jKitenti- incurms, medio saejye longiorihus. SCHIMMELMANNIA ORNATA ScliOiisT). — Kg. S^. p. 733. — Tob. Pliyc. XVI, 84, a-c. : — Zanard. Icon. Phyc. /, ^. 169, T. XXXIX. ! S. Sghousboei /. Ag. /Sj). II, ]). 309. Nagcaria Sghousboei /. Ag. Alg. med. p. "^Q. Sphaerogocgus Sghousboei /. Ag. Synib. j). 16. Garpoblepharis ? MEDITERRANEA Anlìss. Eiium. Alg. Sicil. j). 33. — Eri. critt. ital. Ser. I, N."" 1036. Abit. Jonio, alla spiaggia di Acireale in Sicilia. Rigettala sulle spiaggic od anche attaccata allo scoglio alla profondità di poco più di un metro. Inverno e primavera, per lo più sterile. Più frondi insieme unite sorgono da una stessa callosità radicale. Dapprima nude e ristrette quasi a guisa di stipite , queste frondi ben presto si ramifi- cano e si allargano sino ad eguagliare cinque o sei millimetri nella loro ra- chide mediana. L'altezza della pianta ordinariamente varia fra un decimetro e due, ma in esemplari di straordinario sviluppo quasi eguaglia tre decimetri. Però le sole ramificazioni, che a guisa di penne si distaccano sino da presso alla base, sono quelle che si ergono di tanto, mentre le frondi primarie per lo più s'innalzano appena sino a quattro o cinque centimetri e terminano bru- scamente con una troncatura. Le ramificazioni primarie trovansi disposte la- teralmente a guisa di penne; per lo più sono bipennate ed assumono cii'co- scrizione lanceolato-allungata, ma talvolta, per lo sviluppo maggiore di alcune penne qua e là intercalate, risultano tripennate^ con il contorno quasi triangolare. La rachide delle ramificazioni, come quella della fronda primaria , risulta KiO Gryptonemia lomation /. Ag. Sp. II, p. 221. — Florid. Morpli. T. Vili, fig. 7-9. — Ardiss. e Stmff. Enum. Alg. Lig. p. 183. FuGus LOMATioN Beftoì. Amoen. p. 289, Tah. IV, jlg. 3. KuHYMENiA LAGTUGA Kg. Sp. p. 741. — T(tb. Pìiyc. XVII, 71, a-b. Gryptonemia lagtuga /. Ag. Alg. med. p. 100. — Montg. FI. d'Algér. p. 109. Sphaerogoggus lagtuga Ag. >Sp. I, p. 231, (partim). -— Boì'ìj Morèe p, 323. Ulva crispa Delle Ohiaje Hydr. Neap. tal. 50, (sec. Falkenherg). Abit. Ovunque. Sulle coste rigettata dai flutti avendo la sua abituale dimora nella seconda zona di profondità. Cresce su varie produzioni marine e serve da matrice a molte produzioni vegetali e animali che spesso la imbrattano su tutta la suti estensione. Le frondi sono caulescenti e nei più belli esemplari si innalzano sino ad un de- cimetro. Il loro caule è arrotondato, irregolarmente ramoso, grosso alla base circa due millimetri, alato verso l'alto ove termina con delle espansioni laminari, oblunghe, assai sottili e costate. È dalle coste di queste espansioni, come pure dal caule, che procedono le fogliole obovato-rotondate , leggermente sinuose, stipitate nelle quali si svolgono i cistocarpi. La sostanza della fronda è car- taceo -membranacea, cosicché colla diseccazione aderisce poco o punto alla carta. Il colore è di un bel rosso vinoso, ma spesso però volge al verdastro. Questa specie, dapprima descritta dal Bertoloni sotto il nome di Fucns lomation, da Carlo Agardh veniva quindi trasportata nel genere Sphaerococcus. In seguito Giacobbe Agardli instituiva per essa il genere Cryptonemia, ma da ultimo lo stesso autore credette di dover distinguere due specie diverse, Cr. la- duca e Cr. lomation, nello Sphaerococcus lactuca di suo padre. La Cr. lactuca crescerebbe soltanto nell' Oceano Atlantico sulle coste della Spagna e la Cr. lomation apparterebbe esclusivamente alla flora del Mediterraneo. Non avendo mai veduti esemplari autentici della Cr. lactuca, non so che pensare della sua autonomia, è certo però che la forma da me dapprima ri- ferita a questa specie non può distinguersi dalla Cr. lomation. % GRYPTONEMIA .? TUNAEFORMIS (Cnnan.J Zanard. Or. subacaulis ecostata, dicliotome ramosa, Jlabellatm expansa; segmentis coMatenato-proliferis , prolificationibus omnibus 101 hrevissime petlolatìs, ovato-rotundatis vel ovato-oUongis, mar- cine integerrimis complanatis. Cryptonemia tunaeformis Zanard. Icon. Phyc. Il,p. 115, T.LXVIII. — FaUenberg Meeralg. Neap. p. 263. Sphaerogoggus tunaeformis Kg. Sp. p. 782. Hhodymenia tunaeformis Zanard. Saggio p. 47. — /. Ag. Sp. II, p. 383. FuGus tunaeformis Bertol. Amoen. p. 224. Opuntia di membrana finissima Ginanni Op. post. I, 25, T. 25, iV.° 59. Abit. Tirreno a Napoli (sec. Falkenberg) ; Adriatico sulle coste della Dalmazia (Vidovich). Si distingue dalla Cr. lomation per essere quasi acaule , priva di costa e sopratutto per le prolificazioni clie procedono dagli apici o dai margini dei suoi segmenti concatenati, le quali risultano ovato-rotondate od ovato-oblunghe e brèvemente picciuolate. 'In quanto alla struttura della fronda le due specie non sono gran fatto distinte, ma tuttavia nella Cr. tunaeformis le cellule fila- mentose interne, per quanto ho potuto osservare, non formano mai dei veri filamenti come accade nelle lamine fogliacee della Cr. lomation. Forse per questo la pianta qui descritta era stata dapprima riferita alle Rliodymenia, dalle quali però anche sotto il microscopio si distingue facilmente per la mag- giore minutezza degli elementi della sua fronda. Del resto siccome ne rimane tuttora ignota la fruttificazione, la sua ubicazione sistematica non si può an- cora stabilire definitivamente. In quanto agli esemplari da me raccolti sulla spiaggia della Spezia e ri- feriti alla Cr. tìmaeformis all'epoca della stampa della Enumerazione delle Alghe di Liguria che mi ebbe collaboratore, dopo più maturo esame ho creduto di doverli riferire alla Cr. lomation, della quale rappresenterebbero una forma anormale. Sect. 2.^ /tcroclliSCIl.S fAcrodiscus Zanard.J. Tetrasporis infra apices segmentorum in sorvm roftindahcm coì- lectis. KiO Cryptonemia lomation /. Ag. Sp. II, p. 227. — Florid. Morpli. T. Vili, fig. 7-9. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 183. FuGus LOMATION Bertoì. Amoen. p. 289, Tab. IV, Jlg. 3. EuHYMENiA LAGTUCA Kg. Sp. p. 741. — Toh. Pìiyc. XVII, 71, a-b. Cryptonemia lagtuga /. Ag. Alg. nied. p. 100. — Montg. FI. d'Algèr. f. 109. Sphaerogoccus LAGTUCA Ag. iSp. I, p. 231, (partim), — Bory Morèe p. 323. Ulva grispa Delle Chiaje Hydr. Neap. toh. 50, (sec. Falkenlerg). Abit. Ovunque. Sullo coste rigettata dai flutti avendo la sua abituale dinfiora nella seconda zona di profondità. Cresce su varie produzioni marine e serve da matrice a molte produzioni vegetali e animali che spesso la imbrattano su tutta la sua estensione. Le frondi sono caulescenti e nei più belli esemplari si innalzano sino ad un de- cimetro. Il loro caule è arrotondato , irregolarmente ramoso, grosso alla base circa due millimetri, alato verso l'alto ove termina con delle espansioni laminari, oblunghe, assai sottili e costate. È dalle coste di queste espansioni, come pure dal caule, che procedono lo fogliole obovato-rotondate , leggermente sinuose, stipitate nelle quali si svolgono i cistocarpi. La sostanza della fronda è car- taceo -membranacea, cosicché colla diseccazione aderisce poco o punto alla corta. Il colore è di un bel rosso vinoso, ma spesso però volge al verdastro. Questa specie, dapprima descritta dal Bertoloni sotto il nome di Fucus lomation, da Carlo Agardh veniva quindi trasportata nel genere Sphaerococc^f^s. In seguito Giacobbe Agardh instituiva per essa il genere Cryptonemia, ma da ultimo lo stesso autore credette di dover distinguere due specie diverse, Cr. la- ctuca e Cr. lomation, nello Sphaerococcus lactuca di suo padre. La Cr. lactuca crescerebbe soltanto nelP Oceano Atlantico sulle coste della Spagna e la Cr. lomation ap2:)arterebbe esclusivamente alla flora del Mediterraneo. Non avendo mai veduti esemplari autentici della Cr. lactuca, non so che pensare della sua autonomia, è certo però che la forma da me dapprima ri- ferita a questa specie non può distinguersi dalla Cr. lomation. 2. CRYPTONEMIA ? TUNAEFORMIS fGinan.J Zanard. Cr. subacaulis ecostata, dichotome ramosa, Jlabellatim expansa; segmentis concateTiato-proliferis , proUficationibus ommbiis ici brevissime 'petìolafis, ovato-rotundatis vel ocato-oUongis, mar- gine iniegerrimis complanatis. Cryptonemia tunaeformis Zanard. Icon. Phyc, n,p.iìD, T.LXVIIL — Fallenberg Meeralg. Neap. p. 263. Sphaerogogcus tunaeformis Kg. Sp. p. 782. Hhodymenia tunaeformis Zonard. Saggio p. 47. — /. Ag. Sp. II, p. 383. FuGus TUNAEFORMIS Bertol. Amoen. p. 224. Opuntia di membrana finissima Ginanni Op. post. I, 25^ T. 25, N."" 59.. Abit. Tirreno a Napoli (sec. Falkenberg) ; Adriatico sulle coste della Dalmazia (Vidovich). Si distingue dalla Cr. lomation per essere quasi acaule , priva di costa e sopratutto per le prolificazioni che procedono dagli apici o dai margini dei suoi segmenti concatenati, le quali risultano ovato -rotondate od ovato- oblunghe e brevemente picciuolate. 'In quanto alla struttura della fronda le due specie non sono gran fatto distinte, ma tuttavia nella Cr. tunaeformis le cellule fila- mentose interne, per quanto ho potuto osservare, non formano mai dei veri filamenti come accade nelle lamine fogliacee della Cr. lomation. Forse per questo la pianta qui descritta era stata dapprima riferita alle Rhodymenia, dalle ({uali però anche sotto il microscopio si distingue facilmente per la mag- giore minutezza degli elementi della sua fronda. Del resto siccome ne rimane tuttora ignota la fruttificazione, la sua ubicazione sistematica non si può an- cora stabilire definitivamente. In quanto agli esemplari da me raccolti sulla spiaggia della Spezia e ri- feriti alla Cr. ttmaeformis all'epoca della stampa della Enumerazione delle Alghe di Liguria che mi ebbe collaboratore, dopo più maturo esame ho creduto di doverli riferire alla Cr. lomation, della quale rappresenterebbero una forma anormale. Sect. 2.^ ^ croci liSCIl.S f.icrodiscus Zanard.J. Tetrasporis infra apices segmentorum in sorvm rofundatwn col- lectis. 102 5. CRYPTONEMIA VIDOVICIIII fMcnegh.) Zananl Ci', suhacaulis ecostata, dichotome ramosa ; segmentis linearihus integerrwiis oUusissìmis saepe strangulatis , a stridura et disco prolijicantilms. Gryptonemia Vidovighii Zanard. Saggio p. ì'i. AcRODisGus ViDOYicHir Zcmafd. Icon. PJiyc. 11, ;;. 119, T. LXIX. — Ardiss. e Strciff. Enum. Alg. Lig. ]). 183. Ghondrus Vidovighii Menegli. in Atti della 3.'* Riunione degli scien- ziati italiani 1841,^. il. / EuHYMENiA DiGHOTOMA Kg. Sj). p. Ti'^. — Tal). Pkì/C. XVII, 72. Gryptonemia dighotoma /. Ag. Alg. med. p. 100. — Sp. Il, p. 2"25. — Bpicr. p. 161. — Erb. critt. ital. Ser. II, .V." 1145. Abit. Golfo di Lione a Marsiglia (scc. Castagne); Mare li- gustico al Porto Maurizio (Strafforello) ; Tirreno nel- FArcipelago toscano (Signora Toscanelli); Jonio ad Acireale sulle coste della Sicilia ; Meditorr. inf. alla spiaggia di Licata in Sicilia (Beltrani); Adriatico sulle coste della Dalmazia (sec. esempi, dell'erb. Menegh.). A varia profondità , trovasi qualche volta con la fruttificazione tetrasporica. Da un brevissimo stipite, che si dilata immediatamente a cuneo, sorgono le frondi, le quali in esemplari di straordinario sviluppo giungono sino a quasi due decimetri di altezza. Queste frondi sono piane, lineari, larghe da 1-8 mil- limetri, qua e là strozzate in modo da simulare altrettante prolificazioni, con- tinue nel margine e più volte divise per dicotonùa in segmenti che riescono ad esse conformi, talvolta dilatati sotto alle dicotomie ed ottusissimi agli apici. Spesso delle vere prolificazioni spuntano lateralmente alle strozzature, nonché su ambedue le pagine dei segmenti. Nella pianta tetrasporifera poi, immedia- tamente al disotto degli apici, vedesi un piccolo disco più intensamente colo- rato e circondato da uno strettissimo bordo costituito dalla fronda ambiente. Praticandone la sezione, dal tessuto corticale si possono vedere a sporgere dei 1C3 filamenti brevi, dicotomi, liberi, costituenti quasi un nematecio. É alla base di questi filamenti che si svolgono le tetraspore. In (guanto all'intima struttura della fronda notasi uno strato corticale formato da 4-5 serie di cellule arro- tondate, disposte in filamenti verticali, ed uno strato midollare composto di filamenti ramosi piuttosto densi. Lo strato intermedio sarebbe appena rappre- sentato da una o da due serie di cellule sottocorticali, di poco soltanto maggiori di quelle più esterne. La sostanza della fronda è quasi cartilaginea , cosicché colla diseccazione non aderisce punto alla carta. Il colore è di un bel rosso vinoso che si mantiene inalterato negli esemplari diseccati. Non conoscen- dosene la fruttificazione polisporica non si può considerare come classificata definitivamente. SPECIE INCERTA FURCELLARIA FASTIGIATA Ag. ? F. nigrescens , siibcoriacea ; frondihus teretiusculis decomiyosito- dicliotomis ('3-4;100 M. long. 3-4;10 Mm. crass.) ; segmentìs àwergentthus. FURGELLAHIA FASTIGIATA AfàisS. FI. ital. II, fuSC. ì, p. 63. — Ardiss. e Sfraf. Enum. Aìg. Lig. p. 179. PoLYiDEs ROTUNDA MoHs et De Noi. FI. Caprar. p. 193. ? Abit, Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello). Rarissima e sterile. Differisce dalla Furcellaria fastigiata dell'Oceano non solo per la statura minore, per i segmenti più aperti, ma anche perla struttura della fronda. In- fatti nella specie qui accennata lo strato corticale è composto di filamenti verticali, dicotomo-fastigiati, con le articolazioni più esterne minutissime, ro- tondate e con quelle più interne piuttosto ampie ed allungate^ appoggiate ai filamenti midollari longitudinali, mentrechè nella F. fastigiata dell'Oceano gli stessi filamenti corticali, che sono densissimi, verso il basso si appoggiano ad un vero tessuto parenchimatoso costituente uno strato sottocorticale. Non lascio adunque questa forma sotto il nome provvisorio di F. fastigiata senonchè per ciò che in mancanza di buoni esemplari non saprei né riferirla ad altra specie, né considerarla come nuova. COGCIOSPERMEAE /. Ag. Cy sfoco f^ii nucleo nucleoli s pluHmis coìnposifo. GIGARTINACEAE Algae marticnlatae, cyUndraceae tei foliaceac, cellulis filiformihns rotundatisre hrevioriljus contextae , strato continuo filgrum moniliformium aut cellularum verticalium cinctae. Cystocarpa f rondi immersa et clausa, nunc intra jpericarjpium externum excepta, nucleum compositiim, disrujMone partis p'aegnantis [Saepissime] liheratum, continentia; nucleoli undig^ue et sine ordine consj^icuo adjìvoximati, filis ptlacentariìms reticuìatim ariibientibus aut parietihus cellularum praegnantìum incicem separati, sporas ycmcioras aut pliirimas , rotundato-angulatas, nullo ordine conspicuo congloMtas, membrana cellulae prae- gnantis coMMtas , Joventes. Tetrasporae saeye in soros intra frondem collectae aut in nematheciis externis serial ae , nunc in strato corticali parum multato aut nemathecioso sparsae, cruciatim aut zonatim divisae. GiGARTiNEAE /. Ag . Sp. II, p. 229. — Epicr. p. 173. Le gigartinacee sono alghe colla fronda continua , piana o cilindrica , di- cotoma o pennata oppure laciniata od anche in vario modo ramosa, lalvolta stipitata e costata, nel qual caso essa spesso risulta anche prolifera. Tale fronda è composta di due strati^ cioè di uno strato esterno o corticale e di uno strato interno o midollare. Lo strato corticale consta di piccole cellule arrotondate, intensamente colorate, per lo più disposte in brevi filamenti verticali, talvolta uniseriate, le quali in ogni caso trovansi avvolte da sostanza mucosa più o meno consistente ; ma in parecchie specie però, fra queste cellule corticali pro- priamente dette e lo strato più interno, si svolge uno strato intermedio o sotto corticale, il quale mostrasi costituito da cellule più o meno grandi, disposte in una o più serie, qualche volta anastomosate fra di loro e con gli elementi mi- dollari. Lo strato interno poi a seconda dei generi è composto di cellule ci- lindracec, oppure di cellule fdamcntose semplici o ramose, talvolta anastomo- sate in modo da costituire un reticolo a maglie larghissime. ir,r, I cistocarpì in alcuni generi si trovano immersi nella fronda, della quale occupano lo strato midollare e riescono più o meno sporgenti, in altri generi invece mostransi accompagnati da un pericarpio distinto o quasi distinto, chiuso, il quale a maturanza probabilmente si apre per lacerazione del proprio tessuto. II nucleo di questi cistocarpi è formato da numerosi nucleoli separati dai filamenti placentari reticolati contigui o dalle pareti delle cellule che li contengono, disposti senza alcun ordine distinto, costituiti da spore rotondato- angolose, più o meno numerose, distribuite senza alcun ordine apprezzabile. Soltanto nella Gigartina Teedii io ho potuto vedere le spore disposte in modo da costituire dei filamenti articolati, ramosi, fascicolati, brevi e disuguali, però tali filamenti riescono così addensati che difficilmente lasciano scorgere fra di loro e fra i loro elementi una relazione qualsiasi. Le tetraspore ora si trovano sparse fra le cellule superficiah dalle quali provengono, ora invece formano dei sori più o meno estesi e si svolgono fra le cellule corticali inferiori. Altre volte si trovano svolte in nemateci. Il loro nucleo ù quadripartito a zone nel genere Consfantinea, ed a croce in tutti quelli altri generi di questa famiglia che appartengono alla fiora del Mediterranee •_ Nei generi Gigartina e Phpllophora sono stati osservati anche degli ante- ridi, i quali in quello si troverebbero a formare uno strato superficiale, mentre in questo occuperebbero le pareti di cavità particolari , immerse nello strato corticale e comunicanti con l'esterno mediante uno stretto orificio in modo da ricordare gli spermogoni dei funghi. La maggior parte dei generi che compongono la famiglia delle gigartinacee mancano nella flora del mare Mediterraneo, ed anzi quelli stessi che appar- tengono a questa flora, non vi sono rappresentati che da un numero scarsis- simo di specie. PROSPETTO SINOTTICO DEI GENERI. T. Strato midollare della ft-onda costituito da cellule cilindracee o filamentose, più o meno ramose ed anastomosate. Tetraspore divise a croce, riunite in sori sottocorticali; cistocarpi accompagnati da un pericarpio esterno. Gigartina Tetraspore divise a croce, sparse nello strato corticale; cistocarpi immersi oppure sporgenti a guisa di emisfero. KaUymenia Tetraspore divise a zone , svolte in nemateci ; cistocarpi immersi. Constantinea II. Strato midollare della fronda intieramente costituito da cellule rotondato-angolose. Tetraspore divise a croce e svolte in nemateci. Cistocarpi immersi. Gyinnogongrus Cistocarpi accompagnati da un pericarpio distinto tuber- coloso rugoso. Phyllophora 100 GEOAIiTli^^A Slach., J. Ag. emetici. Frons plana aut cylindracea, xarie ramosa, stratis cluohus contexta; interiore celluUs cylindraceis in reticidum laxissimum midi- qice anastomosantihus, exteriore jllis moniliformibiis vertica- libìis, muco solidescenie coMUtis, constante. Cystocarjjia intra jpericarjpium externv.m demum ajnce ruptiim, micleum compo- situm, jplejm ])eculiari ambiente coliihitum foventia; nucleoli filis 2^lctceniarilus reticulatim arnhientibus invicem distincti, rotundati sjìoras ^aucioras continentes. Tetrasporae in soros suòprominentes, infra stratum svperjìciale nidulantes , i)luri- mae collectae, rctundatae, cruciatim divisele. Antheridia ad superficiem frondis evoluta e cellulis Jiyalinis minutissimis constituta. GiGARTiNA Stacli. Mèin. Soc. Mosc. II, j»;. 55, 74, (1809). — /. Ag. emend. — Tìm-r. Anth. des Alg. ^;. 40. — Chondrodigtyox, Ma- STOGARPUS , SaRCOTHALIA , GliONDROCLONIUM et GlGARTINAE Sp. Kg. Pìiyc. et Sp. Fronda carnosa, cartilaginea nello slato secco, jiiana o cilin- dracea, variamente ramosa, composta di due strati: l'interno o mi- dollare e l'esterno o corticale. Strato interno costituito da cellule cilindracee, longitudinali, ramose ed anastomosate verso la periferia in modo da costituire un reticolo a maglie larghissime; strato esterno formato di filamenti verticali , moniliformi, assai tenui, più o meno allungati, circondati da sostanza mucosa piuttosto consistente. Cisto- carpi protetti da un pericarpio esterno costituito da entrambi gli strati della fronda, da ultimo aperto mediante un foro apicale talvolta (Gigartina Teedii) obliquo. Nucleo formato da numerosi nucleoli circondati da filamenti placentari reticolati e contenenti poche spQj'e rotondato-angolose, disposte senza alcun ordine apprezzabile. Tetra- spore rotondate, divise a croce, svolte nella porzione inferiore dello strato corticale ed avvicinate senza alcun ordine fìsso in sori a con- torno mal definito. Anteridi svolti alla superficie della fronda sotto forma di uno strato incoloro, omogeneo, composto di cellule jaline minutissime. Il g^noro Grigai'tina (liippi-iini instituito dallo Stackliouse per il Fucus pi- 1G7 stillatus CrYii. e non dal Lamouroux come a torto sì crede da molti, venne in seguito riformato da Giacobbe Agardh (Alfj. mecl. p. 103) e smembrato dal Kùt^ing in parecchi altri generi (Chondroclonmm, Chondrodictyon, Mastocar2ms, Sarcothalia) che non vennero però accettati dalla maggioranza degli algologi. Esso comprende non mjno di una quarantina di specie, ma di queste duo soltanto appartengono alla flora del mare Mediterraneo. 1. GIGARTINA AGIGULARIS fWulf.J Lamx. Cr. frondìbus cylindraceìs quoquoversum decomposito-ramosis, ramis elongatis iiatentissimis recurcatis siéitlatis ; cystocarpiis la- teralilus. (jiGARTiNA AGiGULARTs Lciiux. Ess. ]). 41. — De Not. S]). Alg. lig. N."" 27. — /. Ag. Alg. ìned. iJ. 105. — /S^j. //, p. 263. — Montg. FI d'Algéi\ x). 100. — Kg. Sp. p- 749. — Tab. PJiyc. XVIII, ì, c-e. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. N. 166. — Ardiss. e Straf. Enum. Alg. Lig. p. 184. — Falkenlerg Meeralg. Neapl p. 267. — Eri), critt. ital. Ser. I, N."" 1175, Ser. II, N."" 329. Sphaerocoggus elongatus Delle CJdaJe Hydr. Neap. tal). XV 111. Sph. agigularis Ag. Sp. I, p. 322. — Syst. p. 237. Fqgus plicatus eleni. Ens. p. 319. F. AGrcuLARLs Wulf. Crypt. ag. iV.° 50. — Timier Hist. tal. 126. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Comune in ogni stagione sulle scogliere a poca profondità. Trovasi qualche volta coi cistocarpi. Cresce in cespuglietti ed è per buon tratto repente. Le frondi sono cilin- dracee, alte da 3-6 centimetri, grosse circa mezzo millimetro, irregolarmente dicotome pennate , fra di loro intrigate. I rami sorgono per ogni verso e riescono allungati, assai aperti, curvati, subulati; spesso essi mostransi prov- veduti di rametti conformi unilaterali o quasi. I cistocarpi nascono in iscarso numero verso la base o verso la parte mediana dei rami. Essi sono sporgenti e grossetti, cosicché si scorgono facilmente anche ad occhio nudo. La sostanza della fronda è carnosa, cartilaginea assai consistente negli 13 168 esemplavi diseccati, i quali perciò non aderiscono punto alla carta. Il colore è di un purpureo violaceo assai cupo e volge facilmente al verdastro. Cresce eziandio negli Oceani. var. coirxx^rossei , ramis compressis, ramellis teretibus ablrematis spinescentihus. GiGARTiNA COMPRESSA Kg. Phìjc. ]). 403. — Sp. i). 750. — Tal). Phyc. XV III, 2, a-b. Questa forma, clie io stesso raccolsi a Marsiglia ed a Catania, parmi me- riti dì essere distinta almeno come varietà'. Io non ho mai veduti esemplari autentici della Cf. compressa Kg., ma mi sembra che la forma che vi riferisco non possa confondersi con la G. falcato-, alla quale Giacobbe Agardh con dub- biezza riferisce la specie Kutzingiana. ± GIGAHTINA TE'DII fHothJ Lamx. Cf.frondìbus pìanis linear ibus pinnatim (lecompositls, pnnis 'pin- nul'is(iue disHcMs patenUssìmìs , sterilihus lineari-suhilaiis, fertilibus cystocarpia ad margines plermiuiue solitaria aut panca gercntibus ; soris tetrasporanim rotundatis demum linearibus, margini adproximatis. GiGARTiNA Teedii Lamx. Fss. p. 49, 2\ ^, Jig. II. — De Not. iSp. Alg. lig. i\^.° 26. / — /. Ag. Alg. med. p. 104. — Sp. Il, p. 2G6. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 184. — Fal- kenberg Meeralg. Neap.p. 2b7. — Rabenh. Alg. Sachs. N° 840. — HoJtenacJi. Meeralg. i\^." 285. Chondroglonium Teedii Kg. Phyc. gemi. p. 303. — Sp. p. 740. — Tab. Pìiyc. XVII, 66, e-f. — Ardiss. Emim. Alg. Sicil. i\^." 165. Chondraganthus Teedii Kg. Phyc. p. 399. Rhodomenia Teedii Qred. Alg. br. p. 96. Sphaerocogcus Teedii Ag. Sp. 1, p. 277. — Syst. p. 225. — Delle Chiaje Hydr. Neap. II, p. 6, T. LIX. FuGus Teedii Turn. Hisl. tab. 208. ~ BertoL Amoen. p. 304. 169 Geramium Teedii Rotli Cut. Ili, jo. 108, T. 4, (sec. aud.). GiGARTiNA NoTARisii Plcc. FloT. Alg. Saì'd. iV.° 257. Abit. Ovunque, fn ogni stagione sulle scogliere a poca profondità ma non molto frequente. Abbonda tuttavia nel Tirreno inferiore e nelPJonio, sia sulle coste della Sicilia come su quelle del Golfo di Taranto e della Grecia. Da un minuto callo radicale sorgono le frondi , innalzandosi sino a 10-12 centimetri ed a più in esemplari di straordinario sviluppo. Queste frondi, dap- prima arrotondate, si fanno ben presto piane, lineai*! e ramosissime per la comparsa di numerose penne, che alla loro volta portano altre pennette sem- plici od ulteriormente pennate.. J^e penne e le pennette sono distiche , assai aperte od anche quasi orizzontali ed hanno lunghezza assai diversa. Per lo più sono le penne inferiori quelle che risultano più allungate, cosicché il con- torno di tutta la fronda risulta piramidato, mentre poi il contorno delle sin- gole penne mostrasi lanceolato. Però fra le penne maggiori spesso se ne trovano altre più brevi irregolarmente intercalate, e cosi pure fra le pennette, le quali in ogni caso terminano in punta acutissima. La larghezza della rachide pri- maria giunge sino a mezzo centimetro , ma comunemente non supera due o tre millimetri. Eguale misura ha la rachide delle penne maggiori. 1 cistocarpi sporgono sui margini e verso la base o la porzione mediana delle pennette. Essi riescono piuttosto grossetti relativamente alle dimensioni della pianta che li porta; ora sono solitari, ora in numero di due sulla stessa pennetta, od anche in più quando si svolgono su pennette ramose. Le tetraspore formano dei sori arrotondati o brevemente lineari che si svolgono verso i margini. Gli anteridi secondo Thuret costituiscono alla superficie della fronda uno strato incoloro omogeneo. La sostanza della fronda è cartilaginea e per lo più colla disecca- zione non aderisce alla carta. Il colore ora è purpureo ora è di un bellissimo verde cupo. Questa elegantissima specie cresce eziandio nell'Oceano Atlantico sia sulle coste europee come su quelle americane. Chondrus ? ADRiATicus (Zatiard. ìcon. Phyc. I, T. XXXVIII, p. 46S) fronde carnoso -gelatinosa, dichotomo fastigiati, plana, segmontis linearibus apice farcatis; cystocirpii.^ Abit. Dalmazia — Sebenico. Vidovich. 170 K/tLL¥iIE^I/l /. Ag. Frons plana, irregulariter fissa aut in lacinias anibitu definitas iTk'isa, stratis fere trihis contexta ; filis interiorihis articu- latis ramosis peri/pheriam versus in cellulas rotundato-mnl- tangulas anastomosantes ahetmtihus ; cellulls su^per fidai ilus rotundat'f's mimitis. Cystocarpia in media fronde immersa aut liemisjphaerice ]}romìmda, nucleum comi^ositum amMto vix de- finitum, dìsruptione ^artis fertilis demum lileratum foventia; nucleoli Inter fila strati medii dense congestis, fiilis jplacenta- ribus reticulatim amMenti'bus ^auciorihus invicem sejmicti, rotundati sporas paucioras continentes. Tetrasporae a cellulis siiperficialihis formatae, sparsae , crucìatim divisae. Antlie- ridia ignota. Kallymenia /. Ag. Alg. med. p. 98. — Sp. II, p. '284. — Epicr. p. 219. — Harv, Pliyc. Ir. T. V^. EuHYMENiA Kg. Phgc. p. 400. — Sp. p. 741, (partim). Halymeniae, Rhodomeniae et Iridaeae sp. Auct. Fronda carnoso-memJjranacea, piana, intiera od irregolarmente spaccata, oppure divisa in lacinie con contorno definito, talvolta pro- lifera nel margine in modo da comparire pennata o palmata, costituita da uno strato midollare e da uno strato corticale nel ffuale quasi si possono distinguere due porzioni diverse. Strato midollare composto di filamenti articolati, ramosi, flessuosi, più o meno densamente in- trecciati a seconda delle specie ed a seconda dell'età della fronda. Strato corticale composto di cellule rotondato-angolose, anastomosate, con le cellule superficiali minute, arrotondate, intensamente colorate, per lo più disposte su di una sola serie. Gistocarpi svolti nello strato midollare della fronda , oppure sporgenti su di essa ed emisferici, costituiti da un nucleo composto con contorno appena definito, da ultimo liberato mediante la rottura del tessuto ambiente. Nucleoli densamente avvicinati, separati da scarsi filamenti placentari reti- colati, formati da spore rotondato-angolose disposte senza alcun or- dine apprezzabile. Tetraspore sparse fra le cellule superficiali , col nucleo diviso a croce. Anteridi ignoti. 171 II goiiiM-o Kallymenia iustituito da Giacobbe Agardh sino dal 1842 per il Fticus reniformis del Turner e per la sua Bhodymenia Requienii, differisce dai generi Hahjmenia e Crijittonemia per i caratteri del cistocarpio e dal genere Iridaea per la struttura della fronda. Kiitzing non avendo ammesso il genere Agardliiano, dovette riferire le Kallymenia al suo genere E%f,liymenia, il quale, comprendendo già oltre le Cryptonemia anclie parecchie specie appartenenti a generi diversi, riuscì ben poco omogeneo. Il genere Kallymenia conta al presente una quindicina di specie , ma di queste due soltanto crescono nel Mediterraneo. 4. KALLYMENr4 RENIFORMIS (Turn.J Ardiss. K. froiulihus chartaceo-mem'branacc'is stÌ2)(totis , stijjite ramoso in foliolas ]}firT)UÌas reniformi-rotundafas , vel cordato-oUongas desinente. Kallymenia microphylla /. Ag. Sj). Il, p. 288. — Ejìicr. p. 222. — Zfinard. Icon. Phyc. Ili, p. 5o, T. XCIII , fig. 1-3. — Ardiss. e 8tr(fjf. Emim. Aìg. Lig. ]). 185. — Falkenlerg Meeralg. Neajp. p. 267. — Eri), criff. Hai. Se)'. II, N."" 1262. Iridaea reniformis Zanard. Syn. alg. Adrial. f. 90. Halymenia reniformis Desina:. PI. crypt. iV." 1233, {fide Zanard.]. FuGus reniformis Turn. Hist. 11, p. Ilo, fai). 113, excl. fig. g. Iridaea minor Kg. Sj). p. 72-"'). -— Tal. PJiyc. XVII, 3, d-e. Abit. Mediterr. occid. alle Isole Baleari (Rodiiguez); Mare ligustico; Tirreno all'Isola d'Elba (Sig."" Toscanelli); Alto Adriatico (sec. gli autori). In ogni stagione nella prima e nella seconda zona di profondità, nna non molto frequentemente. Più frondi insieme unite sorgono da una comune callosità radicale assai dilatata, mostrandosi fornite alla base di un breve stipite ramoso e quindi di- latate in lamine reniformi, orbicolari od oblunghe, dell'estensione di un unghia, col margine intiero, talvolta prolifere. I cìstocarpi, che sono relativamente grossi, sporgenti ed appianati nel centro, veggonsi sparsi in iscarso numero sul diseo 172 e verso i margini. La sostanza della fronda è cartaceo-niembranacea negli esemplari adulti, i quali colla diseccazione non aderiscono punto alla carta. 11 colore è di un bel rosso vinoso che si conserva benissimo negli esemplari diseccati. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. Questa specie venne descritta per la prima volta dal Turner il quale però vi riferi come varietà una forma meritevole di costituire una specie distinta. Giacobbe Agardh quando institui il genere Kallymenia (Alg. med. p. 98) non distinse la varietà dalla specie Turneriana, ed anzi col Fiicus reniformis con- fuse la Constantinea reniformis. In seguito (Sp. II, p. 288) però egli proponeva 11 nome di K. micropìiylla per il Fuciis reniformis di Turner e conservava alla varietà il nome specifico primitivo. Cosi la K. reniforrais J. Ag., che per quanto mi è noto non è mai stata trovata nel Mediterraneo, sarebbe la varietà del Fwus reniformis distinta dal Turner. Ma, come già ebbe a notare lo Zanardini, questa nomenclatura è puramente arbitraria. Quindi mi è parso di non dover esitare a mutarla. (1) ? var. MciiGx-ooan"i>^ , cystocarpiis minutissimis, nume-^ rosis, '^artem mediani froncUs occujpantibus. Abit Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforeìlo). Non avendone clie un solo esemplaretto non potrei avanzare su questa forma alcun fondato giudizio. 2. RALLVMENIA KEQUH^Mi '/■ M- K. frondihus gelatinoso-mem'branaceis a disco radicali in laminani sicbsessiìem cordato-reniformem , margine undulato -lobata ni simrsimfpce crenulis f}nnctiforniihus incrassatam exj^ansis, lobis ad crenulas sub-coliaerentibns. Kallymenia liEouiENir /. Ag. Alg. med. p. 99. — *S^;. II, j). 289. — Epicr. 11. '2-20. — Montg. FI. d'Atgèr.]). 112. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 185. I K. reniformis J. Ag. ^Alg. med. c)(), citata da Zanardini (Lon, Phyc. l. e.) fra i sinonim' della K. microphylla, appartiene invece alla Constantinea reniformis (vedi J. Ag. Sp. II, p 294). Suppongo che questa citazione dello Zanardini sia conseguenza di un errore materiale, poiché egli de- scrisse la specie Turneriana sotto il nome di K. microphylla, accettandolo a malincuore e d'altra parte qu'ando descrisse la Constantinea reniformis (Icon, Phyc. II, p. ijS) , vi riferi la K. rlniformis-J, Ag. .Alg. med . 173 Rhodoxjema Ueuuienh /. Ag. Symh. I, jj. 12. EuHYMENiA Requienii Kg. Sjh p. 743. — Tàb. Phyc. XVII, 81. Abit. Golfo di Lione a Marsiglia (sec. gli autori) ; Mare li- gustico al Porto Maurizio (Strafforello); Mediterraneo occid. sulle coste delFAIgeria (secondo gli autori). Cresce soltanto nella terza zona di profondità ed è rarissima. Questa bella specie sì distingue^ facilmente da quella precedente non solo per i caratteri esterni, ma eziandio per la struttura della fronda. Infatti essa presenta i filamenti midollari radi, grossetti, pieni di sostanza granulosa, ana- stomosati fra di loro e con le cellule sottocorticali le eguali sono disposte su uno due ranghi, mentre nella Kallymenia microphì/lla lo strato midollare quantunque simile pure è più denso e lo cellule corticali , che risultano gra- datamente più piccolo dall'interno all'esterno, si trovano disposte su 1-5 ranghi 11 colore^ è di un bel rosso di cocciniglia:. Aderisce bene alla- carta. COH^TAMTiMEA Posi, ei Rupr. Frons caulescens ramosa, ramis lamlnas carnoso-jìlanasfoluformes ornatis, stratis fere tribus contexta; filìs interìorìlms parce anastomosantihus , versus ■perìplieriam in celhilas rohmdatas al)euntiì)us, ceìliiìis superjicialihis minufis rotundatis. Cysto- carpia in laminis foli iformibus inimevsa externe tìx pì'omimda, disrujìtione imriis amlientis demvm liberata, nudeolis fluribus composita; nucleoli intra periderma gelatinosum liyaUmcm sporas foventes. Tetrasporae in nematheciis externis evolutae, paranematibns cinctae, oblongae, zonatim divisae. Antheridia ignota. GoNSTANTiNEA Posf. ct Rupr. llìustr. ]). 17, T. XL, fig. 84-88, fl840;. — /. Ag. Sj). IL p. 293. — Upicr. p. 225. — Neu- rocanlon Zanard. Fronda caulescente ramosa, coi caule ornato di lamine carnose appianate in forma di foglie, costituita da quasi tre strati distinti, cioè da uno strato interno o midollare e da uno strato esterno o 174 corticale nel quale si può distinguere la porzione più superficiale da quella sottostante. Strato interno composto di filamenti allungati, articolati, scarsamente anastomosati ; strato esterno formato da uno due ranghi di cellule sottocorticali rotondate grossette e da cellule superficiali pure rotondate , ma minute ed intensamente colorate, disposte su poche serie. Gistocarpi immersi nelle lamine fogliacee, pochissimo prominenti all'esterno, da ultimo liberati mediante la la- cerazione del tessuto ambiente, costituiti da piìi nucleoli racchiudenti le spore in un periderma gelatinoso jalino. Tetraspore (note soltanto nelle specie oceaniche) oblunghe, col nucleo diviso a zone, svilup- pate in nemateci esterni e circondate da paranemi. Anteridi ignoti. Questo genere presenta moltissimi rapporti col genere Kallymenia, ed anzi non se ne distingue bene senonchè per i caratteri della fruitiàcazione tetrasporica, la quale del resto, come già si è not ito, si conosce Soltanto nelle specie oceaniclie. Tre sarebbero le specie note di Constmitinea ; di queste una appartiene esclusivauienle alla flora del Mediterraneo e due sono particolari all'Oceano Pacinco settentrionale. CONSTANTINEA RENIFORMIS Post, et Rupr. 0. frondihus cauìescentìhv.s foUosis, caule tereti vage ramosG, fo- liis seiù laminls amjiìexicnuhlms rohmdato-Tenlformihus. CONSTANTINEA IIEXIFOP.MIS Post. ('( Rlljìi'. Hìustr. p. 17, ('ìil notìllil), — ./. A. //, 2^. 294. — Ejìicr, p. 225. — Za/mnl. Icon. Phyc. 21, p. 1.-.7, T. LX XVIII. ! Neurogaulon FoLiosuM Zo/iiard. Saggio j). ¥,). — Kg. S'p. p. l\h. — Tal). Phyc. XVII, 83, a-c. Kallymenia RENIFORMIS /. Ag. Alg. med. ^;. 00. — Monig. FI. d'Aìgèr. 'jì- bl'j. Iridaea foliosa Menegli. Atti della 3.'* Riunione degli scienziati italiani ]). 427. Halymenia rexifoiìmis Ag. Sp. 1, p. 201, (jìartim ; qnoad sj). me- diferr.). 1/5 Abit. Medìterr. occid., Golfo di Lione, Mare ligustico, Tir- reno, Adriatico, qua e là ma ovunque rara. Nella terza zona di profondità. Trovasi con la frut- tificazione polisporica. Il caule, che è cilindrico ed irregolarmente ramoso , misura un millimetro e più in diametro ed arriva sino a quasi un decimetro di altezza. Esso è ab- bracciato da lamine fogliacee , rotondato-rcniformi , intiere nel margine o lar- gamente crenate, ondate nello stato giovanile, caduche in cfuello di vecchiezza, ora alterne ora disposte in parecchie da uii medesimo lato. I cistocarpi nei miei esemplari si mostrano sparsi su quasi tutta l'estensione di queste lamine fogliacee e non già soltanto verso i margini come venne indicato da Zanar- dini. La sostanza della fronda è cartilaginea negli esemplari diseccati i quali non aderiscono punto alla carta. II colore è di un purpureo assai scuro che talvolta volge qua e là al verdastro e che imbrunisce assai colla diseccazione. Cl¥llI\^©CÌOi^^C^SltJ§ Mari. Frons carnoso-coriacea, teretiuscula mit plana, dicliofomo-fastigiata, stratìs duóbus contexta : interiore cellulis augulato-rotiindatis, exteriore jilis verticalihus moniliformibns muco coMMtis con- stante. Cystocarjna /rondi immersa plus mimis prominula clausa, nucleum compositum disfwptione partis fertilis demum liheratum foventia; nncleoli in media parte dense congesti, placentaribus Jllis millis separatis , sjmras minntas pliirimas intra cellnlas yraegnantes votundato-angulatas conglobata s continentes. Tetrasporae in nematheciis exterms liemisphae- ricis 'per frondem sparsis evolutae, in jilis transformatis se- riatae, oUongae, cruciatim divisae. Antheridia ignota. Gymnogongrus 3Iart. FI. Bras. I, p. 21. — J. Ag. Sp. II, p. 313. — Epicr. p. 2()8. — Tylocarpus, Ongotylus et Ghondri sp. Kg. Pliyc. et Sp. Alg. — Chondri sp. Lamx. et Aìtct. — Sphaerocoggi sp. Ag. et Anct. Fronda carnoso-coriacea, arrotondata oppure piana, per lo più dicotomo-fastigiata, qualche volta policotoma, costituita da due strati distinti: midollare e corticale. Strato midollare composto di cellule rotondato-angolose, di grossezza decrescente dal centro alla periferia, irò col diametro longitudinale alquanto maggiore di quello trasversale. Strato corticale formato da piccole cellule arrotondate, intensamente colorate, disposte in filamenti verticali, moniliformi, dicotomo-fasti- giatl, avvolti da muco piuttosto consistente. Gistocarpi immersi e chiusi nello strato midollare della fronda, ma più o meno sporgenti, col nucleo lormato da più nucleoli costituiti da numerose spore piuttosto minute , separati soltanto dalle pareti delle cellule che li inchiudono. Tetraspore oblunge , divise a croce, svolte in serie nei filamenti di nemateci ora sporgenti a guisa di emisfero , ora ab- l)raccianti la fronda sotto forma di uno strato d'ineguale spessore, più meno estesi a seconda dell'età. Anteridi ignoti. Anche di queato genere se ne conoscono oltre venti specie, ma di queste appena quattro crescono nel Mediterraneo. 1. GYMNOGONGRUS GKIFFITHSIAE fTaniJ Mnrt. (t. fi'ondibus caespitosis teretluscidìs ìrregMlarlter dicìwtomo-ra- mosissimis, segmentis superioriljus subfasciculatis^ terminali- bus saejìì} comjjrcssis ; nematheciis unilateralihns demwn _ t'rondem amplectentihcs. Gymnogongrus Griffithsiae 3Iart. FI. Briis. I, p. Ti. — Montg. FI. d'AIgér. p. 119. — ICg. Sp. p. 788. — Tal). Phyc. XIX, 05, e-g. — J. Ag. Sp. II, [). a 16. — Florid. Morph. T. XII, jig. 5-7. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 185. — Fai- kenlerg Meeralg. Neap. p. 267. — RaVenh. Alg. Sachs. iV.° 940. — Eri), critt. ital. Ser. I, iV:° 280. Tylocarpus GmFFiTFisiAE Kg. Phgc. p. 411. Ghondrus Griffithsiae /. Ag. Alg. med, p. 95. GictArtina Griffithsue Grep. — De Not. Sp. Alg. lig. iV." 29. PoLYiDES Griffithsiae Guill., (sec. /. Ag.]. Sphaerogoggus Griffithsiae Ag. Sp. I, p. 316. — Syst. p. 235. FuGus Griffithsiae Turn. Hist. tal). 37. — Engl. bot. tal. 1926, (sec, auct.). vr, Gymnogongrus tentaculatus Kg. Sp. p. 7K8. — TffJ). Phyc. XIX, 65, c-d. Tylogarpus tentaculatus Kg. Phyc. T. 70, jlg. II. FuGus TENTACULATUS Bertol. Amoen. p. 295, tab. 5, fig. 8. Gymnogongrus furcellatus Kg. Sp. p. 788. — Ardiss. Emm, Alg. Sicil. iV.° 174, non J. Ag. G. parthenopaeus Kg. Sp. l. e. — Tal). Phyc. XIX, 06, a-l. G. WuLFENi Zanard. Icon. Phyc. Ili, p. 57, T. XOIV. FuGUs fastigiatus Wulf. Crypt. ag. jp. 53. Chondrus pusillus Montg. FI. d'Algér. p. 118. — Kg. Sp. p. 739. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo, poco frequente. Nelle fessure degli scogli a fior d'acqua, in autunno con la fruttificazione tetrasporica. Cresce in cespuglietti oomaneinente alti appena uno o due centimetri. Alla base le frondi sono cilindriche e grosse circa un quarto di millimetro. Dap- prima semplici, esse non tardano a dividersi più volte per dicotomia su di uno stesso piano in modo da comparire spiegate a ventaglio. Non sempre però il processo di divisione per dicotomia procede regolarmente , anzi spesso si verifica clie le dicotomie riescono cosi appressate clie la fronda comparisce policotoma. I segmenti terminali mostransi brevemente forcuti e per lo più compressi. I nemateci svolgonsi immediatamente al disotto delle ascelle supe- riori sotto forma di tubercoli prominenti, unilaterali od abbraccianti la fronda a seconda del loro grado di sviluppo. La sostanza della fronda è carnoso-car- tilaginea e coriacea negli esemplari diseccati i quali per conseguenza non ade- riscono punto alla carta. Il colore è purpureo scuro o verdastro e colla disec- cazione si fa nerastro. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico estendendosi dalle coste della Gran Bretagna sino a Tangeri. Secondo Zanardini dal Gymnogongrus Grifjitlisiae si dovrebbe distinguere il Fticus fastigiatus Wulf. da lui denominato 0. Wtilfeni , perciocché in esso la fronda non si mantiene cilindrica ed i nemateci non sono circolari; ma io colla miggior parte degli autori inclino a non accordare importanza a queste particolarità. Ammettendo la distinzione delle due specie, a quella Zanardiana dovrebbe riferirsi il Gf. furcellatus Kg. mentre il G. parthenopaeus Kg. ed il Chondrus pusillus Montg. probabilmente dovrebbero riferirsi all'altra. 180 o ad una specie vicina e le attribuisce dei cistocavpi globosi, brevemente pè- dicellati; ma tale carattere non apparisce nello SjpMerococcìis nicaeensis di Kiitzing, per cui sembrerebbe doversi concludere cbe due specie, che non pos- sono appartenere ad uno stesso genere , sieno state confuse fra di loro sotto il nome di Rlioclymenia Palmetta nicaeensis. Io però non saprei escludere il dubbio che la Phyllo])liora pahnettoides di parecchi autori nonché il Phyllo- tylus palmettoides del Thuret, possano appartenere al Gyinnogongrm nicaeensis. Ad eliminarlo vorrebbesi. l'esame di- esemplari autentici forniti di cistocarpi. Non rechi perciò meraviglia se ho indicata una sola località per questa specie, quantunque essa forse sia comune in tutto il Mediterraneo. Infatti, per le ra- gioni già addotte, mancherebbe un criterio sicuro per distinguerla, nello stato sterile in cui trovasi abitualmente , dalla incerta rhylìopliora palmettoides e dalle altre forme che potrebbero nascondersi sotto una fronda della stessa ap- parenza. Del Phylloiyl'us siculus Kg., che viene generalmente riferito alla Pliyllophora palmettoides, non avendone niai veduto esemplari autentici non saprei che j)ensarno. 4-. GYiVINOGONGRUS CBKNULATUS CTurn.J J. Ag. O.frondihts caespitosis planis dicUotomo-fastigiat'is,seg mentis li- nearìbìis margine incrassato crenulatis, tenninalibus sublan- ceolatis acMtiuscìdis ; nemaiheciis hemisphaericis minutis, in utrcupie ]}agina siibseriatis. GrYMNOGONGRUS GRENULATUS J. Ag. iSp. 11,]). 320. — Epìct. ]). 212. — Picc. Fior. Alg. Semi. iV." 261. / Ongotylus GRENULATUS Kg. Sj). f. 789. — Tnh. Pliijc. XIX, 61, //. Sphaerogoggus GRENULATUS Ag . Sj). 1, 2^. 2")6. — Sysf. p. 218. FuGus GRENULATUS Tttm. iìi Lin. Trans. VI, ])■ 130, tal). 8. — Hist. tab. 40. F. NORVEQiGus Esjì. Icon. fai). 153, ^fig. 2, (sec. .7. Ag.). Abit. Tirreno nel Porto di Cagliari in Sardegna (Gennari sec. esempi, comunicatimi dal Prof. Piccone) ; Medi- terraneo occid. sulle coste della Spagna (sec. gli aut.). Questa specie dapprima nota soltanto dallo coste atlantiche della Spagna e del Poi-tjgiUo, nel Mediterranoo pare sia piuttosto rara e limitata al bacino occidentale. La forma mediterranea ha dimensioni notevolmente minori di Ser. II, il/"." 227. — Ralenli. Alg. Eiiroj). N.'' 1159. GrRATELoupiA YERRUGULOSA Grev. — /. Ag. Alg. med. x>. 103. — Kg. Phyc. tab. 75, /y. 1. — Sp.p. 731. — Talj. Pìiyc. XVII, 32, c-f. — Montg. FI. d^Algèr. j;. 102. — Ardiss. Enum. Alg. Sicil. A." 163. — Rabenh. Alg. Sachs. N.'' 796. — Eohenack. Meeralg. IW 339. Halymenia YERRUGULOSA Dtidy Boi. Gali. p. 942. — Moris et De Not. Fi. Caprar. p. 197. Sphaerogoggus yerrugulosus Àg. Sp. I p. 265. — Syst. ]). 222. — Montg. Crypt. Alg. p. 276. FuGus yerrugulosus Bertol. Amoen. p. 291, tal. ^u fg- 4, a-l. — Moris iStirp. Sard. El. 3, ]). 25. Erinagea Rissoana De Not. Sp. Alg. lig. N."^ 40. .' — Duf. Elenc. Alg. Lig. N." ìli.! FuGus RissoANUs Turn. Hist. tal). 253. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo; comune nel Marc ligustico, rara per quanto pare nelTAdriatico, ove trovasi indicata soltanto da Frauenfeld che Tavrcbbe rinvenuta sulle coste dalmate. Sulle scogliere più o meno esposte alla violenza delle onde quasi al disopra del livello medio del mare. E frequente nello stato di fruttificazione tetrasporica polisporica, Marzo-Luglio. PJù frondi insieme unite formano dei cespuglietti» chc'comunemente misu- rano appena poclii centimeti-i di altezza, ma che talvolta si innalzano sino ad un decimetro e più. Queste frondi alla base compariscono quasi filiformi, ma 187 poco dopo riescono intieramente appianato. Per lo più sono cuncato-oblunglie, laciniato-dicotome, increspate e densamente denticolate soltanto nei margini. Talvolta però dei denticeli simili a quelli marginali, i quali hanno la forma di spinole moltilìde più o meno sviluppate, si vedono a spuntare a guisa di prò - lidcazioni anche da entrambe le pagine, che cosi vengon reso scabre al tatto. I cistocarpi veggonsi sparsi in buon numero su tutta la porzione appianata della fronda e su entrambe le pagine. Essi risultano piuttosto grossetti tanto da riuscire visibilissimi anche ad occhio nudo. Le tetraspore invece, essendo dal tutto immerse, non si possono vedere senza il soccorso del microscopio. La sostanza della fronda è carnosa nello stato fresco, ma colla diseccazione si fa cartilaginea. Il colore ora è di un bel giallo d'oro , ora violaceo , in ogni caso però colla diseccazione per lo più volge al bruno. NEMATOSPERMEAE /. Acj. Cystocarpii nucleo jllìs'' sporiferls artimìutis , ramosis comjìosito. SjDorae demnm mdlo ordine congloba fae. DUDRESNAYACEAE Aìgae articulatae monosiplioniae , axi demum celluioso filisqne fa- sciculatis peripJiericis intra gelatinam sìiUìÌjeris constantes. Cystocarpia nucleo stwpliciusctdo constituta; fila sporifera inter fasciculos periphericos, saepe plura adproximata et de- mum Me Ulte coalescentia, Juvenilia moniliformia articulis T)retissiriiis rotxmdatis constituta, saepe vage curvata, rnatu- rescentia articulis iransversaliter dilatatis et suMirisis, de- mum in micleum rotundatum, intra gelatinam spioras rottcn- dato-angulatas sine ordine conspiciio conglobata forentem, coalescentihus. Tetrasporae in filìs jperipliericìs terminales. DuDRESNAYEAE /. Ag. Epìcr. p. 947. — Geramiearu-m gen. J. Ag. et Auct. Le dudresnajacee sono alghe gelatinose colla fronda arrotondata, composta di un asse monosifonio articolato, da ultimo circondato da filamenti longitudi- nali pure articolati e da uno strato periferico formato da filamenti tri -dicotomi fastigiati, dapprima sciolti e procedenti a verticillo dall'asse e quindi densa- mente avvicinati senza alcun ordine apprezzabile. I cistocarpi sono nudi e si 188 svolgono fra i filamenti dello strato periferico. Essi constano di un nucleo arrotondalo, quasi semplice od indistintamente lobato, composto di spore ro- tondato -angolose disposte senza alcun ordine apprezzabile e circondate da so- stanza gelatinosa. Le tetraspore si svolgono nelle articolazioni terminali dei filamenti periferici. Per la struttura della fronda le dudresnajacee presentano grandi rapporti colle ceramiacee alle quali infatti per gran tempo sono state riferite dagli autori. Ad esse appartiene il solo genere Diulresnaya il quale non comprende che due sole specie, entrambe reperibili nel Mediterraneo. ®UOI«EJ§l^A¥/t Bomiem. FrooìS teretwscKÌa gelatinosa qnoqiioversnm ramosa, axi ^filisque stratum- ^erìjjhericum formantthiis constituta; axis tubo arti- culaio monosij}Jionio , sensim cellnlis Jilisqìie deciirrentìMis longitudinalibns cincto ; fila peripherica a tubo axili verti- cillatim egredientia tri-die ìiotoma fascictdata invicem sublihera, demum nullo ordine densissima. Cystoearpia inter fila 2^eri~ qìlierica nuda. Tetras^orae oblongae, zonatim divisae. Aiithe- ridia eundem lociim tetra sporarum occnqxintia e celìulis hya- linis miniitissimis, constituta. DuDRESNAYA Bonnem. Ess. in Journ. de Physique tom. XCIV, f. 18U. — /. Aij. Epicr. qh 249. — Nemalion sp. Kg. Fronda arrotondata, gelatinosa, per ogni verso ed in più modi ramosa, costituita da una porzione assile e da una porzione perife- rica. Asse composto di un tubo articolato formato da una semplice serie di cellule sovrapposte, alle quali, nelle porzioni appena meno giovanili , vengono ad aggiungersi dei filamenti longitudinali che nelle frondi adulte si fanno densi e di diametro decrescente dal centro alla periferia. Strato pariferico composto di filamenti tri-dico- tomi fastigiati, dapprima sciolti e procedenti a verticillo dall'asse, dal quale si dista'^cano orizzontalmente o quasi, più tardi densamente ■avvicinati senza alcun ordine apprezzabile. Gistocarpi nudi, svolti verso la base dei filamenti periferici che li sopravanzano di molto in altezza. Tetra^pare col nucleo diviso trasversalmente. Anteridi come le tetraspore situati verso la sommità dei filamenti periferici, reperibili sulle stesse fi-ondi che portano i cistocarpi. 189 I Signori Bornet e Thuret (Notes Algologiques I, p. 3oJ che hanno potuto seguire lo svihippo del cistocarpio delle Diulresnaya, scoprirono in queste alghe l'esistenza di procarpi in forma di piccoli ramatti assai brevi, che si svolgono verso le porzioni più giovani di (fuelle fronii sulle quali deve svilupparsi la fruttificazione polisporica , e qualla di apparecchi tricoforiei in forma di pic- cole espansioni cellulose o di brevi filamenti incolori costituiti da sette od otto cellule sovrapposte. Nella Dudresnojya coccinea, secondo questi autori, il cisto- carpio proviene da una della cellule del procarpo, la quale venendo fecondata dà origine a tre cellule primarie, il cui ulteriore sviluppo produce la placenta e le spore, che nel frutto completamente sviluppato formano una massa arro- tondata « obscurément lohce, d'un rouge foncé, semhlable aux cystocarpes de Z'Halymenia ligulata et rccoiiverte de mème par une membrane transparente étroitement appUquée sur les spores. » 1. DUDRESNAVÀ COCCLNEÀ (Ag.J Boìinem, D. frondibus ('ó-lOflOO 31. long. 1/1000 M. crass.) pyramidatis dense ramosis; jllis perijohericìs inferne oj)posite ramosis, superne dichotomis, artìcvUs cyUndraceìs diametro ^-^plo longioribus. DuDREsxAYA GOGGiNEA Bomiem. ì. c, (sec. EndL). — /. Ag. Sp. II, ]). 108, — Afdiss. e Straff. Enim. Alg. Lig. p. 175. — Erh. critt. ital. Ser. II, N."" 1035. Nemalion coccineum Kg. Sp.p. 713. — Tal). Phyc. XVI, 6i, a-d. Mesogloja coccinea Ag. Syst. p. 51. DuDRESNAYA FORMOSA Bonuem., (sec. J. Ag.). Gallithamnion verticillatum Kg. Phyc. p. 373. RivuLAHiA VERTICILLATA Engì. lìot. tal). 3466, [sec. I. Ag.). Abit. Meditcrr. occicl. alle [sole Balcari (Flodrigacz) ; Marc ligustico al Porto Maiiiizio (Strafforello); Tirreno a Napoli (sec. Falkenberg) ; Adriatico a Venezia (Zanar- dini) e sulle coste dell'Istria (Liechtenstein). In primavera ed in autunno per lo più a ragguarde- vole profondità. Trovasi con entrambe le fruttificazioni. 190 Aderisce agli scogli od alle concrezioni madreporiche mediante un callo radicale dal quale s'innalza la fronda, che ordinariamente non supera guari l'altezza di cinque o sei centimetri , quantunque in esemplari di straordinario sviluppo possa allungarsi di tanto da oltrepassare il doppio di questa misura. La fronda primaria in diametro eguaglia un millimetro o poco più. I rami procedono per ogni verso e, risultando più brevi verso l'alto, danno alla pianta un contorno piramidato. In quanto all'intima struttura si può notare che le articolazioni del tubo assile centrale hanno forma cilindrica e superano di tre o quattro volte la lunghezza del loro diametro e che quelle dei filamenti pe- riferici sono sottilissime ed allungate. Le tetraspore compariscono elissoidee od anche quasi oblunghe. I cistocarpi riescono visibili anche ad occliio nudo sotto forma di punti rossastri, minutissimi e numerosi. La sostanza della fronda essendo gelatinosa colla diseccazione aderisce alla carta con molta tenaci tea. 11 colore è di un coccineo più o mano sbiadito che spesso si fa pallidissimo negli esemplari diseccati. Su esemplari raccolti al Porto Maurizio, ho potuto osservare i cistocarpi e le tetraspore in una stessa fronda. % DIDRESNAYÀ PUPiPURIFERA /. Aj. D. frondihìis f6-15/lu0 Jf. long. 2-3^1000 M. crass.) pyrcmìdatìs densissime raniosis ; jìlis periphericis ylemmqv.e dichotomis foridosis, articiCAs elliosoideis diametro duj)lo longiorilus. DuDRESNAYA puRPURiFERA. /. A'j . Alg . wied. J). 85. — Sp. II, p. 108. — Zanard. Icon. PJiyc. II, x»- -i, T. XL VI. ! — Ardiss. e Straf. Emim. A^g. Lig. j). 175. Xemalion purpuriferum Kg. S^.f. 713. — Tal, Pliyc. XVI, 64, e-f. Abìt. Meditcrr. occicl. alle Isole Baleari (Piodriguez) ; Colfo di Lione a Marsiglia (sec. Castagne) ; Mare ligustico a Villafi'anca ed al Porto Maurizio (Strafibrello); Tirreno a Piombino (Sig.* Toscanclli); Adriatico sulle costo della Dalmazia (Zanardini, Liechtenstein). Sugli scogli e su altre alghe nella prima e nella se- conda zona di profondità; in estate trovasi con la fruttificazione polisporica. Le frondi in altezza misurano da cinque a sei centimetri od anche un deci- metro e più; in grosse^^a giungono ad eguagliare duo o tre millimetri, ma 101 verso la base e verso gli apici riescono però notevolmente assottigliate. I rami, che sino dalla base sorgono per ogni verso ed a brevissime distanze , verso il basso risultando più allungati danno a tutta la pianta un contorno piramidato. Questi rami portano più ordini di rametti i quali , essendo densissimi , negli esemplari dis-eccati contluiscono in modo da sembrare agglutinati. Il tubo as- sile centrale mostrasi costituito da articolazioni di lunghezza doppia di quella del loro diametro ed al [uinto ristrette verso le giunture. Nelle frondi adulte tale tubo risulta densamente corticato da numerosi filamenti longitudinali di di-xmìti'o decrescente dal centi'o alla periferia. I filamenti periferici poi si ra- miiìcano qaisi sempre per dicotomia. Soltanto verso il basso r[ualche volta compariscono tricotomi. Le articolazioni che li costituiscono hanno forma clit- tica, cosicché essi riescono torulosi e perciò distintissimi da quelli della specie precedente i quali del resto sono anche più sottili. I cistocarpi per la uìaggiorc opacità della fronda difficilmente sì scoprono ad occhio nudo. Le tetraspore, per quanto so, rimangono tuttora ignote. La sostanza della fronda è gelatinosa per cui colla diseccazione aderisce alla carta con molta tenacità. Il colore è di un bel roseo purpureo che si fa più o meno sbiadito negli esemplari diseccati- SPYRIDIACBAE ìlarv. Algae artìctdatae monosijiìionìae corticatae. Cisiocarpa intra pe- ricarjjiwii proprium extermtm saepe lobatum micleiiìn subcom- fjositum foventia ; micleoU circa coìumnam pìacentarem cen- tralem dispositi, sursiim radiantes, columnis Jllonim steriliiim intercepti, fascicidis Jilonim praegnantium formati ; jila spo- rifera S'ursum radiantia, infernc siibdicliotoma artìcidata, in articulis super ioriììus sporas ollo)vjo~anguìatas suhradiatas demmn xage conglobatas et quasi ììhico cohibitas formantia, Tetrasporae ad ramelìos sìihextcrnae, Spyridiageae Harc. Ner. Ijor. amer. 21, p. 203. Spyridieae /. Ag. Epicr. p. 336. — Geramiearum gen. J, Ag. et Auct. Le spiridiacee sono alghe colla frondx filiforme, articolata, monosifonia, più meno densamente coi-ticata da uno strato di cellule dapprima rotondato- angolose e quindi allungate nella direzione dell' asse. I cistocarpi svolgonsi verso gli apici di rametti laterali e constano di un nucleo quasi composto, protetto da un pericarpio distinto spesso lobato. I nucleoli sono formati da brevi filamenti sporiferi raggianti da una placenta centrale e da filamenti ste- 192 rili allungati, che sono quelli stessi che costituiscono il pericarpio. Le spore, che hanno forma oblungo-angolosa, da ultimo in questo nucleo mostransi di- stribuite irregolarmente e circondate da sostanza mucosa. Le tetraspore pro- vengono dalle cellule corticali delle porzioni più giovani della fronda. Per la struttura della fronda le spiridiacee presentano grandi rapporti colle ceramiacee, ma per i caratteri del cistocarpio si avvicinano meglio alle rodi- meniacee. Esse comprendono il solo genere Spy ridia, al quale oggigiorno si riferiscono non meno di dodici specie, ma di queste una sola tippartiene alla Uora del mare Mediterraneo, f§PYRI»flA Harv. Frons fiUformis pinnatim ramosa, plus minus dense corticata, Oystocarpia in vertice ramuli terminalia , ramellis supremis mine suffìilta, M-trilo'ba, intra pericarpium , articidis termi- nalihis Jilorum a placenta radiantium formatiim, micleolos plures, Jilis radiantìhis separatos foventìa. Tetrasporae mor- pliosi celkdarum corticalium formatae, sphaerìcae, triangule divisae. Antheridia ignota. Spyridia Harv. in Hook. Brit. FI. V, p. 336, (1841). — /. Ag. Sp. Il, p. 338. — Geramii et Hutchinsiae sp. Ag. et Aiict. Fronda filiforme , pennata , più o meno densamente corticata. Cellule corticali , nelle parti giovani minute , arrotondate , disposte attorno alle giunture delle articolazioni assili , nelle parti adulte allungate longitudinalmente , circondanti tutta l'estensione delle ar- ticolazioni assili, disposte regolarmente in zone terminate da piani paralleli fra di loro e perpendicolari all' asse. Gistocarpi svolti agli apici di brevi rametti laterali e circondati da pochi ramoscelli in- curvati. Pericarpio rotondato oppure trasversalmente oblungo bi-tri- lobato, chiuso, costituito dalle articolazioni terminali di filamenti sterili raggianti dalla placenta insieme ai filamenti sporiferi. Nucleo del cistocarpio formato da più nucleoli quasi distinti, provenienti da fi- lamenti fascicolati, raggianti dalla placenta e portanti le spore nelle loro articolazioni superiori. Tetraspore solitarie od aggregate verso le giunture dei rametti , sferiche, col nucleo diviso a triangolo. An- teridi ignoti. 103 SPYRIDIA FILÀMliNTOSA Ilarv. S;p. frondibiis JiUformihus sursum aUep.uatis quoqìiotersura vage ramosis, raniis coìifìrmihus corficatis raìnellosis, ramellis filìformibus sparsis. Spyridia filamentosa Ilarv. — /. Ag. Alg. mecl. p. 79. — Sj). II, p. 340. — Kg. Phgc. fai). 48, fig. 1-5. — /S>. p. (365. — Tab. Phyc. XII, 42, a-l. — Ardiss. Enum. Alg. l^icil. iV." 123. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. iV.° 473. — Holienack, Meeralg. N."* 128. — Eri. critt. ital. Ser. I, iV.° G22, Ser. II, N."" 478. — RaUnli. Alg. Europ. iV." 1296. Ceramium filamentosuai Ag. Sp. II, p. 141. — De Noi. Si». Alg, Lig. i\^.° 106, Fucus FILAMENTOSUS Wiilf, Cryp}f. ag^. 64, Spyridia cuspidata, villosa, divaricata, villosiusgula, setacea, frutigulosa, hirsuta, apiculata, grassa kg. Spyridia Gasparinii, Yidovichii, bragryarthra Menegh, Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Frequente sulle scogliere a poca profondità. Tro- vasi pure ma meno frequentemente fra le alghe che vengono estratte dalla seconda zona di profondità. Questa specie è piuttosto polimorfa, cosicché da Kùtzing e Meneghini venne smembrata in una quantità di forme che appena si potrebbero distinguere per la varia lunghezza delle articolazioni primarie, le quali ora riescono lunglie quanto il diametro, ora invece lo superano anche di due o tre volte. L'altezza deUa fronda varia da poclii centimetri sino ad oltre un decimetro , così pure ^ varia la grossezza che per lo. più è però maggiore di c|uella di una setola. La sostanza della fronda è floscia quasi spugnosa negli esemplari diseccati i quali poco aderiscono alla carta. Il colore per lo più è carneo o rossastro sbiadito. Ne ho esemplari dalla Manica , dalle coste dell'America settentrionale e del mare delle Antille. La Sf. aculeata J. Ag. (Epicr. p. 27 1. — Kg. Tal. Phyc. XVII, 51) che si distinguerebbe dalla Sp. Jilamentosa, principalraeate per avere le estremità dei ramoscelli provvedute di brevi spine, probabilmente non è che una varietà di quest'ultima specie, nella quale potrebbe anche comprendersi la Sp. Berkele- yana Montg. (FI. d'Algér. p. iH, tab. iS, Jig. 6). l'.ll RHODYMENIACEAE Harv., (mut. UmiL). Aìgae ìnariiculatae saepe solide scentes celluìosae nunc hilidosae, aut di((jjhragmatìh{S divisae, celUdìs estimis saepe in fila ver- ticalìa conjiinctis. Cystocarpia /rondi immersa ani intra pe- ricarpiinn extermini nv.denm nudiuscvlum nunc tela aracu- noidea, filis tenuissimis reticulatim anastomosantibus constante^ cinciìim Totundatumsimplicemfoveniia; fila sporifera afundo hasali egredientia articnlata, subpanìculato-ramosa aut feti- C'ulatim anastomosantia, intra articulos sporas rotundato-oUon- gas aut angulatas, sine ordine conspicuo conqlobatas et quasi muco cohihitas formantia. Tetrasporae 'carie divisae. Rhodymeniageae et Ghampieae /. Ag. Epicr. y. 290-307. — Cryp- TONEMEARUM, RhODYMENIARUM Ct DUMONTIEARUM geH. J. Ag. Sp. Le rodimeniacee sono alghe colla fronda inarticolata, spesso solida ossia intieramente cellulosa , talvolta tubolosa con l'interna cavità tutta continua oppure divisa da diaframmi celluiosi, quasi sempre costituita da due strati di- stinti, dei quali quello esterno è formato da cellule minute arrotondate o ro- tondato-angolose, in-tensamente colorate, perlopiù disposte in brevi filamenti verticali, e quello interno è composto di cellule assai più grosse , arrotondate od alquanto allungate, scolorate, di diametro decrescente dal centro alla peri- feria. Quando la porzione più centrale della fronda é cava, talvolta si trova percorsa da scarsi filamenti longitudinali , articolati , che mostrano qua e là qualche traccia di endocroma colorato. I cistocarpi ora si trovano immersi nella fronda, ora compariscono prov- veduti di un pericarpio più o meno sporgente che si apre mediante un car- postomio. 11 loro nucleo, che è semplice ed arrotondato, a seconda dei generi si mostra nudo oppure circondato da un reticolo costituito da filamenti ana- stomosati. In ogni caso però esso è composto di filamenti sporiferi articolati, panicolato-ramosi od anastomosati, i quali sorgono da una placenta basale e portano delle numerose spore rotondato-angolose o rotondato-oblunghe, costi- tuenti varii nucleoli che da ultimo confluiscono fra di loro. Tali spore nel cistosarpio maturo ordinariamente si vedono distribuite senza alcun ordine apprezzabile iu una sola massa e trovansi riunite da sostanza mucosa. Le te- traspore ora si trovano sparse ed immerse nello strato corticale della fronda, ora riunite in sori od anche svolte in sporofille. Il loro nucleo è variamente diviso a seconda dei generi. I generi Faiichea, ChyloclaUa, ed anche il genere Lomentaria quale è cir- coscritto nel presente lavoro, secondo Giacobbe Agardh meriterebbero di co- stituire una famiglia separata, che egli cliiamò delle Champieae ; ma poiché la struttura del cistocarpio di questi generi non è notevolmente diversa da quella 195 delle Rhodìjmenia, mi è parso che si potessero tutti riunire in una sola fami- glia sotti li comune denominazione di ro:limeniacee. D'altra parte le differenze che in quanto alla struttura della fronda si verilìcano fra le Lomentaria e le Rhodymììiia , per quanto sieno notevoli, non mi sembrano tali da opporsi a questo divii^amento. PROSPETTO SINOTTICO DEI GENEIU. I. Nucleo del cistocarpio por lo più circondato da filamenti anastomosati. Fronda tubolosa continua. Chylodadia Fronda tubolosa interrotta da diaframmi trasv. Lomentaria Fronda piana. Fauchea Fronda piana laciniata, oppure tubolosa continua od an- che caulescente. Clirysymenia II, Nucleo del cistocarpio nudo. Fronda piana membranacea , costituita da due strati di cellule ben distinti. Rhodymenia Fronda piana, membranacea , intieramente costituita da cellule rotondato-angolose, grandi, disposte su poche serie. EliodopliylUs Fronda membranaceo -cartilaginea, più volto pennata, co- stituita da quasi tre strati. Plo?nriiium Fronda per lo più fdiforme, cartilaginea. CordyUdadia €II¥LO€I.ADi^ Grev. Frons terethiscula aut siibconijìressa, tage ramosa , iuMlosa-con- timia, tubo jills sjìarsìssimis articulatis iierciirso , cluiìlici strato cellularinn conMituta; celhdae exieriores minores ro- _ tundato-angidatae, coloratae, inieriores majores liyalinae sim- ulici t>eì moltiplici serie clisj)0Sovatìs ])innatim ohsito. ■Chrysymenia uvaria /. Ag. Alg. meà. p. 106. — Sp. II, p. 214. — Epicr. p. 324. — Montg. FI. d'Algèr. p. 97. — Ardiss. e Straff. fjnum. Alg. Lig. iV.° 45C. — Eì^, critt. ital. Ser. I, N° 215, 211 Gastroclonium uvaria Kg. Sp. p. 865. — Tal). Phyc. XV, 97. — Ardiss. Enum. Alg. Steli. iV." 204. — Rabenli. Ahj. Eiiroj). N."" 1137. Physidrum uvareum Delle Chìaje Hijdr. Neap. p. 14, T. XLIIl. Ghondria uvaria Ag. aS^;. /, f. 347. — Syst. p. 204. FuGus uvARius L. Syst. Nat. Ili, y. 714, [F. ovarius). — Esper. Icon. jp. 153, T. 78. — Wulf. Crypt. aq. p- 32, iV." 3. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Nella prima e nella seconda zona di profondità. Co- mune in primavera ed in estate ma sempre sterile. Più frondi insieme unite sorgono da una stessa callosità radicale costi- tuendo dei cespuglietti che misurano circa mezzo decimetro di altezza. Queste frondi constano di un caule arrotondato del diametro di circa un millimetro, il quale si divide parecchie volte per dicotomia e porta nell ^ sue porzioni me-" diana e superiore dei ramoscelli obovati, cavi a guisa di vescichette, sostenuti da un brevissimo pedicello. La sostanza della fronda è membranacea, piuttosto consistente e poco aderisce alla carta colla diseccazione. Il colore è rosso-bruno, ma volge facilmente al verdastro negli esemplari che hanno subito un prin- cipio di alterazione. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. Secondo Giacobbe Agardh i cistocarpi di questa specie, in numero di uno di due, si svolgerebbaro sui ramoscelli, sul tessuto dei quali si troverebbero alquanto sporgenti. Le tetraspore secondo Montagne sarebbero immerse e spai'se nello strato corticale, ma io non ho mai potuto vedere né queste né quelli. i. CHRYSYMENIA CHIAJEANA Menegh. Chr. caule Ijremsslmo simplìci, ramentis ùiflatc-tìihidosìs magnis ellipsoideis vel saepius ovato-lanceolafis. Chrtsymexia Ghtajeana Menegli. in Giorn. dot. ifal. I, p. 296. ] — * Zanard. Icon. Phyc. I, jo. 155, T. XXXVI, B. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. iV.° 457. Gastroclonium Chiajeanum Kg. Sj). p. 866. ? Phisidrum ovale Delle Chìaje Bydi\ Neap. ^. 11, T. XLIL in Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello); Adria- tico sulle coste della Dalmazia (secondo esemplari del- l'erbario Meneghini). Nella seconda zona di profondità, rara. I ramoscelli per lo più in numero di cinque o sei, a guisa di raggi si svi- luppano su di un medesimo piano, alla cima del caule che è brevissimo e semplice. Essi sono tubolosi, ora ovoidei, ora in forma di lancetta od anche quasi fusiformi. Questi ramoscelli, quantunque per lo più si mostrino indivisi, pure qualche volta risultano forcuti, ciò che io ho potuto verificare su esem- plari di Liguria. La fruttificazione polisporica di questa specie è stata veduta dal Mene- ghini, il quale la descrisse colle seguenti parole « favellidia solitaria medium ramenti tenentia » ma io non ho mai potuto riscontrarla. KlIO«¥lÌE.\i^ Grev. Frons ylana meìribranacea, didioforna tei imlmata, a raargine tei disco saepe prolifera stratis àuolus contexta ; celhdis iute- rior'ibìis oUongis, corticalìhus minutis rotundatis. Cystocarpia jper frondem sparsa, intra pericarpium hemisjjhaericiim car- jpostomio apertum, cellulis extrorsiim radiantihis , introrsiim concentricis contextum, nv.deum smjjlicem. rotnndatiim aid snUohaium f or enfia ; nucletcs intra pericarpium nudinsctilus, fundo Insali imposìtus, x^lacentarihiis Jìlis paniciilato-ramosis lohos Sìistinentihis ; lobi praegnanies radiantim dispositi, ju- veniles filis articulatis rawosis constituti, maturescentes oh- conico-rotundati sjìoras plurimas rotundatas, foventes. Tetra- sporae saepiiis in soros coìlecfae, cniciatim divisae. Antheridia in Soros superficìales evoluta e cellulis Ityilinis minutis uniseriatis, l'erticalibus, constituta. Rhodymenia Grev. — J. Ag. Sp. II, p. 375. — Epicr. p. 328. — Thur. Aìitli. des Alg. p. 40, Talj. 3. Sphaerococgi, Halymeniae, Delesseriae et Rhodomeniae sp. Auct, Fronda piana, membranacea, dicotoma o palmata, spesso proli- fera nel margino o nel disco, piili o meno brevemente stipitata, com* 213 ' posta di due strati distinti. Strato esterno costituito da una serie di cellule minute, rotondate, intensamente colorate e da una o più serie di cellule rotondato-angolose, meno colorate, di grossezza gradata- mente decrescente verso la periferia. Strato interno formato da grosse cellule oblunghe, scarsamente colorate, poco diverse da quelle sotto- corticali contigue. Gistocarpi sparsi verso i margini o nel disco dei segmenti terminali o quasi terminali della fronda e provveduti di un pericarpio emisferico, da ultimo aperto mediante un carpostomio e composto da più serie di cellule corticali minute, rotondate, inten- samente colorate, quasi disposte in brevi filamenti verticali raggianti e da alcune serie di cellule interne maggiori concentriche. Nucleo del cistocarpio semplice, rotondato o quasi lobato, sostenuto da una placenta basale e formato da filamenti sporiferi nei quali le spore mostransi obconico-rotondate e da ultimo in gran numero riunite, senza alcun ordine apprezzabile, da una comune sostanza mucosa. Tetraspore col nucleo diviso a croce, spesso avvicinate in più sori sparsi, oppure raccolte in sori solitari svolti poco sotto gli apici dei segmenti terminali della fronda. Il nome di questo genere venne scritto diversamente dagli autori. Greville scriveva Rhodovienia, che poi Montagne (Ann. Se. nat. 2. Ser. XII, p. 44, 1839) mutò in Rhodumenia. In seguito Decaisne scrisse Rhodhjmenia ed il Fries Ro- dhymenia. Io ho conservata la scrittura-^ione del Montagne come quella che è adottata dai più e che pare sia la più corretta. 1. MIODYMEMA PALMETTA fEsp.J Grev. Rh. frondihus a stipte elongato cimeatim dilatatis, laciniato-Sìib- ^almatis ; cystocarpis hemisphaericis secus margines in la- cinia singulis aut jtaAicis. Rhodymenia Palmetta Grev. — Kg. Tal. Phyc. XV III, 97, h-d, FuGUs Palmetta Esj). Jcon. p. 84, tal). XL, (excl. syn. omn.). — iStacL Ner. h\ PI. XVI. Abit. Egeo a Smirne (Figari). Più frondi insieme unite sorgono da una callosità radicale piuttosto di- latata, innalzandosi sino a sei o sette centimetri. Queste frondi , dapprima ri- 314 strette a guisa di stipite arrotondato e grosso appena un millimetro , vei"Sò l'alto si appianano e si allargano, a poco a poco per un certo tratto e quindi bruscamente in modo da finire in una lamina cuneata od anche quasi spiegata a ventaglio, la quale in ogni caso risulta laciniato-palmata. Le lacinie ora compariscono strette e lineari, ora larghe e cuneate. Agli apici qualche volta riescono ottuse, ma più comunemente mostransi smarginate. I cistocarpi spor- gono a guisa di emisfero e si trovano, solitari od avvicinati in pochi, verso i margini superiori delle lacinie. La sostanza della fronda è carnoso -membra- nacea e colla diseccazione aderisce bene alla carta. 11 colore è di un bel roseo-carneo. Per gran tempo e generalmente essendosi riferita a questa specie V Hahj- menia Nicaeensis Duby (Rli. Palmetta var. Nicaeensis J. Ag. Alg. mei. p. 1o3) la quale, come si è già dimostrato , non può appartenere alle Rliodymenia e sembra piuttosto doversi riferire al Gymnogongrus, la vera Rli. Palmetta restò sconosciuta agli algologi del Mediterraneo. Giacobbe Agardh nell'ultima sua opera (Epicr. p. 330) escludendo 1'^. Nicaeensis dalla Eh. Palmetta pone in dubbio che questa specie cresca realmente nel Mediterraneo, ciò che mi con- ferma nel parere che il mio esemplare di Smirne corrisponda effettivamente al Fucus Palmetta Esp. colla figura del quale del resto corrisponde esattamente. Mi sono astenuto dal citare la tav. 73 A-dìVIIist. fiic.àeì Turner, perchè le forme in es3a rappresentate sotto il nome di F. Palmetta^ non corrispondono guari col /''. Palmetta dell'Esper. 2. RIIODVMEMA CORALLICOLA Ardiss. Rli. frondihis dichotomo-flaljellatis, segmentis dìvaricatis, apiciì)us ohtusìs vel emarginatis; cystocarjiiis hemisj)liaericis mavgi- nalibiis end in disco segmentornm terminalium sessìlìhis ; te- trasporis infra apicem segmentormn sorum rotundatum for- mantihus. PiHODYMENiA CORALLICOLA Aì'diss. FI. itcìl. Il, jp. 55, T. IX, (excl. syn.). — Ardiss. e jS'fraf. Enum. Alg. Zig. iV.° 484. Rh. Palmetta Ardiss. in Eri), critt. itdl. Ser. Il, N° 861. 'S\Ài. Marc ligustico al Porto Maurizio (Strafforcllo). Nella seconda zona di profondità. In autunno tro- vasi con le tetraspore e coi cistocarpi. Per i caratteri esterni mi pare troppo diversa dalla specie precedente per- chè vi si possa riferire anche come varietà, ma non essendo in oggi possibile di classificare con sicuro fondamento tutte le forme dagli autori riferite alla Rli. Pahnetta e quindi di stabilire i limiti della sua variabilità , credo di non avanzare senza qualche riserva la proposta della specie qui descritta. SPECIE INCERI/^ o. RHODVMEMA LIGULATA Zanard. Rh. fi'ondilms hreciier stijntatls, ligulatis, linearihis, semeì-his dichotomis, seg mentis divaricatìs apicem versus ])arum latio- rihus fine late fotundatis. Rhodymenia LIGULATA Zmiafd. Sagg. p. 46. Sphaerococgus ligulatus Kg. iSj). p. 782. Sp. Meneghinii Kg. l. e. p. 783. Abit. Adriatico alla spiaggia di Cattolica nelle Marche, a Spalato in Dalmazia (Liechtenstein) ed a Pirano sulle coste deir Istria (Flaiick). Conoscendosi soltanto nello stato sterile non è possibile di decidore con sicurezza né sulla sua autonomia né sulla sua ubicazione sistematica. RIIOOOPI1¥ILLI.^ Kg., Cexcl. p.J. Frons plana membranacea dichofoma, mine segmentis marginali' Ims olsita, cellulis rotundato-angulafis contexta. Cystocarpìa marginalia intra pericarpium concentrice cellulosuni demum carpostomio apertum nucleolos plnres, filis sterilihiis radian- tibits separatos, foventia ; micleoli filis fascicnlatis a placenta laterali radiantihus articulatis orti, in articulis super ioribiis sporas congloljofas, muco coliilnia generantes. Tetrasporae in 10 216 a^icibus segmentofum sparsae, rotundatae vel oUongae, zona- tim divisele. Antheridia ignota. Rhodophyllis Kg. Bot. Zeit. 1847. — /. Ag. jS'p. II, p. 387. — Fpicr. ]}. 360, {exd. p.). — Rhodomeniae sj). Aìict. Fronda piana , membranacea , omogenea , dicotoma o prolifera nel margine, intieramente costituita da grandi cellule rotondato-an- golose più meno compresse , spesso ricche di granuli amidacei, disposte su poche serie , appena più piccole nel rango marginale. Gistocarpi svolti verso i margini dei segmenti o delle prolificazioni della fronda , provveduti di un pericarpio quasi sferico da ultimo aperto mediante un carpostomio e costituito da poche serie di cellule concentriche. Nucleo composto di più nucleoli separati da filamenti sterili e formati da filamenti sporiferi fascicolati raggianti da una placenta laterale, i quali nelle loro articolazioni superiori trovansi costituiti da spore arrotondate, minute, avvolte da sostanza mucosa. Tetraspore arrotondate od oblunghe, sparse verso gli apici dei seg- menti nelle pi-oli ficazioni della fronda, quadripartite a zone. An- teridi ignoti. Considerando la RhodophjlUs hijiila Kg. come specie fondamentale di questo genere, mi sono creduto costretto a mutarne i caratteri per ciò che ha rap- porto alla struttura della fronda, poiché tanto dalle figure del Kùtzing (Tah. Phycol. XIX, SO) come dall'analisi degli esemplari pubbhcati dallo Hohenacker (MeeraJg. 891-392) e da quelli donatimi dal Le Normand , apparisce che la RhodopJigllis hifula ha la fronda composta di un solo strato di cellule. T-o stesso può dirsi deUe Rhodophyllis hlepharicarpa e Rh. capensis, mentre le Rh. mul- tipartita, Rh. spathulijcra, Rh. Veprecida, Rh. angustifrons, con fronda evi- dentemente composta di due strati distintissimi, secondo il mio parere devono essere escluse da questo genere. ], RHODOPHYLLIS BH^IDA (Good. et Woodw.J Kg. Eh. frondibus decomposìto-dìchotomis subJlal)eTlatis ; segmentis li- nearihus cuneatisve, terminalih(S obtnsis. Rhodophyllis bifida Kg. Bot. Zeit. 1817, f. 23. — S}).lh ^'è^. — Tdb. Phyc. XIX, 50, a-f. — /. Ag. S'j). II, p. 388. — Ardiss. e mraf. Fmm. Alg. Lig. N' 485. Rhodomenia bifida (rrev. Sphaerogoggus bifidus Ag. jSjj. I, lì. 299. FuGUs BIFIDUS (jood. et Woodie, in Limi. Trans. Ili, p. 159, tal). 17, fig. 1, (e.rcl. sijn. Ilvds. sec. Turner). — Turn. Jlisi. tah. 154. Inochorion dighotomum. — I. GERvicoRXE K(j . Tal). Phyc. XVI, 2'2. Abit. Mare ligustico alla Spezia; Tirreno a Napoli (secondo Falkenberg) ; Alto Adriatico sulle coste de'T Istria (Titius). La fronda ora è costituita da due soli ranyld di cellule, ora da quattro e più. Essa varia assai anche per le dimensioni e per la forma, ma in nessun caso però porta delle proliticazioni marginali così numerose e sviluppate come nella specie seguente, la quale inoltre si distinguerebbe per le sue dimensioni costantemente minime. 2. RHODOPHYLLIS STRAFFORELLII Ardiss. Mh. nana, parasitica; frondìbus dìchotomis, segmentis cimeato- flalellatis a margine jproliferis. RHODOPHYLLIS Strafforellii Ardìss. FI. ital. II, p. 58, T. X-XII. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. N.° 486. Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello). Cresce su varie alghe alle quali però aderisce soltanto per la base. La fronda è sessile e si mostra piana sino dalla sua base; essa però si divide ben presto e più volte per dicotom'a, dando origine a dei segmenti cuneato-flabel- lati i quali verso i margini portano delle proliticazioni di varia forma e gran- dezza, col contorno più o meno profondamente intaccato. L'altezza della fronda non supera i quindici millimetti e la sua larghezza appena raggiunge due millimetri e mezzo. I cistocarpi svolgonsi verso i margini delle proliticazioni ove trovansi solitarii od avvicinati in pochi. Le tetraspore veggonsi sparse su tutta l'estensione delle proliticazioni ed anche verso gli apici dei segmenti. Il colore è purpureo; la sostanza della fronda è membranacea, per cui colla di- seccazione aderisce debolmente alla carta. àl8 PLOCAMlUil Lamx., Lyngb. emend. Frons memlranaceo-cartUaginea pinnatim decom'posita , duplici ani suUrijjlici strato contexta, cellulis interioriMs ìongitudinaliMs oUongis, centralilus SMbfiliformiliis, svperjicialihvsrotmidato- anguìatis. Cystocmyia mit in fronde sessilia, aut in axillis aggregata p)edicellata, suhsiìliaerica, intra pericarpium crassum demum carpostomio apertim, nucleum simplicem aut lobatum fotentia ; nucleus fundo 'basali impositus, placentarilus Jllis panicìdato-ramosis lolos sustinentilus ; Ioli circa placentam radiatim dispositi, sporas plurimas rotundato-oUongasfoventes. Tetrasporae in sporopliyllis propriis nidiUantes, longitudina- liter subseriatae, zonatim divisae. Antheridia in soros super- Jiciales evoluta e cellulis liycUis minutis constituta. Plogamium Lamx. Ess., {excl. p.]. — Lyngl. Hydr. Dan. p. 39. — Harv. et Hooker FI, antarct. p. 168. — /. Ag. Sp. Il, p. 393. — Epicr. p. 335. — Thur. AntJi. des Alg. p. 40. Plogamium^ Thamnophora et Thamnogarpus Kg. — Delesseriae et Thamnophorae sy. Ag. Fronda membranaceo-cartilagiiiea, più volte pennata, con le penne e le pennette alterne , composta di due o di quasi tre strati distinti. Strato corticale composto di cellule minute rotondato-ango- lose, intensamente colorate ; strato midollare formato da grosse cellule longitudinali oblunghe, quasi filiformi nella porzione centrale della fronda, ove sembrano costituire uno strato distinto. Gistocarpi (nella sp. mediterr.) sessili, quasi sferici, svolti verso i margini delle penne delle pennette, provveduti di un pericarpio grosso che da ultimo si apre mediante un carpostomio. Nucleo semplice o lobato, coi lobi raggianti da una placenta basale e costituiti da numerose spore rotondato-oblunghe. Tetraspore svolte in particolari pennette (sporojille) lanceolate o divaricato-ramose , disposte in più file longitudinali , col nucleo diviso a zone. Anteridi svolti alla su- perficie della fronda sotto forma di uno straterello incoloro, composto di cellule minutissime, jaline. Il genere Plocamium quale viene in oggi limitato comprende più di venti specie, ma di queste una sola appartiene alla flora del Mediterraneo. 219 PLOCAMIUM COCCINEUM flluds.J Lyn(jl). PI. frondibus anguste linearlhis decoìnposito-pinnatis, pinnis sul)- filiformibiis Jlextcosis, ixitentibiis ; cystocar^iis in margine frondis sessilihus. Plocamium gogcineum Lyngì). Hydr. Dan. ]}. 39, T. 9. — /. Ag. Alg. med. ^;. 155. — Sp. II, 2^. 395. — Kg. Sjo. ]). 883. — Tal. PJiyc. XVI, 41. — Ardiss. e Stmff. Enum. Alg. Lig. N."" 487. — Hohenacli. iMeeralg. N. 96, 396, 397, 595. — Erb. critf. ital Scr. II, N."" 1034. Delesseria Plogamium Ag. S'p. I, p. 18U. D. coGGiNEA Ag. Syn. p. XIV. Plogamium vulgare Lamx. Ess. ^;. 50. FuGus Plogamium Cfm. Hist. fuc. y. 153, tal). 16, fig. ì, male. — Esjoer. Icon. tab. II. F. GOGGiNEus Huds. FI. angl. p. 586, fsec. auct.). — Stadi. Ner. hr. p. 106, icon. in front isp. — Tiirn. Hist. tal). 59. — Bertol. Amoen. p. 305. Plogamium mediterraneum Menegli. Qiorn. bot. ital. 1844, p. 300. — Kg. Tab. Phyc. XVI, U, a-c. — Erb. critt. ital. Ser. I, N."" 24. Pl. irregulare ìlenegh. (jiorn. bot. ital. 1844, p. 300. — Kg. Sp. p. 884. ' ' Pl. unginatum Kg. Tab. Phyc. XVI, 44, d~f. Pl. fenestratum Kg. l. e. 43, c-d. Abit. In tutte lo regioni del Mediterraneo. Sugli scogli a poca profondità ed anche sulle spiaggie ove viene )'igettato dai flutti. Comune. Tutto Fanno, in autunno trovasi con le tetraspore. 2S0 Più fronclì insieme unite sorgono Ja una larga callosità radicale in modo da costituire dei cespuglietti che per lo più misurano l'altezza -di cinque o sei centimetri, ma che talvolta superano anche l'altezza di un decimetro. Queste frondi sono strette o strettissime; negli esemplari mediterranei ordinariamente misurano appena la larghezza di un millimetro, ed anzi qualche volta si fanno quasi capillari, però negli esemplari oceanici non è raro di vederle larghe sino a due millimetri o quasi. La sostanza della fronda è inemhranaceo-cartilaginea, cosicché colla diseccazione poco aderisce alla carta. Il colore è di un bellissimo coccineo che si conserva benissimo negli esemplari diseccati. È specie larga- mente diffusa negli Oceani. La forma mediterranea, per la maggiore strettezza della sua fronda, viene da parecchi autori distinta come varietà. €ORD¥LE€L%»IA J. Ag. Frons fiUforìnis aut plana, dìchotoma aut suìmage ramosa, stratis duóhus contexta : interiore cellulìs ohlongis longitudinalihus, exteriore cellulìs rotundatis coloratls suiserìatis verticalibns. Cysfocarpia ad ramos sessilia sitbsj)liaerica, intra pericarjiium crassum carpostomio demum munitum, cellulis extrorsum ra~ diantilus introrsum concentrìcis contextum, nucleum slmplicem oblongum erectiuscidum foventia. Nudeus infra 2^ericarpi%im nudiiisculus fmido lasali impositus, lìlacentarihus jilis intra nucleum jparum conspicuìs ; lobi praegnaates in nucleum coa- lescentes, sporas pliLrirnas rotundato-oUongas foventes. Tetra- sporae in ramidis propriis circv.mcirca jprovenientes , inter cellulas strati corticalis mimerosae, criiciatim divisae. An- theridia ignota. CORUYLECLADIA •/. Ag. S'jJ. II, p. 703. — tTRACILARUE Sp. GrCC. Ct AuH. — Plocartae, Gigartinae et Sphaerogocci S}). Auct. Fronda cartilaginea, filiforme o piana, dicotoma od in vario modo ramosa, costituita da due strati distinti. Strato interno com- posto di cellule oblunghe longitudinali, di grossezza gradatamente decrescente verso la periferia- strato esterno formato da cellule ar- rotondato, minute, intensamente colorate, disposte su di una sola, serie oppure verticalmente su più serie. Cistocarpi (noti soltanto nelle specie oceaniche) svolti sui rami , sporgenti (piasi a guisa di sfera, sessili, provveduti di un pericarpio assai spesso costituito da uno •221 strato esterno di cellule raggianti e da uno strato interno di cellule concentriche, da ultimo aperto mediante un carpostomio. Nucleo semplice , oblungo , sostenuto da una placenta basale , costituito da più lobi formati da numerose spore rotondato-oblun- glie , strettamente congiunte senza alcun ordine apprezzabile, me- diante una comune sostanza mucosa, in una massa compatta nella quale difficilmente si scoprono i filamenti placentari. Tetraspore col nucleo diviso a croce, svolte in gran numero fra le cellule corticali
  • Sfj). j). Tih.. Plocaria heteroclada Montg. FI. d'Algèr.p. 73, tab. 16, Jlg. 4. Abit. MediteiT. inf. alla spiaggia di Licata in Sicilia (Bel- trani); Mediterr. occid. sulle coste dell'Algeria (se- condo Montagne). Sorge da una callosità radicale alquanto dilatata innalzandosi sino ad oltre un decimetro. Le frondi sino da poco sopra la base si dividono largamente per dicotomia in segmenti lineari piuttosto aperti, larghi sino a due millimetri, i quali verso i margini portano dei numerosi rametti a guisa di prolidcazioni per lo più unilaterali, lunghe da r3-S millimetri, compresse, ovoidee verso gli apici ove si svolgono le tetraspore. Il colore è di un bel purpureo cupo. La sostanza della fronda è cartilaginea, cosicché colla diseccazione non aderisce punto alla carta. ? 2. GORDYLECLADIA GONFERTA (Schoiisb.J J. Ag. O. frondihiis a disco crustaceo radicali erectis terelihus, a medio fasciciilato-ramosissimis , ramis fascicuU suòsecundatis dbtu- ooo sinscidis, rannilis sporiferis siihclaxatis sìmplicil'us ramosis- que secus ramos densissime jmllulaniihus racemosìs. COUDYLECLA.DIA CONFERTA /. Aj. Sj). Il, j). VOi. — B/jìct. ]). o'2G. HyPNEA CONFERTA Kg. Sp. p. 760. Plocaria CONFERTA MonUj. FI. cVAlgéi'. i). 7'2. — P. Webb Otia Jiisp. ]}. 14, T. 9. GlGARTINA CONFERTA iScÌKMSl). mSCT. Abit. Tirreno a Piombino (Sig.^ Toscanclli); Mediterr. occid. a Tangcri ed in Algeria (secondo gli autori). Della forma che qui riferisco con dubbio alla Cordylecladia conferla, io non ho mai potuto vederne che un solo esemplare incompleto, per cui su di essa nulla potrei dire di fondato. Geijeri d'incerta ubicazioije sistematica OLOJO€L4D14 J. Ag. Frons gelatinosa, cyliwJraceo-compressa, dichotoma, stratis diwhus contexta, interiore cellulis rotmulatis magnis suhinanihus, exteriore Jilis moniliformibus aMretiatis verttcalibus , muco J/gaìino rndusis constante. 'Cystocarjria ignota. Tctrasporac in Soros collectae, Inter fila strati corticalis evolutae , trinn- gule divisae. Antheridia ignota. Glojogladia ./. Ag. Alg. mcd. p. 87. — A'y>. //, /;. 216. — Epicr. p. 35o. — CllIONDRTAK Sp. Ag. Fronda gelatinosa, cilindraceo-compressa, scar.saniente dicolonia coi segmenti divaricati, composta di duo strati. Strato interno for- mato da grandi cellule arrotondate, quasi vuote, di diametro grada- tamente minore verso la periferia; strato esterno costituito da brevi filamenti verticali, moniliformi, assai densi, avvolti da muco jalino. Cistocarpi ignoti. Tetraspore riunite in sori, svolte nei filamenti dello strato esterno, col nucleo diviso a triangolo. Anteridi ignoti. Questo genere non comprende che una sola specie la quale e caratteristica della flora mediterranea. GLOJOGLÀDIA FUKCATA fAg.J J. Ag. Gì. frondìbus parce dìchofomis, segmentis siipra awillas rohmdatas ;patentissimis, ierminalibus filiformibus aut dilatatis obtn- siusculis, Glojocladia furcata J. Ag. Alg. med. ^;. 87. — Sj). II, p. 210. — Ujìicr, p. 353. — Kg. Sp. p. 741. — Zanard. Icon. Phyc. I, T. IV, A. Ghondru purgata Ag. Aufz. IV.^ 49. Abit. Mare ligustico al Porto Maurizio (Strafforello) ; Tir- reno a Cagliari (sec. Piccone) ; Adriatico sulle coste deiristria (Liechtenstein). » Nella terza zona di profondità, rara. Cresce a grande profondità aderendo ai corpi marini mediante un callo ra- dicale assai minuto, dal quale sorge innalzandosi sino a circa mezzo decimetro negli esemplari di maggior sviluppo. La fronda si divide, a distanze variabili, quattro o cinque volte per dicotomia e si risolve in segmenti larghi circa un millimetro, assai aperti, dei quali quelli terminali talvolta compariscono quasi liliformi. 11 colore è di un bel rosso di cocciniglia. La sostanza della fronda, che è gelatinosa e lubrica al tatto, colla diseccazione aderisce tenacemente alla carta. RUIZOPIIYJLLIi^ A:^. Frons ex ancipite ]}lana linearis , horizontaliter expansa et suh- finnatim ramosa stratis fere tril)iis contexta , basali cellulis eìongatis filì/ormthns, intermedio celhiUs angv.ìato-óhlongis sn- joerjiciem versus sensim minorilus, exteriore ceìlulis angulatis, ' Cystocarpia spongiólis nemathecioideis liemisjjliaericis Ì7ìimersa, nucleis intra ;periderma hyalinum sporas pliirimas rotundatas foventilus. Tetrasjiorae nernatheciorum more in spongiolas maculaeformes congestae, oUongae, zonatini q%mdri])artitae. Antheridia ignota. Rhizophyllis Kg. Phyc. germ. ^. 334. — Montg. FI. d'Algèr. f. 62, tal). 15, fig. 2. — /. Ag. 8p. II, p. 221. — Zanard. Icon. PJiyc. Ili, p. 29, T. LXXXVIL Fronda piana alquanto rilevata nella linea mediana, lineare, di- stesa orizzontalmente, radicante, dicotomo-pennata , composta di tre strati. Strato inferiore formato da cellule allungate quasi filiformi; strato intermedio costituito da cellule angolose, oblunghe, di diame- tro decrescente verso la superficie; strato esterno composto di cellule angolose, minute, intensamente colorate, disposte in brevi serie ver- ticali. Gistocarpi immersi in nomateci emisferici, costituiti da numerose spore arrotondate racchiuse da un periderma jalino. Tetraspore oblunghe, col nucleo diviso a zone, svolte in spongiole macchieformi a guisa di nomateci. Anteridi ignoti. ■ Probabilmente a questo genere non appartiene che una sola sj)ecìe che è la Rh. Sqnaniariae. Il Chondrm Bangii del Lyngbye, da Giacobbe Agardli ri- ferito con dubbio al genere Rhizophyllis, pare che ne debba essere rimosso. RHIZOPHYLLIS SQUAMARIAE (Menegh.J Kg. Rh. frondihus irregulariter dicJiotomo-pinnatìs , flahellatim. expan- sis, segmentfs linearibus margine dentato-lohiilatis, odiusis. Hhi/ophyllis Squamariae Kg. Pìigc. germ. j»;. 334. — Sp. p. SII. — Tal). Phyc. XVI, 8. — Ardiss, Enum. Alg. Sicil. N." 208. — Eri), critt. ital Ser. II, ìY." 1147. Rh. dentata Montg. FI. d'Algér. ^J- 65, tal), io, flg. 2. — /. Ag. Sp. II, p. 222. — Zanard. Icon. Phyc. lll,p. 29, T. L XXX VII, — Ardiss. e S'traff. Enum. Alg. Lig. K.^ 510. 225 Rhodomenia perreptans /. Ag. Synih. p. 13. Rhodymenia Squamariae De JVot. Sj). Alg. lig. i\^.° 57. WoRMSKioLDiA Squamariae Meuegh. liti, ad Corìnald. iV." 8. Delesseria alata var. dentata Montg. Crypt. Alg. N.*^ 76. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Comune sulla PeyssonelUa Squamaria. Aderisce alla pagina superiore della PeyssonelUa Squamaria mediante libre radicali provenienti dalla pagina inferiore della fronda, la quale mostrasi irre- golarmente dicotomo pennata e spiegata a ventaglio. I segmenti sono lineari, larghi circa un millimetro, dentato -lobulati nei margini, alquanto divaricati e flessuosi, ottusi agli apici. La sostanza della fronda ù membranacea e piuttosto fragile. Il colore è di un bel rosso vinoso , ma colla diseccazione non è raro che volga al giallastro. SOUAMilRIACEAE Algae ìnartlculatae ìioThontaliter exjKinsae, crustaceae vel conci- ceo-meìnhranaceae, strato decicmhente, frondis exjiansionem horizontaìem determinante, et adscendente crassitiem frondis generante constitutae , ceìlulis muco laxiori cohihitis ant so- lidescente concretis. Gystocarj^ia in nematheciis super flcialibus evoluta, transformatione Jllorum moniliformium nematJiecii orla, filisgue sterilibus stipata, intra menibranam liyalinam jili transmutati sporas articulatim seriatas discoideas ant ro- tundatas, in articulis singiilas foventia, Tetrasporae ex articuli jilonim constmiliìim transformatae , zonatim aut crnciatim divisae. Squamarieae J. Ag. S'j). Il, p. 485. — Fpicr. ;p. 373. Le squamariacee sono alghe colla fronda inarticobta , distesa orizzontal- mente (nei generi mediterraneil, crostacea o coriaceo-membranacea, costituita da uno strato basale decumbente e da uno strato ascendente composto di fi- lamenti articolati densissimi, circondati da muco più o meno denso e congiunti in basso colle cellule dello strato inferiore. I cistocarpi (noti in due soli generi) trovansi svolti in nemateci superficiali, provengono dalla trasformazione di alcuni dei filamenti di questi nemateci e sono circondati da filamenti sterili. Il loro nucleo è composto di poche spore discoidee od arrotondate, disposte a guisa di articolazioni in brevi serie circondate da una membrana j alina. Le tetraspore sono divise a zone od a croce. Esse come i cistocarpi si svolgono fra 1 filamenti di nemateci superficiali. Gli anteridi costituiscono delle masso superficiali a contorno arrotondato od irregolare. Questa famiglia, quale è in oggi limitata, essendo in massima parte com- posta di generi dei quali non si conosce la fruttificazione polisporica, non può essere considerata come solidamente costituita. Infatti i cistocarpi si conoscono bene soltanto nei generi PeyssonelUa e Cruoriella. Giacobbe Agardh nella serie delle fformospermeae riunisce le Squamariaceae, le Sphaerococcaceae e le Delesserieae, ina a me pare che convenga lasciare distinto quella da queste due ultime famiglie, mentre il posto che le Sqnamariaceae de- vono occupare nella serie delle fìoridee è tuttora incerto. Pi:Ylil§Or¥EL.r.E4 Deme. Frons ìiori:>ontaliteT expansa, al? inferiore ])agina radicans, stratis diióbns contexta : sfrato lascili cellulis in fila decumhentia flalellatìm radiantia conjundis ; superiore cellulis in fila ar- cuatim al) inferiore excurrerdia constituto. Fructus utriusque generis in spongiolis nemathecioideis super ficialilus evoluti^ filis singulis transmutatis nemathecii formati, paranematihis stipati. Cystocarpi nucleo elong ato-oUongo, sporis discoideo-ro- tundatis articulatim seriatis, duolus aut numerosiorihus con- stituto. Tetrasporae oUongae cruciatim dimsae. Aniheridia in pulvinulis superficialibus evoluta, a cellulis hyalinis mi- nntissimis in fida verticalia elongata conjunctis, constituta, Peyssonellia Decne. PI. arai). T. V, fig. 16-17. — Kg. Pliyc. T. 77, /. — Tal). Phyc. XIX, 87. — /. Ag. iSp. II, p. 499. — Epicr. lì. 382. — Tlmr. Anth. des Alg. p. 41, pi. 4. Fronda distesa orizzontalmente, orbiculata e sinuosa, od anche flabellata e lobata coi lobi embriciati o quasi, colla pagina inferiore provveduta di peli radicellari articolati, destinati a fissarla fortemente ai corpi su cui cresce, composta di due strati : Strato inferiore co- stituito da poche serie di cellule rotondato-angolose ahjuanto allun- gate e distese orizzontalmente in filamenti irraggianti a ventaglio; strato superiore formato da filamenti obliqui, articolati, densi, av- volti da sostanza mucosa piuttosto consistente, sorgenti dalle cellule dello strato inferiore, composti di articolazioni che superano di due tre volte la lunghezza del loro diametro. — Cistocarpi, tetraspore ed anteridi situati in masse di filamenti svolte a guisa di nemateci sulla pagina superiore della fronda. Cistocarpi provenienti dalla tra- sformazione di questi filamenti superficiali, col nucleo oblungo-allun- gato costituito da poche spore discoideo-arrotondate, disposte in serie. Tetraspore oblunghe, grosse, col nucleo diviso a croce. Anteridi composti di filamenti jalini, articolati, allungati, diritti, strettamente uniti in masse superficiali a contorno arrotondato, contenenti in cia- scuna articolazione due o tre corpuscoli che si disperdono nell' acqua sotto forma di globuli jalini. Questo genere, dedicato dal Decaisne al distinto ficologo Peyssonel, venne scritto dagli autori in ben cinque diverse maniere (vedi Pfeiffer Nomenclator) , fra le quali qui si è creduto di dover scegliere quella praticata dal fondatore del genere. 4. PEYSSONELLIA SQUAMARIA (Gm.J Decne. P. frondibiis corìaceis reniformihus, inciso-lobatis, ìóhis renifor- mibus iTìibricato-superj^ositis, inferne sordide tomentosis, cy- stocarjìiorum nucleo elong cito suhramoso, spori s oUongo-rotundis 'plurlmis seriatis constante. PEYSSONELLIA Squamaria. Dccnc. — /. Ag . Alg. med. j;. 93. — Sp. 11, p. 502. — Epicr. p. 386. — Kg. Pliyc. T. TI, I. — Tah. Phyc. XIX, 87, n-b. — Thur. Anth. des Alg. pi. A. — Ardiss. e Straf. Emim. Alg. Lig. p. 198. — Eri. critt. Hai. Ser. I, N."" ^ì,Ser. II, i\^.° 477. — Hohenack. Meeralg. N." 170. — Rabenli. Alg. Europ. N."" 1200. Flabellaria Squamaria Pelle OMaJe Hydr. Neap. T. IX. ZoNARiA Squamaria Ag. Sp. I, p. 131. Ulva Squamaria Rolli Cat. Ili, p. 322. 228 Fucus Squamarius Gm. Hist. fuc^). 171, T. XX, Jlg. 1. — Widf. Crypt. ag^. p. 34. — Ttirn. Hìsf. toh. 244. — Bertol. Amoen. ^, 311. Abit. In tutte le regioni del Mediterraneo. Comunissima sulle spiaggie marittime, ove viene rigettata dalle onde, spesso ancora aderente ai fram- menti delle altre alghe sulle quali cresce. Trovasi an- cora sugli scogli a poca profonditcà. La fronda dapprima reniforme e pressoché intiera, col progredire dell'età si divide in lobi essi pm-e reniformi e sovrapposti quasi a guisa degli embrici. Esaminata anche ad occliio nudo mostra un doppio sistema di righe, delle quali le une riescono raggianti e le altre concentriche. La sua consistenza è coriacea, cosiccliè colla diseccazione non aderisce punto alla carta. 11 colore è di un bel rosso castagno assai intenso. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. In grazia delle splendide illustrazioni di Kùtzing e di Thuret, questa specie può figurare fra quelle meglio note in tutte le particolarità della loro orga- nizzazione. 2. PEYSSONRLLIA RUBRA (Grei).) J. Ag. P.frondìbiis memlranaccis aggrega tis imlricato-siqm'^osiUs cu- neato-sitbrenì/ormiòus, medio lohorum affìxiSy margine involutis. Peyssonellia rubra /. Ag. iSp. Il, ]). 502. — Epicr. p. 386. — Ardiss. e Straff. Enum, Alg. Lig. p. 198. — Eri), critf. ital. Ser. I, N."" 1435. ZoNARiA RUBRA Qrex). in Linn. Trans. XV, 2,p. 340, (sec. /. Ag.). Abit. Mediterraneo occidentale alle Isole Calcari (Rodriguez); Mare ligustico a Genova ed al Porto Maurizio (Straf- forello); Tirreno a Napoli (sec. Falkenberg) ed in Sardegna (sec. Piccone); Adriatico alla spiaggia delle Pallombelle presso Ancona (Caldesi) e sulle coste della Dalmazia (sec. gli autori). Rassomiglia assai alla specie precedente dalla quale tuttavia si distingue per la maggiore sottigliezza della fronda, por la consistenza che è membra- nacea anziché coriacea, per la ripiegatura interna quasi costante e generale dei margini, nonché per il colore che è roseo anziché castagno. Gli esemplari raccolti da me stesso alla scogliera di S. Giuliano presso Genova si trovano ad aderire alla Digenca simplex. Quelli raccolti al Porto ^Maurizio dallo Straf- forello presentano una consistenza quasi crostacea, affatto insolita in questa specie, per cui la loro determinazione mi lascia qualche dubbio. 5. PEYSSONELLIA HARVEYANA Crouan P. frondihus cnistaceis in orhem exixmsis arctissime adnatis, cel- lulis strati àecumlentis a iKigina óbservatis in linea s evidentes conjwidis diametro inirnm longiorihis,filis strati ads e endentis pauci articulatis, articulis diametro sesgui-du;plo longiorihics. Peyssonellia Haryeyana Crouan in J. Ag. Sjì- li, ]}- 501. — E^icr. p. 384. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 198. LiTHYMENiA poLYMORPHA Zanavd. Icou. PJiyc. I,p. 127, T. XXX. ? Peyssonelia orbicularis Kg. Pliyc. p. 385. — Sp. p. 694. ? HiLDENBRANDTIA SANGUINEA Kg. Tal). PliyC. XIX, 91, f-Jl. 9 Peyssonellia atropurpurea Duf. Elenc. Alg. Lig. i\^." 147, non Crouan. Abit. Mare ligustico a Villafranca, al Porto Maurizio (Straf- forello) ed a Genova (Bompard); Adriatico (sec. gli aut. la f. corrispondente alla Lithymenia polymorpha. Sulle conchiglie e sul calcare nella prima e nella seconda zona di profondità. Si distingue a prima vista dalle sue congeneri qui precedentemente de- scritte per la maggiore tenacità colla quale aderisce alla matrice , nonché per la fragiUtà della sua fronda clie ha consistenza crostacea. Quantunque la sua circoscrizione sia in generale orbiculata, pure può assumere forme svariatissime. Le dimensioni degli esemplari variano a seconda dell' età ; in quelli da me stesso raccolti a Villafranca il diametro giunge ad egungliare quasi quattro centimetri. Cresce eziandio nell'Oceano Atlantico. lIILDEf\BR;t^DTI4 ^a1do FrfMS horùontaUter expansa, inferiore pagina arctissime aiViae- rens, superiore fructifera, celMis sv.hangiilato cuhicis in II- neas horizontales et vertico.les seriatis, contexta. Cystocarpia ignota. Tetrasjmrae in cryjptis sitperjicialilms late ajiertis circumcirca cUspositae, oUongae, intra perisporìum liyaìimnn aut crnciatim aut zonatim divìsae, HiLDENBRANDTiA Kanlo ìu Iò'ìs 18o4 ^;. P)7."). — ITg. Phyc. p. 384. — /. Ag. S]). 11, ![). 493. Fronda crostacea, sottile, distesa orizzontalmente in forma di macchia sanguigna, orbiculata od a contorno irregolare, colla pagina inferiore tenacemente aderente ai sassi su cui cresce , colla pagina superiore fruttifera, intieramente costituita da cellule minutissime quasi cubiche, nelle superficie orizzontali disposte senza alcun or- dine , ma nelle sezioni verticali della fronda regolarmente di- stribuite in serie verticali ed orizzontali. Gistocarpi ignoti. Tetra- spore numerose, oblunghe, col nucleo diviso a croce od anche a zone, svolte in cavità poste sotto la superficie della pagina superiore della fi'onda ed aperte verso l'alto. Anteridi composti da filamenti jalini, articolati, diritti, strettamente uniti in masse superficiali a contorno arrotondato od irregolare. ^o' Secondo le osservazioni del Signor P. Petit (Brelissonia 3° an. iV." 4) nella H. rmdaris, clie cresce sul letto dei ruscelli, ad una data epoca appari- rebbero dei tricogini in forma di lunghi peli talvolta ramosi e con V intorna cavità tutta continua. HILDENBRANDTIA NARDI Zananl. H. sanguineo-jmrjnirea, tenni ssima, crustacea ; tetrasporis oUongis cruciatim divisis. HiLDENCRAKDTiA Nardi Zonard. Syn. alg. Adriat. p. 136. — Kg. Sp. p. 695. — Tab. Phyc. XIX, 91, i-I. — J. Ag. Sp. II, p. 494. —Epicr. p. 379. — Ardiss. e Straff. Enum. Alg. Lig. p. 199. — Eri. critt. ital ,Ser. II, A^." 1140. 231 H. RUBRA Menegli., (scc. j. A//.). H. PROTOTYPUs Nardo in Isis is:!'i, [>. <;75. Abifc. Marc ligustico ad Alassio (Strafforcllo) , Camogii o Portofino; Tirreno alTIsola d'Elba (Sig ^ Toscanclli); Alto Adriatico a Trieste (Ilauck). Sui ciottoli e sugli scogli a poca profondità. Forma delle croste sottili (li colore purpureo -sanguigno, con contorno poi* lo più irregolare, di estensione variabilissima, colla superficie percorsa da ru- gosità visibili anche ad occhio nudo. Frons cnistacea liorizontaliter expansa, inferiore 2^agìna adnaia, stratis dnóbus contexta: strato lasali cellulis horizontaliter seriatis fere in fila avete conjuncta Jialellatim irradiantia or- dinatis, sifperiore cellulis verticaliter sujìerjiositis, in fila in- ferne incrassata, moniliformia, dichotoma, arcuatim ah infe- riore excurrentia, muco tenui olvallatis constituto. Cystocarpìa ignota. Tetrasporae, nematheciorum more, supra jiaginam ewlutae, trans fior mattone ultimi articuU jilorum ortae, ol)o- vatae, irregulariter cruciatim qimdriiKirtitae. Antheridia ignota. Fronda crostacea, tenuissima, distesa orizzontalmente, radicante nella pagina inferiore mediante la quale debolmente aderisce alla matrice, costituita da due strati distinti. Strato inferiore composto di cellule oblunghe, disposte orizzontalmente a guisa di fili stretta- mente uniti ed irraggianli a ventaglio; strato superiore formato da cellule verticalmente sovrapposte in modo da costituire dei filamenti moniliformi^ dicotomi, sorgenti obliquamente dallo strato inferiore, colle articolav:ioni basali alquanto ingrossate, riuniti da sostanza mucosa poco tenace. Gistocarpi ignoti. Tetraspore obovate, col nucleo diviso a croce, svolte in ispazi circoscritti a guisa di nemateci e pro- venienti dall'articolazione terminale dei filamenti verticali costituenti lo strato superiore della fronda. Anteridi ignoti. 16 CONTARIMA PEYSSONELLIAEFORMIS 7Amard. C. frondihis suborUciclarìhus, margine lóbatis vel laciniatis, la- xinscule adnafis. GoNTARiNiA Peyssonneliaeformis Zanavil. Saggio j). 45. — Icon. PJujc. I, li. 4 7, T. XII. — J. Ag. Sp. II, p. 492. Abit. Adriatico sulle coste dell' Istria (Hauck); Tirreno nel Golfo di Napoli (sec. Falkcnberg). Cresce sulle cisfcosìre ed anche su altri corpi marini sotto forma di piccole croste rossastre del diametro di circa un centiinjtro, irregolarmente rotondate e spesso coi margini lobati o laciniati. I fratelli Grouan (Note sur quelques algties marlnes nouvelles de la rade de Brest. Aìiniks des S3. nut. 4. Ser. tom. IX, cnìiier N'.''^ 1.) riferirono al genere Contirinia due pi;v:oIe squamariacee della rada dì Brest che per i caratteri della fruttiiicazione tetrasporica evidentemente non vi possono appartenere. Secondo Zanardini alla Conlarinia Peyssonelliaejormis si dovrebbe invece riferire il Rho- dodiscus pulcherrimiis Croiian, il quale cresce pure sulla rada di Brest. €eUORI/i Fr Frons horkontaliter ex^ansa arctissime aclnata, maculaeformis, filis verticalibus articulatis densissime stipatis , muco Jltiido dbvaUatis , constituta. Cystocar])ia Tetrasjiorae ad fila laterales transformat ione rami ortae, oUongo-davaiae, lonatim atit cruciatim divisae. Gruoria Fr. FI. Scand. p. 316. — /. Ag. Sp. II, p. 490. — Thur. Anth. des Alg. p. 41. • Fronda distesa orizzontalmente in forma di macchia sanguigna; tenacemente aderente ai sassi od alle conchiglie su cui cresce, co- stituita da filamenti verticali articolati quasi semplici, avvolti da muco fluido, e da uno strato inferiore orizzontale tenuissimo celluioso. Te- traspore oblungo-clavate col nucleo diviso a zone od a croce, svolte lateralmente ai filamenti dello strato superiore della fronda e prove- nienti dalla trasformazione dei rametti di questi stessi, filamenti. Antei'idi costituiti da piccole masse di cellule ovoidali, jaline, situate alla sommità dei fdamenti verticali costituenti lo strato superiore della fronda. La fruttilicazione poli^^porica di questo genere, quale viene in oggi limitato, pare che si presenti con caratteri diversi a seconda delle specie. I fratelli Crouan (Note sur qtielqi(£S algties marines nouvelles de la rade de Brest. Annales dcs se. nat. 4. Sor.fom. /X/ descrissero i cistocarpi della loro Cruoria adhaerens come costituiti da numerose spoi-e arrotondate, avvolte da sostanza gclinea , agglo- merate in lina massa sferica lìssata alla sommità dei filamenti costituenti la fronda e circondata da piccoli rametti articolati che le costituiscono una specie d'involucro. Stando alla iìgura che accompagna la descrizione dei fratelli Crouan, tali cistocarpi ricorderebbero quelli dei Nemalion, fra i quali infatti (Fior. Finist. p. Ì4-6) gii stessi autori in seguito credettero di dover trasportare la loro Cr\wTm adhaerens. Ma d'altra parte Zanardini (Icon. Phyc. Ili, p. 27-28, T. ZXXXVI, jig. S) assicura di aver trovata la fruttificazione polisporica della Cruoria pdlita del Fries sotto forma di favelle situate alla base dei fili verti- cali costituenti la fronda. È naturale quindi di concludere che il genere Cruoria esigp nuovi studi e che il suo collocamento fra le squamariacoe non si può considerare come sicuro. CRUORIA CRUCIATA CDiifJ Zananl. 0. frondihus orMcularìhits margine inaequaliter crenatìs,JlUs ve/'- ticalihus Irevibus dasi crassioHbits furcatis, caeterum imrum atteivMitis simpliclbus vel 'parce ramosis^ artimlis diametro siibaeriualibus ; tetrasporis cruciatim, divisis. Cruoria cruciata Zanard. Icon. Phyc. Ili, p. 35, T. LXXXVI Cruoriopsis cruciata Duf. Elenc. Alg. Lig. p. 35. — Ardìss. e Straf. Enum. Alg, Lig. p. 199. Abit. Mare ligustico a Diano Marina (Sirafforello). Sui sas.si e sui gusci di patella a poca profondici. Fra le s-iuamniiasee mediterranee pare si debba comprendere anche la Cruoricllit annorUa Creiian (.4>tn. dis se. nat. 4. Str. Ioni. 12, pi. 22, fii- G, 54-J7. — Fi. Finisl. p. 14S, pi. 19, N." itS) la quale sarebbe stata scoperta dal eh. Falkenberg nel GolTo di Napoli e trovata dal eh. Collins su 'alghe provenienti dallo Stret.o di Messina. Nella Cruoriella la fronda sarebbe crostacea, stesa orizzon- talmente come nelle Cruoria, ma perle fruttificazioni svolte in nemateci superficiali, il genere Criiorie'la si avvlcinerebb? di più a' genere Peyssoii'Hiit. 231 HORMOSPERMEAE J. Ag. Cystocarpii oiucleo fiUs sporìferis articìdaUs a placenta admodum evoluta fasciculatim radiantihis , in articiilis sìqjeriorihiis paiicìoriljus sporas generantihus, com;posito. SPHAEROCOCCACEAE Alga e inartìciilatae cellulosae, celliilis exterioTibus rotundatìs mi- mitis mine in fila verticalia conjunctis, interioribv.s rotundato- anguUUis, intimis mine filiformibvs , constitiitae. Cystocarjjìa intra jpericarpium externum saepissime liemispjhaerice eminens carpostomio jìertusum, nucleum simplicem, raro jilis aut cel- lulìs sterililms interspersis ■ sidjcompositum , foventia. Fila spo- rifera a placenta hasali radiantia. Sporae aut in articulis supìremis singulae aut in articulis svperiorilus plures fere simul matiirescentes, olovato-oblongae. Tctrasporae per frondem parum mutatam sparsae, cruciatini aut zonatim dimsae. Sphaerogoggoideae /. Ag. Epicr. p. 392. Le sferococcacee sono alghe colla fronda inarticolata, arrotondata o piana, talvolta alquanto rialzata nel mezzo e tagliente da ambedue i lati, in più modi ramosa, costituita da due o da tre strati distinti. Lo strato interno è composto intieramente di grosse cellule rotondato-angolose, oppure di grosse cellule sotto- corticali e di filamenti midollari longitudinali articolati assai densi, disposti attorno di un tubo assile articolato. Lo strato esterno è costituito da cellule minute arrotondate od oblunghe, intensamente colorate, ora disposte su di una sola serie, ora su più serie e riunite in brevi fJamenti verticali. I cistocarpi per lo più trovansi sparsi qua e là sulla fronda sulla quale sporgono a guisa di emisferi, ma talvolta nascono soltanto su rametti o ciglia marginali brevi e tenui. In ogni caso essi si trovano protetti da un pericarpio esterno nel quale si possono distinguere due strati di cellule e che da ultimo si apre mediante un carpostomio. Il loro nucleo si compone di filamenti sporiferi raggianti in ogni direzione da una placenta basale assai sviluppata, ma ora apparisce sem- plice, ora quasi composto di più nucleoli, perciocché fra i filamenti sporiferi scorrono o meno dei, filamenti sterili che procedono dal tessTito placentare mi- dollare e che vanno a congiungersi con le cellule dello strato corticale del pe- ricarpio. Le spore hanno forma obovato-oblunga e nascono per lo più in numero 235 di due maggiore di due nelle articolazioni superiori dei filamenti sporiferi, dei quali costituiscono le porzioni terminali. Le tetraspore trovansi sparse ed im- merse nella fronda e si dividono a croce od a zone a seconda dei generi. Gli anteridi ora si svolgono sulla fronda od immediatamente al disotto della sua superfìcie, su rametti laterali, sotto forma di uno straterello punto sporgente, composto di cellule; jallne minutissime ed intramezzato da cellule corticali ordi- narie', ora nascono sulle pareti di cavità sotto corticali aperte all'esterno me- diante uno stretto orilicio e sono ancora composti di cellule jaline clie trovansi riunite in brevissimi fil.iraenti, costituiti appena da poche articolazioni mo- niliformi. La famiglia delle sferococcacee comprende quindici generi che da Giacobbe Agardh vennero raggruppati in quattro tribù, ma di questi generi tre soltanto trovansi rappresentati nella flora del Mediterraneo. Frons tereihiscuìa cmt comjjresso-jolana, meiribranacea vel cartilagi- nea, varie ramosa, ramis disticMs aut sj).arsis, dujiìici strato